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Ekonomou, Andersen D., Andersen M., Binelli, Frosini, Stombergas

Sconochini, Bonora, Abbio, Ruini, Ansaloni, Danilovic, Rigaudeau

 

STAGIONE 1999/00

 

KINDER  BOLOGNA

Serie A1: 2a classificata su 16 squadre (21-30)

Play-off: semifinalista (3-8)

Coppa Italia: finalista (2-3)

Euroleague: finalista (15-19)

SuperCoppa: finalista (0-1)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
5 Predrag Danilovic A 1970 201 YUG
6 Davide Bonora P 1973 188 ITA
7 Alessandro Abbio G 1971 193 ITA
8 Nikolaos Ekonomou A 1973 206 GRE
9 Saulius Stombergas A 1973 202 LIT fino al 07/04/00
9 Darnel Mee P/G 1971 198 USA dal 07/04/00
10 Hugo Sconochini G 1971 194 ITA
11 Augusto Binelli C 1964 211 ITA
12 Alessandro Frosini A/C 1972 209 ITA
14 David Andersen A/C 1980 213 DAN
13 Michael Andersen C 1974 210 DAN
14 Antoine Rigaudeau P 1971 201 FRA dal 01/09/99
15 Fabio Ruini P 1980 192 ITA
Paolo Barlera C 1982 216 ITA
Luca Ansaloni G/A 1967 196 ITA
Ettore Messina All ITA
Giordano Consolini ViceAll ITA

 

Partite della stagione

statistiche di squadra

 

 

Madrigali partirà cambiando mezza squadra

di Walter Fuochi - La Repubblica - 15/05/2000

 

Due finali di coppa giocate e perse, fra Reggio e Losanna. Un terzo posto in campionato che ritocca il quarto d'un anno fa pur nel modo importante che riammette all'Europa vera. Così la Virtus, già finiti i giochi, stila i suoi primi bilanci. Bilanci magri, nella stagione forse più avara del tramontato impero di Cazzola: ormai chiuso, lo sapete, dopo 9 anni e mezzo. Il piccolo derby interno della delusione farebbe competere quest'annata da 41 vittorie e ben 20 sconfitte con quella 96-97, egualmente chiusa con uno 0-3 in semifinale, per mano della Fortitudo. Ci fu pure, all'epoca, l'esonero a metà corsa di Bucci. Ma contabilmente quella Virtus, altrettanto sbagliata e sfasata, portò a casa una Coppa ltalia. Questa ha fallito tutto. è nata storta e così è morta, di eutanasia strisciante: battendola due volte a domicilio, la Benetton ne ha pietosamente staccato la spina. Come già avvenne un anno fa, s'è cercato di rattopparla in corsa, inseguendo una soluzione che riesce di rado. Ci si ricorda dei Cook e Daye che Bianchini pescò nei cataloghi Nba per vincere il primo scudetto pesarese. Era l’88, sono passati 12 anni e se si ricordano quei due è perché poi se ne sono azzeccati più pochi. La Virtus ha tagliato Stombergas, un tiratore che non aveva ammazzato nessuno, per Mee, un tipo di play così indefinito che è riuscito a dar meno di Stombergas. Credo non si possano avere rimpianti, entrambi i fattori erano modesti (o così si sono rivelati nella loro vita bolognese): il prodotto non sarebbe cambiato. Piuttosto, la vera scommessa del play-off bianconero, la speranza che scortava quell’avvicendamento in fondo marginale, era ritrovare il vero Rigaudeau (anche da tiratore, per averne i punti del lituano). Quella è fallita, per inadeguatezza fisica, dopo essere stata protetta anche dalle spallate di Cazzola che, sia del francese che dei mali di Danilovic, ne aveva avuto abbastanza fino a minacciarli di taglio. Quello era, il famoso comunicato, al di là delle esegesi di comodo. Alla fine, sempre più asfittica in attacco, la Kinder s'è trovata inchiodata a punteggi coi quali si vince a malapena a briscola. Prima, gli incidenti di percorso l'avevano decapitata in vari modi. Ma era già, anche pesati questi alibi, una Virtus sbagliata. Intanto, non aveva un pacchetto di pivot competitivi. Michelone Andersen, partito in quintetto, non ha avuto qui neppure quella vita da gregario che gli era toccata altrove. Frosini è stato affidabile ma non dominante. Binelli è ormai da pensione, almeno ad alto livello. Andersino è bello ma tenero. E infine Ekonomou non e più un lungo. Poi, ha fallito pure al tiro, la sua arma residua, però ormai da ala pura. Da numero 4 è stato improponibile, per mollezza fisica: e sul ruolo 4, ancor più che sul 5, la Kinder ha subito, dalle avversarie più forti, i disavanzi più gravosi. La scommessa iniziale era attrezzare una batteria d'esterni formidabile che vincesse le partite avendo sotto canestro la carne da cannone dei pivot gregari. Ma, al di là del discutibile assunto, neanche gli esterni hanno sparato dritto. Il primo ad affondare è stato Stombergas, pure per limiti di carattere. L'anno di Rigaudeau, infortuni a parte, non è stato mai brillante, partito in ritardo, e forse poco convinto, dopo la delusione Nba. Danilovic ha retto bene per un pezzo, poi, nella squadra squagliata, è affondato con gli altri: poteva compensare la minor potenza con il mestiere, sfruttando gli spazi, come però si può fare solo in una squadra che funziona, è pericolosa in più uomini, ha play che pensano e giocano. Braccato da sentinelle energiche, in quintetti poveri e sbilenchi, ha faticato troppo. Abbio s’è sfinito in mille ruoli, risultando comunque il miglior bianconero. Sconochini ha pagato dapprima tributo ai malanni, poi era tra i pochi a sapere che il futuro sarà lontano da qui. Certi di restare sono, a occhio, i soli Abbio, Andersino, Frosini e Bonora. Degli altri, compresa la premiata (e costosa) ditta Rigaudeau & Danilovic, si parlerà. Che restino Andersone, Ekonomou e Mee è da escludere. In arrivo risultano Ginobili e Tomidy, c’è chi parla di Bullock, ma ci vorrà anzitutto un pivot da quintetto su cui spendere una delle due carte straniere. Sempre che restino due. L’apertura di tutte le frontiere pare imminente e si profila pure una seconda Eurolega dal regno Fiba, cui la Virtus aderirebbe. Prima di disegnare squadre, sarà bene attendere le regole. Sarà la prima partita del tandem Madrigali-Messina. Il coach, alla sua prima stagione veramente sbagliata, ha sentito fischiare intorno a sè più d'una voce di dissenso, ma si sa che le aure intangibili durano finché vinci. Messina potrebbe giovarsi dell'alibi concesso alle squadre figlie di società con un quadro in profondo trasformazione, ma ha sbagliato come tutti, ed anche la gestione dello spogliatoio ha rivelato un gruppo meno compatto d'un tempo (uno alla Savic, mancato in campo dai giorni belli, è ancor più mancato fuori dal campo). Eppure, Messina resta fra i tecnici più capaci, attrezzato per la rivoluzione in arrivo, perché il basket che chiederà un tiro ogni 24 secondi sarà, dopo Sydney, tutto un altro gioco. L'hanno cercato, solo nell’ultimo mese, Barcellona e Paok, Milano e Roma: penseranno che li abbia tutti, i libri della pallacanestro. E' un patrimonio della Kinder che deve ripartire e presto ci farà sapere come. In settimana, parlerà finalmente Marco Madrigali. Sarà interessante ascoltarlo.

 

D. Andersen e Frosini a rimbalzo