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Al primo raduno una Virtus a
ranghi incompleti: Pillastrini, X, Spencer, X,
Malagoli, Canelo, X, X,
Michelori, Chiacig, Garri, Lestini, Gugliotta, Holland, X
STAGIONE 2007-2008
LA FORTEZZA BOLOGNA (in Euroleague VIDIVICI
BOLOGNA)
Serie A1: 15a classificata su 18 squadre
(13-34)
Play-off: non ammessa
Coppa Italia: finalista (2-3)
Euroleague: eliminata nel girone (2-14)
Partite
della stagione
statistiche di squadra
LA PRESENTAZIONE DI STEFANO PILLASTRINI
di Bruno Trebbi - Bolognabasket.it - 25/06/2007
La Virtus ha presentato oggi il suo nuovo
allenatore. Si tratta di Stefano Pillastrini,
che ha pronunciato le sue prime parole in bianconero al CRB.
Gli onori di casa sono stati fatti da Claudio
Sabatini:
Dopo aver ringraziato Zare Markovski,
ecco Pillastrini: abbiamo da giovani
frequentato le stesse compagnie, ora è il momento di entrare in un gruppo
di persone un po’ più a modo, riconducendolo sulla retta via. Sono felice
di essere qua, con un tecnico a cui non viene chiesto di vincere, ma di
sposare questo progetto che ha avuto una accelerazione con revisione dei
nostri tempi: l’Eurolega è una incombenza, ed ecco la nostra campagna
“Lasciateci Perdere”. Ma Pillastrini
è uno
che lavora con i giovani, sa fare bene, e assicuro che potrà stare qui con
tranquillità anche soprattutto per far crescere le nostre nuove leve, in
modo che possano dare soddisfazioni sia alla Virtus che alla Nazionale. In
questa ottica io tempo fa presi il Crb, che volevo fosse quello che per la
Benetton è la Ghirada: ora andiamo avanti con serenità su questo progetto.
La scelta è stata dolorosa, e so già che non mi affezionerò a Pilla quanto
a Zare. Ma è il momento di allargare il nostro organigramma, a costo di
spendere qualcosa di più: tutti hanno dato il 300%, ci siamo trovati a
dover gestire una Eurolega, e volendo modificare le nostre strutture la
scelta è caduta su di lui.
Il GM? Cercheremo di formalizzarlo a breve, avrà carta bianca lavorando
dietro la scrivania con mansioni organizzative. Sarà scelto da me, non
dall’allenatore. (con ogni probabilità sarà Andrea Luchi ex
Montecatini e Pesaro, ndr)
Ai tifosi chiediamo pazienza, e di accettare le sconfitte, perché anche
perdendo si può imparare qualcosa. E chi non sbaglia, non impara:
rinnovare l’abbonamento fa piacere, ma meglio mille in meno se devono
portare problemi. Non facciamo proclami elettorali, la gente deve credere
in quello che facciamo senza bisogno di nomi.
Parola poi a Pillastrini, che si presenta
così al pubblico virtussino:
La prima volta che mi ha chiamato non pensavo che fosse uno scherzo,
c’era meraviglia e orgoglio, dato che sono stato chiamato per quello che
so fare, e c'è chi ha apprezzato il mio lavoro. E lo slogan, in primis, è
bellissimo: tutte le stagioni buone nascono dalla capacità di gestire e
superare momenti difficili e sconfitte. La programmazione deve andare
oltre l’immediato risultato: si cercherà sempre di vincere, ma crescendo e
senza cercare scorciatoie. Poi verranno valutati i risultati che saremo in
grado di conquistare. Per cui, oltre alla chiamata, sono stato contento
anche del motivo per cui sono stato scelto: ho lasciato un posto dove
stavo benissimo e dove tutti mi volevano bene, avevo altre offerte in
ballo, ma qui si parla di un altro livello, di playoff, di ottenere
risultati seguendo comunque la stessa strada della crescita giornaliera. E
questo mi gratifica molto.
Le cose sono andate così: la Fortitudo mi ha cercato prestissimo, e
conoscendo la mia storia avevo in mente di cercare un salto di qualità,
ritenendo questo il momento giusto dopo essere sceso in B1, malgrado
avessi offerte in A1. Volevo tornare ad alti livelli, e la Fortitudo mi ha
fatto capire che mi avrebbero affidato un progetto di rilancio. Ci siamo
parlati tante volte, spesso le cose uscivano sui giornali, ma con il
passare del tempo mi sembrava che il progetto perdesse di concretezza. Per
cui, un mese fa, ho posto un ultimatum, dato che mi sembrava si fosse
perso interesse per me: questo, ripeto, prima di altre proposte. Quasi
subito dopo mi ha telefonato una persona che credeva in me, e ci siamo
accordati in poco tempo: una stretta di mano, dato che non c’erano le
condizioni immediate per firmare. Io non l’ho detto a nessuno, se non a
mia moglie, e la cosa non è uscita mai: questo mi ha dato un senso di
serietà. Passando i giorni, con le continue vittorie della Virtus, ho
chiesto se avessero legittimamente cambiato idea: ma mi è stato risposto
che c’era convinzione, e che io non dovevo aver paura. Questo mi ha dato
ulteriore conferma della serietà di questa offerta.
L'eredità Markovski
è pesante, ma non ho paura, perché ho fiducia nella società e nel mio
lavoro. Quanto fatto da Zare merita stima, per cui non mi metterò mai in
competizione con lui; è stata chiusa una bella pagina, ora cerchiamo di
aprirne un’altra. So che non devo migliorare i precedenti risultati.
Il vice? Ci devo pensare, perché credo molto al lavoro di staff. E quanto
fatto a Montegranaro lo dimostra: Cavicchi lo conosco da tempo, Colombini
anche, meno lo staff tecnico, ma sono tutte figure decisive per ottenere
risultati. Non sarà una figura magari di primissimo piano, e sarà qualcuno
che dovrà aiutarmi nello scouting di Eurolega come in tante altre cose. Mi
prendo del tempo, deve essere una scelta ponderata.
Per quel che riguarda i giocatori: vanno guardati all’interno del
contesto, per cui scelte ancora non ne sono state fatte. C’è chi sotto
contratto ha fatto bene, alludendo a Di Bella, Michelori,
Crosariol, Gugliotta, e di loro ho una
buona considerazione. Ma adesso è presto, perché la squadra va vista in
modo globale, valutando le offerte del mercato. Io credo molto nel lavoro
in palestra, per cui spero di poter concludere la squadra prima
dell’inizio del campionato e portarla avanti per tutta la stagione, dato
che io non amo cambiare ogni giorno, e preferisco tenermi quelli con cui
ho lavorato per mesi.
Bisogna prendere un forte playmaker, anche se può sembrare banale. Questa
è la priorità, perché liberati Best e Ilievski (offerta molto alta, Italia e
Spagna) qui c’è un buco. Non sarà facile, ma è fondamentale ricordando che
a me piace anche giocare con due play. Drejer?
Difficile trovarne uno più bravo, più facile trovarne uno con maggiore
continuità. Sentiremo anche il suo parere, la situazione è ancora aperta. Lang? Giocatore che mi piace, anche se andrà
valutato il rapporto qualità/prezzo. Ci possono essere altri interessi...
I giocatori di Montegranaro? Vitali è sotto contratto, e rispettiamo
questa cosa. Lui e gli altri ragazzi giocheranno comunque bene, ed è
giusto che lì facciano i loro piani, e non è giusto che io faccia
richieste che possano portarli ad andare a dire, in società, che loro non
vogliono più restare dove sono. Sarei orgoglioso che giocassero bene
chiunque ci fosse ad allenarli.
Io preferisco una squadra di qualità che non di quantità, con gestioni
tipo Siena dove ci sono ruoli chiari: ci sta che possano cambiare i
quintetti base, ma anche un decimo uomo che accetti, eventualmente, di
stare fermo per due mesi sapendo che può succedere. E comunque i ruoli
possono cambiare da agosto a marzo: non mi piace la competizione interna,
ma la collaborazione, senza squadre lunghissime anche se l’Eurolega non
chiede roster da sei. E per gli allenamenti, nel caso, chiederemo al
vivaio: stimando Sanguettoli e Consolini, quello che diranno sarà per me
fondamentale, sia per il livello tecnico che scolastico dei ragazzi”.
Infine, parola ancora a Claudio Sabatini che
ha illustrato la situazione di alcuni giocatori e non ha fatto mancare
qualche frecciata all'altra sponda del Reno:
“Vukcevic ha un impegno verbale, e alle
stesse condizioni dello scorso anno resterà con noi. Arrivassero offerte
superiori, faremo le nostre considerazioni.
Giovannoni vorremmo tenerlo, ma se esce
dal contratto con Treviso rischiamo di perderlo, perché
diventerebbe free agent: ora dipende da lui, noi vorremmo tenerlo, ma
questo è un imprevisto perché nessuno sapeva di
questa possibilità.
Thomas? Gli faremo un’offerta di due milioni di dollari, abbiamo motivi
non tecnici per provarci. Anche lui, come Vitali, è sotto contratto? Per
loro abbiamo meno rispetto.”

Lo slogan della campagna per l'abbonamento: si rivelerà fin
troppo azzeccato.
IL FILM DELLA STAGIONE
di Roberto Cornacchia
La stagione 2007/08 parte con
una rivoluzione. La squadra che ben aveva figurato l'anno precedente, giunta
inaspettatamente seconda in campionato, seconda in Coppa Italia e
semifinalista in Coppa Uleb, viene ritenuta dalla dirigenza non futuribile e
si procede alla rifondazione. Inaspettatamente esonerato alla vigilia della
finale scudetto Zare Markovski, deus ex-machina delle due annate
precedenti, la Virtus getta le basi per un progetto triennale a capo del
quale mette Stefano Pillastrini, un allenatore esperto, da sempre abituato a
lavorare con i giovani ma di storica formazione fortitudina.
L'estate è una delle più
ricche di colpi di scena della storia virtussina. Ad alcuni giocatori
vengono offerti dei rinnovi che vengono sottoscritti (Giovannoni e Blizzard)
mentre altri giocatori cardine non vengono confermati oppure preferiscono
altre destinazioni (Best, Vukcevic, Ilievski, Lang, Gugliotta). Al capitano Di Bella e a Michelori viene offerto il rinnovo ma non essendoci accordo
sulle cifre vengono inizialmente dichiarati ufficialmente in tribuna per la
stagione a venire. Nel frattempo vengono firmati il miglior giocatore del
campionato francese Dewarick Spencer e Delonte Holland, la stagione
precedente a Varese. Si aggiungono al roster Luca Garri, scambiato con Drejer andato a Roma, l'esperto ex-centro della Nazionale Roberto Chiacig e la promessa Federico Lestini. Continua intanto la serrata ricerca
del playmaker titolare, a detta di società e allenatore il giocatore sul
quale imperniare la squadra. Dopo mesi di nomi che rimbalzano (Garris,
Childress, Bennet, Booker, solo per fare alcuni nomi) e dopo il gran rifiuto
di Pozzecco, viene firmato Will Conroy, proveniente dalla NDBL. Nel
frattempo viene ingaggiato quasi a sorpresa anche Alan Anderson, proveniente
dalla stessa lega ma con una breve ma significativa esperienza in NBA.
La stagione inizia col motto
"Lasciateci perdere" ma la squadra, inizialmente partita col piede giusto,
comincia ad avere dei problemi. Nonostante la buona volontà, palesi sono le
difficoltà del playmaker statunitense ad adeguarsi al gioco europeo. Dopo
alcune sconfitte inopinate e ad alcune sonore lezioni in Eurolega, il
pubblico comincia a rumoreggiare, soprattutto nei confronti di Conroy e di Garri. In rispetto della politica aziendale della "massima trasparenza" ogni
problema di spogliatoio finisce immancabilmente sui giornali, non agevolando
la pacifica risoluzione delle incomprensioni: oltre a vari episodi
riguardanti Holland, Crosariol e Anderson, il massimo viene raggiunto alla
vigilia della gara con Cantù quando i 4 giocatori statunitensi vengono
puniti, per un tardivo rientro serale, con l'esclusione dalla gara. Lo
stesso giorno della gara la sospensione viene annullata ma ormai pare che la
situazione stia sfuggendo di mano.
La sequela di batoste continua
e porta all'inevitabile esonero di Conroy e alla contestazione da parte di
alcuni nei confronti del coach che presenta le dimissioni prontamente
respinte dalla società. Conroy non viene subito sostituito e pertanto si
sovraccaricano di minuti e responsabilità Di Bella e il neo-arrivato Donnie
McGrath. Viene anche ingaggiato l'ex-MVP del campionato Massimo Bulleri,
nonostante abbia appena subìto un grave infortunio e il suo rientro sui
campi di gioco sia previsto a primavera. In seguito ad un'inopportuna risata
teletrasmessa di Holland con Lestini durante la severa lezione subita a
Kaunas, questi due vengono sospesi dalla squadra e di fatto messi sul
mercato. L'esonero di Holland, giocatore di sicuro talento ma in possesso di
una concezione del basket piuttosto egocentrica, libera dall'impaccio Anderson che soffre evidentemente il dover partire come rincalzo
dell'ex-varesino. A metà dicembre torna in canotta bianconera l'amato Travis
Best, scaricato dalla formazione polacca di Euroleague del Prokom per motivi
tecnici. Nel frattempo la frattura tra la società e Crosariol pare sempre
più evidente, con il giocatore che appare sempre più svogliato e,
conseguentemente, sempre più relegato a fondo panchina.
Dopo una serie di risultati
deludenti generati anche dalla contemporanea assenza per infortunio di Spencer e Anderson, la sconfitta ai supplementari su campo amico con la
rivelazione del campionato Avellino determina l'esonero di Pillastrini,.
Siamo verso la fine di gennaio e il nuovo coach è Renato Pasquali, l'ex-vice
di Messina nei tempi d'oro.
L'approccio meno permissivo
del nuovo allenatore sembra dare una svolta. Nella Final8 di Coppa Italia
che si disputano a Bologna, la Virtus arriva alla finale eliminando dapprima
la Lottomatica Roma e poi la Scavolini Pesaro. In finale perde dalla
rivelazione Avellino che, pur giocando bene e meritando la vittoria finale,
beneficia di alcuni contestati fischi arbitrali ai danni dei virtussini.
Poco dopo la Coppa Italia, Crosariol, che da
inizio stagione non rendeva quanto previsto e dimostrava una certa
insofferenza, viene girato alla Lottomatica Roma. Ma la stagione non gira,
come la Coppa Italia aveva lasciato sperare, nonostante i palesi progressi
di Anderson.
A seguito della sconfitta interna con Pesaro
(gara di esordio di Bulleri in maglia
bianconera) che compromette le residue speranze di raggiungere i play-off, Spencer, reo di essersi rifiutato di scendere
in campo e di avere avuto una sfuriata finale, viene messo definitivamente
in tribuna. Alla vigilia del derby, capitan Di Bella viene ceduto a Milano e viene
acquisito Dimitri Lauwers da Scafati. Ma non
basta: il derby, una bella gara che si risolve solo dopo un tempo
supplementare a favore della Upim, sancisce il definitivo fallimento della
stagione. Il resto della stagione si vivacchia fino al termine, con qualche
brivido, mai realmente consistente, per la salvezza che viene acquisita
automaticamente alla terz'ultima di campionato.

Pillastrini dà disposizioni
durante un time-out
VIRTUS, IL PAGELLONE FINALE
di Bruno Trebbi - Bolognabasket.it - 29/04/2008
Con la sconfitta di domenica contro Roma si è chiuso un anno nero per la
Virtus, sicuramente il peggiore dal 2003, ultimo disastroso anno della
presidenza Madrigali: dalla finale scudetto alla lotta per non
retrocedere.
Analizziamo uno per uno i protagonisti di questa derelitta stagione.
Blizzard - voto 5.5 – A lungo
infortunato e rientrato prima del tempo, non ha inciso come l'anno scorso,
risultando quasi sempre impalpabile. Da lui però dovrebbe passare il
futuro della Virtus: ha il passaporto giusto ed il contratto.
Best - voto 6.5 – Ci fosse stato
dall'inizio, le cose sarebbero andate meglio? E' probabile. L'età è quella
che è, ma la classe e soprattutto la testa sono ancora sopraffine. Il suo
quarto periodo di Udine resterà impresso nella memoria di chi l'ha visto
dal vivo.
Anderson - voto 6 – Giocatore
incomprensibile, che alterna giocate fantascientifiche a boiate
sesquipedali. All'inizio ha sofferto il dualismo con Holland, ma anche dopo la partenza di quest'ultimo
non è esploso come si poteva sperare. Però resta un difensore di
primissimo livello e un giocatore in grado di far canestro quando vuole,
come vuole. Una rarità, di questi tempi. Potendo, andrebbe tenuto, ma sarà
davvero difficile.
Giovannoni - voto 6.5 – Ora è
capitano, la grinta e il cuore ne hanno fatto l'idolo del pubblico che
domenica ha cantato "noi vogliamo dieci
Giovannoni". Il futuro della Virtus deve essere lui.
Bulleri - voto 5.5 – Preso da
infortunato a stagione in corso, e fatto rientrare prematuramente, ha
fatto quel che ha potuto, ossia non molto. Se deciderà di restare potrebbe
formare una coppia ben assortita con un play straniero, anche se
oggettivamente il contrattone che ha al momento appare decisamente
sovradimensionato.
Chiacig - voto 6.5 – C'era chi lo dava
per finito, ma non poteva essere più lontano dalla realtà. Sarà
antiestetico, ma è quasi sempre efficace. L'unica nota positiva dello
sghangerato reparto lunghi bianconero. Potendo, sarebbe da rifirmare al
volo.
Michelori - voto 5 – Trattato male,
malissimo, a lungo costretto a guardare prima per infortunio e poi per
beghe contrattuali. Una volta reintegrato, ha messo in campo la solita
grinta. Nient'altro però, e a volte servirebbe anche il talento. E' in
partenza.
Lauwers - voto 3 – Presentato come
giocatore "da quintetto", si è invece rivelato un discreto flop. Ha avuto
la tripla del pareggio nel derby, e l'ha mancata. Da lì poco spazio e solo
padelle. Ha un triennale ed è passaportato, la sua situazione andrà
valutata.
Garri - voto 4 – Diventato
immediatamente la nemesi del pubblico, non ha fatto nulla per
riconquistare fiducia, ma è anzi scivolato sempre di più verso il fondo
della panchina. Sa fare più o meno tutto, ma la testa spesso non appare
collegata. Ha il contratto, ma non è proponibile al pubblico per il
futuro.
McGrath - voto 5.5 – Era ai margini
della rotazione a Cantù, qui è partito benino per poi spegnersi piano
piano, finendo da tiratore che era a fare lo specialista difensivo.
Spencer - voto 3 – Arrivato con grandi
aspettative le ha deluse tutte. Discontinuo, irritabile e irritante, ha
chiuso la stagione bianconera con una patetica sceneggiata a suon di
urlacci dopo la sconfitta interna con Pesaro.
Di Bella - voto 5.5 – Messo ai margini
anche lui per motivi contrattuali, e poi reintegrato per mancanza di
alternative, non ha mai inciso, deragliando più spesso del solito. Con
Pasquali poi è finito ai margini della rotazione, per poi essere ceduto a
pochi giorni dal derby. A Milano sta facendo bene, un grande in bocca al
lupo a lui.
Crosariol - voto 3 – Il fisico c'è,
tutto il resto no. Scommessa persa, e anche a Roma pare la pensino uguale.
Lestini - voto 3 – Vedi sopra,
sostituendo "fisico" con "talento" e "Roma" con "Cantù".
Holland - voto 4 – Talento sopraffino
totalmente incapace di inserirsi in un contesto di squadra. Dove giocano
tutti per lui (vedi Varese) può fare anche 50 punti; qui ha completamente
fallito, giocando quasi sempre da solo e per le sue statistiche.
Conroy - voto 2 – Osceno a Bologna,
osceno a Milano, prima di tornare in doppia cifra di assist in D-League.
Il livello della D-League deve essere davvero basso, perchè stiamo
parlando di uno dei play(?) più scarsi mai visti a Bologna. Claudio Sabatini si è assunto tutte le
responsabilità del suo disastroso ingaggio.
Pillastrini - voto 4 – Ha pagato
la mancanza di personalità, sia durante la costruzione di una squadra non
sua, sia nello spogliatoio, finendo per trovarsi dentro a una polveriera
innescata dai 4 brotha. Non ne è riuscito a venirne fuori, e andava forse
esonerato molto prima.
Pasquali - voto 5.5 – E' partito alla
grande, conquistando vittorie preziose in ottica salvezza e sfiorando il
successo in Coppa Italia. Poi però è finita la benzina, e un rischio
(seppur remoto) di retrocessione lo si è corso.
Sabatini lo ha riconfermato a parole, vederemo se alle parole
seguiranno i fatti. Il pubblico probabilmente preferirebbe un allenatore
con un pedigree di altro tipo.
Società - voto 0 – Lo striscione dei Forever Boys dice tutto. "Non
siamo un circo", e invece quest'anno spesso e volentieri l'apparenza è
stata quella. Dalla cacciata di Zare Markovski
in poi, nulla è andato per il verso giusto. "Lasciateci perdere", le gite
enogastronomiche in Eurolega, il trattamento riservato a Di Bella e
Michelori, le porte girevoli di 4 americani messi fuori rosa e
reintegrati alla velocità della luce...
Di cose da dire ce ne sarebbero parecchie, ma cosa è stato non conta più,
quello che importa sono le conseguenze.
Claudio Sabatini aveva un credito enorme nei
confronti dei tifosi bianconeri, per aver salvato la Virtus dal fallimento
e per averla riportata in alto. La sensazione è che si sia giocato buona
parte di questo credito, e che abbia creato una spaccatura difficilmente
sanabile tra lui e il resto del palazzo, che a fine stagione l'ha
contestato.
Ora, nel caso resti lui al timone, il difficile compito di ricostruire,
partendo assolutamente da un GM operativo cui delegare tutta la parte
tecnica. Questo è il primo passo necessario per riconquistare la fiducia
di un pubblico disilluso.
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