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Pasquali, Nadalini, Carera, Wennington, Binelli, Brigo, Moretti, MEssina

Coldebella, Morandotti, Marcheselli, Diacci, Danilovic, Brunamonti, Orsoni

 

STAGIONE 1992/93

 

KNORR  BOLOGNA

Serie A1: 1a classificata su 16 squadre (24-30)

Play-off: CAMPIONI D'ITALIA (7-7)

Coppa dei Campioni: eliminata ai quarti di finale (8-16)

Coppa Italia Coppe: finalista (6-8)

 

N.

nome

ruolo

anno

cm

naz

note

4

Roberto Brunamonti

P

1959

192

ITA

5

Predrag Danilovic

A

1970

201

JUG

6

Claudio Coldebella

P

1968

196

ITA

7

Davide Diacci

1974

ITA

dal 04/10/92 al 08/05/93

8

Emilio Marcheselli

P

1968

192

ITA

9

Paolo Moretti

G/A

1970

200

ITA

11

Augusto Binelli

C

1964

211

ITA

12

Bill Wennington

C

1963

205

USA

13

Riccardo Morandotti

A

1965

200

ITA

14

Flavio Carera

C

1963

206

ITA

15

Damiano Brigo

C

1973

209

ITA

Stefano Sacchi

1974

ITA

dal 06/04/93 al 06/04/93

Fausto Bernardelli

G/A

1973

198

ITA

dal 25/10/92 al 25/10/92

Ettore Messina

All

ITA

Renato Pasquali

ViceAll

ITA

 

Partite della stagione

statistiche di squadra

 

 

'BIANCHINI è SOLO UN SACCENTE'

Le dichiarazioni fatte da Valerio Bianchini, allenatore della Ticino Siena, alla trasmissione 'Basket Time', andata in onda in diretta domenica sull' emittente 'Rete 7', non sono piaciute alla Knorr Bologna che ieri ha diffuso un comunicato. Che cosa aveva detto Bianchini dopo la gara tra la Knorr e la Scavolini in campionato? "Mi metto nei panni di quel disgraziato, anzi di quel benefattore che paga: la Knorr è stata perfetta nella sua praticità ma voglio lo spettacolo e in A1 non si vede". E più in là sull' acquisto di Carera: "L'unico punto interrogativo sulla sua presenza alla Knorr è che di quel tipo di gregarioni, c'è già il canadese (Wennington ndr), quindi ci voleva vicino a lui uno con più classe". Dura la risposta della società bolognese: "è anacronistico il ruolo di supersaccente che Bianchini ha inteso ritagliarsi... Capiamo di aver avuto un torto quando abbiamo costruito la squadra, evidentemente ispirandoci alla mediocrità: ben avremmo fatto a consultare tanto maestro. Se non erriamo, all'epoca, era libero da impegni proprio per i risultati d'assemblaggio e spettacolo offerto al pubblico romano. Bianchini farebbe meglio ad occuparsi della sua squadra; diversamente ci pare tradisca il livore per quella che lui non può non considerare un'emarginazione".

 

 

BOLOGNA, FUGA NELLA PERFEZIONE

Sei punti sulle seconde, con 9 partite da giocare, sono una polizza sul primato nella fase regolare che difficilmente la Knorr potrà scialare. Ma, oltre ai numeri, c’è l’impressione di una squadra che travolge tutto, dove passa. Ieri, la Panasonic: che, d'accordo, riavrà prima o poi Volkov, che proprio a Bologna sta rieducando il ginocchio (col preparatore atletico della Knorr), al posto di questo Kornet svagato ed etereo (un rimbalzo, ieri, e canestri solo a partita stracotta); ma è stata sorpassata in tutto, da una Knorr che ha vinto con la sua arma più inconsueta, i pivot. Flavio Carera, che si tuffa sul parquet come Zenga, è stato il primo ad esaltarsi: entrato al 5' per Binelli con 2 falli, ha tolto 5 palle a Garrett, segnato 4 ganci (su 6), concesso aria al più atletico rivale solo nella ripresa. Bill Wennington l’ha seguito: 8 su 13 più 13 rimbalzi, mai visto così sveglio e padrone dell’area. E infine, ha completato il lavoro Binelli, che pure salta su una gamba sola: la Knorr rifiatava, le guardie erano annebbiate di fatica (a nemmeno 48 ore dalla battaglia col Limoges), Danilovic veniva lasciato in panchina, con poca ispirazione e 4 falli. Lì Binelli ha piazzato 7 punti consecutivi che sono stati l’ultimo portone chiuso davanti alla partita di Reggio: casomai, arrivando a -8 (54-62 al 6' ), ma pure lei abbastanza bollita, la Panasonic l’avesse riaperta. I 3 rimbalzi offensivi concessi a Garrett e soci sono il bottino più vistoso dei lunghi bolognesi: vuol dire che Reggio Calabria, o faceva canestro al primo colpo, o doveva inseguire gente che scappava in contropiede. Una partita di qualità è stata splendida finché è fiorita in equilibrio. 32-31 al 15' l’unico vantaggio reggino, prima del tracollo: 17 punti Knorr in meno di 5', un 48-38, all’intervallo, che era già una mezza condanna. La Knorr è stata solida dietro, dilagante in certi allunghi, capace di spremer punti da tutte le sue 16 mani (Morandotti, con 8, il 'peggiore’). Brunamonti è stato rapido e lucido (5 su 10 al tiro); Morandotti, ancora macchinoso in attacco, ha però cancellato Avenia, Coldebella ha dato strattoni decisivi nel primo tempo, animando con Sconochini il duello più acceso, Moretti canestri preziosi nel finale. Nel coro, ha cantato più piano Danilovic: 3 su 7, nervi leggeri, un Bullara indomabile addosso, e 15 minuti di ripresa a sedere con 4 falli. Reggio ha avuto poco da Kornet e niente (1 su 5) da Avenia, mentre Sconochini ha attraversato la gara come una cometa vividissima e sventata: 12 punti in un amen, ma pure 5 falli uno più ingenuo dell’altro (l’ultimo, addirittura, un tecnico per proteste). Bullara è stato il migliore (6 su 10) e figura tra i pensieri di Messina per il prossimo raduno azzurro; Garrett è migliorato nel secondo tempo, dopo aver segnato solo alla sirena, nel primo, il suo primo canestro. Santoro infine ha salvato nel finale, con entrate a gambe fresche, il risultato del doppio confronto (+15 all’andata, -14 ieri): ma non è troppo probabile una parità finale in classifica tra Reggio e Bologna.

 

Prima "doccia scudetto" per Messina, ma c'è già la Nazionale ad aspettarlo

 

SARA' BUCCI IL COACH DELLA KNORR

Perso Messina per la chiamata alla guida della Nazionale, la Knorr ha puntato su Alberto Bucci per affidargli la squadra nella prossima stagione: manca ancora la firma, ma l'accordo è praticamente concluso. Le voci di divorzio tra Bucci e la Scavolini, ultimamente ricorrenti per un raffreddamento di rapporti ormai palese, conducono solo a Bologna: di qui, a Bucci, aveva spedito segnali anche la Fortitudo, l'altro club cittadino. Ma è già fatta tra Bucci e la Knorr, anche se dalla società smentiscono. Bucci guidò già la Virtus nelle stagioni '83-84 e '84-85: la prima vinse lo scudetto (con Messina assistente), la seconda fu accomiatato per assumere Gamba.

 

Festa scudetto