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Messina, Cappelli, Villalta, Binelli, Johnson C., Gallinari, Richardson

Sylvester, Bonamico, Hill, Marcheselli, Brunamonti

 

STAGIONE 1988/89

 

KNORR  BOLOGNA

Serie A1: 3a classificata su 16 squadre (18-30)

Play-off: eliminata agli ottavi di finale (0-2)

Coppa Italia: VINCENTE (5-5)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
4 Roberto Brunamonti P 1959 192 ITA
5 Emilio Marcheselli P 1968 192 ITA
8 Mike Sylvester G 1951 ITA
9 Paolo Cappelli 1968 ITA
10 Renato Villalta A 1955 204 ITA
11 Augusto Binelli C 1964 211 ITA
12 Clemon Johnson C 1956 205 USA
14 Vittorio Gallinari A 1958 200 ITA
15 Marco Bonamico A 1957 200 ITA
20 Michael Ray Richardson G/A 1955 195 USA
Leonardo Conti 1969 ITA fino al 26/04/89
Massimiliano Romboli P/G 1971 192 ITA dal 12/03/89 al 12/03/89
Giovanni Setti C 1969 204 ITA fino al 12/03/89
Marcel Starks C 1952 204 USA dal 15/01/89 al 26/02/89
Roberto Bruzzi P 1971 180 ITA dal 11/12/88 al 11/12/88
Saverio Nero 1971 ITA dal 23/11/88 al 04/12/88
Bob Hill All USA
Ettore Messina ViceAll ITA

 

Partite della stagione

statistiche di squadra

 

 

PETERSON A BOLOGNA COME 'CONSULENTE'

Dan Peterson torna a Bologna. Sarà direttore tecnico della Dietor per la quale cercherà negli Stati Uniti un coach e un pivot. "Non andrò né in panchina né in palestra, sono qui come consulente del presidente Porelli: saldo un debito di riconoscenza che risale a quando venni in Italia per la prima volta. Sarò felice quando il nuovo allenatore camminerà con le sue gambe e quando la gente avrà dimenticato che, alle sue spalle, c'è Dan Peterson". Per il suo compenso circola la voce secondo la quale ammonterebbe a 200 milioni annui. Gli accordi presi consentiranno all'ex coach della Tracer di conciliare impegni televisivi con il basket. A tempo pieno Peterson non era disponibile ma alla Dietor lui basta anche dimezzato.

 


 

RICHARDSON UOMO IN PIù DI BOLOGNA

La Knorr è il nuovo sponsor della Virtus basket. La società bolognese ha ieri ufficializzato l'accordo con la CPC Italia: tre anni per una cifra superiore ai cinque miliardi. Per il marchio Knorr è un ritorno sotto la tradizionale V nera: già nelle stagioni '63, '64 e '65 la Virtus di Calebotta e Lombardi si chiamo così e, nota curiosa, si classificò sempre al terzo posto. Trovato lo sponsor, acquistati Bonamico e Gallinari, resta il problema degli americani. Il dt Peterson ne ha già ingaggiato uno: Micheal Ray Richardson, 33enne guardia di grande talento ma con una promettente carriera Nba rovinata dalla cocaina e bloccata da una lunga squalifica. In settimana dice il presidente Porelli attendiamo il verdetto da parte dell' Nba per la riqualificazione di questo super-giocatore, pienamente recuperato e ora appetito anche da altre squadre pro': primi i New Jersey Nets. La concorrenza è dura, ma Richardson ha firmato per noi un contratto biennale che prevede una forte penale in caso di sua rinuncia. Dopo il placet dell' Nba, ci vorrà poi il permesso della Fiba, non concesso un anno fa all'Hapoel di Tel Aviv. Ma noi, al contrario degli israeliani, presenteremo il sì dell'Nba: è una situazione ben diversa. Non credo che la Federazione Internazionale s'opporrà: manca una normativa in materia di droga e si tratta del recupero sociale di un giocatore che in America è stato un caso.

 

Sugar, la nuova meraviglia di Bologna

 

UNA NOTTE MODELLO AMERICA

Sarà anche una storia suggestiva, la prima volta di Dan Peterson contro gli antichi amici di Milano. Ma Peterson abita a Bologna in una poltrona di parterre, non in panchina; e soprattutto l'usurata legge dell'ex non abita fra questi canestri, specialmente fra pragmatici uomini di sport americani. è solo Knorr-Philips, Peterson non c'entra. Non fa canestro da tre punti. Temo di più Brunamonti, taglia corto D'Antoni. E Dan? Una partita come un'altra, in classifica vale due punti. E poi non ne parlo, il coach della Knorr è Bob Hill. Chiedete a lui. Eppure, lunedì mattina, quando Hill aveva radunato la Virtus per l'allenamento, buttata giù subito, col cappuccino, la bella vittoria sulla Snaidero, Peterson era arrivato al palasport per consegnargli un pacco d'appunti. Schemi della Tracer. Roba vecchia, non gli servirà granché. Bob li ha già visti giocare sei volte quest' anno, in torneo: tre partite a Rovereto, tre a Bologna. Può spiegare lui qualcosa a me, sulla Philips. Non io a lui. Ognuno al suo posto, dunque; e si defila così, dal big match di stasera, il tecnico che ne saprebbe più di tutti, sui vecchi ragazzi di Milano. Non fa più questo mestiere, toccherà solo a Hill tuffarsi nel match contro la squadra che domenica ha perso, in casa, la prima partita del suo torneo: la prima nella quale è stata costretta a segnare poco. Per Bologna è una settimana importante, ma il computer dei calendari l'ha quasi sconcertata, comprimendola troppo: stasera c'è la Philips, in quella che per il tifo virtussino è l'unica vera classica italiana, domenica un derby con l'Arimo che ha già fatto esaurire i biglietti, lasciandone solo pochi dei più preziosi, i posti di parterre a centomila lire. Anche Hill dice che con Milano è una partita come un'altra. Non ha fatto nulla di inedito, raccogliendo, come ad ogni vigilia, pacchi di appunti tecnici e schizzi di schemi avversari. Ha spedito un osservatore domenica al Palatrussardi, il giovane allenatore gli ha preso nota pure su quante volte D'Antoni avvia lo schema sul lato destro e quante sul lato sinistro. Tutto per preparare il match, e poi tutto in archivio: se i campionati si vincono attrezzando una documentazione da Kgb, Bob Hill è a buon punto. Milano avrà in campo anche Meneghin: sono sospese le due giornate di squalifica ricevute per la scazzottata con Gay, Milano ha fatto reclamo per ridurle. La Philips sarà al completo; alla Knorr, che ha attraversato mille guai, ed è ancora in cammino verso la miglior forma fisica, manca solo il giovane Marcheselli. Per la prima volta mi sono sentito il coach della mia squadra diceva Hill dopo la Snaidero. Ho potuto fare cambi e scelte tattiche che non fossero obbligati dall'assenza o dalle condizioni precarie di questo o quel giocatore. Non conta molto, come tutte le partite della prima fase, ma intriga, col suo cartellone rinnovatissimo, e saturo di stelle, la gara fra le due squadre più americane del campionato italiano. Sylvester, Richardson, Johnson, più Hill e Peterson da una parte; D'Antoni, Martin, McAdoo dall' altra. Per molti è un ritrovarsi, si erano lasciati nella Nba. Bob Hill allenò Billy Martin, l'ultimo arrivato della Philips, nei Knicks di New York. Un buon giocatore, che tira bene, anche se non sa trattare benissimo la palla. E un bravo difensore. Clemon Johnson, a Philadelphia, giocò assieme a McAdoo. Avevamo un buon rapporto: da colleghi, non da amici stretti. è un grande realizzatore, può inventare un canestro in qualsiasi momento. Clemon Johnson, piovra dei rimbalzi (12,3 a partita) come a Bologna non ne vedevano da un pezzo, è il più amato dalla platea, in testa a una hit parade dell'affetto che Richardson deve ancora scalare. Lui, Sugar, continua a prodursi a strappi: frammenti magnifici, pause prolungate. Partite da sei: non da buttare, ma neppure da esaltarsi, rispetto alla superstar che la gente aspettava. Sulla scacchiera iniziale di Hill, Richardson avrà Martin, Sylvester Premier, Brunamonti, ovviamente, D'Antoni. Sotto canestro, McAdoo toccherà a Binelli, Pessina a Johnson, ma chiaramente, con panchine fornitissime sia per Hill che per Casalini, la partita potrà variare strategia mille volte. E Gallinari, altro ex, dopo la guardia montata a Oscar, spenderà minuti preziosi su McAdoo.

 


 

COPPA ITALIA ALLA KNORR BOLOGNA

La Coppa Italia è della Knorr, i bolognesi l'hanno vinta dopo aver disputato, in casa, un tempo supplementare contro Caserta. 96-93 il risultato finale, 51-41 il primo tempo, 85 pari alla fine dei regolamentari. A cinque minuti dalla fine la Snaidero sembrava avere la partita in mano con 5 punti di vantaggio. La Knorr è rientrata in partita trainata da Richardson (25 punti), uomo chiave della serata, assieme a Brunamonti (17), Villalta (16) e Johnson (19). Nella Snaidero un grandissimo Oscar; Gentile ed Esposito si sono visti solo nel secondo tempo.

 

La Virtus che ha disputato la finale di Coppa Italia

 

IMPRESA ENICHEM A MISURA SCUDETTO

Camicia gialla e blue jeans, una giacca da buttar via dopo nemmeno un minuto di gioco, i pugni in cielo alla fine, quando ha potuto abbracciare ognuno dei suoi giocatori, richiamandoli a sedere perchè la Knorr era lontana, lontanissima dalla partita. Alberto Bucci è tornato così in panchina e per l'Enichem è stata una scossa elettrica: perfetta, non ha sbagliato niente, superando in tutto una Knorr slegata, alla deriva, vittima pure di un contagioso nervosismo. Antica roccaforte di canestri, mai arrivata all'èlite, Livorno entra nella sua prima finale scudetto in quarant'anni di storia. Lo fa con una gara lucida, coraggiosa, puntuale nell'esecuzione dei giochi che, per tutta la prima fase del campionato, ne avevano fatto la squadra più brillante. Nei play-off, l'Enichem non era stata altrettanto svelta, ma anche quando s'era inceppata aveva saputo camminare bene. Ieri ha letteralmente dissolto la partita dopo pochi minuti. Bologna ha toccato l'ultimo vantaggio al sesto, sul 12 a 11: poi ha visto solo la targa Livorno, sempre più lontana. Ora la finale è contro Milano, pienamente meritata. La sfida pare Davide contro Golia, ma anche alla vigilia della serie con Bologna i ruoli sembravano gli stessi. Milano dovrà vincere almeno una volta a Livorno per prendersi lo scudetto. E qui credono che il campo dove ieri si sono lessati in quattromila, possa diventare imprendibile anche per la Philps, fin dal primo round di martedì sera. La Knorr è annegata malissimo. Ha praticamente perso Johnson a metà del primo tempo, per un colpo al ginocchio ritrovandolo poi nella ripresa vistosamente menomato. Un'assenza grave, ma quando l'americano era finito fuori uso Bologna annaspava già a meno 12, e i segnali dal campo erano quelli di una Waterloo annunciata. Il crak bolognese è cominciato al centrocampo, dove Fantozzi ha strabattuto Brunamonti. Dal 2 su 8 del regista bolognese, dalla sua direzione strategica nebulosa sono cominciati i primi guai della Knorr, continuati nella prova in cerca di Villalta (3 su 7) e Bonamico (2 su 4) e nell'orribile tiro a segno di Richardson che solo nei primi minuti aveva graffiato la partita col suo passo leggero da pantera: 1 su 12 nelle bombe. L'1 su 17 da tre punti di Bologna (contro l'11 su 17 livornese) è però solo un dettaglio: l'Enichem anzi ha costruito il suo risultato, nel primo tempo, laddove doveva essere più fragile, sottocanestro. Non aveva muscoli per questa guerra, ma riflessi rapidi per aggirare in velocità la rocciosa retroguardia bolognese. Le prime ferite sulla partita Livorno le ha aperte così, correndo forte in contropiede e trovando sempre un tiro agevole contro la difesa schierata. Alexis imprendibile per tutti (11 su 18), 6 su 8 di Forti, 5 su 6 di Tonut e Carera, stupendi nella battaglia dei rimbalzi (32-27 per Livorno, teoricamente debolissima). Il primo tempo è un calvario bolognese, nel secondo, quando anche Carera segna da 3 (64 a 38 al 15' ), si può andare tutti a casa. Bologna non c'è più, Richardson e Sylvester arrotondano inutili bottini, mentre la gente che canta pensa a una finale già cominciata: quella contro Milano.