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I campionati disputati dalla Virtus nella massima divisione, nel periodo
precedente la seconda guerra mondiale, furono 9 e cioè tutti quelli
organizzati dal 1935, anno della prima partecipazione delle Vu nere alla Serie A. Furono nove anni di
rincorsa ad uno scudetto che però non volle arrivare mai. Molte volte ci si
arrivò vicini, alcune altre vicinissimi, ma ci fu sempre qualcosa che
mancava, o meglio c'era sempre qualche altra squadra, qualche altro club che
vinceva quella partita in più; c'era quel giocatore che segnava il punto che
serviva, mentre da parte bolognese mancava proprio quel punto, quel tiro
fortunato.
Nel 1935 per la Virtus è il terzo posto, dietro la
Ginnastico Roma /che appena l'anno prima era stata superata nello spareggio
promozione di Firenze) e la Ginnastica Triestina. Davanti invece al GUF
Bologna, iniziando così una serie di derby che darà sugo e colore al basket
bolognese di tute le epoche, da quella dei pionieri a quella sfolgorante
luce e colori di oggi. In quella formazione e in quella dell'anno
successivo, ha modo di giocare anche uno studente universitario americano,
di evidenti origini italiane, tale Nunzio Stallone.
Un passo avanti l'anno
dopo, nel campionato '35/'36, quando la Virtus
passa al secondo posto davanti alla Ginnastica Roma e dl GUF Trieste, ma
dietro alla Borletti Milano, che per quattro anni egemonizza il titolo
italiano grazie alla classe di molti giocatori che faranno epoca a partire
dal capitano Enrico Castelli.
Nel 1937 il basket è già in
grande espansione e il campionato di Serie A è diviso in due gironi per un
totale di 16 formazioni (ben 7 delle quali sotto l'egida dei GUF). Il titolo
va al Borletti, che supera nel derby finale la Filotecnica Milano con una
certa facilità, mentre le Vu nere erano
state precedute, nel girone B, proprio dalla Filotecnica per un solo punto
in classifica. I ragazzi della Virtus
comunque finiscono il campionato con 11 vittorie e 3 sconfitte avendo
segnato 505 punti (36 di media) e avendone subiti 327 (23,3 di media).
Siamo nel 1938 e il torneo di
Serie A vede al via dieci formazioni. La Virtus
deve lasciare il titolo ancora al Borletti cedendo di soli 3 punti in
classifica e terminando il campionato con 5 sconfitte e 12 vittorie, avendo
segnato 742 punti (43,6 di media) e avendone subiti 662 (38,9 di media).
Nel 1939 le formazioni ai
nastri di partenza sono diventate solo nove e la Virtus scende al terzo posto dietro, oltre
al Borletti, anche alla Ginnastica Triestina. La Virtus nel campionato '38/'39 termina con
28 punti in classifica, uno meno della Ginnastica e due meno del Borletti,
con 4 sconfitte, 560 punti segnati (35 di media) e 438 subiti (27,3 di
media). Rimane la soddisfazione di aver battuto i milanesi per 18 a 16 alla
"Santa Lucia", costringendoli al più basso punteggio del loro attacco
normalmente molto più prolifico.
Nel 1940 termina il
quadriennio di dominio milanese, ma la Virtus
non riesce ad approfittarne ed è ancora una volta seconda dietro questa
volta i triestini della Ginnastica, i quali staccano di 4 punti i bolognesi
che finiscono con 5 sconfitte, 621 punti segnati (34,5 di media) e 499
subiti (27,7 di media).
I campionati di basket, come
ogni altra attività, proprio dal '40 cominceranno ad essere soggetti a
continue mutilazioni di atleti che vengono chiamati sotto le armi; capiterà
anche alla Virtus l'anno successivo, nel
1941, quando dovrà rinunciare a Galeazzo Dondi Dell'Orologio e ad Athos
Paganelli, chiamati in zona di guerra. Proprio per questo la formazione
felsinea deve aprire ai giovani e l'inesperienza dei nuovi giocatori fa
precipitare la squadra al sesto posto - staccata di 7 lunghezze - dalla
Ginnastica Triestina che vince ancora il titolo davanti al Borletti. Le
sconfitte sono 10 contro 8 vittorie, i punti segnati son0 557 (30,9 di
media) e 516 quelli subiti (28,6 di media).
Nel 1942 lo scudetto tricolore
prende la strada della Laguna e va alla Reyer Venezia, per la prima volta,
mentre la Virtus risale diverse posizioni
giungendo al terzo posto dietro ad una formazione romana dal nome assai
familiare all'epoca: "Mussolini" (non è dato di sapere se godesse di
particolari favori arbitrali). Le Vu nere
terminano staccate di 4 punti, con 659 punti segnati (31,4 di media) e 441
subiti (21 di media).
"E nel '43 la gente partiva,
partiva e moriva e non sapeva perché" canterà nel 1983 Lucio Dalla, tifoso
numero uno della Virtus e playmaker
prestato alle sette note. Sono anni di guerra ma si riesce lo stesso ad
organizzare un campionate (pensate un po' cosa deve essere stata una
trasferta in quei tempi!). Sono anni comunque "felici" per il basket
bolognese che si assesta su posizioni di preminenza che serviranno da
trampolino di lancio per il boom definitivo del tempo di pace nei primi anni
della Repubblica. In quel periodo la "santa Lucia" è un campo pressoché
inespugnabile per chiunque: dal 1973 al 1943 la squadra bolognese disputò
nel suo "tempio" 63 incontri di campionato, 52 dei quali vini, 10 perduti
(di cui 4 nel 1941, il suo anno peggiore) e uno pareggiato. La "Santa Lucia"
e il suo competente pubblico, rappresentavano cioè una sorta di sesto
giocatore ante litteram della storia della pallacanestro italiana. Sempre il
quel periodo altre glorie aspettano comunque la Virtus e i suoi giocatori. Dondi e Marinelli vengono chiamati a far parte della Nazionale che partecipa alle
Olimpiadi di Berlino del 1936, dove l'Italia si classifica al 7° posto.
Ancora dall'album dei ricordi
leggiamo cosa ha scritto recentemente su "Giganti del Basket" Adalberto
Bortolotti ricordando quel periodo: "Parte da qui la leggenda della Vu nera: sono tutti bolognese, anzi del
quartiere di Castiglione. Gianfranco Bersani, che tiene una bottega nei
pressi, li vede passare ed entrare in palestra. Li segue, si innamora di
quello sport in sboccio lui che è nato con una malformazione ad un braccio e
non ha mai fatto attività. Chiede: Mi prendete a giocare? , impara,
si specializza, diventerà una delle più fulgide glorie Virtussine, pluricampione d'Italia e
nazionale. Era un basket casereccio, umano e genuino. Prima dell'inizio, ci
si riuniva a centrocampo e, stretti l'uno all'altro, si lanciava il grido di
guerra. Quello del Santa Lucia scandito da voci possenti sotto le volte
antiche diceve:
E par la mi bela bala
un occ' am bala
un occ' am bala
am bala un occ'
un occ', un occ' un occ'
tratto da "Virtus - cinquant'anni
di basket" di Tullio Lauro
Formazioni e gare disputate dalla Virtus prima della
partecipazione ai campionati nazionali.
1927-30
Formazione: Grigioni,
Chiaffarelli, De Simoni, Padovani, De Luigi. Riserve: Colombo
1931-32
Formazione: Vannini,
Reggiani, Marinelli, Cenacchi, Colombo, De
Simoni. Riserve: Ricci, Simonini, Contessi. (formazione
del 2° Torneo Bolognese di Propaganda).
Amichevoli
Torneo Bolognese di Propaganda
Classifica
1. Galvani (con Canepele e Paganelli)
2.
3. Virtus Bologna
Il 17 gennaio 1932 una Rappresentativa
Bolognese incontra il Kalev Tallin
Rappresentativa Bolognese – Kalev Tallin
12-86
(Candi, Canepele 4, Caniato, Crocioni,
Paganelli 8. riserve: Valvola, Hercolani)
Torneo Bolognese di Propaganda
1. Bologna Sportiva
2. Galvani Prima Squadra
3. Galvani Seconda Squadra
4. Virtus Bologna e Pro Juventute
Campionato Emiliano di 2a Divisione
Bologna Sportiva – Virtus Bologna 11-10
Fortitudo Bologna – Virtus Bologna 5-18
Virtus Bologna – Bologna
Sportiva 20-8
Classifica
1. Galvani
2.
3.
4.
5. Virtus Bologna Prima Formazione
6.
7. Virtus Bologna Seconda Formazione
1932-33
Formazione: Prima Squadra - Vannini, Reggiani,
Marinelli, Pirazzoli, Paganelli, Valvola, Guidobaldo Jahier. Seconda
Squadra – Bonvicini, Cao, Cenacchi, Faglioni, Ornati, Rossetti.
(formazioni 1° Torneo Bolognese di Propaganda).
Amichevoli
Torneo Bolognese di Propaganda
Classifica
1.pm Guf Galvani, Virtus Bologna e
Fortitudo Bologna
Dopo Spareggi
Classifica
1. Guf Galvani (con G. Dondi Dall’Orologio,
Canepele, Stallone)
2. Virtus Bologna Prima Squadra
3. Fortitudo Bologna (con Girotti)
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