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Al primo raduno una Virtus a ranghi incompleti: Pillastrini, X, Spencer, X,

Malagoli, Canelo, X, X, Michelori, Chiacig, Garri, Lestini, Gugliotta, Holland, X

 

STAGIONE 2007-2008

 

LA FORTEZZA  BOLOGNA (in Euroleague VIDIVICI BOLOGNA)

Serie A1: 15a classificata su 18 squadre (13-34)

Play-off: non ammessa

Coppa Italia: finalista (2-3)

Euroleague: eliminata nel girone (2-14)

 

N. nome ruolo anno cm naz note
5 Delonte Holland A 1982 198 USA
6 Dewarick Spencer G 1982 193 USA dal 25/02/08 in tribuna
7 Brett Blizzard G 1980 191 ITA (p) infortunato fino al 06/02/08
8 Will Conroy P 1982 187 USA ceduto all'Armani Jeans il 30/11/07
8 Travis Best P 1972 180 USA acquisito dal Prokom Sopot il 19/12/07
9 Alan Anderson A 1982 198 USA
11 Andrea Crosariol C 1984 210 ITA fino al 15/02/08
12 Guillherme Giovannoni A 1980 202 ITA (p)
13 Massimo Bulleri P/G 1977 188 ITA dal 22/02/08
14 Roberto Chiacig C 1974 210 ITA
15 Andrea Michelori A/C 1978 202 ITA infortunato fino a novembre
16 Fabio Di Bella P 1978 186 ITA fino al 28/02/08
17 Stevan Stojkov P 1989 182 ITA
18 Federico Lestini A 1983 200 ITA
18 Dimitri Lauwers G 1979 187 ITA (p) dal 29/02/08
19 Matteo Da Ros A 1989 200 ITA
20 Luca Garri A/C 1982 207 ITA
21 Donnie McGrath G 1984 183 IRL acquisito dalla Tisettanta Cantù il 15/11/07
Michele Novi
Stefano Masciadri
Claudio Tomassini
Riccardo Moraschini
Riccardo Pederzini
Stefano Pillastrini All 1961 ITA fino al 21/01/08
Renato Pasquali All 1954 ITA dal 23/01/08
Daniele Cavicchi ViceAll
Mattia Ferrari ViceAll

 

Partite della stagione

statistiche di squadra

 

 

LA PRESENTAZIONE DI STEFANO PILLASTRINI

di Bruno Trebbi - Bolognabasket.it - 25/06/2007
 

La Virtus ha presentato oggi il suo nuovo allenatore. Si tratta di Stefano Pillastrini, che ha pronunciato le sue prime parole in bianconero al CRB.

Gli onori di casa sono stati fatti da Claudio Sabatini:
Dopo aver ringraziato Zare Markovski, ecco Pillastrini: abbiamo da giovani frequentato le stesse compagnie, ora è il momento di entrare in un gruppo di persone un po’ più a modo, riconducendolo sulla retta via. Sono felice di essere qua, con un tecnico a cui non viene chiesto di vincere, ma di sposare questo progetto che ha avuto una accelerazione con revisione dei nostri tempi: l’Eurolega è una incombenza, ed ecco la nostra campagna “Lasciateci Perdere”. Ma Pillastrini è uno che lavora con i giovani, sa fare bene, e assicuro che potrà stare qui con tranquillità anche soprattutto per far crescere le nostre nuove leve, in modo che possano dare soddisfazioni sia alla Virtus che alla Nazionale. In questa ottica io tempo fa presi il Crb, che volevo fosse quello che per la Benetton è la Ghirada: ora andiamo avanti con serenità su questo progetto.
La scelta è stata dolorosa, e so già che non mi affezionerò a Pilla quanto a Zare. Ma è il momento di allargare il nostro organigramma, a costo di spendere qualcosa di più: tutti hanno dato il 300%, ci siamo trovati a dover gestire una Eurolega, e volendo modificare le nostre strutture la scelta è caduta su di lui.
Il GM? Cercheremo di formalizzarlo a breve, avrà carta bianca lavorando dietro la scrivania con mansioni organizzative. Sarà scelto da me, non dall’allenatore.
(con ogni probabilità sarà Andrea Luchi ex Montecatini e Pesaro, ndr)
Ai tifosi chiediamo pazienza, e di accettare le sconfitte, perché anche perdendo si può imparare qualcosa. E chi non sbaglia, non impara: rinnovare l’abbonamento fa piacere, ma meglio mille in meno se devono portare problemi. Non facciamo proclami elettorali, la gente deve credere in quello che facciamo senza bisogno di nomi.

Parola poi a Pillastrini, che si presenta così al pubblico virtussino:
La prima volta che mi ha chiamato non pensavo che fosse uno scherzo, c’era meraviglia e orgoglio, dato che sono stato chiamato per quello che so fare, e c'è chi ha apprezzato il mio lavoro. E lo slogan, in primis, è bellissimo: tutte le stagioni buone nascono dalla capacità di gestire e superare momenti difficili e sconfitte. La programmazione deve andare oltre l’immediato risultato: si cercherà sempre di vincere, ma crescendo e senza cercare scorciatoie. Poi verranno valutati i risultati che saremo in grado di conquistare. Per cui, oltre alla chiamata, sono stato contento anche del motivo per cui sono stato scelto: ho lasciato un posto dove stavo benissimo e dove tutti mi volevano bene, avevo altre offerte in ballo, ma qui si parla di un altro livello, di playoff, di ottenere risultati seguendo comunque la stessa strada della crescita giornaliera. E questo mi gratifica molto.

Le cose sono andate così: la Fortitudo mi ha cercato prestissimo, e conoscendo la mia storia avevo in mente di cercare un salto di qualità, ritenendo questo il momento giusto dopo essere sceso in B1, malgrado avessi offerte in A1. Volevo tornare ad alti livelli, e la Fortitudo mi ha fatto capire che mi avrebbero affidato un progetto di rilancio. Ci siamo parlati tante volte, spesso le cose uscivano sui giornali, ma con il passare del tempo mi sembrava che il progetto perdesse di concretezza. Per cui, un mese fa, ho posto un ultimatum, dato che mi sembrava si fosse perso interesse per me: questo, ripeto, prima di altre proposte. Quasi subito dopo mi ha telefonato una persona che credeva in me, e ci siamo accordati in poco tempo: una stretta di mano, dato che non c’erano le condizioni immediate per firmare. Io non l’ho detto a nessuno, se non a mia moglie, e la cosa non è uscita mai: questo mi ha dato un senso di serietà. Passando i giorni, con le continue vittorie della Virtus, ho chiesto se avessero legittimamente cambiato idea: ma mi è stato risposto che c’era convinzione, e che io non dovevo aver paura. Questo mi ha dato ulteriore conferma della serietà di questa offerta.

L'eredità Markovski è pesante, ma non ho paura, perché ho fiducia nella società e nel mio lavoro. Quanto fatto da Zare merita stima, per cui non mi metterò mai in competizione con lui; è stata chiusa una bella pagina, ora cerchiamo di aprirne un’altra. So che non devo migliorare i precedenti risultati.

Il vice? Ci devo pensare, perché credo molto al lavoro di staff. E quanto fatto a Montegranaro lo dimostra: Cavicchi lo conosco da tempo, Colombini anche, meno lo staff tecnico, ma sono tutte figure decisive per ottenere risultati. Non sarà una figura magari di primissimo piano, e sarà qualcuno che dovrà aiutarmi nello scouting di Eurolega come in tante altre cose. Mi prendo del tempo, deve essere una scelta ponderata.

Per quel che riguarda i giocatori: vanno guardati all’interno del contesto, per cui scelte ancora non ne sono state fatte. C’è chi sotto contratto ha fatto bene, alludendo a Di Bella, Michelori, Crosariol, Gugliotta, e di loro ho una buona considerazione. Ma adesso è presto, perché la squadra va vista in modo globale, valutando le offerte del mercato. Io credo molto nel lavoro in palestra, per cui spero di poter concludere la squadra prima dell’inizio del campionato e portarla avanti per tutta la stagione, dato che io non amo cambiare ogni giorno, e preferisco tenermi quelli con cui ho lavorato per mesi.
Bisogna prendere un forte playmaker, anche se può sembrare banale. Questa è la priorità, perché liberati Best e Ilievski (offerta molto alta, Italia e Spagna) qui c’è un buco. Non sarà facile, ma è fondamentale ricordando che a me piace anche giocare con due play. Drejer? Difficile trovarne uno più bravo, più facile trovarne uno con maggiore continuità. Sentiremo anche il suo parere, la situazione è ancora aperta. Lang? Giocatore che mi piace, anche se andrà valutato il rapporto qualità/prezzo. Ci possono essere altri interessi... I giocatori di Montegranaro? Vitali è sotto contratto, e rispettiamo questa cosa. Lui e gli altri ragazzi giocheranno comunque bene, ed è giusto che lì facciano i loro piani, e non è giusto che io faccia richieste che possano portarli ad andare a dire, in società, che loro non vogliono più restare dove sono. Sarei orgoglioso che giocassero bene chiunque ci fosse ad allenarli.
Io preferisco una squadra di qualità che non di quantità, con gestioni tipo Siena dove ci sono ruoli chiari: ci sta che possano cambiare i quintetti base, ma anche un decimo uomo che accetti, eventualmente, di stare fermo per due mesi sapendo che può succedere. E comunque i ruoli possono cambiare da agosto a marzo: non mi piace la competizione interna, ma la collaborazione, senza squadre lunghissime anche se l’Eurolega non chiede roster da sei. E per gli allenamenti, nel caso, chiederemo al vivaio: stimando Sanguettoli e Consolini, quello che diranno sarà per me fondamentale, sia per il livello tecnico che scolastico dei ragazzi”.


Infine, parola ancora a Claudio Sabatini che ha illustrato la situazione di alcuni giocatori e non ha fatto mancare qualche frecciata all'altra sponda del Reno:
“Vukcevic ha un impegno verbale, e alle stesse condizioni dello scorso anno resterà con noi. Arrivassero offerte superiori, faremo le nostre considerazioni.
Giovannoni vorremmo tenerlo, ma se esce dal contratto con Treviso rischiamo di perderlo, perché diventerebbe free agent: ora dipende da lui, noi vorremmo tenerlo, ma questo è un imprevisto perché nessuno sapeva di questa possibilità.
Thomas? Gli faremo un’offerta di due milioni di dollari, abbiamo motivi non tecnici per provarci. Anche lui, come Vitali, è sotto contratto? Per loro abbiamo meno rispetto.”

 

Lo slogan della campagna per l'abbonamento: si rivelerà fin troppo azzeccato.

 

IL FILM DELLA STAGIONE

di Roberto Cornacchia

 

La stagione 2007/08 parte con una rivoluzione. La squadra che ben aveva figurato l'anno precedente, giunta inaspettatamente seconda in campionato, seconda in Coppa Italia e semifinalista in Coppa Uleb, viene ritenuta dalla dirigenza non futuribile e si procede alla rifondazione. Inaspettatamente esonerato alla vigilia della finale scudetto Zare Markovski, deus ex-machina delle due annate precedenti, la Virtus getta le basi per un progetto triennale a capo del quale mette Stefano Pillastrini, un allenatore esperto, da sempre abituato a lavorare con i giovani ma di storica formazione fortitudina.

 

L'estate è una delle più ricche di colpi di scena della storia virtussina. Ad alcuni giocatori vengono offerti dei rinnovi che vengono sottoscritti (Giovannoni e Blizzard) mentre altri giocatori cardine non vengono confermati oppure preferiscono altre destinazioni (Best, Vukcevic, Ilievski, Lang, Gugliotta). Al capitano Di Bella e a Michelori viene offerto il rinnovo ma non essendoci accordo sulle cifre vengono inizialmente dichiarati ufficialmente in tribuna per la stagione a venire. Nel frattempo vengono firmati il miglior giocatore del campionato francese Dewarick Spencer e Delonte Holland, la stagione precedente a Varese. Si aggiungono al roster Luca Garri, scambiato con Drejer andato a Roma, l'esperto ex-centro della Nazionale Roberto Chiacig e la promessa Federico Lestini. Continua intanto la serrata ricerca del playmaker titolare, a detta di società e allenatore il giocatore sul quale imperniare la squadra. Dopo mesi di nomi che rimbalzano (Garris, Childress, Bennet, Booker, solo per fare alcuni nomi) e dopo il gran rifiuto di Pozzecco, viene firmato Will Conroy, proveniente dalla NDBL. Nel frattempo viene ingaggiato quasi a sorpresa anche Alan Anderson, proveniente dalla stessa lega ma con una breve ma significativa esperienza in NBA.

 

La stagione inizia col motto "Lasciateci perdere" ma la squadra, inizialmente partita col piede giusto, comincia ad avere dei problemi. Nonostante la buona volontà, palesi sono le difficoltà del playmaker statunitense ad adeguarsi al gioco europeo. Dopo alcune sconfitte inopinate e ad alcune sonore lezioni in Eurolega, il pubblico comincia a rumoreggiare, soprattutto nei confronti di Conroy e di Garri. In rispetto della politica aziendale della "massima trasparenza" ogni problema di spogliatoio finisce immancabilmente sui giornali, non agevolando la pacifica risoluzione delle incomprensioni: oltre a vari episodi riguardanti Holland, Crosariol e Anderson, il massimo viene raggiunto alla vigilia della gara con Cantù quando i 4 giocatori statunitensi vengono puniti, per un tardivo rientro serale, con l'esclusione dalla gara. Lo stesso giorno della gara la sospensione viene annullata ma ormai pare che la situazione stia sfuggendo di mano.

 

La sequela di batoste continua e porta all'inevitabile esonero di Conroy e alla contestazione da parte di alcuni nei confronti del coach che presenta le dimissioni prontamente respinte dalla società. Conroy non viene subito sostituito e pertanto si sovraccaricano di minuti e responsabilità Di Bella e il neo-arrivato Donnie McGrath. Viene anche ingaggiato l'ex-MVP del campionato Massimo Bulleri, nonostante abbia appena subìto un grave infortunio e il suo rientro sui campi di gioco sia previsto a primavera. In seguito ad un'inopportuna risata teletrasmessa di Holland con Lestini durante la severa lezione subita a Kaunas, questi due vengono sospesi dalla squadra e di fatto messi sul mercato. L'esonero di Holland, giocatore di sicuro talento ma in possesso di una concezione del basket piuttosto egocentrica, libera dall'impaccio Anderson che soffre evidentemente il dover partire come rincalzo dell'ex-varesino. A metà dicembre torna in canotta bianconera l'amato Travis Best, scaricato dalla formazione polacca di Euroleague del Prokom per motivi tecnici. Nel frattempo la frattura tra la società e Crosariol pare sempre più evidente, con il giocatore che appare sempre più svogliato e, conseguentemente, sempre più relegato a fondo panchina.

 

Dopo una serie di risultati deludenti generati anche dalla contemporanea assenza per infortunio di Spencer e Anderson, la sconfitta ai supplementari su campo amico con la rivelazione del campionato Avellino determina l'esonero di Pillastrini,. Siamo verso la fine di gennaio e il nuovo coach è Renato Pasquali, l'ex-vice di Messina nei tempi d'oro.

 

L'approccio meno permissivo del nuovo allenatore sembra dare una svolta. Nella Final8 di Coppa Italia che si disputano a Bologna, la Virtus arriva alla finale eliminando dapprima la Lottomatica Roma e poi la Scavolini Pesaro. In finale perde dalla rivelazione Avellino che, pur giocando bene e meritando la vittoria finale, beneficia di alcuni contestati fischi arbitrali ai danni dei virtussini. Poco dopo la Coppa Italia, Crosariol, che da inizio stagione non rendeva quanto previsto e dimostrava una certa insofferenza, viene girato alla Lottomatica Roma. Ma la stagione non gira, come la Coppa Italia aveva lasciato sperare, nonostante i palesi progressi di Anderson. A seguito della sconfitta interna con Pesaro (gara di esordio di Bulleri in maglia bianconera) che compromette le residue speranze di raggiungere i play-off, Spencer, reo di essersi rifiutato di scendere in campo e di avere avuto una sfuriata finale, viene messo definitivamente in tribuna. Alla vigilia del derby, capitan Di Bella viene ceduto a Milano e viene acquisito Dimitri Lauwers da Scafati. Ma non basta: il derby, una bella gara che si risolve solo dopo un tempo supplementare a favore della Upim, sancisce il definitivo fallimento della stagione. Il resto della stagione si vivacchia fino al termine, con qualche brivido, mai realmente consistente, per la salvezza che viene acquisita automaticamente alla terz'ultima di campionato.

 

Pillastrini dà disposizioni durante un time-out

 

VIRTUS, IL PAGELLONE FINALE

di Bruno Trebbi - Bolognabasket.it - 29/04/2008

 

Con la sconfitta di domenica contro Roma si è chiuso un anno nero per la Virtus, sicuramente il peggiore dal 2003, ultimo disastroso anno della presidenza Madrigali: dalla finale scudetto alla lotta per non retrocedere.
Analizziamo uno per uno i protagonisti di questa derelitta stagione.

Blizzard - voto 5.5 – A lungo infortunato e rientrato prima del tempo, non ha inciso come l'anno scorso, risultando quasi sempre impalpabile. Da lui però dovrebbe passare il futuro della Virtus: ha il passaporto giusto ed il contratto.
Best - voto 6.5 – Ci fosse stato dall'inizio, le cose sarebbero andate meglio? E' probabile. L'età è quella che è, ma la classe e soprattutto la testa sono ancora sopraffine. Il suo quarto periodo di Udine resterà impresso nella memoria di chi l'ha visto dal vivo.
Anderson - voto 6 – Giocatore incomprensibile, che alterna giocate fantascientifiche a boiate sesquipedali. All'inizio ha sofferto il dualismo con Holland, ma anche dopo la partenza di quest'ultimo non è esploso come si poteva sperare. Però resta un difensore di primissimo livello e un giocatore in grado di far canestro quando vuole, come vuole. Una rarità, di questi tempi. Potendo, andrebbe tenuto, ma sarà davvero difficile.
Giovannoni - voto 6.5 – Ora è capitano, la grinta e il cuore ne hanno fatto l'idolo del pubblico che domenica ha cantato "noi vogliamo dieci Giovannoni". Il futuro della Virtus deve essere lui.
Bulleri - voto 5.5 – Preso da infortunato a stagione in corso, e fatto rientrare prematuramente, ha fatto quel che ha potuto, ossia non molto. Se deciderà di restare potrebbe formare una coppia ben assortita con un play straniero, anche se oggettivamente il contrattone che ha al momento appare decisamente sovradimensionato.
Chiacig - voto 6.5 – C'era chi lo dava per finito, ma non poteva essere più lontano dalla realtà. Sarà antiestetico, ma è quasi sempre efficace. L'unica nota positiva dello sghangerato reparto lunghi bianconero. Potendo, sarebbe da rifirmare al volo.
Michelori - voto 5 – Trattato male, malissimo, a lungo costretto a guardare prima per infortunio e poi per beghe contrattuali. Una volta reintegrato, ha messo in campo la solita grinta. Nient'altro però, e a volte servirebbe anche il talento. E' in partenza.
Lauwers - voto 3 – Presentato come giocatore "da quintetto", si è invece rivelato un discreto flop. Ha avuto la tripla del pareggio nel derby, e l'ha mancata. Da lì poco spazio e solo padelle. Ha un triennale ed è passaportato, la sua situazione andrà valutata.
Garri - voto 4 – Diventato immediatamente la nemesi del pubblico, non ha fatto nulla per riconquistare fiducia, ma è anzi scivolato sempre di più verso il fondo della panchina. Sa fare più o meno tutto, ma la testa spesso non appare collegata. Ha il contratto, ma non è proponibile al pubblico per il futuro.
McGrath - voto 5.5 – Era ai margini della rotazione a Cantù, qui è partito benino per poi spegnersi piano piano, finendo da tiratore che era a fare lo specialista difensivo.
Spencer - voto 3 – Arrivato con grandi aspettative le ha deluse tutte. Discontinuo, irritabile e irritante, ha chiuso la stagione bianconera con una patetica sceneggiata a suon di urlacci dopo la sconfitta interna con Pesaro.
Di Bella - voto 5.5 – Messo ai margini anche lui per motivi contrattuali, e poi reintegrato per mancanza di alternative, non ha mai inciso, deragliando più spesso del solito. Con Pasquali poi è finito ai margini della rotazione, per poi essere ceduto a pochi giorni dal derby. A Milano sta facendo bene, un grande in bocca al lupo a lui.
Crosariol - voto 3 – Il fisico c'è, tutto il resto no. Scommessa persa, e anche a Roma pare la pensino uguale.
Lestini - voto 3 – Vedi sopra, sostituendo "fisico" con "talento" e "Roma" con "Cantù".
Holland - voto 4 – Talento sopraffino totalmente incapace di inserirsi in un contesto di squadra. Dove giocano tutti per lui (vedi Varese) può fare anche 50 punti; qui ha completamente fallito, giocando quasi sempre da solo e per le sue statistiche.
Conroy - voto 2 – Osceno a Bologna, osceno a Milano, prima di tornare in doppia cifra di assist in D-League. Il livello della D-League deve essere davvero basso, perchè stiamo parlando di uno dei play(?) più scarsi mai visti a Bologna. Claudio Sabatini si è assunto tutte le responsabilità del suo disastroso ingaggio.

Pillastrini - voto 4 – Ha pagato la mancanza di personalità, sia durante la costruzione di una squadra non sua, sia nello spogliatoio, finendo per trovarsi dentro a una polveriera innescata dai 4 brotha. Non ne è riuscito a venirne fuori, e andava forse esonerato molto prima.
Pasquali - voto 5.5 – E' partito alla grande, conquistando vittorie preziose in ottica salvezza e sfiorando il successo in Coppa Italia. Poi però è finita la benzina, e un rischio (seppur remoto) di retrocessione lo si è corso. Sabatini lo ha riconfermato a parole, vederemo se alle parole seguiranno i fatti. Il pubblico probabilmente preferirebbe un allenatore con un pedigree di altro tipo.

Società - voto 0 – Lo striscione dei Forever Boys dice tutto. "Non siamo un circo", e invece quest'anno spesso e volentieri l'apparenza è stata quella. Dalla cacciata di Zare Markovski in poi, nulla è andato per il verso giusto. "Lasciateci perdere", le gite enogastronomiche in Eurolega, il trattamento riservato a Di Bella e Michelori, le porte girevoli di 4 americani messi fuori rosa e reintegrati alla velocità della luce...
Di cose da dire ce ne sarebbero parecchie, ma cosa è stato non conta più, quello che importa sono le conseguenze.
Claudio Sabatini aveva un credito enorme nei confronti dei tifosi bianconeri, per aver salvato la Virtus dal fallimento e per averla riportata in alto. La sensazione è che si sia giocato buona parte di questo credito, e che abbia creato una spaccatura difficilmente sanabile tra lui e il resto del palazzo, che a fine stagione l'ha contestato.
Ora, nel caso resti lui al timone, il difficile compito di ricostruire, partendo assolutamente da un GM operativo cui delegare tutta la parte tecnica. Questo è il primo passo necessario per riconquistare la fiducia di un pubblico disilluso.