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Messina, Cavallari, Wennington, Binelli, Dalla Vecchia, Nadalini, Pasquali

Orsoni, Coldebella, Morandotti, Bon, Romboli, Zdovc, Brunamonti

 

STAGIONE 1991/92

 

KNORR  BOLOGNA

Serie A1: 4a classificata su 16 squadre (21-30)

Play-off: semifinalista (3-6)

Coppa Italia: semifinalista (6-7)

Coppa dei Campioni: eliminata ai quarti di finale (13-19)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
4 Roberto Brunamonti P 1959 192 ITA
5 Massimiliano Romboli P/G 1971 192 ITA
6 Claudio Coldebella P 1968 196 ITA
7 Jurij Zdovc P/G 1966 194 JUG
9 Roberto Dalla Vecchia A/C 1964 206 ITA
11 Augusto Binelli C 1964 211 ITA
12 Bill Wennington C 1963 205 USA
13 Riccardo Morandotti A 1965 200 ITA
14 Roberto Cavallari 1963 ITA
Davide Diacci 1974 ITA dal 18/04/92
Ettore Messina All ITA

 

Partite della stagione

statistiche di squadra

 

 

BASKET, ZDOVC A BOLOGNA AL POSTO DI SUGAR

 

Sarà Jure Zdovc, lo sloveno costretto dal suo governo a saltare le ultime finali europee di Roma, il sostituto di Richardson alla Knorr. Dopo 5 giorni di allenamenti e il buon esordio in Coppa Italia a Rimini, la 25enne guardia ha firmato ieri un contratto poliennale rescindibile per circa 400.000 dollari a stagione. A questi vanno sommati i 150.000 corrisposti dalla Knorr all'Olimpia Lubiana per lo svincolo dell' atleta.

 


 

CASERTA è GIà FUORI DAL GIOCO

Non c'è più Europa per la Phonola, arrivata alla quarta sconfitta consecutiva (72-77). Ce n' è ancora tanta, invece, per la Knorr, bella anche quando è incompleta, spietata in retta d' arrivo, come tante volte ha dimostrato quest'anno, quando la sua difesa rapace toglie respiro e idee agli attacchi altrui e i suoi "piccoli", capitan Brunamonti in testa, ieri sera lucidissimo autore dei gol-partita, la trainano sulla sponda vincente. Splendido Brunamonti dopo un primo tempo di tormenti (6 su 12); un martello Zdovc, sia in attacco (9 su 14) sia in difesa su Gentile; travolgente anche Wennington, che di solito è il brutto anatroccolo del gruppo: 7 su 12 per lui e una partita viva, contro una Caserta che invece aveva troppi guai fisici per fare partita, a cominciare da quelli di un irriducibile, ma stremato e sventato Gentile (4 su 18). L' unica nota felice di questa notte casertana, amara come un addio, resterà la riscoperta di un Esposito molto simile al vero: 8 centri su 18, l' ultimo ad arrendersi a una difesa che sempre più soffocava i suoi compagni. Fra le due armate dimezzate (Flori, Dell'Agnello, Binelli e Bon, in campo mezza dozzina di Gibaud), parte meglio la Knorr, cercando soprattutto Wennington, contro la statica zona casertana. 11-6 per Bologna dopo quattro minuti, la sua "uomo" morde di più, soprattutto Zdovc è colla sulle mani di Gentile. Anche la Knorr schiera a tratti la zona e arma il contropiede: vola Zdovc, meno Brunamonti, rilevato da Coldebella. Bologna domina i rimbalzi e sta in vantaggio: 23-16 a metà tempo, quando Caserta ha cucito gioco labilissimo, tentato soprattutto tiri da lontano, senza mai imbeccare i pivot. Wennington fa canestro da quattro metri e sbaglia da uno: 12 punti in altrettanti minuti però non li aveva mai fatti, ed è lui, assieme a Morandotti, a far più male alla Phonola, tenuta in piedi dalle "bombe" di Esposito e da qualche zampata di nonno Thompson. Marcelletti deve togliere uno stremato Gentile, dopo l' ennesimo tiro corto. Caserta è sull'orlo dell' abisso, ma riesce a regalarsi un intervallo meno cupo, 35-41. Comincia la ripresa e Gentile butta la sua prima bomba, imitato da Esposito: 43-41, è il sorpasso. Ma soprattutto c'è un altro spirito, in campo e sulle tribune, piene a metà. Replica Zdovc, Gentile rischia tutto in entrata, perché i tiri non entrano proprio, però sale a quattro falli al 7', sul 50 pari. La stanchezza fa fiorire gli errori, la partita non è bella, ma intensissima. Più organizzata la Knorr, più ruspante la Phonola, che segna l'ultimo vantaggio al 12', 61-60, quando a quattro falli sale anche Zdovc, ma è troppo indispensabile per rinunciarvi. La Knorr regge in difesa, ruba palloni e due entrate di Brunamonti le danno il 70-66 a 4' dalla fine. Caserta però ha ancora vita, due falli bolognesi in attacco le ridanno qualche chance. Ma chiude tutto una bomba di Brunamonti a 50": la replica di Gentile muore sul ferro, Bologna finisce con la palla in mano.

 


 

CHE FATICA PER BOLOGNA

61 punti, il buco più nero di una stagione spesso malata di quest'avarizia. Ma 61 punti felici e vincenti, perché il Partizan s'è fermato a 60: e dunque ci sarà la 'bella’, domani, fra Bologna e Belgrado, due squadre padrone di una fantastica difesa, ma che dovranno ripensare proprio a spremersi dalle dita qualcosa di più. Partita alla scacchiera, tiri quasi sempre all'esalare dei 30 secondi, molti falli: e molti fischi arbitrali, in un solco abbastanza noto in Coppa, discretamente vicini alla squadra di casa. Due fiammate in più, in quell'eterno, equilibrato masticare basket, ha avuto la Knorr: e per quelle ha meritato di vincere. La prima in avvio di ripresa, l'unico momento in cui ha saputo suonare lo spartito tracciato alla vigilia: col contropiede, dal 26-27 della pausa al 36-29 del massimo vantaggio. La seconda nelle curve finali, quando il Partizan pareva padrone (45-41 all' 11' ) dopo un lungo inseguimento, ma prima di incassare un 9-0 che avrebbe ridato fede. Lo sprint dell' ultimo minuto partiva però alla pari, su una ' bomba' di Djordjevic (57-57). A 30' replicava Zdovc, con uno dei suoi due introvabili canestri: da tre, 60-57. Fuori la 'bomba' di Danilovic a 12', dentro un libero di Binelli a 9', sul fallo tattico (61-57), inutile la 'bomba' di Danilovic alla sirena. Si doveva cominciare a raccontarla dalla fine, questa lunga traversata fra errori di mira ed alchimie tattiche, e si deve continuare col solo uomo capace di un percorso netto: Roberto Brunamonti, capitan coraggio nel primo tempo dei tormenti (12 punti dei primi 20 bolognesi), uomo di ghiaccio nel finale (6 su 10), bravo anche a provocare la peggior partita di uno slavo, quel Nakic costretto a 3 su 14. Dopo aver chiuso il primo tempo senza avere un solo canestro dai suoi 4 lunghi, la Knorr li ha ritrovati nel secondo: Wennington, 12 rimbalzi, è diventato una piovra, Binelli (3 su 5 più 6 liberi su 9) ha segnato i canestri-partita dopo averne sbagliati di orribili. Più utile dietro che davanti Zdovc, come sempre (2 su 5), bravo in difesa e a correre Coldebella (4 su 9), canestri pesanti anche da Romboli (2 su 2) dopo un avvio tremebondo. Cronaca. Marcature tutte diverse, da parte dei due coach. Buone quelle di Messina, che comunque cambiano su tutti i blocchi: Brunamonti segue Nakic, Zdovc toglie idee a Djordjevic, Coldebella aguzza i gomiti contro Danilovic. 12 a 6 per la Knorr dopo 8' : saranno le cadenze di tutta la partita. Coi falli, i primi a rischio, quota 3, sono Stevanovic, Zdovc e Binelli, mentre Romboli va addirittura a 4 nel primo tempo. Ripresa. Finalmente la Knorr vede i pivot, corre in contropiede, prova a svellere così il Partizan. Che rimedia 4 falli di Djordjevic e Stevanovic, vacilla ma non cade, tenendo il match sui suoi ritmi blandissimi e addirittura sorpassando. Il finale è una lunga corsa a gomito: Belgrado segna 5 degli ultimi 7 tiri, quasi perfetta malgrado lo stress. La piccola Bologna, cuore splendido, fa perfino di più. Domani sera, il treno per Istanbul.

 


 

IL BASKET DEI GRANDI

Il basket entra oggi nelle sue prime semifinali dei play-off senza squadre lombarde, bocciatura d' una regione che ha perso leadership soprattutto perdendo energia d' investimenti. E vara due semifinali (Pesaro- Bologna e Treviso-Roma) che, non ci fosse Roma, sbrigherebbero lo scudetto come un affare di provincia. "Storica" come Bologna, di recente nobiltà come Pesaro, di prepotente emersione come Treviso: ma sempre provincia, come lo fu Caserta, campione un anno fa. Dall' 89 manca un titolo di Milano, dall' 83 uno di Roma, la stessa Bologna s' è fermata all' 84. Treviso è nata da poco, la Scavolini è stata il club più presente nell' ultimo ciclo; ed è la favorita, almeno per il fattore campo. Il primo posto nella prima fase le ha dato già una certezza: giocare l' anno prossimo il campionato europeo. Le altre, adesso, sarebbero Treviso e Bologna: ma Roma, andando in finale, ne sfratterebbe una. Curiosità: se tanto va di moda il basket slavo, ce n'è tanto pure qui, almeno un pezzo per squadra, tranne Pesaro. I croati Radja e Kukoc innervano Roma e Treviso, lo sloveno Zdovc Bologna. Come ad ogni vigilia, si pensa più ai controgiochi che ai giochi. Meglio, nell'attacco si confida "normalmente", inventarsi qualcosa in difesa può essere la leva per rompere sottilissimi equilibri. La Knorr può credere ad esempio che Morandotti, assente nelle due ultime sfide con Pesaro, possa diventare, anche in debole condizione, una sagoma tosta per Daye, che comunque incrocerà inizialmente Coldebella. Messina metterà Zdovc su Workman, Bucci ha spesso irretito Brunamonti con Gracis, destinando Daye su Zdovc. Ma il gran ballo di centrocampo non scioglierà tutta la sfida tra le due squadre tatticamente più rigorose: tra il polpaccio di Costa, la ritrovata fiducia di Binelli e Wennington, l'abitudine di Magnifico a punire spesso Bologna, uscirà un altro capitolo decisivo.

(…)