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Vedran Morovic

nato a: Zara (CRO)

il: 01/07/83

altezza: 183

ruolo: playmaker

numero di maglia: 20

 

Stagioni alla Virtus: 2005/06

 

statistiche individuali

 

 

Contro Avellino debutto di Morovic, il nuovo play

di Marco Martelli - La Repubblica- 26/02/2006

 

IL ragazzo più ombroso del mondo accanto al patron più istrionico degli ultimi tempi creano l’effetto choc del sabato virtussino. Vedran Morovic e Claudio Sabatini aprono, coi crismi dell’ufficialità, un rapporto che durerà almeno un anno e mezzo, con opzione per il 2007-08, e che scatta oggi (18.15 a Casalecchio, dirette Radio Bruno e Rosso Alice) nel match interno contro Avellino. A un mese dall’ultima gara in casa, un nuovo tutto esaurito (annunciato ieri da Sabatini) accoglierà lo zaratino Vedran, 23 anni, nuovo extracomunitario della Vidivici. «Finalmente il play - attacca Sabatini -, così non scriverete più che ci manca. Non è un tampone per due mesi, ma un investimento in ottica triennale. L’ultimo ritocco? Non è detto, magari ci stanno altre scommesse. Abbiamo un altro passaporto da spendere». A Sabatini scappa, ma è pure la conferma che la Virtus continui a setacciare il mercato, anche americano: ci fosse un’occasione, ci si butterebbe.
Intanto viene inserito, come extracomunitario, Morovic, il primo croato in Virtus dai tempi di Komazec, pietra angolare per completare il mosaico ex jugoslavo, tra lo sloveno Milic, il macedone Markovski, il bosniaco Begic e i serbi Vukcevic e Gavrilovic. Debutterà oggi, probabilmente spodestando English, a prescindere dai guai fisici di Lang, anche ieri a bordocampo nell’ultima sgambata. C’è poco tempo per inserire un giocatore nuovo, pensano in Virtus: meglio allora bruciare le tappe, forzando da subito il nuovo assetto.
«Da ‘straniero’ non sento una pressione maggiore - ha detto -. Ho molta fiducia in me stesso e dico grazie a chi mi ha scelto». 23 anni, due esperienze in Eurolega con Cibona e Lubiana, nel 2001 Morovic lasciò lo Zadar per gli States. Due anni nel college di Olney Central (14 punti e 4 assist nel 2003), poi di nuovo l’Europa. «Scelsi l’America come esperienza di vita e di pallacanestro. Mi è servito per essere indipendente e mi servirà in campo: qui in Italia ci sono molti americani». Non si schioda dall’ombrosità nemmeno quando gli si parla di nazionale croata, con coach (futuribile) e centro (attuale) in Fortitudo. «Quando giocherò il derby penserò solo alla Virtus, non a loro o all’eventuale nazionale. Bagaric? Dopo quella gomitata non l’ho sentito». Il numero di maglia è ancora un mistero. A domanda, il "20" partito dal fondo della sala ha incocciato l’occhiata padronale, ancora invaghita di Sugar Richardson. In ballo il 5 e l’11, si sceglierà in mattinata. Favorito il 18 politico.