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Alessandro Frosini
nato a: Siena
il: 22/09/72
altezza: 207
ruolo: ala/centro
numero di maglia: 12
Stagioni alla Virtus:
1997/98 - 1998/99 -
1999/00 - 2000/01 -
2001/02 - 2002/03
statistiche individuali
palmares individuale in Virtus:
2 scudetti, 3
Coppe Italia, 2 Euroleague
biografia su
wikipedia
ALESSANDRO FROSINI
"Il chi è chi" 96/97, redazione Superbasket
In
netta crescita, ha imparato a cavarsela spalle a canestro e al buon tiro
frontale dai 4 metri ha aggiunto quello dalla linea di fondo ...
Braccia lunghissime e piedi di marmo: con le prime riesce a sporcare
moltissimi palloni (non stopperà mai tanto, ma nemmeno lascerà passare dalle
sue parti troppe palle vaganti), nonostante i secondi ha un'eccezionale
mobilità laterale ...
Quasi come i gamberi, scivola meglio di quanto sappia correre ...
Con il tempo ha imparato a cambiare l'inerzia personale delle gare: due o
tre tiri sbagliati all'inizio non lo condizionano più ...
Il
suo passaggio dalla Fortitudo alla Virtus è stato una "notizia" ...
ALESSANDRO FROSINI
year book 1997/87
Senese dell'Istrice, quest'anno
ha cambiato la sua contrada cestistica. Scelta difficile e coraggiosa che
solo un professionista maturo dalle spalle larghe avrebbe potuto sopportare.
Non è stato un periodo facile quello che Ale ha dovuto superare ma è uscito
dai prevedibili disagi del "trapasso" e delle polemiche anche più bieche
senza sporcarsi e ancora più forte, nel carattere e in campo,di prima. In
fin dei conti, piuttosto atipico come toscano (è nato a Siena il 22
settembre del 1972), in realtà non è mai stato fanatico del Palio: c'entra
forse il fatto di aver lasciato molto giovane la Mens Sana per trasferirsi a
Verona, dove ha disputato le sue prime quattro stagioni di serie A: molto
buone le ultime due ad una media di circa 10 punti e 10 rimbalzi a partita.
I progressi più rilevanti li
ha fatti registrare sul piano della continuità, dell'affidabilità e
dell'incisività sulle partite. Maturando ha imparato anche a non farsi
condizionare da un eventuale impatto sbagliato sul match, riuscendo a
cambiare l'inerzia della sua prestazione gioco facendo, senza rinunciare ai
suoi colpi, senza perdere fiducia ma continuando a testa bassa nel prendersi
responsabilità e mettere comunque un mattone anche nelle giornate di minore
ispirazione. S'è inserito nella Virtus con molta intelligenza e sensibilità:
è un ragazzo con un fiuto affinato nel captare gli umori che lo circondano e
capire le situazioni in cui si trova.
Tiene solidamente la posizione
con i suoi 209 centimetri pesanti, sporca molti tiri, sa scivolare bene e ha
buona tecnica di tiro anche dai 4 metri, sia frontale che sulla linea di
fondo.
Ha vinto una Coppa Italia (con
Verona nel '91) e, in azzurro, l'argento europeo di Barcellona, i Giochi del
Mediterraneo nel '92 più due ori europei con le nazionali giovanili
(juniores e under 22) e un argento mondiale juniores.
La metamorfosi
di Ale Frosini
di Flavio Tranquillo
- Bianconero anno
3, n. 14
è nata una stella.
Dall'inizio della stagione l'escalation nelle prestazioni di Alessandro Frosini ha letteralmente esaltato tutti, tifosi, addetti ai lavori e
semplici osservatori, chi galvanizzato chi semplicemente stupito della
metamorfosi di un giocatore onestamente invisibile nella prima stagione in
bianconero ed alterno nella seconda. Miracolo? Magie dello staff tecnico o
della società? Alchimie varie? Nulla di tutto questo. La ricetta della
felicità, di Frosini e di tutto l'ambiente, è quella della nonna, fatta
cioè di ingredienti semplici ma troppo spesso dimenticati. Si chiamano
tempo, fiducia e contesto, ed il caso dell'ex fortitudino è chiaro. Fatti
salvi alcuni casi eclatanti non esiste l'immutabilità. Michael Jordan
ovviamente sarà sempre e comunque Michael Jordan, ma con certi compagni ed
un certo ambiente fatica a raggiungere i playoff; in diverse condizioni,
anche se ha perso smalto atletico, domina e vince sei titoli. L'Italia di Tanjevic è quella di Parigi che ci fa venire
i brividi a pensarci o quella che ci ha fatto venire i brividi contro
Bosnia e Turchia pochi giorni prima? Di esempi del genere se ne potrebbero
fare centinaia, quel che importa è la tesi. Frosini con tanta pressione
addosso, la necessità di dover tirare fuori qualcosa in pochissimi minuti
ed una struttura fisica e tecnica non adatta a questa esigenza è un
giocatore che può essere inferiore alla media. Lo stesso "Fro", senza più
gli occhi di tutti addosso, con meno concorrenza interna, con l'abitudine
a vestire una certa maglia, con il lavoro fisico del Professor Grandi
quello tecnico del Trio (che proprio in quanto lavoro e non magia
abbisogna di tempo per avere effetto) è un'altra persona ed un altro
giocatore. O meglio, è lo stesso, solo che ha più fiducia in se stesso,
più fiducia da parte degli altri, più motivazioni, un contesto tecnico più
adatto alle sue caratteristiche, e tante altre piccole sfumature che
concorrono a fare di lui un giocatore che sposta davvero. Il duello contro
Marconato e Rusconi è stato stravinto dal senese, significa che adesso c’è
solo lui sotto canestro in Italia? Con il massimo rispetto non credo sia
così: tutto è relativo, diceva quel tale, ed un altro ha detto con felice
sintesi che "lo sport è solo attualità". Ora si tratta di ricordarsi di
questo Frosini al suo primo (ed anche al secondo e seguenti) errore. E di
ricordarsi sempre che nel basket fare la somma del talento dei singoli per
immaginare il possibile rendimento di una squadra è profondamente
sbagliato. Intanto come dimostra il nostro caso, il talento è grandezza
destinata a pesare in maniera diversa in diverse situazioni. E poi quella
somma è soggetta ad un moltiplicatore, chiamato chimica di squadra, che
può rimpiccolirla o magnificarla di parecchie volte. Questo è il fascino,
e non certo un limite, del nostro sport. Ricordiamocelo tutti, quando
troppe volte facciamo considerazioni calcistico-impulsive sul tale
fenomeno o sul tale brocco. Certo però, se qualcuno un anno fa mi avesse
detto che Frosini...
UN GIGANTE DAI MEZZI
INFINITI
di Emanuela Negretti -
Bianconero numero speciale giugno 1998
Non è stata certamente una
stagione facile la sua. Ha avuto però il merito di avere avuto buon occhio
quando quest'estate ha deciso di saltare sull'altra sponda del fiume. Ha
lasciato una società con cui avrebbe vinto la Coppa Italia, per traslocare
in quella che gli avrebbe permesso di stringere tra le mani la Coppa dei
Campioni e lo scudetto. è
vero, il suo rendimento non è stato dei più costanti, si è un po' perso
durante la stagione. Alessandro è un ragazzo estremamente sensibile, le
polemiche nate per il suo trasferimento lo hanno toccato molto. Si è sempre
impegnato al massimo in allenamento, ma una volta davanti al pubblico, che
lo "aspettava al varco", si bloccava.
Ma questo è psicologicamente
elementare e quindi ci atteniamo ai fatti. Nessuno dello staff ha mai smesso
di credere nei mezzi di questo gigante senese.
è sempre stato spronato da
compagni e allenatori. Dalla sua ha grandi mezzi fisici, un'altezza di tutto
rispetto e una grande capacità di stare dentro l'area. Partito in quintetto
durante l'inizio di stagione, ha poi dovuto far posto all'astro nascente
Nesterovic, che dava più garanzie. Ma siamo sicuri che Frosini il prossimo
anno potrà ancora dire la sua, anzi, sarà sicuramente un pilastro della
squadra. Quest'estate poi sarà ai mondiali di Grecia, a disposizione di
Tanjevic. Con un minutaggio adeguato probabilmente Ale riuscirà a scrollarsi
di dosso quella ruggine che gli si è formata sopra i suoi preziosi
ingranaggi.

Frosini: "Tanjevic, mi hai deluso"
di M. Becca - Il Resto del Carlino
- 01/09/2000
Si è presentato al primo allenamento già
rodato ed ha così superato senza particolare fatica le prime 'cure' del
preparatore Cuzzolin. Alessandro Frosini, l'unico centro fisso nel
travagliato scorso campionato, con l'arrivo di Griffith e Jestratjevic ha forse temuto per il suo posto in squadra ed
ha voluto presentarsi già tirato. «No, non è stato quello. Ero fermo da un
po' di tempo ed allora ho sentito il bisogno di andare in palestra». La
comitiva azzurra è in procinto di partire. Lei che ha 99 presenze è stato
lasciato a casa dopo esser stato chiamato in primavera per le visite
mediche.
Ma Tanjevic non le ha mai
telefonato?
«No. In maggio mi chiamarono per gli accertamenti sanitari come tutti i
probabili olimpici, poi non ho più saputo nulla».
Che giudizio può dare sui pivot che sono partiti per Sydney?
«Posso rispondere con i dati che tutti conoscono: Camata ha fatto nelle
fila della Muller Verona il suo primo campionato come pivot titolare,
Maggioli viene dall'A2. Non credo occorra aggiungere altro».
Sotto i tabelloni delle squadre bolognesi si vedranno visi nuovi.
Quali caratteristiche vede in Zukauskas, Griffith e... Barlera?
«Il pivot lituano me lo ricordo bene per averlo affrontato quando giocava
nello Zalgiris. Occupa tanto spazio e si sa far valere sia in difesa che
in attacco col un tiro molto morbido. Griffith è bello grosso ed è il
classico centro molto bravo a giocare spalle a canestro. E' molto mobile
per la stazza che ha. Barlera è giovanissimo ed ha margini immensi davanti
a lui sia tecnici che fisici. Mi sembra portato a diventare un 5 anche se
ha un buon tiro».
In campo con l'arrivo di Griffith cambierà posizione?
«Non lo so. E' probabile che il coach mi sposti e mi faccia giocare da 4.
Non ho problemi».
Prima tegola per i bianconeri: Matjaz Smodis
nel corso dell'allenamento ha riportato lo stiramento del retto femorale
della gamba destra. Intanto David Andersen ha ripreso ieri pomeriggio gli
allenamenti con la Virtus. Era atterrato in mattinata all'aeroporto
Marconi proveniente dall'Australia, dopo aver disputato in Nuova Zelanda,
con la maglia della nazionale juniores australiana, le qualificazioni per
i Mondiali Juniores 2000. La segreteria della Virtus, infine, informa che
gli abbonamenti per la stagione 2000/1 possono essere ritirati presso le
filiali Carisbo dove sono stati sottoscritti e che sono validi per
l'ingresso in occasione dell'incontro del prossimo 7 settembre per la
prima gara ufficiale che vedrà al PalaMalaguti (ore 20,30) la Kinder
opposta alla Bipop Reggio Emilia.
Parla Frosini:
"Voglio restare, ma...."
di Danile Baiesi
- webbasket.it - 02/02/2003
Dopo la partenza di Rigaudeau, per la celebre scelta di vita,
finora nient'altro che, come logico, una serie interminabile di DNP e
spiccioli di minuti in campo, accompagnati dal canonico sferzante sarcasmo
dei colleghi d'oltreoceano, la Virtus rischia di perdere un altro pezzo,
l'ultimo, del celebre recente ciclo vincente dell'ultimo lustro. Il
procuratore di Alessandro Frosini, Marco Pisani, ha parlato chiaro, in
nome e per conto del giocatore, venerdì, alzando il velo sulla difficile
convivenza tra il suo assistito e Valerio
Bianchini, ma precisando anche che il giocatore non ha nessuna
intenzione di lasciare Bologna, se non nel caso in cui sia la società a
manifestare tale volontà. Ieri, invece, Frosini ha voluto parlare in prima
persona, confermando in sostanza quanto detto dal suo agente, ma
precisando alcune cose, iniziando a dire il vero un confronto dialettico
che sembra anche diventare una specie di ping pong sulla paternità della
eventuale possibile partenza.
"Io sono il capitano della Virtus - ha detto Frosini - sono qui e sto
benissimo a Bologna. Ho vinto tanto con questa squadra, ed ho fatto tanto.
E con la Virtus voglio continuare". Frosini continuerà, almeno fino al 30
di giugno, a meno che dal quartiere generale virtussino non arrivi
l'invito, celato sotto le più svariate forme, a togliere il disturbo. Già,
perché, in condizioni per così dire normali, non si prenderebbero nemmeno
in considerazione le offerte di altre squadre europee o di franchigie NBA
per l'argenteria di casa, unico legame tra la Virtus ed i propri tifosi.
Ma in Virtus quest'anno accade anche questo. "Non prendo le distanze da
ciò che ha detto il mio agente Pisani - continua Frosini - che però ha
parlato anche per il futuro, anche se ha avuto toni forti, sicuramente;
sono stato avvertito che oggi sarebbero uscite le sue dichiarazioni sui
giornali, ed onestamente mi dispiace anche che escano queste cose sulla
stampa. Io ho parlato con la società, che ha chiesto quale fosse la mia
intenzione. è
evidente che il TAU ha parlato con la Virtus: io ho detto che sto bene
qui, che sono sotto contratto".
Rimane il fatto che Frosini, che difficilmente si muoverebbe da Bologna in
situazioni normali, abbia però preso in considerazione l'offerta del TAU,
come ribadito da Pisani ("se vogliono che andiamo, noi siamo pronti a
partire"). Frosini spiega il suo punto di vista, sottolineando, in
pratica, che, qualora sostanzialmente optasse per Vitoria la decisione non
sarebbe personale, bensì, per così dire, "indotta": "per quanto mi
riguarda la trattativa è finita - spiega Frosini - e se ne riparlerà
eventualmente più avanti. La Virtus non mi ha proposto rinnovi, ma io darò
il massimo per questa squadra fino a quando ne farò parte". Il capitolo
Bianchini è altrettanto delicato, e Frosini lo tratta coi guanti di
velluto, confermando il proprio disagio reso manifesto da Pisani: "non ho
ancora parlato con lui dell'accaduto. Penso che lo faremo. Io gioco per la
Virtus e farò, come fino ad ora, quello che mi chiede l'allenatore. Quando
sono in campo do il massimo, ed il mio pensiero grosso modo lo conoscete.
Ci sono state situazioni in cui non riuscivo a darmi un ruolo, e non posso
negare che in questo frangente non mi sento utilizzato nel modo migliore".
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