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Josè Galilea

nato a: San Sebastian (SPA)

il: 09/07/72

altezza:

ruolo: playmaker

numero di maglia: -

 

Stagioni alla Virtus: 1996/97

 

statistiche individuali

 

palmares individuale in Virtus: 1 Coppa Italia

 

 

GALILEA, IL GIALLO CONTINUA

di Andrea Tosi - La Gazzetta dello Sport - 06/02/1997

 

Rilanciata da sette successi di fila in campionato, meno produttiva viceversa in EuroLega, la Kinder entra da stasera, proprio in coppa nel big-match contro il Barcellona, nella fase decisiva della sua stagione. Si direbbe, giudicando i risultati, che i problemi di coach Bucci sono finiti col recupero tecnico di Alessandro Abbio e Walter Magnifico, invece sembrano tornati all'origine. Di nuovo, infatti, la Virtus deve ovviare all'assenza di Cuki Galilea, fuori nelle ultime due gare per il manifestarsi di una lesione meniscale al ginocchio operato a settembre che ha innescato un "caso" interno allo staff bianconero: da una parte c'è la corrente che vorrebbe rioperare il regista spagnolo per averlo pronto prima dei playoff europei; dall'altra c'è il dr. Lelli (che lo ha operato) che ritiene più utile una terapia antinfiammatoria e, casomai, intervenire con una pulizia leggera in artroscopia. Nel frattempo, Galilea è praticamente fermo, ieri s'è allenato ma, al massimo, sarà nei 10, a far numero, contro la sua ex squadra. Tutti aspettano che sia il patron Cazzola, appena rientrato da un viaggio in Sudamerica, a prendere la decisione finale. Galilea non è l'unico problema: Gus Binelli ha subito ieri una distorsione tibio - tarsica sinistra per cui oggi sicuramente non ci sarà. Arijan Komazec non s'è allenato per la tallonite ma giocherà. Alberto Bucci più che al quadro clinico guarda a quello tattico della sfida col Barça. "L'assenza di Cuki, che anche venendo in panca non potrà certo essere utilizzato per quanto vale, arriva nella partita meno opportuna - sospira il coach bolognese -. Per fronteggiare Djordjevic, il miglior play d'Europa, avremmo avuto bisogno del suo aiuto e invece, fuori Galilea e inutilizzabile Ravaglia, ci troviamo a dover tirare il collo a Patavoukas richiamando anche Abbio a compiti difensivi sul serbo (a Barcellona difese molto bene su Djordjevic, meno che nell'ultima azione). Dovremo arrangiarci come abbiamo fatto nella prima parte della stagione. Ma la squadra è in buona forma psico-fisica, c'è la volontà e l'entusiasmo di fare una grande partita contro il Barcellona. La vittoria è importante, anzi fondamentale, per puntare ancora al secondo posto del girone". Virtus in crescita ma, guardando al calendario di campionato e alla sua idiosincrasia nel vincere contro le grandi, si può dire che finora ha fatto solo il suo dovere, mietendo successi contro avversarie di seconda fascia, la vera stagione delle V nere incomincia praticamente oggi: dopo il Barça avrà subito Milano e successivamente, sempre al Paladozza, Fortitudo e Treviso. "Stiamo progredendo in ogni reparto - continua Bucci - e il fatto più positivo, che mi fa ben sperare per i prossimi impegni, è che la crescita è venuta giocando di squadra. Tutti vedono Komazec come nostro leader, ma a Forlì ha fatto 29 punti con solo 9 tiri: vuol dire che i compagni dividono le scelte, non cercano solo disperatamente Arijan. Il campionato? Difficile scalzare il Benetton dal primo posto. Peraltro, coi playoff stabilizzati sulle 5 partite, il fattore-campo e quindi l'importanza del piazzamento finale si affievolisce perché ad aprile sarà più importante avere la migliore condizione fisica". Grande attesa anche per Sale Djordjevic che dopo il trepunti decisivo nella sfida dell'andata verrà salutato anche da qualche nostalgico fortitudino. "Mi aspetto molti fischi ma anche qualche applauso" ha dichiarato Sale. Ma non sarà certo da Giorgio Seragnoli, proprietario del club, che a suo tempo aveva manifestato il desiderio di sedersi vicino all'ex nemico Cazzola, ora amico (e domani socio?), per tifare contro Sale nel ritorno. Ma l'alleanza Virtus-Fortitudo, verrà rimandata ad un'altra occasione.

 

 

VIRTUS: GLI ULTIMI FUOCHI

di Andrea Tosi - La Gazzetta dello Sport - 29/04/1997

 

(...)

Ci pensa invece Cuki Galilea a mettere un po' di pepe all'ambiente troppo ovattato, per non dire quasi rassegnato. Il play basco, impiegato 4' in gara-1 e 6' in gara-2, spara lì una polemica sottile, non fragorosa ma pungente. "Non credo di dover dimostrare in due giorni o in un mese il mio valore di giocatore - recita il base (regista) venuto dal Barça -. Ho lavorato duro per recuperare dal mio infortunio ed essere pronto in questo momento della stagione ma se poi gioco 5' non posso certo fare molto per aiutare la squadra. Niente di personale col coach, apprezzo e ammiro Brunamonti, sto alle sue scelte però così non riesco ad incidere sulle partite. E pensare che potevo starmene fuori, pagato anche per l'anno prossimo, dicendo semplicemente che il ginocchio operato mi doleva. Invece ho fatto di tutto per esserci". La seconda parte è una stoccata a Komazec. "Interpretatela come volete - fila via Galilea -. Ognuno ragiona con la propria testa. Dite che ho tirato troppo in fretta da 3 appena entrato? Il primo tentativo, lo ammetto, non ci stava. Ero freddo ma anche ansioso di dare un contributo alla Kinder che stava sotto. Avevo in testa l'idea che se avessi fatto subito qualcosa di buono sarei rimasto in campo più a lungo. Gli altri due erano tiri giusti, ma purtroppo non sono entrati".