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una foto di pre-campionato: Rodilla, Zanus Fortes, Drejer, Gugliotta, Pelussi, Di Bella, Parente, Begic

x, x, Markovski, x, x

 

STAGIONE 2005/06

 

VIDIVICI BOLOGNA

Serie A1: 9a classificata su 18 squadre (19-34)

Play-off: non ammessa

 

N. nome ruolo anno cm naz note
6 Oscar Gugliotta G 1982 193 ITA
7 Ken Lacey C 1978 208 USA
8 Carl English G 1981 196 CAN
9 Christian Drejer A 1982 205 DAN
11 Jeremy Veal P/G 1976 193 USA dal 28/04/06
12 Marko Milic A 1977 200 SLO
13 Sotirios Gioulekas A 1979 202 GRE dal 05/05/06
14 Dusan Vukcevic A 1975 200 GRE dal 26/01/06
15 Kris Lang C 1979 211 USA
16 Fabio Di Bella P 1978 186 ITA
19 Andres Ricardo Pelussi A 1977 200 ITA
20 Vedran Morovic P 1983 183 CRO dal 24/02/06
David Bluthenthal A 1980 201 USA
Simone Bonfiglio P 1988 178 ITA
Zare Markovski All MAC

 

Partite della stagione

statistiche di squadra

 

 

Virtus, le prime dichiarazioni ufficiali di Markovski

di Alessio Torri - jarring.it - 20/06/2005

 

Serie A. «Mi fa molto onore essere qua oggi ed essere stato scelto dalla Virtus per ricominciare il cammino in serie A. Subito ho voluto incontrare Giordano Consolini. Con lui desidero parlare di alcune cose, per esempio del roster. La mia intenzione prima di tutto è quella di garantire continuità. Tutti qua siamo parte della storia bianconera. Credo che la Virtus sia un passo verso l'alto nella mia carriera. Da sempre poi, sono abituato a partire dal basso nel mio lavoro, a superare molte difficoltà per ottenere risultati sul campo. Ecco perché sono estremamente convinto che in questo momento la mia scommessa coincida con le aspettative della Virtus, società gloriosa che oggi deve ricostruire il proprio futuro. Oltre a ciò spero anche di ripagare la fiducia che è stata riposta in me, confidando nel fatto che saprò restituire quello che mi è stato offerto. Sono un allenatore di formazione slava, ma ho fatto tutta la gavetta in Italia, partendo dal basso. A Sassari ho allenato due anni dalla prima fila di parterre, senza poter sedere in panchina. Fui io a contattare Alibegovic e convincerlo di andare alla Fortitudo in quel 1992 a Reggio Emilia. Gli telefonai pochi giorni prima della gara e lui mi disse: se mi fanno il contratto anche il prossimo anno, vengo e la salvo. La stessa giornata conquistai lo storico play out per l’A1 con Sassari. Loro dovevano vincere a Reggio Emilia, noi a Firenze. Quando Lamberti mi telefonò alle quattro di notte, convinsi appunto Alibegovic».
Rosa e staff. «Sono solito considerare una rosa di dodici elementi, divisa in tre parti di quattro giocatori. Dal nono al dodicesimo sono giovani fatti in casa che utilizzo ovviamente meno. Dal quinto all'ottavo invece, sono giocatori sempre giovani e magari poco conosciuti da valorizzare, insomma il futuro della società, con minutaggi superiori. Gli ultimi quattro sono le cosiddette stelle, coloro ai quali mi affido nei momenti importanti, i quali poi controllano la crescita degli altri. Tutta gente con classe ed esperienza. Non dico che Mario Boni non possa rientrare in assoluto nelle tre categorie, ma inizialmente non penso punteremo su di lui. Le vittorie fanno crescere la squadra. Generalmente come staff, sono solito a lavorare con persone della città, per cui accetto volentieri lo staff della Virtus, che fra l’altro mi dicono essere molto bravo. L'obiettivo è vincere il più possibile, ma soprattutto ottenere il massimo dalla squadra che avrò a disposizione. E in questo credo di essere bravo. Per obiettivi concreti ne riparliamo a squadra fatta».
Programmi. «Mi auguro di non limitarmi a ciò. Per dare un’idea della stagione, l'anno scorso avevo calcolato che ogni vittoria per Avellino valesse cinquanta mila euro. Qui, con un budget superiore, spero siano di più. Amo molto far giocare i giovani. Dico che ogni giocatore prodotto in casa fa risparmiare soldi sul mercato, ed allora poi sarà possibile reinvestirli su giocatori di valore. Per esempio, Ferrara l'anno scorso ha giocato 15 minuti circa. Qua a Bologna c'è maggiore pressione, ma io generalmente non la sento. I miei giovani possono stare in campo anche qua, e giocheranno finché non faranno danni. Tenete conto che generalmente con me quasi nessuno gioca oltre trenta minuti di media. L'obiettivo, per quest’anno, è vincere il più possibile, ottenere il massimo possibile dal materiale a disposizione. E in questo credo di essere soddisfatto di ciò che ho fatto altrove. Se ci sarà il giemme sarò felice, altrimenti faccio da solo, coi miei contatti, o di persona. Credo che il 60% della squadra vada cambiato. In pratica ne rimarranno quattro, forse cinque. Fare l'Eurolega certo mi piacerebbe, ma bisogna vedere cosa serva alla Virtus, stando attenti a non fare il passo più lungo della gamba».

A margine della presentazione del nuovo coach Markovski, ecco il Sabatini pensiero:
Markovski. «Non ha certo bisogno di presentazioni. è un coach preparato. Già la scorsa stagione se ne parlò. Di lui mi riferirono alcuni amici. Ma se devo dire quando ci ho veramente pensato per la prima volta, è stato ieri sera. E’ una persona competente, che stimo molto. Non è venuto qua per denaro, aveva proposte economicamente più allettanti, devo dire che mi è piaciuto subito come uomo, e ci sono voluti sessanta secondi per accordarci. Il suo è un contratto triennale. Non gli ho chiesto di vincere subito, per aumentare i trofei appesi qua alle pareti ci sarà tempo. Certo se ci riuscisse non mi dispiacerebbe, ma ad oggi dico di portare avanti un progetto. Sono un tipo ambizioso per natura e lo è anche la Virtus, ma teniamo i piedi per terra. Dobbiamo lavorare con calma per raccogliere i primi frutti tra quattro-cinque stagioni. Questa di oggi è una base importante. A questo proposito ringrazio ancora Giordano Consolini, che continuerà a lavorare in palestra per il futuro della squadra».
Mercato. «Ci stiamo confrontando tecnicamente col coach, ma finora è un mercato fuori misura, ci hanno sparato cifre enormi per i giocatori. Con questi presupposti lo faremo solo ad ottobre. Forse in molti ancora non mi hanno conosciuto, la Virtus in serie A non è il nuovo pollo da spennare, e noi per giunta non abbiamo nemmeno fretta o il budget necessario per affrontare queste cifre. Ovvio che se capitasse un'occasione anche prima, la coglieremo. Siamo attivi fin da oggi».
Eurolega. «Mi dispiace averlo letto sui giornali, ma non ho avuto e nemmeno ho in programma, incontri con Galliani. Noi vogliamo fare l'Eurolega, come membro fondatore è un nostro diritto parteciparvi. Abbiamo scritto a Bertomeu per sapere quando sarà la riunione dei club. Il sorteggio partirà il 9 luglio? Vedremo che dicono, il tempo stringe».
Strategie. «Markovski ha giustamente detto che la squadra la fa il mercato, e io aggiungerei che il mercato lo fa la campagna abbonamenti. Noi assicuriamo ai giocatori di trovare gente oneste che paga gli stipendi regolarmente, chi pensa di venire qua a diventare milionario in due anni, ha sbagliato posto. Per la campagna abbonamenti potrei già partire la prossima settimana. Anche se ho un paio di idee che potrebbero farla slittare di altri sette-otto giorni. Sarà quindi il successo della campagna a dirci quanto possiamo spendere, che squadra possiamo costruire.

 

Markovski durante un time-out

 

La Virtus rimane senza Bluthenthal

di Francesco Forni - La Repubblica - 03/05/2006 

 

In poco più d’un mese, è girata la stagione della Virtus. Di più, s’è stravolta. Dai fasti di Siena, datati fine marzo, alle quattro batoste filate (sequenza aperta), fino al colpo maligno del ginocchio di Bluthenthal. Per lui, stagione finita. La jattura si riverbera subito sul match di stasera contro Udine, ma si dilata poi fino al termine della stagione, play-off compresi, se la VidiVici li strapperà. Di certo, dovrà fare a meno del suo cannone principale, traino d’una squadra che sin qui ha puntato fiches e gioco sull’attacco.
Il forfait di Blu va digerito in fretta, e nel momento di maggior bisogno. Stasera con
la Snaidero sarà scontro diretto, quasi uno spareggio. E, per completare il quadretto, starà a vedere anche Morovic, ancora ammaccato. Eppure occorre vincere: nel caso, sarebbe un 2-0 stagionale per i bianconeri, da far valere in varie parità. Se la passano male anche i friulani: pure per Jerome Allen, strappato, la stagione è finita, e si parla del leader indiscusso del gruppo. Verrà un altro, probabilmente John Lucas, playmaker. Ma non stasera e, semmai, per le ultime tre gare: Reggio Calabria e Treviso in casa, Fortitudo al PalaDozza.
L’ufficialità su Blu è arrivata ieri a mezzogiorno preciso, su un comunicato che recitava: «A causa d’un serio infortunio David Bluthenthal termina in anticipo la sua stagione. La Virtus augura al giocatore una pronta guarigione e spera di poterlo rivedere il più presto possibile in campo». La diagnosi, poi: rottura subtotale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e bomber ai box per almeno tre mesi. Nessuna possibilità di recupero. «Bisogna operare» ha detto il professor Lelli e così sarà.
Così, Markovski ha provato ieri a tirare le fila, spiegando com’è andata. «David, contro Reggio, lamentava un dolore al ginocchio. Un’infiammazione, e abbiamo fatto i primi esami, mentre lui faceva pesi e cyclette, normalmente, aspettando di rientrare. I secondi esami dopo 5 giorni davano un esito più chiaro, ma la sicurezza dello stop l’abbiamo avuta solo lunedì, quando col giocatore, l’agente ed i medici abbiamo deciso per lo stop». Nessuna chance, nemmeno con le infiltrazioni. «No, dev’esser operato: abbiamo con lui un contratto biennale, siamo costretti a rispettare certe tempistiche e a non metterlo a rischio per il futuro». Senza appello, bisognerà vedere se i frutti dell’operazione e della rieducazione avranno colori bianconeri.
Passando a chi gioca, spedito a casa English, entrerà Veal. Troppa fretta? «Il 27 abbiamo avuto i secondi esami, quando
Veal era in volo col visto. English l’abbiamo congedato perché non c’era più, inutili i tentativi. Fosse stato per me l’avrei mandato indietro ad ottobre». E chi coprirà quel 25% di fatturato offensivo siglato da Blu? «Non solo quello, pure 35 minuti sempre buoni. Logicamente Drejer è il primo indiziato, da Veal ci aspettiamo qualcosa. Andremo su quintetti piccoli, come quelli della seconda parte di gara a Treviso, puntando sulla grinta e sulla sorpresa. Le due amichevoli con Treviso e Siena, in questo, mi sono piaciute». E per le ultime tre arriverà un rinforzo? «Stiamo cercando. Un 4 comunitario, per ovvi motivi perimetrale. Non c’è tanta roba, però in Grecia manca una sola giornata alla fine della regular season».
Insomma, ancora guai, sia pur da dividere con Udine. Che ha 4 punti più della Virtus (
40 a 36), ha preso due batoste nelle ultime due (Napoli e Milano), verrebbe sorpassata da una Virtus che vincesse tre partite (a Roseto e con Varese in casa le indiziate, oltre all’imprescindibile successo di stasera), qualora ne vincesse solo una. Pancotto chiederà stasera gli straordinari a Kyle Hill (15.7 di media, proprio come l’assente Allen), e un bel lavoro a un dotato pacchetto lunghi (Sekunda, Jaacks, Di Giuliomaria). Senza dover correre dietro a Bluthenthal. Che non è poco.
 


 

Sabatini: «Obiettivi superati Sotto con gli applausi»
di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 09/05/2006


I playoff restano lì, a portata di mano, anche se il patron della Virtus, Claudio Sabatini, non ci crede. Ma il bilancio di questa stagione, nonostante le 6 sconfitte consecutive (nella stagione 1970/71, quando rischiò la retrocessione, la Virtus ne infilò 12; 5 invece il primato negativo dell’ultimo campionato firmato Madrigali), resta in attivo.
Sabatini, giovedì, contro Varese, potrebbe essere l’ultima gara interna della VidiVici.
«Credo che la squadra vada applaudita. Siamo andati oltre gli obiettivi stagionali. Non dobbiamo dimenticare il passato: tre anni fa ci avevano cancellato, poi per due stagioni abbiamo sofferto in Legadue».
A un certo punto vi siete ritrovati primi.
«Vero, ci ha fatto piacere, ma questo non deve — e con noi non l’ha fatto — far perdere di vista il progetto iniziale. Avevamo promesso una stagione di sofferenza e la salvezza. La salvezza è arrivata. All’inizio non abbiamo sofferto e questo ci ha illuso».
Pentito di aver detto, dopo il blitz di Siena, che la Virtus a quel punto era in vacanza?
«Forse ho sbagliato, forse la squadra ha equivocato. Ma quello che dovevamo fare e avevamo promesso, l’abbiamo fatto. Sono un imprenditore: dobbiamo essere onesti con i nostri tifosi».
Non era a Roseto.
«Sono rimasto attaccato alla radio. Alla fine me la sarei mangiata. Mi spiace che si sia arrivati a sei sconfitte, ma il clima in casa nostra resta sereno. E’ un punto di partenza».
Perché?
«Se i grandi campioni verranno da noi, non lo faranno per questioni economiche. Ma perché sapranno di poter contare su una società seria, la Virtus, e serena. In questa stagione abbiamo bruciato le tappe. Siamo ottavi, a pari merito».
Per i playoff servono due punti in più di Biella.
«Ecco perché ci credo poco».
Ha in mente la squadra del futuro?
«Dobbiamo fare i conti con il budget».
Quest’anno avete dichiarato quattro milioni.
«Credo ci sarà una riduzione di spesa del 20 per cento».
Capitolo sponsor?
«Dobbiamo incontrarci con il gruppo VidiVici, credo ci siano le premesse per proseguire».
E
la Virtus che verrà?
«Anche qui dobbiamo aspettare di conoscere le regole. Quanti extracomunitari per squadra?».
Giovedì che ambiente si aspetta?
«Un PalaMalaguti sereno. Il nostro progetto, iniziato a luglio, non tanto tempo fa, è triennale. Stiamo lavorando per il futuro».
Playoff tra un anno?
«Inutile promettere oggi. Bisognerà valutare il budget. E in ogni caso ritengo che vadano riviste certe situazioni nell’ambito dello sport. Vince uno, ma non è che gli altri 17 siano fessi o sbagliano. Vince solo uno e gli altri si battono, lealmente e serenamente».
La Virtus si guarda attorno. Mc Gowan è stato bloccato, Simone Bagnoli, che ha finito la stagione a Rimini, potrebbe interessare per la prossima stagione.

 


 

VIRTUS, PAGELLONE FINALE

di Bruno Trebbi - Bolognabasket.it - 16/05/2006

 

Archiviata la stagione, per la Virtus è tempo di bilanci. Per i bianconeri è stata un’annata strana, a lungo entusiasmante ma con la beffa nascosta dietro l’angolo, sia per le Final8 di Coppa Italia che per l‘ingresso nei playoff.
Stagione positiva, comunque. Mettendo da parte per un attimo blasone e bacheca, non bisogna scordare che parliamo di una squadra neopromossa, e che ricostruire dalle ceneri madrigalesche non è certo impresa facile né breve. Nel frattempo è tornato il pubblico delle grandi occasioni, e sono stati piantati alcuni paletti per il futuro. In particolare la Virtus sta lavorando forte sul settore giovanile, che l’anno prossimo si allenerà al Cierrebi, ex “tana” Fortitudo.
Per quanto riguarda le scelte tecniche, sono stati fatti buoni colpi ma anche errori. Ovviamente è facile additare Carl English come peggior acquisto dell’anno (e si poteva sostituirlo ben prima), ma il vero problema è stata la mancanza di un play dopo l’infortunio di Rodilla, problema che si è trascinato per tutta la stagione. E Vedran Morovic non ha dato quel che si sperava.
La prossima stagione si ripartirà da Di Bella, Drejer, Gugliotta e forse Pelussi, sperando anche che l’organigramma societario si arricchisca di una persona d’esperienza che possa dare una mano a coach Markovski nella scelta dei giocatori e non solo.

Gugliotta voto 6.5 - in B1 non era né carne né pesce, qui si è ritagliato un ruolo da specialista difensivo assolutamente inatteso, mettendo anche qualche tripla importante. Sarà confermato.
Lacey voto 5.5 - a lungo fuori dai giochi per infortunio e successivo lento recupero, ha dato qualcosa solo nel finale di stagione. In difesa c’è, in attacco molto meno.
English voto 5 - beniamino delle tifose, un ragazzo con la sua storia personale non può non stare simpatico. Purtroppo non ha mai convinto, e oltre al derby d’andata sono ben poche le partite in cui ha inciso.
Drejer voto 6 - Alti e bassi, alti e bassi, alti e bassi. Lampi di classe purissima, tanto da far parlare di NBA, alternati a partite abuliche, tanto da far malignare ecco perché il Barça l’ha lasciato partire. A sua parziale discolpa possiamo dire che era di fatto la sua prima stagione vera. Il contratto c’è, il talento anche, dovrebbe essere una delle basi della Virtus del futuro.
Milic voto 6 - Anche per lui una stagione di alti e bassi. A lungo fantastico, e miglior rimbalzista della squadra, è calato parecchio nel finale. Lubiana lo attende.
Bluthenthal voto 7.5 - A lungo ha trascinato la squadra da solo, mostrando un talento offensivo impressionante. Purtroppo è arrivato cotto al finale di stagione, prima del brutto infortunio che l’ha costretto sotto i ferri.
Vukcevic voto 7 - gran colpo. Preso da Milano come play d’emergenza, ha invece fatto tutto e il contrario di tutto. Dopo l’infortunio di Bluthenthal si è trovato spesso a dover fare il boia e l’impiccato, con ottimo rendimento. Costicchia, ma potendo sarebbe da confermare all’istante.
Lang voto 6.5 - una sorpresa. Agilità non comune, ottimo talento offensivo. Dietro invece è tutt’altra storia. Probabilmente andrà in Spagna.
Di Bella voto 6 - tutto cuore, genio e sregolatezza. Emblematico il derby di ritorno: da solo lo riapre, da solo lo perde. Come play titolare fatica, come guastatore dalla panchina sarebbe l’ideale.
Pelussi voto 6 - nei pochi minuti che ha avuto a disposizione il capitano ha mostrato la solita grinta, e un discreto tiro da tre. I tifosi lo amano, fanno striscioni e bombardano di email le redazioni. Lui vuole assolutamente restare, tutti speriamo che le parti si mettano d’accordo.
Morovic voto 4.5 - sempre infortunato, nelle poche partite giocate non ha impressionato, anzi. Per sostituire English forse si sarebbe potuto pescare di meglio
Rodilla voto 6 - se il pupillo di coach Markovksi non si fosse rotto subito, avrebbe forse potuto garantire quel gioco d’ordine che è mancato per tutto l’anno. Finché ce l’ha fatta non è andato male.
Veal voto 6 - Quattro partire per dimostrare che nel campionato italiano ci potrebbe stare tranquillamente.
Gioulekas voto NG - la meccanica di tiro più brutta degli ultimi anni. Per il resto non pervenuto.
Bonfiglio voto NG - solo per dire che le buone partite disputate (quella con Milano su tutte) potrebbero valere al “cinno” classe 1988 il contratto da professionista per l’anno prossimo.
Markovski voto 6 - col suo gioco estremamente originale, fatto di tanto attacco e poca difesa, ha a lungo stupito, prendendosi anche scalpi importanti (Siena, Milano, Roma...).
Il finale è stato invece deludente. Non solo per colpa sua, certo, ma il suo gioco ha mostrato qualche limite.

 


 

ZARE MARKOVSKI PARLA A BASKET TIME

di Bruno Trebbi e Matteo Salvi - da Bolognabasket.it - 09/06/2006
 

Il coach della Virtus Zare Markovksi si è confessato stasera ai microfoni dell'emittente locale èTV, tracciando i piani per la Virtus del futuro.
Markovski ha risposto alle domande del conduttore Roberto Martini e a moltissimi messaggi degli ascoltatori, la maggior parte dei quali hanno chiesto a gran voce il rinnovo del contratto per Andres Pelussi (per il quale però la situazione appare critica) e anche il ritorno di Luca Vitali, per il quale il coach macedone ha confermato la trattative, come per il ferrarese Andrea Ghiacci.
Ecco le parole del coach bianconero, riportate col formato domanda/risposta.

D: La Virtus ha chiuso il campionato bene, peccato per il mancato approdo ai playoff
R: Fa male rimanere fuori per la differenza canestri. Ma quei 38 punti sono un ottima base per il futuro della squadra.

D: Gugliotta è la rivelazione di questa stagione?
R: Noi cercavamo un giocatore di complemento. Ha avuto occasioni in precampionato e direi che la mia voglia di giocare con i giovani ha permesso a Oscar di avere questo tipo di crescita. Abbiamo prolungato il suo contratto per un altro anno. Con noi ci saranno anche Di Bella (siamo orgogliosi che sia stato chiamato in nazionale) e Bonfiglio, con contratto quinquennale come miglior prodotto del settore giovanile.

D: Come sarà la squadra del futuro?
R: L'idea Bagnoli nasce l'anno passato, lui si proprose per venire. Bagnoli giocherà con noi il prossimo anno e avrà molto spazio. E' tosto in difesa, in grado di giocare "4" o "5". Vukcevic si è meritato la conferma per esperienza e qualità e sarebbe un'ottima chioccia per i giovani. Aspettiamo la sua risposta. Pelussi? Non aspetteremo più di tanto. Se non si fa vivo prenderemo le dovute decisioni (i suoi agenti sono irreperibili da febbraio). Aspettiamo anche le risposte di Bluthenthal e Lang, in modo da poterci muovere di conseguenza. Drejer resterà sicuramente, a meno che non arrivi un'offerta irrinunciabile; ha ancora 2 anni di contratto e siamo contenti di quello che ha fatto. Andrà via Milic, oltre ovviamente a English, perché ha scelto di tornare in Slovenia. Se ne andrà anche Lacey più che altro per questioni di regolamento. Avremo un play/guardia americano, sicuramente uno che abbia già giocato in Europa. Mi piacerebbe un giocatore appena uscito dal college, ma non possiamo permetterci un English-bis.

D: Sarà una Virtus più italiana?
R: Sì. Sarà una Virtus più italiana con anche Barlera, che è già al lavoro col settore giovanile. Barlera e Bonfiglio saranno 11° e 12° uomo.

D: Secondo te Bluthenthal alla fine cosa deciderà?
R: Penso che lui vorrebbe restare, perché da nessun'altra parte ha avuto un ruolo importante come da noi. Sicuramente però è un professionista e si guarderà intorno alla ricerca della prospettiva migliore. Con noi ha un altro anno di contratto, ma potrebbe uscirne pagando una penale. A oggi è difficilissimo firmare giocatori per la nuova situazione economica europea. Per questo motivo abbiamo puntato molto su giocatori da rilanciare e che non avevano mai avuto tanto spazio nelle loro squadre precedenti. Direi che abbiamo ottenuto il massimo da quello che avevamo.

D: Bisogna quindi operate sui mercati secondari. Ad esempio McGowan.
R: McGowan è stato prestato al Colonia per un anno. Ha lo stesso ruolo di Bluthenthal. è stato fondamentale nella vincita dello scudetto in Germania. L'unico modo per tornare ad alti livelli è lavorare in anticipo.

D: Punterai su una squadra difensivamente forte oppure offensiva come quella di quest'anno?
R: Io ho sempre detto che bisogna nascondere i problemi difensivi e prendere l'estro offensivo di cui i giocatori dispongono. Quest'anno la squadra era struttura in modo da avere metà giocatori difensivi e metà offensivi. Cercheremo di bilanciare tutto quanto.

D: Gli obiettivi per il prossimo anno?
R: E' il campo a dichiarare gli obiettivi. Sicuramente vogliamo migliorare cercando di raggiungere i 38 punti il prima possibile per fare qualcosa di più di quest'anno.

D: Parliamo di giocatori: Vitali?
R: è sotto contratto con Montegranaro. Ci interessa perché in passato era un giocatore fondamentale delle giovanili insieme a Belinelli; stiamo cercando di riportarlo da noi, qui nelle giovanili gioca già suo fratello. Già da Gennaio siamo in contatto con il suo procuratore. Se c'è l'occasione non ci tireremo indietro.

D: Parliamo di giocatori: Ghiacci?
R: E' un buon giocatore. Sicuramente è da tenere in considerazione, ma non siamo gli unici a trattarlo.