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Dado Lombardi GM e Tanjevic
Bogdan Tanjevic
nato a: Plyevlya (YUG)
il: 13/02/47
Stagioni alla Virtus: 2002/03
statistiche individuali
biografia su wikipedia.it
BOSCIA TANJEVIC
di Dan Peterson - basketnet.it
Cosa non ha fatto Bogdan 'Boscia' Tanjevic nella sua
carriera? A 24 anni, ha preso in mano questo club in Serie B nella
Jugoslavia. Primo anno, promozione in A, nel 1971-72. Poi, una scalata
impressionante: Titolo YUBA, 2° nella Coppa Korac e Yugo Kup nel 1978; Coppa
dei Campioni nel 1979; Titolo YUBA e 3° posto nella Coppa dei Campioni nel
1980. E aveva già vinto un oro con gli Juniores della Jugoslavia nel 1974.
Con questo, nel 1980, prende in mano la nazionale della Jugoslavia: 2° negli
Europei del 1981. Nel 1982, lascia
la Jugoslavia per prendere in mano
la Juve Caserta in Italia, in A-2.
Anche qui, una progressione notevole: nel 1982-83, fa 2° nell'A-2 e arriva
ai playoffs, uscendo negli ottavi; esce nei quarti nel 1983-84; nel
semi-finale nel 1984-85; e perde la finale nel 1985-86. Cioè, un passo in
più ogni anno. E posso testimoniare che giocare contro le sue squadre non
era, per niente, divertente. Lui era esigentissimo a bordo campo. Le sue
squadre eseguivano gli schemi come lui voleva. Più di qualsiasi altra cosa,
però, era palpabile la carica che lui dava alla squadra. Sì, era esigente,
ma dava fiducia. Chi ha buttato in campo i giovani di Tanjevic? Gentile ed
Esposito a Caserta; poi Bodiroga e Fucka a Trieste.
Appunto, Trieste. Nel 1986, Boscia lascia Caserta per
la Stefanel Trieste. Rimane 10 anni con la società, compreso il
passaggio da Trieste a Milano, vincendo lo scudetto con l'Olympia Milano nel
1995-96, insieme alla Coppa Italia di quell'anno più 2° posto nella Coppa
Korac. Appunto, la
Korac, dove Boscia ha fatto 5 finali, perdendo tutte e creando questa sua
frase storica: "Chi non fa le finali non le può perdere." Ecco Boscia
personaggio. Quante volte ha detto: "Vecchio proverbio Sloveno dice che ....
" Poi, è tutta una sua invenzione, almeno penso. Non importa, Boscia, con
voce, sigaro, proverbi, personalità e carisma è diventato un personaggio più
grande della vita.
La Squadra Azzurra. Chi può dimenticare il capolavoro di Tanjevic con la
nazionale italiana. Fa un 6° posto nel Mondiale del 1998 in Grecia. Poi, il
vertice: vince l'oro Europeo in Francia nel 1999. Riesce a creare una
squadra da Gregor Fucka (suo pupilo), Carlton Myers, Andrea Meneghin e
altri. è sempre
esigente. Uno che ha allenato Mirza Delibasic e Ratko Radovanovic a Bosna,
Dalipagic e Kicanovic in nazionale jugoslava, Bodiroga e Dino Meneghin a
Trieste non si fa problemi per imporsi a Carlton Myers, che dice dopo gli
Europei "Aveva ragione Tanjevic.
è stato un onore
giocare per lui." Insomma, un altro grande capolavoro.
Vince scudetti dappertutto. Li ha vinti due nella Jugoslavia con Bosna; in
Italia con Olimpia Milano; in Francia con Villeurbanne; in Serbia con
Buducnost Podgorica. Ora, dopo una parentesi con la nazionale della Turchia
(la terza nazionale che allena), con la quale ha fatto un 6° nel Mondiale
del 2006, ha portato Fenerbahçe Istanbul ai quarti di finale dell'Eurolega.
Chissà se non vincere uno scudetto nel quinto paese. Come mai questo
successo? Perché Bogdan Tanjevic ama allenare, è
entusiasta del lavoro e dei suoi giovani. Anzi, è più giovane lui di loro.
Forse la parola 'gigante' non è abbastanza per questo mito-personaggio-coach,
un super vincente.
Le prime dichiarazioni
di Boscia Tanjevic
jarring.it
- 15/07/2002
In un clima informale
il nuovo allenatore della Virtus, Bodgan Tanjevic, è stato presentato all'Arcoveggio.
Il direttore generale Lombardi lo ha presentato, premettendo un doveroso
ringraziamento alle bandiere della
Virtus che hanno lasciato: Messina e Brunamonti. Ha poi annunciato che d'ora in
poi il suo compito sarà nell'ombra, mentre il referente per tutto quello che
riguarda l'aspetto tecnico sarà Boscia. Il suddetto ha detto che ha subito
accettato con entusiasmo la proposta della Virtus, senza pensarci due volte,
perché non gli era mai capitata l'occasione di
allenare una "grande", ma solo squadre fatte ad hoc per dare fastidio alle
grandi. Il contratto è triennale, e spera di portarlo a termine, non come è
successo in Francia dove una "curiosa società" gli ha dato il benservito
dopo appena un anno. Il compito che lo aspetta sarà non facile, perché
raccoglie un'eredità pesante in una società abituata a vincere e dovrà
rimpiazzare partenze eccellenti come quella di
Ginobili, Jaric e
Abbio, ma nemmeno troppo difficile, perché
validamente supportato dalla società. La squadra sarà "alla Tanjevic", cioè
fatta di giocatori di talento (in difesa ma non solo) e disposti ad
allenarsi duramente per un allenatore esigente, con un misto di giovani (Brkic
è già stato da lui notato) e di esperienza. I rinforzi saranno 6 o 7,
ottenendo un roster di 13-14 giocatori, necessario per i frequenti impegni
di campionato e coppa e per garantire allenamenti competitivi. Massima
fiducia anche ai giocatori già sotto contratto, in particolare Rigaudeau, capitano e leader di questa Virtus,
e Becirovic, potenziale stella Europea.
Confermati anche Frosini, Smodis, Andersen e Granger. La squadra sarà allestita per essere
competitiva al massimo nelle due competizioni, dove le squadre da battere a
suo avviso saranno il Barcellona (in Europa) e i campioni della Benetton
Treviso (in Italia). Il ritiro bianconero inizierà il 10 agosto, e la
squadra parteciperà ai tornei estivi di S. Marino
(27-28 agosto) e Rimini (5-6 settembre) in preparazione alla Supercoppa
Italiana, primo evento della nuova stagione.
è incerta invece la
partecipazione all'Euroleague Opening Tournament di ottobre. Per quanto
riguarda i rapporti col pubblico Tanjevic si è detto tranquillo. Se non avrà
la fiducia iniziale saprà conquistarsela, con l'aiuto dei giocatori, perché
sa che il pubblico virtussino è coerente e competente. E proprio di pubblico
ha parlato Lombardi, per concludere la
conferenza. Egli ha infatti invitato tutti i virtussini ad avere fiducia e
pazienza, perché la squadra sarà certo competitiva e
la campagna abbonamenti sarà posticipata affinché si
possa vedere prima di comprare. La Virtus non intende tradire 130 anni di
storia.
Alcune "pillole" della conferenza:
"Appena sono stato contattato ho accettato l’offerta, senza porre
condizioni. è la
prima volta che mi trovo ad allenare un club d’elite, candidato a vincere da
subito".
"Ho parlato al telefono con Rigaudeau, per
capire quale sia la sua posizione: è il capitano della squadra, un giocatore
di grande esperienza e talento. Sarà un punto fondamentale sul quale
ripartire".
"Serviranno circa sette giocatori per completare il roster. Un misto di
giocatori esperti e giovani da valorizzare".
"So bene che la gente amava molto Ettore, lui qui ha vinto molto e ha
lasciato un bellissimo ricordo. Io sono qui per vincere, per fare bene: so
che non è un compito facile perché molti buoni giocatori hanno lasciato la
squadra, ma penso di essere un allenatore tosto e mi piace questa
avventura".
"Mi piacciono gli atleti, i giocatori a cui piace allenarsi duramente.
è chiaro che
occorre anche il talento per vincere, spero di avvicinarmi al modo di
giocare che qui a Bologna i tifosi hanno visto ed apprezzato per molto
tempo".
"Costruiremo una buona difesa, qualcosa che abbiamo già in eredità dalla
gestione di Ettore Messina, ma ovviamente non sarà sufficiente, bisognerà
anche avere qualcuno che faccia canestro".
Tanjevic, lodo contro
la Virtus
di W. Fuochi e M.
Martelli - La Repubblica
- 21/06/2003
«Oggi stesso parte il
mio lodo contro la Virtus. Non è più il caso di aspettare, visto che sono
passati sei mesi da quando avevo proposto una transazione che, a parole,
andava bene a tutti e invece non è mai stata firmata. Sì, a gennaio
prospettai un accordo alla società: mi pareva soddisfacente per me e doveva
esserlo anche per loro, se è vero che Stefano Mazzoni mi fece sapere che
andava bene. Da allora, oggi un problema, domani un altro, non abbiamo
concluso nulla. Non mi resta che tutelarmi».
L’oggi del discorso
diretto era ieri mattina, l’uomo all’apparecchio Boscia Tanjevic, che stava
a Trieste e ai suoi avvocati aveva già dato l’incarico di intentare il lodo:
in ballo i due anni del contratto fra l’allenatore e la Virtus, quello
decorso e quello prossimo. L’accordo era un due più uno, a cifra non
comunicata, che pare comunque non distante dai 500 mila euro a stagione.
L’intesa per scioglierlo s’era trovata a metà strada: pagare i soldi di
quest’annata, tirare una riga su quelli della prossima. E liberi poi,
Tanjevic e la società, di andare ognuno per la propria strada, sciolti da un
vincolo che non è andato bene, per vari motivi, a nessuno dei due.
«La giudicavo una
buona proposta – continua lui -, oggi invece ho le mani legate: sono un
allenatore che non può lavorare perché ha contratto e, dove ha contratto,
non lavora. Ho perso una buona occasione in Francia, ci sarebbe stato da
fare un lavoro fantastico, ma hanno già preso un altro. Niente, e non per
colpa mia. Non volevo arrivare a questo punto, i mesi che ho passato alla
Virtus sono stati difficili, ma i rapporti sono sempre stati buoni, con
tutti. Mancavano i risultati, ma in tante squadre quest’anno, dal Tau al
Real Madrid ad altre sono mancati i risultati. Eppure si va avanti».
Fra Tanjevic e la
Virtus finì a Natale: esattamente, il giorno di Santo Stefano Madrigali insediò Bianchini. Per Boscia era
il primo esonero, dopo 32 anni di panchina. E venne preceduto, fra l’altro,
da ricorrenti e fastidiosi scricchiolii: passò il derby di metà novembre,
passò la sconfitta di Udine (8 dicembre), passò Villeurbanne (il 12) dove la
squadra vinse, davanti al presidente arrivato in auto, ma in caso contrario,
perdendo, avrebbe dato via libera all’accordo già raggiunto di rompere. Per
l’orgoglio del vecchio leone di Sarajevo erano frustate, ma la Virtus girava
a una sì e una no: 11-11, fra campionato ed Eurolega. Poi con Bianchini, e senza
Rigaudeau, sarebbe partita la valanga. Magari sarebbe stato meglio aver
pazienza, magari non sarebbe servito, visti i progressivi cedimenti
dell’ambiente: ne è difficile, oggi, un censimento dei detriti e, ancor di
più, uno sguardo ai prossimi orizzonti.
Di certo, quel che
piove sul tavolo è un’altra vertenza, dopo che il lodo Becirovic, già vinto dal giocatore contro la
società, rischia di produrre effetti drastici. La federazione ha infatti
ingiunto alla Virtus di sistemare la faccenda entro il 15 luglio, pena la
non iscrizione al campionato, che verrebbe sancita, in caso d’inadempienza,
nel consiglio federale del 25 luglio. In realtà, Stefano Mazzoni e l’agente
del giocatore Maurizio Balducci avevano predisposto un accordo che
abbattesse l’ingente cifra del lodo (svariati miliardi di vecchie lire) e ad
un tempo sanasse il pregresso e regolasse il futuro. Intesa fatta, poi però
non formalizzata. Intanto Sani Boy s’allena, sta ritornando un giocatore e
qui vorrebbe restare, anche se, proprio ieri, s’è saputo che potrebbe
entrare nelle imminenti scelte Nba. La prossima settimana, viene fatto
filtrare, casa Virtus potrebbe dare annunci, a cominciare da un nuovo
sponsor già custodito nei cassetti e da un gruppo di soci pronti a
supportare Madrigali. Ma a questo partito della fiducia se ne contrappone un
altro, robusto e rabbuiato, nella città dei tifosi e soprattutto nei piani
nobili dei poteri economici. L’allarme è che la Virtus stia correndo, ormai
senza freni, all’epilogo più drammatico.
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