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Il tifoso virtussino è un po' diverso dagli altri:

sarà che ha vinto tanto e che quindi - come tutti i vincenti - spesso risulta antipatico;

sarà che nasce in una città dove l'accesa rivalità con la Fortitudo ora e il Gira prima ha creato un "clima speciale"; sarà per la goliardìa caratteristica di una città sede universitaria storica.

Per tutti questi motivi il tifoso virtussino ama sfoggiare il palmares della squadra ad ogni piè sospinto (ci chiamano per questo "bachecari") e possibilmente prendere in giro, in particolare i concittadini di fede opposta, con una sana cattiveria sportiva. Emblematico in questo senso il sito del Coniglio Bianconero al quale fa da contraltare analogo sito fortitudino.

 

festeggiamenti per lo scudetto, una scena piuttosto consueta in casa Virtus

 

FOLLIE DA TIFO VIRTUS

tratto da DERBY! FORTITUDO-VIRTUS storia di una rivalità senza fine

 

Goliardate, trovate ad effetto e sfottò fanno parte anche della cultura virtussina. Le cui frecciate sono mediamente più sottili, dallo humor più anglosassone, ma non per questo meno efficaci. Ecco una carrellata di alcune perle del tifo bianconero degli ultimi anni. Se il derby è una sfida ai massimi livelli, il popolo virtussino la accetta, tutt'altro che passivamente:

 

  • 1989, lo sponsor fortitudino Arimo, che produce indumenti intimi, ha nella sua campagna un paio di mutande da uomo e lo slogan "Arimo veste l'intimo". I Boys virtussini al derby espongono la loro versione su striscione: "Arimo veste l'intimo per coprire i coglioni".

  • 1993, la Virtus vince il derby ci Coppa Italia 101-60. Escono le t-shirt con gli slogan "+41, la Grande Febbre" e "-41, la Grande Glaciazione"; sono le risposte al "Grande Freddo" fortitudino di quattro anni prima.

  • Derby della fase ad orologio, stagione '94. Coreografia imponente e azzeccata: "è sempre l'ora delle V nere" dice una scritta sotto un enorme orologio disegnato sul bandierone che copre tutta la curva. Al posto di ogni ora c'è infatti uno scudetto e q auel tempo la Virtus ne aveva giusto 12.

  • Le migliori coreografie dei tempi recenti. Curva coperta di cartoncini azzurri, con le facce dei 10 giocatori che emergono da grandi stelle gialle, come da bandiera europea (è il playoff di Eurolega). L'intero PalaMalaguti che mostra la scritta "Kinder" aprendo il giornalino sociale alla doppia pagina centrale: semplice, ma di effetto.

  • Esempio di uso "abusivo" della F di Fortitudo in striscioni di dileggio: "Figli di un basket minore", "buone Ferie", "Ciao GuFi" (a Barcellona), e "Falliti" (dopo gara5 scudetto '98) tutti con la lettera F in bella evidenza dentro lo scudo.

  • Dedicata ad uno dei figli di Seragnoli che avrebbe chiesto Dominique Wilkins come regalo di compleanno: gigantografia di Pamela Anderson molto poco vestita, e enorme sottoscritta: "Me la compri papà?"

  • Stagione 1998, compare nel parterre Virtus anche un sosia di Giorgio Seragnoli. Piuttosto somigliante, abbronzatissimo, maniche della giacca arrotolate, facile bersaglio di lazzi.

  • Eurolega '98, la fantasia virtussina si scatena. Dopo i fax e le t-shirt commemorative del 2-0 nei quarti, come promesso da Barcellona piovono sui bolognesi rimasti a casa centinaia, migliaia di cartoline zeppe di sfottò di ogni genere. Ne circolano pacchi interi preparate prima della partenza, con la dicitura "io c'ero, tu dov'eri?". Oltre ad amici e conoscenti fortitudini, vengono bersagliate soprattutto la sede storica di Via San Felice (meno quella operativa di Via D'Azeglio), la Locanda del Cristo, il Ruvido e gli altri locali notoriamente biancoblù, ma anche le abitazioni di due privati: Giorgio Seragnoli e Fabrizio Pungetti.

  • Di queste migliaia di cartoline alcune sono regolarmente affrancate, molte sono a carico del destinatario (ne verranno respinte a grappoli), ma ce n'è qualcuna che viaggia con strani francobolli che, ad un esame attento, si rivelano falsi. Sono riproduzioni fatte al computer dei bolli delle poste spagnole, ma con le facce di Seragnoli e di Myers al posto di quelle di re Juan Carlos. Il bello è che verranno quasi tutte recapitate, alla faccia delle poste spagnole e dei fortitudini che le ricevono.

 

  • L'esperimento era già stato tentato l'anno prima, quando in città circolava il "Seragnolino", francobollo con l'effige del patron fortitudino a cui è stato aggiunto un naso da Pinocchio, "emesso" in occasione della sconfitta TeamSystem in finale a Treviso. Anche questo regolarmente recapitato dalla posta italiana.

  • Sempre dopo la finale persa con Treviso, solo alcuni esempi di fax circolati per mezza bologna. "Vendesi bacheca nuova mai usata causa fallimento", seguono dettagli sulle sconfitte Fortitudo. "Fossa dei Leoni organizza viaggio a Lourdes", con contorno di miracolose apparizioni e sparizioni di scudetti. "Cantico all'Aquila caduta", poesia in quartine che gira il coltello nelle piaghe dei cugini. Un "menù" che trai molti giochi di parole offre "Risotto in Bianchini, nasello rotto alla Myers, pere Williams, carrello dei bolliti, servizio Gracis". Un annuncio mortuario che dà notizia della scomparsa di"Speranza Fortitudo in Seragnoli". Una lettera su carta intestata GD (pare che molti dipendenti siano virtussini...) firmata "l'Emiro" che convoca il consiglio direttivo con l'ordine del giorno "Come vincere qualche cosa". E varie altre prese per i fondelli, più o meno spiritose, più o meno di buon gusto.

  • Finale '98, Rivers dichiara di aver prenotato il volo di rientro negli USA il giorno dopo gara4 per lo scudetto. Ma si va a gara5 e in tribuna compare un "Mamma ho perso l'aereo" firmato David Rivers.

  • L'anno dopo si leggerà anche un "Mamma, ho riperso l'aereo" ma la firma apocrifa è quella di Carlton Myers.

  • Dopo la finale '98, nuova grandinata di prese in giro sul fax (e anche le e-mail) dei tifosi blu. Si segnalano "La razza è la stessa, è la classe che è un'latra" sul disegno di un asino fortitudino e un purosangue virtussino. "acc. con tutti i soldi che ho speso ho vinto solo la coppa del Concorso Abbronzatissimi", fumetto attribuito a un Seragnoli che guarda una bacheca con dentro solo una Coppa Italia, piena di tele di Ragno. Infine una versione del Vangelo secondo la quale Gesù, dopo aver miracolato ciechi, storpi e moribondi, incontra un gruppo di persone in lacrime, chiede quale sia il loro dramma, e alla risposta "siamo fortitudini", china il capo, li abbraccia e piange con loro, impotente.

  • Derby successivo al "Palettagate", casa Virtus. Un gruppetto di fans bianconeri è travestito da Banda Bassotti, impugnano le palette di segnalazione del bonus, uno striscione ammonisce "Puglisi, giù le mani dalla paletta".

  • Brusche cadute di stile possono capitare anche sulla sponda bianconera. Efficace, ma decisamente poco "inglese", dopo la terza sconfitta in finale dei cugini, un enorme fallo tricolore (c'è il verde Benetton, il rosso Stefanel e il bianco Virtus) con questo commento: "cambiano i c..zi, ma il c..o è sempre lo stesso":

  • in questo libro non arriviamo alla stagione 99/00, ma sappiamo già cosa significa per i virtussini la sigla PAF, nuovo sponsor Fortitudo: "Perderete Alla Fine".

 

In tribuna con le regole

di Franco Montorro - Bianconero, 01/2005

 

Vi hanno chiamato conigli. Vi hanno accusato di scappare. Vi hanno preso in giro per la mancanza di coraggio. Vi hanno urlato che la vostra voce non si sentiva, che i vostri cori non arrivavano a bordo campo. Non avete mostrato sederi né esposto croci uncinate. Eppure la vostra squadra negli ultimi anni è stata quella che aveva vinto più di tutte. Nonostante tutto. Ad alcune trasferte europee "quando ne valeva la pena" - Barcellona, Monaco e Losanna per citarne tre - siete andati in numero molto superiore a qualsiasi altra tifoseria e siete tornati, vincitori o vinti, senza rimpiangere amici bloccati alla Gendarmeria o accarezzati dalla Polizei. Tutto perché avete sempre preferito tifare entro certi limiti. Non siete stati i primi né gli unici, mi auguro che non sarete neanche gli ultimi.

Time out. Non sono nato la notte "dal squasadén" e neppure sulla Luna, dunque lo so bene come si tifa in un palazzo dello sport italiano e accetto l'idea che chi ha pagato un biglietto possa dire di tutto di più, anche parolacce (ne dico anch'io, magari anche a palazzo). È permesso a teatro e all'opera, alla Scala come al Dopolavoro e al Primadellapacchia. Va bene, è sempre stato d'uso comune, sono solo cambiati certi termini, per cui nessuno dubita più della fedeltà della consorte dell'arbitro ma quasi solo dell'onestà dello stesso; mentre permane la curiosa usanza di cantare in coro "Lega italiana, figli di..." per protestare contro una fischiata quando la Lega Basket con le designazioni e le gestioni arbitrali c'entra quanto Romano Bertocchi con un concerto dei Blue. Insomma, arrabbiatevi e (stra)parlate ma restate nei limiti. Del campo e del buon senso. Facile dirvi di stare al vostro posto, di non gettare niente in campo, di non invaderlo, il terreno di gioco, di non picchiare sulle protezioni in plexiglas. Più o meno lo state già facendo, lo avete sempre fatto. Quelli con la maggiore anzianità di servizio Virtussina magari perché abituati dal mai troppo lodato Avvocato Porelli, che sapeva resistere a tutto tranne che alla tentazione di far cacciare fuori dal palasport chi avesse osato fare quel poco in più oltre la civiltà. Non spaventatevi: civiltà. Troppo comodo parlare di maleducazione e scaricare le colpe su chi non l'ha saputa insegnare. So di non predicare nel deserto e anzi di avere l'appoggio di un Claudio Sabatini che ho appoggiato sempre e completamente per questo suo codice di comportamento e per questo suo indirizzo programmatico: un club ha il dovere di controllare il comportamento dei suoi tifosi e di non tollerare nessun sconfinamento. Alcune società pur troppo non solo non si preoccupano di tenere alta l'attenzione contro violenza e inciviltà ma in alcuni casi scendono a livelli più bassi dei loro sostenitori più beceri, non isolandosi ma addirittura mantenendo con loro morbosi rapporti. In questi casi alcuni giornalisti voltano la testa dall'altra parte rifugiandosi dietro la scusa che bisogna parlare solo di cronaca, io non voglio essere diverso a tutti i costi ma già troppe volte mi sono dovuto trovare a commentare fatti di cronaca nera mentre se proprio non voglio parlare del "basket dei due punti" all'interno dei palasport mi piacerebbe che fosse solo per iniziative a favore dei più giovani, come ad esempio nel caso dei campi da basket per i ragazzi montati dietro alle tribune del PalaMalaguti per quelli che vogliono provare a giocare a basket "come fanno i più grandi" (non solo d'altezza ma anche di età). Poi nei palasport ci saranno sempre pantere, leoni, tigri, squali. Ma soprattutto ci sono uomini. E le bestie, lasciatele perdere.

 

Le inutili campane di Monghidoro, fatte venire dai fortitudini per gara4 del '98 per festeggiare uno scudetto mai arrivato.

 

VIRTUS, UN POPOLO DI LAUREATI

Superbasket - 19/24 aprile 1995

 

Un campione di 1.500 abbonati su 5.612 per un identikit interessante e per certi versi sorprendente del tifoso medio della Virtus Buckler Bologna, la società con più pubblico e abbonati d'Italia. L'indagine presentata alla vigilia dei playoff dal presidente Alfredo Cazzola, è stata condotta dal centro studi della Promotor. Ecco i dati salienti: il 73% degli abbonati Virtus sono uomini, il 40% ha tra i 26 e i 40 anni, il 22,5% è sotto i 25, il 37,5% è oltre i 40. il 19% dei possessori dell'abbonamento è laureato ("Un dato clamoroso -sottolinea con orgoglio Cazzola - se si pensa che a Bologna, leader in Italia per quanto riguarda la popolazione laureata, la media non supera il 9%"), il 59% ha un diploma di scuola media superiore. E ancora: il 53% del popolo bianconero è formato da impiegati, il 21,5% da studenti, l'11,5% da artigiani e commercianti, il 2,5% da professionisti e imprenditori; il 13% vive dentro le mura, il 57% fuori mura, il 29% fuori comune, l'1% fuori provincia.

Altro dato interessante: l'abbonato virtussino è tale, in media, da 11 anni e il 48% ha familiari anch'essi abbonati. Cazzola è tornato anche sulla vicenda legata agli abbonati che hanno ceduto la tessera a tifosi Fortitudo per il derby: "Ci eravamo adoperati per evitare che si ripetessero gli incidenti degli altri derby quando alcuni nostri abbonati erano stati espropriati del posto. All'ultimo derby l'abbonamento era l'unico strumento che garantiva l'accesso, anche se questo ha significato un danno economico di 50 milioni tra mancato incasso e organizzazione delle strutture di controllo. L'ingresso di alcuni tifosi Fortitudo significa che abbiamo abbonati che tifano per i cugini oppure che alcuni nostri abbonati hanno sfruttato l'occazione per un'operazione di bagarinaggio che non possiamo evidentemente tollerare".

 

I tifosi bianconeri travestiti da "ricchi americani" fanno il verso allo sponsor GMAC presentato dalla Fortitudo