Rilanciata da sette successi di fila in
campionato, meno produttiva viceversa in EuroLega, la Kinder entra da
stasera, proprio in coppa nel big-match contro il Barcellona, nella fase
decisiva della sua stagione. Si direbbe, giudicando i risultati, che i
problemi di coach Bucci sono finiti col
recupero tecnico di Alessandro Abbio e Walter Magnifico, invece sembrano tornati
all'origine. Di nuovo, infatti, la Virtus deve ovviare all'assenza di Cuki
Galilea, fuori nelle ultime due gare per il manifestarsi di una lesione
meniscale al ginocchio operato a settembre che ha innescato un "caso"
interno allo staff bianconero: da una parte c'è la
corrente che vorrebbe rioperare il regista spagnolo per averlo pronto
prima dei playoff europei; dall'altra c'è il dr.
Lelli (che lo ha operato) che ritiene più utile una
terapia antinfiammatoria e, casomai, intervenire con una pulizia leggera
in artroscopia. Nel frattempo, Galilea è
praticamente fermo, ieri s'è allenato ma, al
massimo, sarà nei 10, a far numero, contro la sua
ex squadra. Tutti aspettano che sia il patron
Cazzola, appena rientrato da un viaggio in Sudamerica, a prendere la
decisione finale. Galilea non è l'unico problema: Gus Binelli ha subito ieri una distorsione
tibio - tarsica sinistra per cui oggi sicuramente non ci sarà. Arijan Komazec non s'è
allenato per la tallonite ma giocherà. Alberto Bucci più che al
quadro clinico guarda a quello tattico della sfida col Barça.
"L'assenza di Cuki, che anche venendo in panca non potrà
certo essere utilizzato per quanto vale, arriva nella partita meno
opportuna - sospira il coach bolognese -. Per fronteggiare Djordjevic, il
miglior play d'Europa, avremmo avuto bisogno del suo aiuto e invece, fuori
Galilea e inutilizzabile Ravaglia, ci
troviamo a dover tirare il collo a Patavoukas
richiamando anche Abbio a compiti difensivi sul
serbo (a Barcellona difese molto bene su Djordjevic, meno che nell'ultima
azione). Dovremo arrangiarci come abbiamo fatto nella prima parte della
stagione. Ma la squadra è in buona forma
psico-fisica, c'è la volontà
e l'entusiasmo di fare una grande partita contro il Barcellona. La
vittoria è importante, anzi fondamentale, per
puntare ancora al secondo posto del girone". Virtus in crescita ma,
guardando al calendario di campionato e alla sua idiosincrasia nel vincere
contro le grandi, si può dire che finora ha fatto
solo il suo dovere, mietendo successi contro avversarie di seconda fascia,
la vera stagione delle V nere incomincia praticamente oggi: dopo il Barça
avrà subito Milano e successivamente, sempre al
Paladozza, Fortitudo e Treviso. "Stiamo progredendo in ogni reparto -
continua Bucci - e il
fatto più positivo, che mi fa ben sperare per i
prossimi impegni, è che la crescita
è venuta giocando di squadra. Tutti vedono
Komazec come nostro leader, ma a Forlì
ha fatto 29 punti con solo 9 tiri: vuol dire che i compagni dividono le
scelte, non cercano solo disperatamente Arijan. Il campionato? Difficile
scalzare il Benetton dal primo posto. Peraltro, coi playoff stabilizzati
sulle 5 partite, il fattore-campo e quindi l'importanza del piazzamento
finale si affievolisce perché ad aprile sarà
più importante avere la migliore condizione
fisica". Grande attesa anche per Sale Djordjevic che dopo il trepunti
decisivo nella sfida dell'andata verrà salutato
anche da qualche nostalgico fortitudino. "Mi aspetto molti fischi ma anche
qualche applauso" ha dichiarato Sale. Ma non sarà
certo da Giorgio Seragnoli, proprietario del club, che a suo tempo aveva
manifestato il desiderio di sedersi vicino all'ex nemico Cazzola, ora
amico (e domani socio?), per tifare contro Sale nel ritorno. Ma l'alleanza
Virtus-Fortitudo, verrà rimandata ad un'altra
occasione.

VIRTUS: GLI ULTIMI FUOCHI
di Andrea Tosi - La Gazzetta dello Sport -
29/04/1997
(...)
Ci pensa invece Cuki Galilea a mettere un po' di pepe all'ambiente troppo
ovattato, per non dire quasi rassegnato. Il play basco, impiegato 4' in
gara-1 e 6' in gara-2, spara lì una polemica
sottile, non fragorosa ma pungente. "Non credo di dover dimostrare in due
giorni o in un mese il mio valore di giocatore - recita il base (regista)
venuto dal Barça -. Ho lavorato duro per recuperare
dal mio infortunio ed essere pronto in questo momento della stagione ma se
poi gioco 5' non posso certo fare molto per aiutare la squadra. Niente di
personale col coach, apprezzo e ammiro
Brunamonti, sto alle sue scelte però così
non riesco ad incidere sulle partite. E pensare che potevo starmene fuori,
pagato anche per l'anno prossimo, dicendo semplicemente che il ginocchio
operato mi doleva. Invece ho fatto di tutto per esserci". La seconda parte
è una stoccata a Komazec. "Interpretatela come
volete - fila via Galilea -. Ognuno ragiona con la propria testa. Dite che
ho tirato troppo in fretta da 3 appena entrato? Il primo tentativo, lo
ammetto, non ci stava. Ero freddo ma anche ansioso di dare un contributo
alla Kinder che stava sotto. Avevo in testa l'idea che se avessi fatto
subito qualcosa di buono sarei rimasto in campo più
a lungo. Gli altri due erano tiri giusti, ma purtroppo non sono entrati".