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una foto di
pre-campionato: Rodilla, Zanus Fortes, Drejer, Gugliotta, Pelussi, Di Bella,
Parente, Begic
x, x, Markovski, x, x
STAGIONE 2005/06
VIDIVICI BOLOGNA
Serie A1: 9a classificata su 18 squadre
(19-34)
Play-off: non ammessa
Partite
della stagione
statistiche di squadra
Virtus, le prime
dichiarazioni ufficiali di Markovski
di Alessio Torri
- jarring.it - 20/06/2005
Serie A.
«Mi fa molto onore essere qua oggi ed essere stato scelto dalla Virtus per
ricominciare il cammino in serie A. Subito ho voluto incontrare Giordano Consolini. Con lui desidero parlare
di alcune cose, per esempio del roster. La mia intenzione prima di tutto è
quella di garantire continuità. Tutti qua siamo parte della storia
bianconera. Credo che la Virtus sia un passo verso l'alto nella mia
carriera. Da sempre poi, sono abituato a partire dal basso nel mio lavoro, a
superare molte difficoltà per ottenere risultati sul campo. Ecco perché sono
estremamente convinto che in questo momento la mia scommessa coincida con le
aspettative della Virtus, società gloriosa che oggi deve ricostruire il
proprio futuro. Oltre a ciò spero anche di ripagare la fiducia che è stata
riposta in me, confidando nel fatto che saprò restituire quello che mi è
stato offerto. Sono un allenatore di formazione slava, ma ho fatto tutta la
gavetta in Italia, partendo dal basso. A Sassari ho allenato due anni dalla
prima fila di parterre, senza poter sedere in panchina. Fui io a contattare
Alibegovic e convincerlo di andare alla Fortitudo in quel 1992 a Reggio
Emilia. Gli telefonai pochi giorni prima della gara e lui mi disse: se mi
fanno il contratto anche il prossimo anno, vengo e la salvo. La stessa
giornata conquistai lo storico play out per l’A1 con Sassari. Loro dovevano
vincere a Reggio Emilia, noi a Firenze. Quando Lamberti mi telefonò alle
quattro di notte, convinsi appunto Alibegovic».
Rosa e staff.
«Sono solito considerare una rosa di dodici elementi, divisa in tre parti di
quattro giocatori. Dal nono al dodicesimo sono giovani fatti in casa che
utilizzo ovviamente meno. Dal quinto all'ottavo invece, sono giocatori
sempre giovani e magari poco conosciuti da valorizzare, insomma il futuro
della società, con minutaggi superiori. Gli ultimi quattro sono le
cosiddette stelle, coloro ai quali mi affido nei momenti importanti, i quali
poi controllano la crescita degli altri. Tutta gente con classe ed
esperienza. Non dico che Mario Boni non possa
rientrare in assoluto nelle tre categorie, ma inizialmente non penso
punteremo su di lui. Le vittorie fanno crescere la squadra. Generalmente
come staff, sono solito a lavorare con persone della città, per cui accetto
volentieri lo staff della Virtus, che fra l’altro mi dicono essere molto
bravo. L'obiettivo è vincere il più possibile, ma soprattutto ottenere il
massimo dalla squadra che avrò a disposizione. E in questo credo di essere
bravo. Per obiettivi concreti ne riparliamo a squadra fatta».
Programmi. «Mi
auguro di non limitarmi a ciò. Per dare un’idea della stagione, l'anno
scorso avevo calcolato che ogni vittoria per Avellino valesse cinquanta mila
euro. Qui, con un budget superiore, spero siano di più. Amo molto far
giocare i giovani. Dico che ogni giocatore prodotto in casa fa risparmiare
soldi sul mercato, ed allora poi sarà possibile reinvestirli su giocatori di
valore. Per esempio, Ferrara l'anno scorso ha giocato 15 minuti circa. Qua a
Bologna c'è maggiore pressione, ma io generalmente non la sento. I miei
giovani possono stare in campo anche qua, e giocheranno finché
non faranno danni. Tenete conto che generalmente con me quasi nessuno gioca
oltre trenta minuti di media. L'obiettivo, per quest’anno, è vincere il più
possibile, ottenere il massimo possibile dal materiale a disposizione. E in
questo credo di essere soddisfatto di ciò che ho fatto altrove. Se ci sarà
il giemme sarò felice, altrimenti faccio da solo, coi miei contatti, o di
persona. Credo che il 60% della squadra vada cambiato. In pratica ne
rimarranno quattro, forse cinque. Fare l'Eurolega certo mi piacerebbe, ma
bisogna vedere cosa serva alla Virtus, stando attenti a non fare il passo
più lungo della gamba».
A margine della
presentazione del nuovo coach Markovski, ecco
il Sabatini pensiero:
Markovski. «Non ha certo bisogno di presentazioni.
è un coach
preparato. Già la scorsa stagione se ne parlò. Di lui mi riferirono alcuni
amici. Ma se devo dire quando ci ho veramente pensato per la prima volta, è
stato ieri sera. E’ una persona competente, che stimo molto. Non è venuto
qua per denaro, aveva proposte economicamente più allettanti, devo dire che
mi è piaciuto subito come uomo, e ci sono voluti sessanta secondi per
accordarci. Il suo è un contratto triennale. Non gli ho chiesto di vincere
subito, per aumentare i trofei appesi qua alle pareti ci sarà tempo. Certo
se ci riuscisse non mi dispiacerebbe, ma ad oggi dico di portare avanti un
progetto. Sono un tipo ambizioso per natura e lo è anche la Virtus, ma
teniamo i piedi per terra. Dobbiamo lavorare con calma per raccogliere i
primi frutti tra quattro-cinque stagioni. Questa di oggi è una base
importante. A questo proposito ringrazio ancora
Giordano Consolini, che continuerà a lavorare in palestra per il futuro
della squadra».
Mercato. «Ci
stiamo confrontando tecnicamente col coach, ma finora è un mercato fuori
misura, ci hanno sparato cifre enormi per i
giocatori. Con questi presupposti lo faremo solo ad ottobre. Forse in molti
ancora non mi hanno conosciuto, la Virtus in serie A non è il nuovo pollo da
spennare, e noi per giunta non abbiamo nemmeno fretta o il budget necessario
per affrontare queste cifre. Ovvio che se capitasse un'occasione anche
prima, la coglieremo. Siamo attivi fin da oggi».
Eurolega. «Mi
dispiace averlo letto sui giornali, ma non ho avuto e nemmeno ho in
programma, incontri con Galliani. Noi vogliamo fare l'Eurolega, come membro
fondatore è un nostro diritto parteciparvi. Abbiamo scritto a Bertomeu per
sapere quando sarà la riunione dei club. Il sorteggio partirà il 9 luglio?
Vedremo che dicono, il tempo stringe».
Strategie. «Markovski
ha giustamente detto che la squadra la fa il mercato, e io aggiungerei che
il mercato lo fa la campagna abbonamenti. Noi assicuriamo ai giocatori di
trovare gente oneste che paga gli stipendi regolarmente, chi pensa di venire
qua a diventare milionario in due anni, ha sbagliato posto. Per la campagna
abbonamenti potrei già partire la prossima settimana. Anche se ho un paio di
idee che potrebbero farla slittare di altri
sette-otto giorni. Sarà quindi il successo della campagna a dirci quanto
possiamo spendere, che squadra possiamo costruire.

Markovski durante un time-out
La Virtus rimane senza
Bluthenthal
di Francesco Forni -
La Repubblica
- 03/05/2006
In poco più d’un mese, è
girata la stagione della Virtus. Di più, s’è stravolta. Dai fasti di Siena,
datati fine marzo, alle quattro batoste filate (sequenza aperta), fino al
colpo maligno del ginocchio di Bluthenthal.
Per lui, stagione finita. La jattura si riverbera subito sul match di
stasera contro Udine, ma si dilata poi fino al termine della stagione,
play-off compresi, se la VidiVici li strapperà. Di certo, dovrà fare a meno del suo cannone principale,
traino d’una squadra che sin qui ha puntato fiches e gioco sull’attacco.
Il forfait di Blu va digerito in fretta, e nel momento di maggior bisogno.
Stasera con la
Snaidero sarà scontro diretto, quasi uno spareggio. E, per completare il
quadretto, starà a vedere anche Morovic, ancora
ammaccato. Eppure occorre vincere: nel caso, sarebbe un 2-0 stagionale per i
bianconeri, da far valere in varie parità. Se la passano male anche i
friulani: pure per Jerome Allen, strappato, la stagione è finita, e si parla
del leader indiscusso del gruppo. Verrà un altro, probabilmente John Lucas,
playmaker. Ma non stasera e, semmai, per le ultime tre gare: Reggio Calabria
e Treviso in casa, Fortitudo al PalaDozza.
L’ufficialità su Blu è arrivata ieri a mezzogiorno preciso, su un comunicato
che recitava: «A causa d’un serio infortunio
David Bluthenthal termina in anticipo la sua stagione. La Virtus augura
al giocatore una pronta guarigione e spera di poterlo rivedere il più presto
possibile in campo». La diagnosi, poi: rottura subtotale del legamento
crociato anteriore del ginocchio sinistro e bomber ai box per almeno tre
mesi. Nessuna possibilità di recupero. «Bisogna operare» ha detto il
professor Lelli e così sarà.
Così, Markovski ha provato ieri a tirare le
fila, spiegando com’è andata. «David, contro Reggio, lamentava un dolore al
ginocchio. Un’infiammazione, e abbiamo fatto i primi esami, mentre lui
faceva pesi e cyclette, normalmente, aspettando di rientrare. I secondi
esami dopo 5 giorni davano un esito più chiaro, ma la sicurezza dello stop
l’abbiamo avuta solo lunedì, quando col giocatore, l’agente ed i medici
abbiamo deciso per lo stop». Nessuna chance, nemmeno con le infiltrazioni.
«No, dev’esser operato: abbiamo con lui un contratto biennale, siamo
costretti a rispettare certe tempistiche e a non metterlo a rischio per il
futuro». Senza appello, bisognerà vedere se i frutti dell’operazione e della
rieducazione avranno colori bianconeri.
Passando a chi gioca, spedito a casa English,
entrerà Veal. Troppa fretta? «Il 27 abbiamo avuto
i secondi esami, quando
Veal
era in volo col visto.
English
l’abbiamo congedato
perché non c’era più, inutili i tentativi. Fosse stato per me l’avrei
mandato indietro ad ottobre». E chi coprirà quel 25% di fatturato offensivo
siglato da Blu? «Non solo quello, pure 35 minuti sempre buoni. Logicamente Drejer è il primo indiziato, da
Veal
ci aspettiamo qualcosa.
Andremo su quintetti piccoli, come quelli della seconda parte di gara a
Treviso, puntando sulla grinta e sulla sorpresa. Le due amichevoli con
Treviso e Siena, in questo, mi sono piaciute». E per le ultime tre arriverà
un rinforzo? «Stiamo cercando. Un 4 comunitario, per ovvi motivi
perimetrale. Non c’è tanta roba, però in Grecia manca una sola giornata alla
fine della regular season».
Insomma, ancora guai, sia pur da dividere con Udine. Che ha 4 punti più
della Virtus (40 a
36), ha preso due batoste nelle ultime due (Napoli e Milano), verrebbe
sorpassata da una Virtus che vincesse tre partite (a Roseto e con Varese in
casa le indiziate, oltre all’imprescindibile successo di stasera), qualora
ne vincesse solo una. Pancotto chiederà stasera gli straordinari a Kyle Hill
(15.7 di media, proprio come l’assente Allen), e un bel lavoro a un dotato
pacchetto lunghi (Sekunda, Jaacks, Di Giuliomaria). Senza dover correre
dietro a
Bluthenthal.
Che non è poco.
Sabatini: «Obiettivi
superati Sotto con gli applausi»
di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 09/05/2006
I playoff restano lì, a portata di mano, anche se il patron della Virtus, Claudio Sabatini, non ci crede. Ma il bilancio
di questa stagione, nonostante le 6 sconfitte consecutive (nella stagione
1970/71, quando rischiò la retrocessione, la Virtus ne infilò 12; 5 invece
il primato negativo dell’ultimo campionato firmato Madrigali), resta in attivo.
Sabatini,
giovedì, contro Varese, potrebbe essere l’ultima gara interna della VidiVici.
«Credo che la squadra vada applaudita. Siamo andati oltre gli obiettivi
stagionali. Non dobbiamo dimenticare il passato: tre anni fa ci avevano
cancellato, poi per due stagioni abbiamo sofferto in Legadue».
A un certo punto vi siete ritrovati primi.
«Vero, ci ha fatto piacere, ma questo non deve — e con noi non l’ha fatto —
far perdere di vista il progetto iniziale. Avevamo promesso una stagione di
sofferenza e la salvezza. La salvezza è arrivata. All’inizio non abbiamo
sofferto e questo ci ha illuso».
Pentito di aver detto, dopo il blitz di Siena, che la Virtus a quel punto
era in vacanza?
«Forse ho sbagliato, forse la squadra ha equivocato. Ma quello che dovevamo
fare e avevamo promesso, l’abbiamo fatto. Sono un imprenditore: dobbiamo
essere onesti con i nostri tifosi».
Non era a Roseto.
«Sono rimasto attaccato alla radio. Alla fine me la sarei mangiata. Mi
spiace che si sia arrivati a sei sconfitte, ma il clima in casa nostra resta
sereno. E’ un punto di partenza».
Perché?
«Se i grandi campioni verranno da noi, non lo faranno per questioni
economiche. Ma perché sapranno di poter contare su una società seria, la
Virtus, e serena. In questa stagione abbiamo bruciato le tappe. Siamo
ottavi, a pari merito».
Per i playoff servono due punti in più di Biella.
«Ecco perché ci credo poco».
Ha in mente la squadra del futuro?
«Dobbiamo fare i conti con il budget».
Quest’anno avete dichiarato quattro milioni.
«Credo ci sarà una riduzione di spesa del 20 per cento».
Capitolo sponsor?
«Dobbiamo incontrarci con il gruppo VidiVici, credo ci siano le premesse per
proseguire».
E la Virtus che verrà?
«Anche qui dobbiamo aspettare di conoscere le regole. Quanti extracomunitari
per squadra?».
Giovedì che ambiente si aspetta?
«Un PalaMalaguti sereno. Il nostro progetto, iniziato a luglio, non tanto
tempo fa, è triennale. Stiamo lavorando per il futuro».
Playoff tra un anno?
«Inutile promettere oggi. Bisognerà valutare il budget. E in ogni caso
ritengo che vadano riviste certe situazioni nell’ambito dello sport. Vince
uno, ma non è che gli altri 17 siano fessi o sbagliano. Vince solo uno e gli
altri si battono, lealmente e serenamente».
La Virtus si guarda attorno. Mc Gowan è stato bloccato,
Simone Bagnoli, che ha finito la stagione a Rimini, potrebbe interessare per
la prossima stagione.
di Bruno Trebbi - Bolognabasket.it - 16/05/2006
Archiviata la stagione, per la Virtus è
tempo di bilanci. Per i bianconeri è stata un’annata strana, a lungo
entusiasmante ma con la beffa nascosta dietro l’angolo, sia per le Final8
di Coppa Italia che per l‘ingresso nei playoff.
Stagione positiva, comunque. Mettendo da parte per un attimo blasone e
bacheca, non bisogna scordare che parliamo di una squadra neopromossa, e
che ricostruire dalle ceneri madrigalesche non è certo impresa facile né
breve. Nel frattempo è tornato il pubblico delle grandi occasioni, e sono
stati piantati alcuni paletti per il futuro. In particolare la Virtus sta
lavorando forte sul settore giovanile, che l’anno prossimo si allenerà al
Cierrebi, ex “tana” Fortitudo.
Per quanto riguarda le scelte tecniche, sono stati fatti buoni colpi ma
anche errori. Ovviamente è facile additare Carl
English come peggior acquisto dell’anno (e si poteva sostituirlo ben
prima), ma il vero problema è stata la mancanza di un play dopo
l’infortunio di Rodilla, problema che si è
trascinato per tutta la stagione. E Vedran
Morovic non ha dato quel che si sperava.
La prossima stagione si ripartirà da Di Bella, Drejer, Gugliotta
e forse Pelussi, sperando anche che
l’organigramma societario si arricchisca di una persona d’esperienza che
possa dare una mano a coach Markovski nella
scelta dei giocatori e non solo.
Gugliotta voto 6.5 - in B1
non era né carne né pesce, qui si è ritagliato un ruolo da specialista
difensivo assolutamente inatteso, mettendo anche qualche tripla
importante. Sarà confermato.
Lacey voto 5.5 - a lungo fuori
dai giochi per infortunio e successivo lento recupero, ha dato qualcosa
solo nel finale di stagione. In difesa c’è, in attacco molto meno.
English voto 5 - beniamino
delle tifose, un ragazzo con la sua storia personale non può non stare
simpatico. Purtroppo non ha mai convinto, e oltre al derby d’andata sono
ben poche le partite in cui ha inciso.
Drejer voto 6 - Alti e bassi,
alti e bassi, alti e bassi. Lampi di classe purissima, tanto da far
parlare di NBA, alternati a partite abuliche, tanto da far malignare
ecco perché il Barça l’ha lasciato partire. A sua parziale discolpa
possiamo dire che era di fatto la sua prima stagione vera. Il contratto
c’è, il talento anche, dovrebbe essere una delle basi della Virtus del
futuro.
Milic voto 6 - Anche per lui una
stagione di alti e bassi. A lungo fantastico, e miglior rimbalzista della
squadra, è calato parecchio nel finale. Lubiana lo attende.
Bluthenthal voto 7.5 - A
lungo ha trascinato la squadra da solo, mostrando un talento offensivo
impressionante. Purtroppo è arrivato cotto al finale di stagione, prima
del brutto infortunio che l’ha costretto sotto i ferri.
Vukcevic voto 7 - gran colpo.
Preso da Milano come play d’emergenza, ha invece fatto tutto e il
contrario di tutto. Dopo l’infortunio di
Bluthenthal si è trovato spesso a dover fare il boia e l’impiccato,
con ottimo rendimento. Costicchia, ma potendo sarebbe da confermare
all’istante.
Lang voto 6.5 - una sorpresa.
Agilità non comune, ottimo talento offensivo. Dietro invece è tutt’altra
storia. Probabilmente andrà in Spagna.
Di Bella voto 6 - tutto cuore,
genio e sregolatezza. Emblematico il derby di ritorno: da solo lo riapre,
da solo lo perde. Come play titolare fatica, come guastatore dalla
panchina sarebbe l’ideale.
Pelussi voto 6 - nei pochi
minuti che ha avuto a disposizione il capitano ha mostrato la solita
grinta, e un discreto tiro da tre. I tifosi lo amano, fanno striscioni e
bombardano di email le redazioni. Lui vuole assolutamente restare, tutti
speriamo che le parti si mettano d’accordo.
Morovic voto 4.5 - sempre
infortunato, nelle poche partite giocate non ha impressionato, anzi. Per
sostituire English forse si sarebbe potuto pescare di meglio
Rodilla voto 6 - se il pupillo
di coach Markovksi non si fosse rotto
subito, avrebbe forse potuto garantire quel gioco d’ordine che è mancato
per tutto l’anno. Finché ce l’ha fatta non è andato male.
Veal voto 6 - Quattro partire per dimostrare che nel
campionato italiano ci potrebbe stare tranquillamente.
Gioulekas voto NG - la
meccanica di tiro più brutta degli ultimi anni. Per il resto non
pervenuto.
Bonfiglio voto NG - solo per dire che le buone partite
disputate (quella con Milano su tutte) potrebbero valere al “cinno” classe
1988 il contratto da professionista per l’anno prossimo.
Markovski voto 6 - col suo
gioco estremamente originale, fatto di tanto attacco e poca difesa, ha a
lungo stupito, prendendosi anche scalpi importanti (Siena, Milano,
Roma...).
Il finale è stato invece deludente. Non solo per colpa sua, certo, ma il
suo gioco ha mostrato qualche limite.
ZARE MARKOVSKI PARLA A BASKET TIME
di Bruno Trebbi e Matteo Salvi
- da Bolognabasket.it - 09/06/2006
Il coach della Virtus Zare Markovksi si è confessato stasera ai
microfoni dell'emittente locale èTV, tracciando i piani per la Virtus del
futuro.
Markovski ha
risposto alle domande del conduttore Roberto Martini e a moltissimi
messaggi degli ascoltatori, la maggior parte dei quali hanno chiesto a
gran voce il rinnovo del contratto per Andres
Pelussi (per il quale però la situazione appare critica) e anche il
ritorno di Luca Vitali, per il quale il coach macedone ha confermato la
trattative, come per il ferrarese Andrea Ghiacci.
Ecco le parole del coach bianconero, riportate col formato
domanda/risposta.
D: La Virtus ha chiuso il campionato bene, peccato per il mancato approdo
ai playoff
R: Fa male rimanere fuori per la differenza canestri. Ma quei 38 punti
sono un ottima base per il futuro della squadra.
D: Gugliotta è la rivelazione di questa
stagione?
R: Noi cercavamo un giocatore di complemento. Ha avuto occasioni in
precampionato e direi che la mia voglia di giocare con i giovani ha
permesso a Oscar di avere questo tipo di crescita. Abbiamo prolungato il
suo contratto per un altro anno. Con noi ci saranno anche Di Bella (siamo
orgogliosi che sia stato chiamato in nazionale) e Bonfiglio, con contratto
quinquennale come miglior prodotto del settore giovanile.
D: Come sarà la squadra del futuro?
R: L'idea Bagnoli nasce l'anno passato, lui si proprose per venire.
Bagnoli giocherà con noi il prossimo anno e avrà molto spazio. E' tosto in
difesa, in grado di giocare "4" o "5". Vukcevic
si è meritato la conferma per esperienza e qualità e sarebbe un'ottima
chioccia per i giovani. Aspettiamo la sua risposta. Pelussi? Non aspetteremo più di tanto. Se non
si fa vivo prenderemo le dovute decisioni (i suoi agenti sono irreperibili
da febbraio). Aspettiamo anche le risposte di
Bluthenthal e Lang, in modo da poterci
muovere di conseguenza. Drejer resterà
sicuramente, a meno che non arrivi un'offerta irrinunciabile; ha ancora 2
anni di contratto e siamo contenti di quello che ha fatto. Andrà via Milic, oltre ovviamente a English, perché ha
scelto di tornare in Slovenia. Se ne andrà anche
Lacey più che altro per questioni di regolamento. Avremo un
play/guardia americano, sicuramente uno che abbia già giocato in Europa.
Mi piacerebbe un giocatore appena uscito dal college, ma non possiamo
permetterci un English-bis.
D: Sarà una Virtus più italiana?
R: Sì. Sarà una Virtus più italiana con anche
Barlera, che è già al lavoro col settore giovanile. Barlera e Bonfiglio
saranno 11° e 12° uomo.
D: Secondo te Bluthenthal
alla fine cosa deciderà?
R: Penso che lui vorrebbe restare, perché da
nessun'altra parte ha avuto un ruolo importante come da noi. Sicuramente
però è un professionista e si guarderà intorno alla ricerca della
prospettiva migliore. Con noi ha un altro anno di contratto, ma potrebbe
uscirne pagando una penale. A oggi è difficilissimo firmare giocatori per
la nuova situazione economica europea. Per questo motivo abbiamo puntato
molto su giocatori da rilanciare e che non avevano mai avuto tanto spazio
nelle loro squadre precedenti. Direi che abbiamo ottenuto il massimo da
quello che avevamo.
D: Bisogna quindi operate sui mercati secondari. Ad esempio McGowan.
R: McGowan è stato prestato al Colonia per un anno. Ha lo stesso ruolo di Bluthenthal.
è stato
fondamentale nella vincita dello scudetto in Germania. L'unico modo per
tornare ad alti livelli è lavorare in anticipo.
D: Punterai su una squadra difensivamente forte oppure offensiva come
quella di quest'anno?
R: Io ho sempre detto che bisogna nascondere i problemi difensivi e
prendere l'estro offensivo di cui i giocatori dispongono. Quest'anno la
squadra era struttura in modo da avere metà giocatori difensivi e metà
offensivi. Cercheremo di bilanciare tutto quanto.
D: Gli obiettivi per il prossimo anno?
R: E' il campo a dichiarare gli obiettivi. Sicuramente vogliamo migliorare
cercando di raggiungere i 38 punti il prima possibile per fare qualcosa di
più di quest'anno.
D: Parliamo di giocatori: Vitali?
R: è sotto contratto con Montegranaro. Ci interessa perché
in passato era un giocatore fondamentale delle giovanili insieme a Belinelli; stiamo cercando di riportarlo da
noi, qui nelle giovanili gioca già suo fratello. Già da Gennaio siamo in
contatto con il suo procuratore. Se c'è l'occasione non ci tireremo
indietro.
D: Parliamo di giocatori: Ghiacci?
R: E' un buon giocatore. Sicuramente è da tenere in considerazione, ma non
siamo gli unici a trattarlo.
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