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Mioli, Gambini, Canna, Rapini, Borghi,
Calebotta, Ferriani
Giarella, Dario Zucchi, Ranuzzi, Battilani, Carlo Negroni, Larry
Strong
STAGIONE 1953/54
Minganti Bologna
Serie A: 3a
classificata su 12 squadre (14-22)
Gianfranco Bersani (cap.)
Giuliano Battilani
Umberto Borghi
Antonio Calebotta
Achille
Canna
Sergio Ferriani
Germano Gambini
Carlo Negroni
Renzo
Ranuzzi
Luigi
Rapini
Dario Zucchi
Ris.: Renato Liviabella
Allenatore: James
Larry Strong, dal 01/01/54 Giancarlo Marinelli
Partite
della stagione
La rivoluzione in casa Virtus comincia con la stagione '53/'54
quando principi, concetti e forse pregiudizi, vengono messi nel soffitto
delle buone cose di una volta che non si usano più. Sono infatti
definitivamente superati gli anni in cui ci si poteva affidare unicamente al
mecenatismo e alla passione. Il pubblico di Bologna è giustamente esigente e
vuole che il suo affetto, il suo amore per la squadra, siano ripagati di
eguale moneta. Quindi bisogna darsi da fare per mettersi al passo con i
tempi: sulla scia dell'esempio milanese anche sotto le Due Torri la società
del presidente Brini, che comprendeva tra gli altri nel proprio consiglio
direttivo personaggi del calibro di Giorgio Neri, Renato Dall'Ara e Vittorio
Masetti, cerca e trova altre fonti di finanziamento nell'industria. Ma come
si conviene ad una società dalle tradizioni radicate nel tessuto della
città, anche questa contaminazione avviene nel modo più soft
possibile.
Accanto alla Vu nera infatti ci sarà il nome di Officine
Minganti, un'azienda di macchine utensili con la cui titolare, Gilberta
Minganti, ci sono vincoli di amicizia molto stretti e i cui nipoti, Lello
Zambonelli e Franco Gabrielli, sono virtussini
a 18 carati con un passato da giocatori. Ma il primo campionato con un'altra
scritta sulle maglie non fu in verità un campionato fortunato, anzi. Il
Borletti era sempre distante e poi ci si era messo di mezzo anche il Gira,
che questa volta era stato anche più bravo della vecchia e gloriosa Virtus. Dietro il Borletti, con 41 punti,
c'è infatti il Gira con 38 punti e solo al 3° posto la Virtus Minganti, staccata di ben 13
lunghezze dalla capolista milanese, con 8 sconfitte, 2 delle quali nei
derby. 1238 furono i punti segnati /56,2 di media) e 1073 quelli subiti
(48,7 di media). Nella classifica dei marcatori ci sono i soliti nomi ai
primi due posti, cale a dire Stefanini e Romanutti. Al 4° posto c'è un nome
nuovo: Sandro Riminucci, quello che verrà soprannominato "l'angelo biondo".
Per quanto riguarda la Virtus il nome che
conta è un altro e lo troviamo all'11° posto con 256 punti (11,6 di media):
si tratta di Antonio Calebotta, detto Nino,
il primo vero "Lungo" del basket italiano con i suoi m. 2,04 mentre al 14°
posto c'è Canna con 220 punti.
Proprio
Achille Canna e Nino Calebotta, arrivati
quell'anno dal CUS Milano, erano i giocatori sui quali Bologna puntava ad
occhi chiusi per rinverdire gli antichi fasti: e invece fu un campionato
deludente che a posteriori si può considerare un campionato di transizione,
in attesa del grande rilancio. Della delusione fa anzitempo le spese il
coach Strong che viene sostituito da un virtussino
di provata fede: Giancarlo Marinelli. La cosa
che seccò di più fu vedere il Gira, spesso snobbato come si fa con i "nuovi
arrivati" farla da padrone con i due ottimi americani Germain e Macioni e
con i brillantissimi giovani Lucev e Macoratti in grande evidenza. La grossa
delusione fa voltare definitivamente pagina e al termine di quella infelice
annata i mitici giocatori degli scudetti lasciano il campo: non vedremo più
Bersani, Ferriani, Ranuzzi e i fratelli Zucchi.
tratto da "Virtus
- cinquant'anni di basket" di Tullio Lauro

Calebotta, Rapini, Canna, Borghi,
Ferriani
Ranuzzi, Bersani, Negroni Carlo, Battilani, Gambini
Grandi novità: Calebotta,
Canna, Borghi e l'abbinamento con la Minganti. Però la squadra stenta a
prendere quota e oltre ai milanesi (5° scudetto consecutivo) perde di vista
anche il Gira che per la prima e unica volta finisce davanti alle Vu nere.
Saltato Strong, tocca a Marinelli chiudere in terza posizione. Si
congeda la vecchia guardia mentre arriva Tracuzzi
che va ad impostare la nuova squadra in Spagna.
tratto da "100MILA
CANESTRI - Storia statistica della Virtus Pallacanestro" di Renato Lemmi
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