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Marko Jaric Latsis
nato a: Belgrado (YUG)
il: 12/10/78
altezza: 202
ruolo: playmaker/guardia
numero di maglia: 20
Stagioni alla Virtus:
2000/01 - 2001/02
statistiche individuali
palmares individuale in Virtus: 1 scudetto, 2 Coppe Italia, 1 Euroleague
biografia su wikipedia.it
Nato il 12.10.78 in
Jugoslavia, Marko è probabilmente il talento più futuribile tra quelli
espressi negli ultimi due anni dalla scuola slava.
Alto 200 cm
per 90 kg, possiede il talento e le doti fisiche per poter giocare
indifferentemente i tre ruoli di play, guardia ed ala piccola. Sa giocare
senza palla, penetrare e tirare ma la possibilità di scatenarsi in campo
aperto è sicuramente la situazione che esalta di più le sue doti. Possiede
la cattiveria agonistica, tipica dei giocatori dell’est, e la personalità
per prendersi l’ultimo tiro e qualsiasi altro tiro decisivo.
In difesa è veloce, intelligente, sa giocare su attaccanti più piccoli ed
andare in anticipo per rubare palloni e volare in contropiede.
Probabilmente il migliore acquisto in assoluto della Virtus,
se non si avesse la sensazione che potrebbe restare qui troppo poco per
farci vedere tutte le sue doti e le suo potenzialità di crescita: l’NBA è
infatti il suo sogno.
La scorsa stagione ha avuto 9 punti di media col 55% da 2 e il 32% da 3
tuttavia le cifre sono veramente mute rispetto le sue enormi reali
potenzialità.
tratto da www.ciao.it

Jaric: "In Virtus per vincere"
di V. Desalvo - La Repubblica
- 18/09/2000
Fuori dalla Nazionale, dentro alla Virtus.
Gli hanno girato il mappamondo, a Marko Jaric. E non deve essere immediato
abituarsi alle novità.
Sono cominciate le Olimpiadi, che effetto fa guardarle in tv?
"E' difficile, come il periodo che sto vivendo. Ho il morale giù,
inutile nasconderlo. Avevo lavorato troppo per andare a Sydney e trovarsi
fuori dalla Jugoslavia per motivi che non riguardano la pallacanestro,
scelte solo politiche, diciamo, mi dispiace. Però guarderò lo stesso le
partite e vorrei che il mio paese vincesse: non sono così malato da fare il
tifo contro".
In questi casi si dice che l'esclusione potrebbe essere uno stimolo
E' un motivo in più, sicuro. Però sono tranquillo: se entrassi in
campo per spaccare il mondo riuscirei solo a giocare male. Invece devo
essere intelligente, molto intelligente, cercando con calma di prendermi il
mio gioco. Messina mi sta aiutando molto, e mi aiuta pure il fatto che tutti
sappiano la verità. Per questo è la prima volta che ho deciso di non dire
nulla".
Poche settimane in Bianconero: che differenze ci sono con la
Fortitudo?
"Non ho avuto il tempo per farmi un'idea completa, ma qualcosa l'ho
notata. Stando dentro alla Virtus si vede che è una società che esiste da
tantissimo tempo e da tantissimo tempo è vincente. La Fortitudo invece è una
società che è venuta fuori negli ultimi sei, sette anni, investendo molti
soldi e pensando che con quelli si può comperare tutto. Non hanno
l'esperienza della Virtus.
Adesso c'è Danilovic.
"Ed è un piacere giocare con lui: tra poco diventerà una leggenda e
sarà bello cercare di rubargli tutto quello che posso guardando come fa,
come si comporta, il suo stile".
Messina ha detto che lei è un play
"Anche io mi vedo così. E ho sempre guardato ai play con il mio fisico, da
Magic a Rigaudeau. Il bello adesso sarà giocarci insieme, al francese.
Perché noi possiamo farlo".
Quanto vale la Virtus?
"Secondo me siamo forti, davvero. Per lo scudetto c'è la Fortitudo e ci
siamo noi, almeno sulla carta, perché altre squadre possono venire fuori.
Poi io voglio vincere, in questi due anni".
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