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Ekonomou, Andersen D.,
Andersen M., Binelli, Frosini, Stombergas
Sconochini, Bonora, Abbio,
Ruini, Ansaloni, Danilovic, Rigaudeau
STAGIONE 1999/00
KINDER BOLOGNA
Serie A1: 2a classificata su 16
squadre (21-30)
Play-off: semifinalista (3-8)
Coppa Italia: finalista (2-3)
Euroleague: finalista (15-19)
SuperCoppa: finalista (0-1)
Partite
della stagione
statistiche di squadra
Madrigali partirà cambiando mezza squadra
di Walter Fuochi
- La Repubblica - 15/05/2000
Due finali di coppa
giocate e perse, fra Reggio e Losanna. Un terzo posto in campionato che
ritocca il quarto d'un anno fa pur nel modo importante che riammette
all'Europa vera. Così la Virtus, già finiti i giochi, stila i suoi primi
bilanci. Bilanci magri, nella stagione forse più avara del tramontato
impero di Cazzola: ormai chiuso, lo sapete,
dopo 9 anni e mezzo. Il piccolo derby interno della delusione farebbe
competere quest'annata da 41 vittorie e ben 20 sconfitte con quella 96-97,
egualmente chiusa con uno 0-3 in semifinale, per mano della Fortitudo. Ci
fu pure, all'epoca, l'esonero a metà corsa di Bucci.
Ma contabilmente quella Virtus, altrettanto sbagliata e sfasata, portò a
casa una Coppa ltalia. Questa ha fallito tutto.
è nata storta e così è
morta, di eutanasia strisciante: battendola due volte a domicilio, la Benetton ne ha pietosamente staccato la spina. Come già avvenne un anno
fa, s'è cercato di rattopparla in corsa, inseguendo una soluzione che
riesce di rado. Ci si ricorda dei Cook e Daye che Bianchini pescò nei
cataloghi Nba per vincere il primo scudetto pesarese. Era l’88, sono
passati 12 anni e se si ricordano quei due è perché poi se ne sono
azzeccati più pochi. La Virtus ha tagliato
Stombergas, un tiratore che non aveva ammazzato nessuno, per Mee, un tipo di play così indefinito che è
riuscito a dar meno di Stombergas. Credo
non si possano avere rimpianti, entrambi i fattori erano modesti (o così
si sono rivelati nella loro vita bolognese): il prodotto non sarebbe
cambiato. Piuttosto, la vera scommessa del play-off bianconero, la
speranza che scortava quell’avvicendamento in fondo marginale, era
ritrovare il vero Rigaudeau (anche da
tiratore, per averne i punti del lituano). Quella è fallita, per
inadeguatezza fisica, dopo essere stata protetta anche dalle spallate di Cazzola che, sia del francese che dei mali di Danilovic, ne aveva avuto abbastanza fino a
minacciarli di taglio. Quello era, il famoso comunicato, al di là delle
esegesi di comodo. Alla fine, sempre più asfittica in attacco, la Kinder
s'è trovata inchiodata a punteggi coi quali si vince a malapena a
briscola. Prima, gli incidenti di percorso l'avevano decapitata in vari
modi. Ma era già, anche pesati questi alibi, una Virtus sbagliata.
Intanto, non aveva un pacchetto di pivot competitivi. Michelone Andersen, partito in quintetto,
non ha avuto qui neppure quella vita da gregario che gli era toccata
altrove. Frosini è stato affidabile ma non dominante. Binelli è ormai da pensione, almeno ad alto
livello. Andersino è bello ma tenero. E
infine Ekonomou non e più un lungo.
Poi, ha fallito pure al tiro, la sua arma residua, però ormai da ala pura.
Da numero 4 è stato improponibile, per mollezza fisica: e sul ruolo 4,
ancor più che sul 5, la Kinder ha subito, dalle avversarie più forti, i
disavanzi più gravosi. La scommessa iniziale era attrezzare una batteria
d'esterni formidabile che vincesse le partite avendo sotto canestro la
carne da cannone dei pivot gregari. Ma, al di là del discutibile assunto,
neanche gli esterni hanno sparato dritto. Il primo ad affondare è stato Stombergas, pure per limiti di carattere.
L'anno di Rigaudeau, infortuni a parte, non
è stato mai brillante, partito in ritardo, e forse poco convinto, dopo la
delusione Nba. Danilovic
ha retto bene per un pezzo, poi, nella squadra squagliata, è
affondato con gli altri: poteva compensare la minor potenza con il
mestiere, sfruttando gli spazi, come però si può fare solo in una squadra
che funziona, è pericolosa in più uomini, ha play che pensano e giocano.
Braccato da sentinelle energiche, in quintetti poveri e sbilenchi, ha
faticato troppo. Abbio s’è sfinito in mille
ruoli, risultando comunque il miglior bianconero. Sconochini ha pagato dapprima tributo ai
malanni, poi era tra i pochi a sapere che il futuro sarà lontano da qui.
Certi di restare sono, a occhio, i soli Abbio, Andersino, Frosini
e Bonora. Degli altri, compresa la premiata (e
costosa) ditta Rigaudeau
& Danilovic, si parlerà. Che restino Andersone,
Ekonomou e Mee è da escludere. In arrivo
risultano Ginobili e Tomidy, c’è chi parla
di Bullock, ma ci vorrà anzitutto un pivot da quintetto su cui spendere
una delle due carte straniere. Sempre che restino due. L’apertura di tutte
le frontiere pare imminente e si profila pure una seconda Eurolega dal
regno Fiba, cui la Virtus aderirebbe. Prima di disegnare squadre, sarà
bene attendere le regole. Sarà la prima partita del tandem Madrigali-Messina.
Il coach, alla sua prima stagione veramente sbagliata, ha sentito
fischiare intorno a sè più d'una voce di dissenso, ma si sa che le aure
intangibili durano finché vinci. Messina potrebbe
giovarsi dell'alibi concesso alle squadre figlie di società con un quadro
in profondo trasformazione, ma ha sbagliato come tutti, ed anche la
gestione dello spogliatoio ha rivelato un gruppo meno compatto d'un tempo
(uno alla Savic, mancato in campo dai giorni
belli, è ancor più mancato fuori dal campo). Eppure, Messina resta fra i
tecnici più capaci, attrezzato per la rivoluzione in arrivo, perché il
basket che chiederà un tiro ogni 24 secondi sarà, dopo Sydney, tutto un
altro gioco. L'hanno cercato, solo nell’ultimo mese, Barcellona e Paok,
Milano e Roma: penseranno che li abbia tutti, i libri della pallacanestro.
E' un patrimonio della Kinder che deve ripartire e presto ci farà sapere
come. In settimana, parlerà finalmente Marco Madrigali. Sarà interessante
ascoltarlo.

D. Andersen e Frosini a
rimbalzo
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