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STAGIONE 1985/86

 

GNANAROLO FELSINEA BOLOGNA

Serie A1: 7a classificata su 16 squadre (17-30)

Play-off: eliminata agli ottavi di finale (0-2)

Coppa Italia: eliminata ai quarti di finale (3-6)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
4 Roberto Brunamonti P 1959 192 ITA
5 Domenico Fantin G 1961 196 ITA
9 Sam Williams 1959 USA
10 Renato Villalta A 1955 204 ITA
11 Augusto Binelli C 1964 211 ITA
13 Joe Meriweather C 1953 205 USA
14 Maurizio Ragazzi G 1964 192 ITA
15 Marco Bonamico A 1957 200 ITA
Giovanni Setti 1969 ITA
Paolo Cappelli 1968 ITA
Luca Ansaloni G/A 1967 195 ITA
Oliver Smith 1958 USA
Gianluca Trisciani 1961 ITA
Clivo Righi 1966 ITA
Gianluca Lenoli 1967 ITA
Alessandro Gamba All ITA
Ettore Messina ViceAll ITA

 

Partite della stagione

statistiche di squadra

 

 

Il 10° posto finale è sintesi fedele di una stagione scialba e sfortunata. Contrattempi a iosa. La scelta discussa di Sam Williams (e un pivot a gettone) poi gli stress fisici del grande Meriweather, la ripresa faticosa di un indomabile Bonamico e per colmo la distorsione nel momento più esplosivo di Binelli. Anche per Gamba il matrimonio diventa difficile con una squadra che stenta a corrispondergli. Come l'anno prima più ombre esterne che luci casalinghe (fra cui la vittoria sul Cibona europeo nel Battilani).

 

tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 


 

GAMBA FIRMA PER BOLOGNA UN CONTRATTO DI TRE ANNI

Sandro Gamba è il nuovo allenatore della Granarolo Bologna. Il tecnico della Nazionale, il cui mandato si esaurirà a fine giugno, dopo gli europei in Germania, avvicenda Alberto Bucci, che ha già firmato per la Peroni Livorno, in A2. Gamba ha militato come giocatore nel glorioso Simmenthal, che poi ha guidato dalla panchina come assistente di Cesare Rubini. Ha quindi allenato a Varese, Torino e in Nazionale (argento alle Olimpiadi di Mosca, oro agli europei di Nantes). "Arrivo nella società più organizzata d' Italia - ha detto - ogni mia richiesta è stata soddisfatta dal club. Avevo ricevuto altre offerte, ma questa era la scelta migliore. Il mio successore in nazionale sarà probabilmente Bianchini". Gamba ha firmato per tre anni.

 

I due nuovi mori: Sam Williams e Joe C. Meriweather

 

GRANAROLO SCONFITTA, PER GAMBA, IL PROBLEMA è WILLIAMS

"Avevamo la squadra piena di gente malconcia, in precarie condizioni fisiche, no, non sto cercando giustificazioni, ma solo una ragione alla nostra sconfitta. Inoltre non sono affatto contento di come difende Williams. Deve dimenticare l'NBA, qui non ha Malone alle spalle. Ha concesso troppo a Caneva". Sandro Gamba si difende così. La sua è stata una domenica dolorosa. La Granarolo, che partiva favorita, ha perso in casa il confronto con Varese.

 


 

PARTENZA SOTTO GAMBA

Un riesordio, s'era detto e scritto. Un altro lavoro, tutto diverso. Prima la scrivania, le relazioni, le telefonate, i giri da un capo all'altro dell'Italia, a vedere partite, incontrare persone, portare a spasso, anche per la propaganda del basket, la faccia di commissario tecnico della nazionale. E poi naturalmente le convocazioni, i raduni collegiali, le stagioni scandite dai tempi delle grandi manifestazioni internazionali. Adesso, invece, Sandro Gamba è tornato all'antico mestiere di coach della domenica, agli stress del campionato, a una guerra di tattiche più domestica, contro colleghi che sanno tutto della tua squadra e della cui squadra sai tutto. Non è stato, per Gamba, un buon riesordio. La sua Granarolo ha perso due partite filate, in casa e fuori. Nella pozzanghera di una classifica insufficiente è caduta altra acqua: la rinuncia di Joe Meriweather, pivot americano atteso per due mesi, dileguato poche ore prima della firma del contratto. Un nuovo lavoro cominciato senza fortuna. Un riesordio senza risultati che ha subito attirato i riflettori su Bologna: sulla sua piccola immediata crisi e su questo ritorno claudicante, nella fossa del campionato, del tecnico che, con la nazionale, è riuscito a vincere più di tutti. "Qualche guaio era in preventivo. Gli allenamenti incompleti, l'assenza di Bonamico per infortunio, il mancato arrivo del pivot titolare americano, lo sapevo, li avremmo pagati. Speravo non così tanto; e per questo sono arrabbiato, carico di disappunto. Ma mi era già successo di peggio. A Torino, primi sei mesi terrificanti. A Varese, ultima stagione, un mese soltanto di batoste, fondo classifica e tutti si chiedevano com'era possibile. Non mi spavento, non mi tiro indietro, lavoreremo duro. E mi metto a ridere, scusate tanto, quando sento che ho le ruggini da panchina. Non sono un pensionato né un rincoglionito. E se c'è una panchina che richiede massima lucidità, riflessi reattivi, cervello sempre sveglio, è proprio quella della Nazionale, dove in dieci giorni, una partita al giorno, ti giochi tutto. Qui la pressione è più blanda. Ci sono settimane per prepararsi. Giocare ogni sette giorni concede tempo". Non c'è proprio nulla da rimpiangere del "mestiere" di prima? "Sì, una cosa. Il colpo di telefono col quale, in 24 ore, sostituisci, con un uomo di analogo valore, un giocatore infortunato. Qui, in due mesi, ce ne sono capitate di tutti i colori, e per un po' mi è sembrato di allenare la squadra juniores, con qualche titolare a far numero. Gli schemi riuscirono tutti, i "grandi" facevano sempre canestro, ma non serviva niente". E al di là dei guai di palestra, non può incidere, sulla partenza sbagliata, qualche problema d'adattamento dell'uomo-Gamba nella città-Bologna? "No, qui stai bene anche se non vuoi. Il mio presidente Porelli dice che anche questa è "qualità della vita": alzarsi la mattina, uscire a piedi per l'allenamento, comprare i giornali, fermarsi a parlare con tanta gente, perché a Bologna ti riconoscono tutti, e il benzinaio, il tabaccaio, il barista ti chiedono come va e com'è che non vinciamo. Cordiali, sorridenti. A me piace fermarmi e parlare; e sapere che anche quest'inverno, da un portico all'altro, arriverò al palasport a piedi, senza ombrello. Non mi manca nulla di Milano; ci torno il lunedì, spesso, è vero, ma ne farei a meno. Tra uffici, banche, tasse, sono tutte beghe da sbrigare. A Torino fu un ambientamento più difficile, fuori dal campo. Com'era Bologna lo sapevo, non era certo il deserto o il far west. Contò anche, com'era la città, al momento di scegliere la panchina del mio rientro, dopo i cinque anni in Nazionale". Gamba parla di tempi, di ritmi. è un insonne cultore di letture notturne, consuma un mazzo di quotidiani di primo mattino, dice che una giornata piena di lavoro non ha bisogno di stacchi, di passatempi per essere anche gradevole. "Lavoro, alleno, faccio riunioni, studio le altre squadre al videotape. E adesso, anche di sera, si va avanti. Con le telefonate in America, per trovare questo pivot. No, la rinuncia di Meriweather non è stata una botta. Non è la prima storia che va così, con gli americani, e io penso sempre che uno è un mio giocatore quando gli ho stretto la mano, in carne ed ossa, e in scarpe e tuta, pronti ad iniziare il primo allenamento". Così tutti continueranno a chiederle, sotto i portici di Bologna, quando arriva il superman che porterà lo scudetto alla Virtus. "Attese esagerate. Meglio non farsi illusioni. Un Carroll dobbiamo scordarcelo, far finta che in Italia non sia mai venuto. Fu un incastro di coincidenze rare e irripetibili. Lui prese, in Italia, 200mila dollari. Una montagna, ma quest'anno ha firmato per l'Nba per un milione e mezzo. Tanto per chiarire l'ordine di grandezze. Quando arrivò lui a Milano, l'anno scorso, bastò un mese per capire che il vento dello scudetto poteva tirare solo da quella parte. Quest'anno è un campionato senza favorite, possono vincerlo almeno 6-7 squadre". E che altro rimane al campionato? "L'impressione che i gruppi italiani conteranno di più, che i giovani avranno più spazio, che in A1, lasciando perdere la mania di catturare Superman, l'americano è ormai uno del quintetto, ha il suo ruolo e i suoi compiti, esattamente come gli altri. Forse, col nostro mercato americano, siamo già a una fase di ritorno. Il basket italiano è entrato in un giro di grandi giocatori cui puntare, ma la concorrenza Nba è troppo forte, può pagare meglio le sue stelle. Io stesso, a Bologna l'anno prossimo, cercherò di avere la squadra al completo il primo giorno di preparazione. A rischio di prendere un mediocre che, lavorando due mesi in più coi compagni, integrandosi, capendo cosa gli chiediamo, si renda poi utile. Come uno dei cinque, non Superman". Nella casa di via Lame, un angolo questo al confine tra la Bologna del centro e quella che si apre sui viali di circonvallazione, Gamba aspetta che il suo riesordio in campionato, a 53 anni, gli porti domeniche meno scoscese di queste, del tuffo in un basket attraversato in tante tappe: giocatore, giovane tecnico rampante, santone azzurro, ora di nuovo in panchina, la domenica, seduto su un campionato da ricominciare.

 


 

DIETRO MILANO, NIENTE?

Una domenica dopo il calcio gira la boa anche il campionato di basket. (…).

Bologna e Varese, due vecchie grandi pari al quinto posto, si toglieranno pane e vicenda: un incidente a Brunamonti, che forse non ci sarà o forse sì, in ogni caso potrà giocare solo con fastidioso bendaggio alla mano destra, assesta un altro colpo pesante ad una Granarolo un po' sfortunata e un po' indefinita, a cominciare da quel Williams che contende ad Henderson il ruolo di oggetto misterioso del campionato. La Granarolo viaggia in ritardo e deve raccogliere punti anche in trasferta, per puntare a quel quarto posto che Gamba indica come traguardo minimo di Bologna sulla griglia dei play off.

(…)

 

Sam Williams contrasta un'entrata di John Douglas nel derby

 

MAI E POI MAI BIANCHINI CON ME

di Gianfranco Civolani - Superbasket – 06/03/1986

 

La Virtus perde senza ritegno e dunque va male. E tutti a chiedersi come se la passa il duce truce. Si tormenta? E come, e quanto? Tanto allora valeva andare direttamente a chiederglielo, cosa che appunto ho fatto. Cosa pensa Gigi Porelli, come ritiene di ovviare e quali medicamenti ha in testa, ecco qua una specie di sunto di una lunga, disinibita e circostanziata chiacchierata.

“Dire che perdere mi brucia - fa - è perfin troppo ovvio. Mi brucia anche perdere una partita sola e figurati dunque come vivo questo momentaccio. E potrei comodamente nascondermi dietro l'alibi dei tantissimi infortuni che ci hanno perseguitato, ma sono una persona onesta e dunque ti consegno l'alibi degli infortuni. ma poi vado oltre e analizzo la situazione cercando di renderla chiara anche a me stesso. E ti dico subito che alla luce dei fatti Williams non va proprio bene per niente. E non stanno dando il dovuto nemmeno le guardie. E la squadra tutta è di una fragilità psicologica disarmante. E non c'è nemmeno un punto di riferimento tipo Cosic, per capirci.”

-Gli dico pari pari: e Gamba?

“No, qui non mi faccio tastare. Gamba è l'uomo nel quale io ho riposto tutta la mia fiducia, Gamba l'ho vincolato con un contratto a lunga scadenza, Gamba è l'uomo che dovrà guidare anche l'anno prossimo questa squadra. Se posso imputare a Gamba qualcosa? Ma no, niente, dico solo che anche Gamba aveva bisogno di riallenare sé stesso e quindi mi sembra giusto che stia trovando notevoli difficoltà nel gestire questa squadra.”

- E il povero Williams?

“Il povero Williams l'abbiamo preso nella piena consapevolezza che fosse in tutto e per tutto il giocatore che faceva al caso nostro. L'ho pagato una follia e adesso lui non mi sta dando niente. Chiaro che è uno psicolabile, chiaro che oggi come oggi non lo prenderei più, altrettanto chiaro che sul piano teorico l'operazione Williams era la tipica operazione da fare senza stare a pensarci sopra.”

- E Meriweather?

“Meriweather con Binelli mi forma un'accoppiata vincente e vedrai che a gioco lungo sarà così. Meriweather tecnicamente è un super, ma non so se l'anno prossimo il suo fisico sarà ancora super com'è la sua tecnica individuale”.

- Faccio notare al duce che lui per primo mi ha parlato di un punto di riferimento che non c'é e mi vienE subito da tirar fuori il nome di Villalta. Risposta prontissima:

”Ma vedi, anche Riva è un gran giocatore, ma nel Cantù mi pare che il punto di riferimento sia Marzorati. Villalta è il più grande giocatore italiano che la Virtus abbia mai avuto. Però un leader non lo è mai stato e non lo sarà mai”.

- La Virtus che spesso perde, la Virtus eventualmente da rifondare, parliamone.

“Così come siamo oggi, parlare di scudetto o di finalissima mi sembra un po’ folle. E allora che traguardi abbiamo? Di salire il più possibile, questo per prima cosa. E poi io spero di potermi rendere conto a fine anno di quali e quanti giocatori andranno confermati perché non c'è dubbio che mi metterò d'impegno per fare una squadra a misura di Gamba. E se necessario non guarderò in faccia a nessuno. Molto ho già cambiato dall’anno scorso, ma eventualmente cambierò ancora
tantissime cose”.

- Gigi, perché la Simac ha il doppio dei punti della Virtus?

“Perché la Simac riesce anche a vincere le partite già perse e perché noi invece riusciamo a perdere anche le partite già vinte”

- Cosa gli posso ancora domandare? Ecco, questo: non potevi cambiare Williams?”

“ No che non lo potevo cambiare perché gi mi ero bruciato il cambio tecnico con la storia di Oliver Smith. E poi la mia filosofia è quella di non cambiare mai gli americani”.

- Gigi, basta cambiare la filosofia…”

“D'accordo, sono per non cambiare mai, ma ci sono casi nei quali anche la filosofia puoi mandarla a benedire, ti ripeto che sono d'accordo. Però fammi aggiungere un'altra cosa: io posso anche esaltarmi e deprimermi, ma in questo momento ho tutta intatta la mia grande carica e ti giuro che farò il possibile e l'impossibile per riportare in vetta la Virtus e questo per rispetto nei confronti dei nostri tifosi, ma soprattutto per rispetto nei confronti del sottoscritto perché io vorrei vincere sempre”.

- Ultima cosa: Bianchini ha detto…

“Alt. Qui non farmi dir niente perché c’è di mezzo la Nazionale”.

- So che non hai gradito…

“Se per questo, ciò che dice Bianchini spesso mi ha ferito e mi ferisce. E va bene, vuol dire che mai e poi mai allenerà la Virtus. Prima di fare queste ultime dichiarazioni, aveva una possibilità in vita sua di allenare la Virtus. Ora siamo a zero si cento, puoi scriverlo.”

- Gigi, ma cosa vuol dire mai, e poi mai?

“Mai e poi mai finché alla Virtus ci sarò io".

 


 

BOLOGNA E PESARO ESCONO DI SCENA

Clamoroso nel basket: la Granarolo Bologna campione d'Italia due anni fa, è eliminata al primo turno dei play-off. Questa grande del basket che aveva perso il primo incontro a Bologna non è riuscita a rifarsi a Roma. A condannarla è stato all'ultimo secondo un canestro di Rautins. Eliminata anche la Scavolini Pesaro, finalista l' anno scorso contro la Simac.