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Granarolo Felsinea
LO SPONSOR DELLA STELLA
Bianconero - marzo 2005
Oggi guida un gruppo vicino al miliardo di
euro di fatturato, ti convince quando spiega - senza arroganza - perché
dovemmo tutti tifare per Granarolo nella vicenda Parmalat, e parla di sport
con l'amabilità che hanno pochi capitani d'industria.
E così arrivi a pensare che ci deve essere
tanto di Luciano Sita nel bel momento dell'azienda Granarolo, ma anche tanto
della storia di un gruppo nato dall'unione di 9 contadini 45 anni fa nella
serenità del Presidente. La Granarolo 2005 è un gruppo che continua a
essere, fieramente, made in Bologna anche se oggi è in tutta Italia, e in
particolare è a Milano dove, acquisita la Centrale del Latte,si è impegnato
per salvare un marchio come Yomo.
"Lo stesso tipo di intervento - dice Sita-
vorremmo poter realizzare per Parmalat: siamo l'unica azienda italiana in
grado di collegarla ad un progetto industriale credibile che mantenga,
soprattutto, un legame con il mondo agricolo italiano. Abbiamo lanciato un
allarme, e fortuna che qualcuno, anche nelle istituzioni, l'ha raccolto: se
perdiamo Parmalat, come paese intendo, ascoltando le sirene di imprenditori
stranieri o di fondi di investimento legati solo a lle logiche economiche,
diventiamo un paese che si deve dedicare ad altro, all'economia dei servizi,
e che perde le sue industrie".
Parla di sistema paese, Sita, come si fa
sempre più spesso ad ogni livello; parla insomma la nostra lingua, la
salvezza del paese è nel gioco di squadra. E qui Granarolo è in prima fila.
Non solo perché anche i muri raccontano di lunedì di entusiasmi e di umori
neri, da una parte tifosi del Bologna e dall'altra della Juve; da una parte
virtussini, ce n'è ancora molti, e il ritiro della maglia di Villalta,
capitano... Granarolo ne porterà e riporterà tanti al Palazza, e dall'altra
i fortitudini,pochi sembra di capire.
è in prima fila, nello sport,
per un'altra rivelazione di Sita, un rammarico quasi: "La Granarolo di
inizio anni 90 poteva diventare la Parmalat che si impose sul mercato e
catturò l'attenzione della gente proprio con le sponsorizzazioni sportive.
Sarebbe stata una svolta epocale. Io ero come sbalordito che non si
cogliesse quella opportunità: lo sport, il basket in particolare, era stato
un modo per legarsi al territorio, oltre tutto ribadendo i nostri valori
positivi e propositivi. Poi, le vittorie avevano dimostrato subito che il
nostro territorio poteva non esaurirsi a Bologna: lo scudetto della stella
della Virtus lo ricordavano tutti, è stata una promozione fantastica per
l'azienda. Incontravo clienti, e loro mi parlavano della Virtus, anche anni
dopo quell'evento". Ecco la Granarolo Virtus Legend, lo sponsor che diventa
un classico in città e fuori, lo sponsor anche che molla il basket quasi
costretto dai suoi stessi risultati, e arriva il calcio, "un colpo di
fortuna non previsto. Intendo che quando decidemmo l'operazione eravamo di
nuovo in una dimensione territoriale, ancora lontani dal livello raggiunto
poi, con Baggio prima e Signori poi. Con Baggio ci fu quel successo
strepitoso, il muggito nello sport, che ci fece conquistare tanta simpatia".
Oggi quel patrimonio di simpatia è rinnovato e
mantenuto dagli assist che Granarolo fa all'Italia. Quanto al basket, si sa,
i primi amori non si scordano mai...

Luciano Sita, Presidente
Granarolo
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