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Arijan Komazec
nato a: Zara (CRO)
il: 23/01/70
altezza: 202
ruolo: ala
numero di maglia: 5
Stagioni alla Virtus:
1995/96 - 1996/97
statistiche individuali
palmares individuale in Virtus: 1 Coppa
Italia
KOMAZEC SI FERMA, LA VIRTUS NON CI VEDE
CHIARO
di Stella Simone - La Gazzetta
dello Sport - 18/03/1997
A distanza di dieci giorni dall'esonero di Alberto Bucci, in casa della Kinder Bologna
scoppia un altro giallo che cade in un momento delicato. Alla vigilia
dell'importante sfida col Benetton Treviso in cui la Virtus si gioca il
secondo posto e delle Final four di coppa Italia, Arjan Komazec annuncia di
non voler più scendere in campo. Il croato utilizzato
da Brunamonti praticamente solo nel primo
tempo nella sconfitta di Siena, prima dell'allenamento di ieri, ha
dichiarato di non sentirsela di giocare né domani né
in coppa a causa di problemi al tendine d'Achille e alla caviglia destra,
quella "giratasi" alle Olimpiadi e il 9 febbraio '97 nell'incontro con la
Stefanel. "Non posso correre né saltare - ha
esternato serenamente il campione croato -. Quando faccio il terzo tempo
appoggiando il piede destro avverto dolore. In queste condizioni non mi
sento sicuro e andando avanti posso solo peggiorare. Ho trascinato la
squadra fino a questo punto e mi dispiace non esserci proprio adesso nelle
partite che contano. Ma non ce la faccio più. A
Milano per l'Eurolega sono sceso in campo grazie agli antidolorifici. So di
trasmettere sicurezza ai compagni ma loro devono capire che la Kinder non
è Komazec-dipendente. Ci sono giocatori di grande
esperienza come Magnifico, Binelli, Savic e lo
stesso Abbio che possono caricarsi sulle spalle
le responsabilità. Così, per
curarmi bene, ho deciso di non giocare contro il Benetton e le final-four di
coppa Italia". Il giallo è che, secondo lo staff
medico della Kinder, il giocatore non ha grossi problemi. Comunque ieri sera
alle 19, il proprietario Cazzola, i dottori
Rimondini e Lelli e Komazec si sono trovati per un consulto. Ogni decisione
è stata spostata a oggi: "è
il nostro giocatore da trenta punti a partita.
è come se
togliessimo Myers alla Fortitudo o Williams a Treviso. Komazec ha una
caviglia "lassa", ogni volta che salta rischia di uscire. Ma la situazione
non è degenerativa, può
operarsi anche fra due mesi. Domani (oggi n.d.r.) scioglieremo il nodo.
Contiamo di averlo in campo ma l'ultima decisione spetta a lui". Cosa accadrà
se anche oggi ci sarà disaccordo tra la società
e il giocatore sulle sue reali condizioni fisiche? Il contratto prevede un
consulto fra tre medici, due di parte e uno neutrale prima di far scattare
dei provvedimenti disciplinari. Che, evidentemente, sono l'ultima cosa che
la Virtus vuole fare in un momento decisivo.

KOMAZEC E VIRTUS: E' ROTTURA
di Andrea Tosi - La Gazzetta dello Sport -
19/03/1997
"Per me la stagione è finita. Non gioco contro
Treviso e in coppa Italia non so. Vorrei operarmi subito, devo accordarmi
col dottor Lelli. Ne va della mia salute e della mia carriera. Così
non sono tranquillo, ho male e ho paura. In queste condizioni, anche
sforzandomi di giocare, non sarei di nessun aiuto alla squadra, non potrei
mai fare la differenza in campo, tantomeno nei playoff, con partite ogni tre
giorni. è una mia
scelta, la società mi ha lasciato libero di decidere
e non può convincermi del contrario se non sono
convinto io". Arijan Komazec, affondato nel suo giubbotto di pelle nera,
chiude la sua stagione e probabilmente la sua carriera nella Kinder Bologna
con parole secche e decise, pronunciate fuori dal palasport dove i suoi
compagni (o ex compagni?) si stanno allenando senza di lui e senza Alex Abbio (febbre) e
Flavione Carera (problema plantare) per preparare un disperato assalto
al capolista Benetton in difesa del secondo posto. Il tentativo del patron
virtussino Alfredo Cazzola di riportare il
croato con le buone maniere sulla sua decisione fallisce alla vigilia di una
partita vitale per il presente e il futuro (c'è in
ballo anche l'EuroLega '98) delle V nere. "Sono giù
di morale, mi sento anche un po' in colpa perché ci
sono forti interessi in gioco - continua Komazec - però
non ho responsabilità se la Virtus non ha più
il tempo per trovare un sostituto. I medici sapevano tutto delle mie
condizioni, stava a loro riferire al presidente. Già
dopo l'infortunio di febbraio contro Milano, il dottor Lelli mi chiese se
volevo operarmi subito, presi tempo perché speravo di
recuperare. Ma adesso non ce la faccio proprio, non ha senso continuare in
queste condizioni. Meglio operarmi, starei fuori 3 mesi, 60 giorni di gesso
più 30 di rieducazione, per poi riprendere al 100%
con l'inizio della prossima preparazione estiva". Un programma che però
non si sposa con quello della Virtus, in pratica siamo all'anticamera del
divorzio, una via di fuga da Bologna e dallo spogliatoio Kinder. "Non chiudo
porte, né temo provvedimenti della società
- chiude Komazec -. I dottori e Cazzola sanno com'è
messa la mia caviglia. Sono un giocatore infortunato. Ripeto, per me la
stagione si conclude qui. Si tratta solo di decidere la data dell'intervento
chirurgico". Il bomber si congeda e poco dopo arriva
Alfredo Cazzola. Dice di non sapere nulla. "Speravo che giocasse -
recita il patron -, per il dottor Lelli può farcela.
Non possiamo obbligarlo, Arijan sa quale importanza lui ha per la nostra
squadra. La sua lassità è pari
a quella di Savic, altri compagni potrebbero rifiutarsi di giocare avendo
problemi analoghi se non più seri. Sta nella moralità
e professionalità dei giocatori comportarsi in una
certa situazione. Domattina (stamane, ndr) m'incontrerò
con Capicchioni, agente di Komazec, credo che saremo entrambi molto
perplessi. Di questo problema non sapevo nulla. La società
cade dalle nuvole. I regolamenti mi vietano di cambiarlo. A questo punto
siamo col culo scoperto, cercheremo di resistere, ci batteremo come potremo.
Per fortuna non rischiamo l'A-2...". Da parte sua Lelli si chiama fuori.
"Non ho accordi con Komazec - dice l'ortopedico -. Arijan presenta una
lassità alla caviglia destra, una patologia
tranquillamente differibile a fine campionato per l'intervento senza rischi
attuali né di carriera per il giocatore. Saranno il
giocatore e la società a decidere se e quando
operare. Nel mio caso, ammesso che vogliano indicarmi come chirurgo ed
è in questa veste che parlo, non potrei essere
disponibile prima della prossima settimana. Smentisco di aver proposto a
Komazec l'intervento subito dopo l'incidente con De Pol perché
la caviglia non si opera in fase acuta del trauma. Solo 7 giorni fa, dopo
gara - 2 con Milano in EuroLega, ho chiesto a Komazec come si sentiva e lui
mi ha risposto bene...".
ACCORDO SU KOMAZEC, TORNA AD ALLENARSI. FRA 7 GIORNI SI
VEDRA'
di Andrea Tosi - La Gazzetta dello Sport -
28/03/1997
La
Kinder, in ritiro a Porretta Terme, vede qualche spiraglio sul rientro di
Arijan Komazec che in questi giorni si è allenato,
seppure senza forzare esercizi e tempi, con la squadra. "Arijan
è più sereno perché
adesso la caviglia sembra leggermente migliorata - dice Luciano Capicchioni,
manager del bomber croato -. Con Cazzola
abbiamo raggiunto un accordo molto equo: Arijan continuerà
ad allenarsi per tutta la prossima settimana e se le sue condizioni non
dovessero peggiorare o ritornare quelle precedenti la coppa Italia, potrà
ritornare nei playoff, altrimenti anche la società
dovrà orientarsi sull'operazione. La questione
è se può essere utile alla
squadra. Deve sentirselo lui. La nostra scaletta è
basata su 3 punti: 1) riattivarlo con allenamenti mirati a non forzare la
caviglia, fermo restando che è una caviglia a rischio
e può rompersi da un momento all'altro; 2) trovare il
modo di assicurarlo contro incidenti in partita; 3) proteggerlo nel gioco.
Da parte nostra c'è tutta la buona volontà
e non è che vogliamo anticipare l'intervento per
anticipare il recupero. Anche operandosi a metà
maggio sarebbe pronto per agosto. Quindi non stiamo speculando sulla
prossima stagione". L'idea principale è di utilizzare
Komazec in situazioni tattiche e di preservarlo da marcature impegnative che
possono scaricarlo fisicamente e anche moralmente vedendosi battere
dall'avversario diretto. Insomma un ruolo part-time al quale peraltro
Komazec non è abituato. Arijan dovrebbe così
diventare il cambio di Bane Prelevic.
Cazzola: "Komazec, con noi hai chiuso"
di
Andrea Tosi - La Gazzetta dello Sport - 30/04/1997
L'onore delle armi va ad Alfredo Cazzola che
riesce a mascherare rabbia e delusione mantenendo un notevole aplomb davanti
allo 0-3 nel derby. Solo su Komazec usa parole dure e di rottura. "Il suo
infortunio, un caso clinico controverso - arringa il patron Virtus - ci ha
privato del nostro terminale offensivo condizionando i playoff. La fortuna
delle squadra vincenti si basa sulla leadership di un campione particolare,
quello che ci è mancato quest'anno. Komazec non si
è mostrato un leader vero, in due anni ci ha dato più
problemi che risultati sul campo. Con noi ha chiuso, non lo confermerò
neppure nell'ipotesi di Europa alla Stankovic. E pensare che potevo prendere
Karnishovas, il lituano mi piace ancora oggi, e invece ho puntato sul croato
e ho sbagliato. Ma il problema non è solo Arijan. La
Virtus dell'anno prossimo sarà molto diversa da
quella attuale e che ho pagato tanto credendo fosse più
forte. A giorni presenteremo il nuovo allenatore (Messina,
ndr) sul cui nome non saremo particolarmente sorprendenti. Non mi sento
umiliato per lo 0-3, il sorpasso della Fortitudo lo vedo solo in classifica
ma per superarci i cugini devono vincere almeno 13 scudetti e ci vorrà
un'altra epoca del basket, 75 anni, per riuscirci". Più
in là il collega Giorgio Seragnoli se la fuma
contento. "Non c'è nulla di nuovo da aggiungere -
dice il boss della F - rispetto a quello detto dopo le due partite
precedenti. è un
grande gioia e anche una goduria battere 3-0 la Virtus, così
sono 7 derby filati vinti. Solo due anni fa era impensabile. Le epurazioni
di Scariolo e Crotty sono state le mosse vincenti della nostra stagione. In
finale vorrei Verona, solo un miracolo può darcela.
Contro Treviso, invece, partiamo sfavoriti per il fattore-campo". Valerio
Bianchini non rinuncia alla sua metafora: "Abbiamo piantato la nostra
bandiera sulla torre Asinelli - chiosa il Vate alludendo al primato
cittadino -, adesso dovremo piantarla sul monte Bianco che per noi
è lo scudetto". Per
Roberto Brunamonti è la fine di un'avventura: "La
serie si è decisa in gara-2, nella terza Myers ha
messo la sua firma. Ho cercato di assolvere il mio compito col massimo
impegno. Ringrazio la squadra. Davanti alla supremazia Fortitudo dobbiamo
tacere e inchinarci". Sfila Komazec, gli riferiamo che Cazzola non lo vuole più:
"è troppo caldo
adesso" glissa il croato che forse spera, a mente fredda, nel cambio d'umore
dell'Alfredo. Ecco Myers, il nuovo primatista di segnature nella storia del
derby. "Questo record vale? - ironizza Carlton - Siamo in A-1 qui? No perché
quando ne feci 87 Riminucci disse che non era buono perché
stavo in A-2. Serata magica: mi bastava alzare la mano e segnavo...".
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