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Cosmelli, Giomo, Neri, Mora, Marisi, Zuccheri, Lombardi,
Rundo,
Pontoni, Skalecky
STAGIONE 1968/69
Candy
Bologna
Serie A: 10a
classificata su 12 squadre (9-22)
Coppa Italia: eliminata ai
quarti di finale
Gianfranco Lombardi
(cap.)
Giorgio Buzzavo
Massimo Cosmelli
Augusto D'Amico
Giorgio Giomo
Adolfo Marisi
Enrico Mora
Giuseppe Rundo
Luigi Serafini
Alfredo Skalecky
Ettore Zuccheri
Ris.: Giorgio Calzoni, Piero
Girolami, Andrea Marchesi, Roberto Neri, Sandro Renzi
Allenatore:
Jaroslav Sip, dal
dicembre 1968 De Sisti
Partite
della stagione
Nel campionato 1968/69 in
Italia c'è molto fermento e la Virtus, la
gloriosa Virtus, trema profondamente. Al
termine del torneo infatti, avrà al suo attivo solo 18 punti, 4 in più della
squadra che la segue in classifica e che retrocede in serie B, 9 vittorie e
13 sconfitte, lontana 18 punti dall'Ignis Varese che torna a vincere il
campionato. L'americano è Alfredo Skalecky, dal carattere introverso e dal
rendimento mediocre. La squadra non fa meglio: 1521 punti segnai (69,1 di
media) e 1544 subiti (70,1 di media) per il secondo saldo negativo della
storia Virtus del dopoguerra. Dell'annata
negativa fa le spese il coach Jaroslav Sip che viene sostituito nel corso
dell'anno dalla coppia Ranuzzi/De Sisti. Nella
classifica dei marcatori Lombardi tiene ancora
con dignità e arriva al 9° posto con 418 punti (19 di media). Ma il '68
della Virtus ha un suo leader: Gianluigi Porelli.
tratto da "Virtus
- cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

Sotto gli occhi di Zuccheri, Skalecky stoppa
Bergonzoni in uno dei due derby entrambi persi
Abbinamento in crisi, formazione
rivoluzionata. Se ne va Pellanera, arriva il secondo Giomo, l'americano è
Skalecky. Per Porelli, appena chiamato alla presidenza, il compito si
prospetta subito difficile. Vinto il Trofeo degli Oscar, i primi rovesci
portano all'esonero di Sip e al varo della coppia Ranuzzi-De Sisti.
Situazione sempre allarmante rimediata alla meno peggio col terz'ultimo
posto e un'unica vittoria fuori casa (sul fanalino di coda).
tratto da "100MILA
CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi
Gigli
SORPASSO ELDORADO
di Gianfranco Civolani -
Giganti del Basket - n. 5 maggio 1969
Succede qualcosa di nuovo
nella Bologna-basket: dopo oltre dieci anni di egemonia, la gloriosa Virtus
passa il testimone a qualcun altro. C'è insomma l'Eldorado-miracolo che
sfreccia davanti ai cugini. Li fa secchi nei due derbies, li relega a
complesso di secondo piano e dunque passa a condurre e termina il torneo
davanti. Poche lunghezze, d'accordo, ma quelle poche lunghezze sono tante.
Spiego il perché: anzitutto provatevi a ingaggiare un americanone come
Schull e a doverne poi fare a meno per metà campionato. E infine l'Eldorado
realizza il suo obiettivo primario che non è tanto quello di finire prima
della Candy, quanto viceversa un altro: sottrarre fans ai cugini, spostare
l'asse del tifo, calamitare masse, affascinare e catturare nuove leve, fare
esplodere insomma una politica societaria lungimirante, proiettata in
prospettiva.
La Candy incontra la sua
peggior stagione dal dopoguerra ad oggi e con tutto ciò riesce a conservare
gran parte dell'affetto delle sue schiere. L'Eldorado realizza coi fatti una
nuova frontiera. Appena ieri la Bologna-basket faceva pollice verso alla
vetusta Fortitudo. Novanta fans su cento per la Candy, ma ieri. Oggi siamo a
settanta contro trenta, più o meno e non diremmo che il futuro contempli un
recupero delle posizioni perdute.
Come fu che la Candy franò?
Come fu che l'Eldorado piacque così incondizionatamente?
Siamo qui per questo. Per
valutare, per suggerire. Seguiremo una procedura di questo tipo: prima le
dichiarazioni autentiche dei due trainer, poi una sintetica disamina di quel
che accadde e di quel che potrà accadere. E quindi un'analisi della stagione
dei singoli. Saranno diagnosi espresse con un voto dall'uno al dieci. Una
procedura delicata,forse indigesta a qualcuno. Ma al tempo stesso una
procedura doverosa, sicuramente ben accetta al lettore.
Dice Lamberti: "Finalmente
abbiamo toccato con mano certi traguardi. Quando Schull mi è venuto a
mancare, ho proprio temuto il peggio. Ma sono venuti fuori i miei pupi.
Sapevo che sarebbe stata questione di tempo. I bimbi sono cresciuti, si sono
responsabilizzati. Dove saremmo arrivati con Schull valido per tutto il
campionato? Dietro a Ignis e Simmenthal, penso".
Dice Ranuzzi: "Ho preso in
mano la squadra quando la situazione era assai poco allegra. De Sisti e io
abbiamo cercato di lavorare in profondità. I risultati non ci hanno dato
conforto gran che, ma posso dire che il recupero di Zuccheri e i netti
progressi registrati da Buzzavo e Marizi e anche la maturazione di Giomo
sono elementi utile per un'attendibile valutazione della Candy del futuro."
Dicevo: come fu? Anzitutto
l'Eldorado: ha un trainer con una capoccia grande così. E i bimbi sono
esplosi. Eogni uomo - impiegato nel posto giusto - ha finito per rendere il
centuno per cento. E Gary Schull è stata la molla prima che ha fatto
scattare tutto il congegno e sarà sicuramente la ciliegia sulla torta l'anno
prossimo.
Già,il '69-70: la Fortitudo ha
magre finanze. Se la ditta non concede alla Fortitudo almeno dieci milioni
in più, allora come sarà possibile fare qualche valido acquisto? Lamberti in
questo momento ha tutto da perdere, parliamoci chiaro. L'ossatura della
squadra sarà la medesima. Un quarto-quinto posto finale anche l'anno
prossimo sarà l'obiettivo logico della società. Ma volete mettere questa
Eldorado con un Bariviera o un Bisson in più?
La Candy: ha scontato la non
grande influenza di Skalecky, l'eclissi di Rundo, forse anche un certo clima
di rassegnazione. Eppure non sono personalmente convinto che lasquadra valga
solo un ottavo-nono posto. Resto dell'idea che il telaio sia da
centro-testa. Comunque occorre trovare un abbinamento solido, un americano
che, oltre a prendere i rimbalzi, segni (un tipo alla Schull, eh...) e un
esterno-davanti valido in difesa. Ma niente castelli in aria: una Candy da
scudetto non la si improvvisa in un amen. Qualche altra cosa vorrei dire,
qualche altro suggerimento mi sta sulla punta della lingua, ma preferisco
fermarmi qui. Dico che vedrei bene, anzi benissimo, un Paratore in panchina,
ecco.
VALUTAZIONI INDIVIDUALI
COSMELLI: a mio avviso da un
campionato spaziale. Peccato lo faccia quando la più parte dei compagni è
ferma in panne: 8 1/2.
LOMBARDI: gli vogliamo
chiedere concentrazione e grintaccia all'infinito? Il grande Mac sopravvive
al suo mito ed è già tanto. Difetta di ritmo. Si vota maggiormente al gioco
di squadra. Ma le accensioni sono un po' meno frequenti: 7 1/2.
ZUCCHERI: ritrovala grinta, il
tiro, la speranza. Si ripropone all'attenzione del basket d'oggi: 7.
GIOMO: sfreccia in partenza,
rifiata e torna fuori. Impossibile pretendere di più da un bimbo che viene
dalla C. Ma i mezzi sono notevolissimi: 7-.
BUZZAVO: progressi palpabili.
Diventerà un campione? Forse no, ma aspettiamo a dirlo. Tempo al tempo,
almeno: 6+.
SKALECKY: tanti rimbalzi,
scadente impostazione al tiro, difficile intesa sul piano delle relazioni
umane. Americano decoroso, ancorché niente affatto determinante: 6.
MARISI: discreta impostazione
difensiva, tiro un po' spurio. Personalità in evoluzione: 6.
RUNDO: sale e scende.
Difficile giocare ala destra in una Candy che gioca prevalentemente sulla
sinistra. Assimilazione ostica di certi schemi. Difesa fallosa. Annata molto
grigia: 5 1/2.
RANUZZI-DE SISTI: lavorano,
cuciono e ricuciono. Non trascurano nulla. Ma non cambiano gran che le cose:
6.
La Candy ancora una volta
sfugge di mano ai trainers che si succedono. Leggi Kucharski, Alesini, Sip e
Ranuzzi-De Sisti. Un uomo solo cambiò la Candy: Armadione Swagerty. E non
era certo un allenatore...
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