homepage

 

Virtus

 

gioc. italiani

gioc. stranieri

tecnici

dirigenti

sponsor

tifosi

 

stagioni

palmares

classifiche

il derby

 

case

libri

links

contatti

 

 

 

Silvio Gigena

nato a: Villa del Rosario (ARG)

il: 27/02/75

altezza: 200

ruolo: ala

numero di maglia: 9

 

Stagioni alla Virtus: 1998/99

 

statistiche individuali

 

biografia su wikipedia

 

 

SILVIO GIGENA

"Il chi è chi" 96/97, redazione Superbasket

 

Dei due fratelli, lui è sicuramente il più sudamericano ...

Profeta del "baloncesto bailado" ...

Spettacolare, inventa canestri acrobatici, controlla il corpo in volo,tira fuori equilibrio ...

La migliore amica è la linea di fondo, guai a lasciarlo solo, grande tempismo, si sente a rimbalzo offensivo, realizzatore naturale ...

Il Dominique Wilkins dei poveri ...

 


 

Gigena: " sono sano come un pesce " e Livorno porta la Virtus in tribunale

di M. O. - La Gazzetta dello Sport -14/08/1998
 

Silvio Gigena resta a Livorno. Per ora. Il giocatore che pareva ormai della Virtus Bologna non ha problemi fisici. Queste sono le novità emerse ieri, in una giornata vissuta sui due comunicati delle squadre. Il primo è stato quello del Don Bosco, nel quale il d.s. Fantoni rassicura sullo stato di salute del giocatore: "Gigena è perfettamente idoneo all'attività agonistica, come è sempre emerso da tutti gli attestati medici. Poiché è evidente - si legge nella nota - che il comportamento inadempiente della Kinder è dettato da motivi che niente hanno a che vedere con la salute dell'atleta stesso, questa società ha dato mandato ai propri legali di chiedere l'esecuzione del contratto in sede qualificata". Pronta la risposta della Virtus, che insiste su una clausola contrattuale in base alla quale l'accordo non è andato in porto: "Ci siamo attenuti alle previsioni contrattuali e tecniche del rapporto intercorso con la società livornese, come dimostreremo in sede qualificata". Colto tra due fuochi c'è proprio lo stesso Gigena. "Vorrei dirvi qualcosa di più - dichiara l'italo-argentino - ma il fatto è che non so nulla neppure io. So solo che sono sano come un pesce. Ho fatto altri esami a Livorno, non ho assolutamente niente. Io vorrei soltanto che la Virtus, se ha fatto un'altra scelta per motivi tecnici, me lo dicesse. Non c'è nulla di male. Invece non si sono fatti più sentire, e io mi sono ritrovato in questa situazione". è chiaro il desiderio del giocatore di poter passare alla squadra campione d'Italia e d'Europa: "Ma sono pronto anche a restare a Livorno, o a tornare sul mercato - spiega Gigena -. La mossa del Don Bosco è per tutelarsi, mi pare normale. Io resto a guardare". La verità potrebbe risiedere in Grecia. La Virtus avrebbe, infatti, un altro obiettivo di mercato, che si chiama Milan Gurovic, l'ala jugoslava con passaporto greco del Peristeri Atene, già cercato da Fortitudo e Barcellona, ritenuto in un primo momento incedibile dagli ateniesi, che però nell'ultima settimana hanno notevolmente ammorbidito la loro posizione. Eventuali nuove sistemazioni per Gigena non sono di facile soluzione: il contratto con la Virtus sarebbe stato, infatti, un quinquennale che avrebbe pagato 3 miliardi al giocatore e 1 a Livorno.

 


 

Gigena, un gaucho per Milano

di Massimo Oriani – La Gazzetta dello Sport – 07/02/1999

 

Nel giorno in cui mezza Milano si preoccupa di Batistuta, c’è un argentino che mette d’accordo tutta la città : Silvio Gigena. Il gaucho debutta infatti oggi con la maglia della Sony Milano, cercando di portare quel qualcosa in più che potrebbe dare una spinta importante alla squadra nell’ennesimo momento delicato per la società, pronta a passare di mano. Il suo è un vero e proprio esordio, al culmine di un’odissea durata oltre sei mesi, e conclusasi con l’approdo all’Olimpia. Ma la storia di quest’ala di 2.00 di 23 anni ha origini lontane, parte appunto dall’Argentina. Ce la racconta l’interessato: "Sono nato a Villa de Rosario, ho iniziato a giocare a pallacanestro a 11 anni, a minibasket per la precisione. A 15 ho firmato il mio primo contratto, per l’Atenas de Cordoba, città che dista 82 chilometri dal mio paese. Lì ho giocato un anno negli juniores e nei cadetti, vincendo il campionato, poi sono passato in prima squadra. La svolta è arrivata quando ho disputato il campionato sudamericano con la maglia della nazionale. In quell’occasione mi ha notato Vincenzo Pellegrino, un procuratore che aveva parecchi contatti in Italia. Mi ha detto che avrei avuto delle possibilità di giocare da voi, e mi ha chiesto se ero interessato. Avevo solamente 16 anni, per me si trattava di un grande cambiamento. Decisi di accettare, solamente a patto che con me venisse la mia famiglia, che fosse data la possibilità a mio fratello Mario di giocare e che mio padre potesse avere un lavoro. Pellegrino contattò il Don Bosco Livorno, all’epoca in serie C, che si disse interessato, e così arrivai in Italia. A mio padre, che in Argentina faceva il camionista, fu trovato un lavoro presso un magazzino di un armatore, mio fratello venne in squadra assieme a me". Così l’esperienza italiana di Silvio Gigena ebbe inizio. "A Livorno ho passato 7 anni bellissimi, facendo tanti salti di categoria, riuscendo a vincere il titolo juniores nel ‘95 - 96 con coach Banchi, un successo che poi la squadra ripeté per tre anni in fila. Feci diverse esperienze, tutte belle, dalla B-1 all’A-2, l’ultima delle quali è stata la finale persa per un soffio contro Imola dello scorso campionato. Un’annata indimenticabile, perché culminata con la mia premiazione come miglior giocatore della serie A-2". A quel punto pareva che la carriera di Silvio potesse essere tutta in discesa, che il salto di qualità fosse solo questione di tempo. Invece le cose si complicarono maledettamente. "Ad agosto ho vissuto un’esperienza molto brutta, con la lite tra Livorno e Virtus Bologna sulla mia cessione. C’era tanta confusione, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, sapevo solo che in mezzo c’ero io, anche se ho lasciato fare tutto a loro. Ho iniziato la stagione con Livorno, disputando tre partite, ma poi sono sorti dei problemi per il rinnovo del contratto, c’è stata una mancanza di chiarezza nei miei confronti. Hanno deciso di lasciarmi fuori squadra e a quel punto si è rifatta sotto la Virtus. Con la Kinder sono stati due mesi e mezzo che mi sono serviti dal punto di vista agonistico ed atletico, perché mi sono allenato con grandi campioni, ma la società ha lasciato a desiderare. Avevano una gran confusione in testa, non sapevano bene che giocatori volevano. Così mi sono trovato in una situazione spiacevole, avevo poco spazio e alla fine sono stato contento di andarmene". Per arrivare a Milano. "La mia annata inizia oggi contro Cantù. è vero che ho fatto esperienza alla Virtus, ma per un giocatore la partita è fondamentale, e questo mi mancava. Qui ho trovato un gruppo giovane, un allenatore che mi conosce bene per avermi trovato sulla sua strada più volte a livello giovanile. Sa le cose che mi piacciono fare. Con la Sony voglio raggiungere e magari superare i traguardi che la società si è prefissata. Al momento siamo in una buona posizione, ma possiamo ancora migliorare, sono fiducioso". Parola di gaucho.