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Rundo, Buzzavo, Serafini, Cook, Bertolotti

Albonico, Zuccheri, Regno, Beretta, Sacco

 

STAGIONE 1970/71

 

Norda  Bologna

Serie A: 10a classificata a pari merito con altre 2 su 12 squadre (5-22)

spareggio per il 10° posto a Cantù: 1a classificata (1-2) e rimane in Serie A

Coppa Italia: eliminata agli ottavi di finale

 

Ettore Zuccheri (cap.)

Renato Albonico

Massimo Antonelli

Loris Benelli

Enrico Beretta

Gianni Bertolotti

Giorgio Buzzavo

Douglas Cook

Franco Regno

Giuseppe Rundo

Massimo Sacco

Luigi Serafini

Ris.: Mario Martini

Allenatore: Vittorio Tracuzzi

 

Partite della stagione

 

TRACUZZI: LA SALVEZZA è IL PRIMO TRAGUARDO

di Silvano Stella - La Gazzetta dello Sport - 27/08/1970

 

C'è un po' di sentimentalismo, ancorché non confessato, nel ritorno di Vittorio Tracuzzi sotto le due torri. Vero: un tecnico qualificato non fa distinzioni, va dove lo chiamano e dove lo pagano. Ma nel caso di Tracuzzi i sei anni trascorsi alla vecchi Virtus, ora giovane Norda, hanno decisamente un valore affettivo. Soprattutto, poi, se i risultati si identificano in due scudetti e quattro secondi posti nell'arco di tempo che va dal '54 al '60.

"Certo non mi lagno - fa Tracuzzi -: il basket mi ha dato tante gioie, poche amarezze, ovunque mi sono trovato bene. Ma a Bologna, non lo nego, sono venuto di corsa, senza esitazioni. Perché sapevo che avrei ritrovato veri amici nello sport e nella vita privata. Spero di mettere le radici e di restare a lungo in questa città. Intanto, dal prossimo anno scolastico, inizierò ad insegnare a Bologna."

Bene. Da alcuni giorni Tracuzzi sta torchiando - è la parola esatta- i suoi nuovi giocatori. Ha elaborato un programma davvero impegnativo. Eccolo, in sintesi, nei suoi punti fondamentali: 1) nel primo mese due sedute giornaliere per sei giorni alla settimana; 2) nel secondo, dodici al mattino e 24 al pomeriggio. Al mattino il ritrovo è alla Virtus, e qui entra soprattutto in azione Giorgio Moro, incaricato alla preparazione organica. Al pomeriggio trasferimento al Palasport dove, oltre a Tracuzzi, si danno da fare anche i due "vice" Canna e Battilani. Il primo incontro amichevole (a porte chiuse) è previsto per sabato 29 agosto contro una squadra di serie C.

"é troppo presto - riprende Tracuzzi - per impostare un serio discorso sulla Norda. Occorre tempo, occorrono prove probanti, occorre completare la preparazione, eccetera. Cosa vogliamo dal nuovo campionato? Esattamente non lo so, ma sicuramente vogliamo vivere tranquilli. O, meglio, raggiungere il traguardo della salvezza e creare, al tempo stesso, valide basi per il futuro. Ecco, la Norda è una squadra di prospettive. Ha degli elementi maturi molto validi e ragazzi tecnicamente dotati, decisi a sfondare. Le mire immediate, dunque sono rivolte ad un basket dignitoso, secondo i limiti. Non dimentichiamo che la Virtus degli "assi" s'è trovata coinvolta nella lotta per non retrocedere. Per la Norda è già un buon risultato se riesce a tenere distante la "zona terrore". Eppoi dipende dai rinforzi che dovranno venire..."

Chi sono? Tracuzzi è sordo, non ci sente. Dice che di nomi ne sono stati fatti anche troppi. E forse era bene non darli in pasto ai giornali e ai tifosi per evitare poi amari risvegli.

"Ho bisogno ancora di una settimana - conclude Tracuzzi - per scoprire in quali ruoli siamo carenti. L'acquisto dello straniero sarà determinato dal ritorno o meno di Buzzavo (n.d.r.: a Milano si dà per certo il prestito del giocatore alla Norda). Nel mio recente viaggio in USA ho annotato i nomi di 3-4 giocatori: entro lunedì prossimo, peraltro, si deciderà su tutto".

Chiaro: con Buzzavo la squadra risolve il problema del secondo pivot. E in questo caso Tracuzzi, per ragioni di equilibrio tecnico, deve ricorrere ad un esterno lungo e buon tiratore.

 


 

La rivoluzione continua. Porelli e la Virtus non ci stanno più a fare i parenti poveri. Nasce la Società per Azioni Virtus che si stacca dalla casa madre, anche se il cordone ombelicale della tradizione rimarrà bello saldo sempre. Con Porelli lavorano due personaggi di notevole importanza, Fiero Gandolfi e Giancarlo Ugolini. Gianluigi Porelli decide una mossa oramai inderogabile: cede Lombardi e Cosmelli, scatenando una mezza rivoluzione con tanto di polemiche giornalistiche che finiranno in tribunale "Parisini direttore di Stadio mi attaccò in maniera furibonda" racconta l'avvocato Porelli "Scrisse una quindicina di articoli contro di me per quella scelta. Gli feci causa. Fu assolto in prima istanza, in seconda fu amnistiato. Ma non mi fermo qui. Vado avanti, lo perseguiterò per tutta la vita".

 

La Virtus SpA paradossalmente poi, visto che aveva fatto storcere il naso a molti che vedevano in questa contaminazione la morte di una certa tradizione e il tradimento con i vincoli del passato neanche tanto remoto, finisce col diventare l'unico ancoraggio con le glorie che furono. è proprio la stabilità che sta sopraggiungendo alla Virtus SpA, grazie alle intuizioni di Porelli, che assicurerà nel futuro la sopravvivenza, e in un certo senso la predominanza, del simbolo delle Vu nere sopra e prima di qualunque abbinamento pubblicitario e che garantirà i colori bianconeri come eterni e inamovibili per la Virtus.

 

Tornando al campionato, Porelli trova un abbinamento con il quale si lega con contratto triennale: la Norda. Porta a Bologna, da Milano, Albonico e il semisconosciuto Bertolotti, tanto che sembra molto facile accusare di incompetenza Porelli e rimpiangere il mitico Lombardi. In panchina torna il genio Vittorio Tracuzzi. Dagli USA invece, purtroppo, dopo un provino con un certo Mike Neer, arriva tale Doug Cook, pescato nientemeno che su segnalazione di Bob Cousy. Cook si rivela men che mediocre e assieme ai compagni che non fanno di meglio, porta la Virtus addirittura sull'orlo del baratro. Il baratro è rappresentato dagli spareggi salvezza che si giocano a Cantù, dove davanti a 2000 bolognesi pronti alle lacrime ma anche alla contestazione, si riesce a scacciare il fantasma della serie B "è un'esperienza che non auguro a nessuno" dirà Porelli al termine della drammatica due giorni canturina. Lo scudetto va ancora alla squadra di Varese col messicano Manuel Raga, che supera in un ennesimo spareggio il Simmenthal di Art Kenney. Nessun virtussino è nei primi venti marcatori.

 

Sono strani anni, anni in cui i "nemici" della Fortitudo, con i quali non c'è odio, ma durissima rivalità, riescono a mettere il naso avanti più di una volta e in questo contesto si alimenta la febbre del derby. "Si comincia sei giorni prima" racconta su Giganti del basket Gianfranco Civolani "Fa tremendamente chic aver già in tasca il biglietto del parterre. Meglio poter vantare certe amicizie, mille volte meglio avere la roba di prima mano. Per un giorno solo, ma no, per un'ora e mezzo soltanto, la plutocrazia cittadina scava trincee, si divide in opposte schiere. I giovani dorati della "Bologna senza problemi" riscoprono un giochetto che li appassiona tanto. Scommettere cifre da capogiro su questa o quell'altra squadra, puntare gettoni (d'oro zecchino s'intende) sul Baron o sul Kocis, dividere fratelli e sorelle, spaiare le coppie, creare insomma una barriera fittizia tra gente che resterà affratellata una vita intera".

 

tratto da "Virtus - cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

 

Albonico marcato da Bertini. Sullo sfondo Cook.

 

Annata da brividi. Il bilancio impone alla finanziaria di Porelli, che ha preso in gestione il basket virtussino, il sacrificio di Lombardi (alla Fortitudo) e Cosmelli (a Milano in cambio di Albonico e Bertolotti). Guidata da Tracuzzi, ma poco sorretta dall'americano Cook, la squadra (deboluccia) perde quota, infila 12 sconfitte consecutive e così il triennio Norda inizia nei patemi del fondo classifica e degli spareggi di salvezza in quel di Cantù. Sospirone alla fine.

 

tratto da "100MILA CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi Gigli

 

Albonico guida un attacco contro il Simmenthal: sfrutta un velo di Buzzavo mentre Rundo taglia sotto canestro.