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STAGIONE 1985/86
GNANAROLO FELSINEA BOLOGNA
Serie A1: 7a classificata su 16 squadre
(17-30)
Play-off: eliminata agli ottavi di finale (0-2)
Coppa Italia: eliminata ai quarti di finale
(3-6)
Partite
della stagione
statistiche di squadra
Il 10° posto finale è sintesi fedele di una
stagione scialba e sfortunata. Contrattempi a iosa. La scelta discussa di Sam Williams (e un pivot a gettone) poi gli
stress fisici del grande Meriweather, la
ripresa faticosa di un indomabile
Bonamico e per colmo la distorsione nel momento più esplosivo di
Binelli. Anche per Gamba il matrimonio
diventa difficile con una squadra che stenta a corrispondergli. Come l'anno
prima più ombre esterne che luci casalinghe (fra cui la vittoria sul Cibona
europeo nel Battilani).
tratto da "100MILA CANESTRI -
Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli
GAMBA FIRMA PER BOLOGNA UN CONTRATTO DI TRE ANNI
La Repubblica — 01/05/1985 pagina 28
Sandro Gamba è il nuovo allenatore della Granarolo Bologna. Il tecnico
della Nazionale, il cui mandato si esaurirà a fine giugno, dopo gli europei
in Germania, avvicenda
Alberto Bucci, che ha già firmato per la Peroni Livorno, in A2.
Gamba ha militato come giocatore nel glorioso Simmenthal, che poi ha
guidato dalla panchina come assistente di Cesare Rubini. Ha quindi allenato
a Varese, Torino e in Nazionale (argento alle Olimpiadi di Mosca, oro agli
europei di Nantes). "Arrivo nella società più organizzata d' Italia - ha
detto - ogni mia richiesta è stata soddisfatta dal club. Avevo ricevuto
altre offerte, ma questa era la scelta migliore. Il mio successore in
nazionale sarà probabilmente Bianchini". Gamba ha firmato per tre anni.

I due nuovi mori: Sam Williams e Joe C. Meriweather
GRANAROLO SCONFITTA, PER GAMBA, IL PROBLEMA
è WILLIAMS
La Repubblica – 08/10/1985
"Avevamo la squadra piena
di gente malconcia, in precarie condizioni fisiche, no, non sto cercando
giustificazioni, ma solo una ragione alla nostra sconfitta. Inoltre non sono
affatto contento di come difende
Williams. Deve dimenticare l'NBA, qui non ha Malone alle spalle. Ha
concesso troppo a Caneva".
Sandro Gamba si difende così. La sua è stata una domenica dolorosa. La
Granarolo, che partiva favorita, ha perso in casa il confronto con Varese.
PARTENZA SOTTO GAMBA
di
Walter Fuochi – La Repubblica – 17/10/1985
Un riesordio, s'era detto
e scritto. Un altro lavoro, tutto diverso. Prima la scrivania, le relazioni,
le telefonate, i giri da un capo all'altro dell'Italia, a vedere partite,
incontrare persone, portare a spasso, anche per la propaganda del basket, la
faccia di commissario tecnico della nazionale. E poi naturalmente le
convocazioni, i raduni collegiali, le stagioni scandite dai tempi delle
grandi manifestazioni internazionali. Adesso, invece,
Sandro Gamba è tornato all'antico mestiere di coach della domenica, agli
stress del campionato, a una guerra di tattiche più domestica, contro
colleghi che sanno tutto della tua squadra e della cui squadra sai tutto.
Non è stato, per
Gamba, un buon riesordio. La sua Granarolo ha perso due partite filate,
in casa e fuori. Nella pozzanghera di una classifica insufficiente è caduta
altra acqua: la rinuncia di
Joe Meriweather, pivot americano atteso per due mesi, dileguato poche
ore prima della firma del contratto. Un nuovo lavoro cominciato senza
fortuna. Un riesordio senza risultati che ha subito attirato i riflettori su
Bologna: sulla sua piccola immediata crisi e su questo ritorno claudicante,
nella fossa del campionato, del tecnico che, con la nazionale, è riuscito a
vincere più di tutti. "Qualche guaio era in preventivo. Gli allenamenti
incompleti, l'assenza di
Bonamico per infortunio, il mancato arrivo del pivot titolare americano,
lo sapevo, li avremmo pagati. Speravo non così tanto; e per questo sono
arrabbiato, carico di disappunto. Ma mi era già successo di peggio. A
Torino, primi sei mesi terrificanti. A Varese, ultima stagione, un mese
soltanto di batoste, fondo classifica e tutti si chiedevano com'era
possibile. Non mi spavento, non mi tiro indietro, lavoreremo duro. E mi
metto a ridere, scusate tanto, quando sento che ho le ruggini da panchina.
Non sono un pensionato né un rincoglionito. E se c'è una panchina che
richiede massima lucidità, riflessi reattivi, cervello sempre sveglio, è
proprio quella della Nazionale, dove in dieci giorni, una partita al giorno,
ti giochi tutto. Qui la pressione è più blanda. Ci sono settimane per
prepararsi. Giocare ogni sette giorni concede tempo". Non c'è proprio nulla
da rimpiangere del "mestiere" di prima? "Sì, una cosa. Il colpo di telefono
col quale, in 24 ore, sostituisci, con un uomo di analogo valore, un
giocatore infortunato. Qui, in due mesi, ce ne sono capitate di tutti i
colori, e per un po' mi è sembrato di allenare la squadra juniores, con
qualche titolare a far numero. Gli schemi riuscirono tutti, i "grandi"
facevano sempre canestro, ma non serviva niente". E al di là dei guai di
palestra, non può incidere, sulla partenza sbagliata, qualche problema
d'adattamento dell'uomo-Gamba
nella città-Bologna? "No, qui stai bene anche se non vuoi. Il mio presidente
Porelli dice che anche questa è "qualità della vita": alzarsi la
mattina, uscire a piedi per l'allenamento, comprare i giornali, fermarsi a
parlare con tanta gente, perché a Bologna ti
riconoscono tutti, e il benzinaio, il tabaccaio, il barista ti chiedono come
va e com'è che non vinciamo. Cordiali, sorridenti. A me piace fermarmi e
parlare; e sapere che anche quest'inverno, da un portico all'altro, arriverò
al palasport a piedi, senza ombrello. Non mi manca nulla di Milano; ci torno
il lunedì, spesso, è vero, ma ne farei a meno. Tra uffici, banche, tasse,
sono tutte beghe da sbrigare. A Torino fu un ambientamento più difficile,
fuori dal campo. Com'era Bologna lo sapevo, non era certo il deserto o il
far west. Contò anche, com'era la città, al momento di scegliere la panchina
del mio rientro, dopo i cinque anni in Nazionale".
Gamba parla di tempi, di ritmi. è
un insonne cultore di letture notturne, consuma un mazzo di quotidiani di
primo mattino, dice che una giornata piena di lavoro non ha bisogno di
stacchi, di passatempi per essere anche gradevole. "Lavoro, alleno, faccio
riunioni, studio le altre squadre al videotape. E adesso, anche di sera, si
va avanti. Con le telefonate in America, per trovare questo pivot. No, la
rinuncia di
Meriweather non è stata una botta. Non è la prima storia che va così,
con gli americani, e io penso sempre che uno è un mio giocatore quando gli
ho stretto la mano, in carne ed ossa, e in scarpe e tuta, pronti ad iniziare
il primo allenamento". Così tutti continueranno a chiederle, sotto i portici
di Bologna, quando arriva il superman che porterà lo scudetto alla Virtus.
"Attese esagerate. Meglio non farsi illusioni. Un Carroll dobbiamo
scordarcelo, far finta che in Italia non sia mai venuto. Fu un incastro di
coincidenze rare e irripetibili. Lui prese, in Italia, 200mila dollari. Una
montagna, ma quest'anno ha firmato per l'Nba per un milione e mezzo. Tanto
per chiarire l'ordine di grandezze. Quando arrivò lui a Milano, l'anno
scorso, bastò un mese per capire che il vento dello scudetto poteva tirare
solo da quella parte. Quest'anno è un campionato senza favorite, possono
vincerlo almeno 6-7 squadre". E che altro rimane al campionato?
"L'impressione che i gruppi italiani conteranno di più, che i giovani
avranno più spazio, che in A1, lasciando perdere la mania di catturare
Superman, l'americano è ormai uno del quintetto, ha il suo ruolo e i suoi
compiti, esattamente come gli altri. Forse, col nostro mercato americano,
siamo già a una fase di ritorno. Il basket italiano è entrato in un giro di
grandi giocatori cui puntare, ma la concorrenza Nba è troppo forte, può
pagare meglio le sue stelle. Io stesso, a Bologna l'anno prossimo, cercherò
di avere la squadra al completo il primo giorno di preparazione. A rischio
di prendere un mediocre che, lavorando due mesi in più coi compagni,
integrandosi, capendo cosa gli chiediamo, si renda poi utile. Come uno dei
cinque, non Superman". Nella casa di via Lame, un angolo questo al confine
tra la Bologna del centro e quella che si apre sui viali di
circonvallazione,
Gamba aspetta che il suo riesordio in campionato, a 53 anni, gli porti
domeniche meno scoscese di queste, del tuffo in un basket attraversato in
tante tappe: giocatore, giovane tecnico rampante, santone azzurro, ora di
nuovo in panchina, la domenica, seduto su un campionato da ricominciare.
DIETRO MILANO, NIENTE?
di
Walter Fuochi – La Repubblica – 12/01/1986
Una domenica dopo il
calcio gira la boa anche il campionato di basket. (…).
Bologna e Varese, due
vecchie grandi pari al quinto posto, si toglieranno pane e vicenda: un
incidente a
Brunamonti, che forse non ci sarà o forse sì, in ogni caso potrà giocare
solo con fastidioso bendaggio alla mano destra, assesta un altro colpo
pesante ad una Granarolo un po' sfortunata e un po' indefinita, a cominciare
da quel
Williams che contende ad Henderson il ruolo di oggetto misterioso del
campionato. La Granarolo viaggia in ritardo e deve raccogliere punti anche in trasferta, per
puntare a quel quarto posto che
Gamba indica come traguardo minimo di Bologna sulla griglia dei play
off.
(…)

Sam Williams contrasta un'entrata di John
Douglas nel derby
MAI E POI MAI BIANCHINI CON ME
di Gianfranco Civolani - Superbasket –
06/03/1986
La Virtus perde senza ritegno e dunque va
male. E tutti a chiedersi come se la passa il duce truce. Si tormenta? E
come, e quanto? Tanto allora valeva andare direttamente a chiederglielo,
cosa che appunto ho fatto. Cosa pensa Gigi Porelli,
come ritiene di ovviare e quali medicamenti ha in testa, ecco qua una specie
di sunto di una lunga, disinibita e circostanziata chiacchierata.
“Dire che perdere mi brucia - fa - è perfin
troppo ovvio. Mi brucia anche perdere una partita sola e figurati dunque
come vivo questo momentaccio. E potrei comodamente nascondermi dietro
l'alibi dei tantissimi infortuni che ci hanno perseguitato, ma sono una
persona onesta e dunque ti consegno l'alibi degli infortuni. ma poi vado
oltre e analizzo la situazione cercando di renderla chiara anche a me
stesso. E ti dico subito che alla luce dei fatti Williams non va proprio
bene per niente. E non stanno dando il dovuto nemmeno le guardie. E la
squadra tutta è di una fragilità psicologica disarmante. E non c'è nemmeno
un punto di riferimento tipo Cosic, per capirci.”
-Gli dico pari pari: e
Gamba?
“No, qui non mi faccio tastare. Gamba è l'uomo nel quale
io ho riposto tutta la mia fiducia, Gamba
l'ho vincolato con un contratto a lunga scadenza, Gamba è l'uomo che dovrà
guidare anche l'anno prossimo questa squadra. Se posso imputare a Gamba qualcosa? Ma no,
niente, dico solo che anche Gamba
aveva bisogno di riallenare sé stesso e quindi mi sembra giusto che
stia trovando notevoli difficoltà nel gestire questa squadra.”
- E il povero
Williams?
“Il povero Williams
l'abbiamo preso nella piena consapevolezza che fosse in tutto e per
tutto il giocatore che faceva al caso nostro. L'ho pagato una follia e
adesso lui non mi sta dando niente. Chiaro che è uno psicolabile, chiaro che
oggi come oggi non lo prenderei più, altrettanto chiaro che sul piano
teorico l'operazione Williams era la tipica operazione da fare senza stare a
pensarci sopra.”
- E Meriweather?
“Meriweather con
Binelli mi forma un'accoppiata vincente e vedrai che a gioco lungo sarà
così. Meriweather
tecnicamente è un super, ma non so se l'anno prossimo il suo fisico sarà
ancora super com'è la sua tecnica individuale”.
- Faccio notare al duce che lui per primo mi
ha parlato di un punto di riferimento che non c'é e mi vienE subito da tirar
fuori il nome di Villalta. Risposta
prontissima:
”Ma vedi, anche Riva è un gran giocatore, ma
nel Cantù mi pare che il punto di riferimento sia Marzorati. Villalta è il più
grande giocatore italiano che la Virtus abbia mai avuto. Però un leader non
lo è mai stato e non lo sarà mai”.
- La Virtus che spesso perde, la Virtus
eventualmente da rifondare, parliamone.
“Così come siamo oggi, parlare di scudetto o
di finalissima mi sembra un po’ folle. E allora che traguardi abbiamo? Di
salire il più possibile, questo per prima cosa. E poi io spero di potermi
rendere conto a fine anno di quali e quanti giocatori andranno confermati
perché non c'è dubbio che mi metterò d'impegno per fare una squadra a misura
di Gamba. E se necessario non guarderò in faccia a nessuno. Molto ho già
cambiato dall’anno scorso, ma eventualmente cambierò ancora
tantissime cose”.
- Gigi, perché la Simac ha il doppio dei punti
della Virtus?
“Perché la Simac riesce anche a vincere le
partite già perse e perché noi invece riusciamo a perdere anche le partite
già vinte”
- Cosa gli posso ancora domandare? Ecco,
questo: non potevi cambiare Williams?”
“ No che non lo potevo cambiare perché gi mi
ero bruciato il cambio tecnico con la storia di
Oliver Smith. E poi la mia filosofia è quella di non cambiare mai gli
americani”.
- Gigi, basta cambiare la filosofia…”
“D'accordo, sono per non cambiare mai, ma ci
sono casi nei quali anche la filosofia puoi mandarla a benedire, ti ripeto
che sono d'accordo. Però fammi aggiungere un'altra cosa: io posso anche
esaltarmi e deprimermi, ma in questo momento ho tutta intatta la mia grande
carica e ti giuro che farò il possibile e l'impossibile per riportare in
vetta la Virtus e questo per rispetto nei confronti dei nostri tifosi, ma
soprattutto per rispetto nei confronti del sottoscritto perché io vorrei
vincere sempre”.
- Ultima cosa:
Bianchini ha detto…
“Alt. Qui non farmi dir niente perché c’è di
mezzo la Nazionale”.
- So che non hai gradito…
“Se per questo, ciò che dice Bianchini spesso mi ha
ferito e mi ferisce. E va bene, vuol dire che mai e poi mai allenerà la
Virtus. Prima di fare queste ultime dichiarazioni, aveva una possibilità in
vita sua di allenare la Virtus. Ora siamo a zero si cento, puoi scriverlo.”
- Gigi, ma cosa vuol dire mai, e poi mai?
“Mai e poi mai finché alla
Virtus ci sarò io".
BOLOGNA E PESARO ESCONO DI SCENA
La Repubblica – 24/04/1986
Clamoroso nel basket: la
Granarolo Bologna campione d'Italia due anni fa, è eliminata al primo turno
dei play-off. Questa grande del basket che aveva perso il primo incontro a
Bologna non è riuscita a rifarsi a Roma. A condannarla è stato all'ultimo
secondo un canestro di Rautins. Eliminata anche la Scavolini Pesaro,
finalista l' anno scorso contro la Simac.
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