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Fabio Di Bella

nato a: Pavia

il: 13/12/78

altezza: 186

ruolo: playmaker

numero di maglia: 16

 

Stagioni alla Virtus: 2005/06 - 2006/07 - 2007/08

 

statistiche individuali

 

biografia su wikipedia

 

 

è arrivato Di Bella, sarà il nuovo play titolare

di Marco Martelli - La Repubblica" - 02/07/2005

 

Fabio Di Bella, playmaker, classe 1978, sarà il regista del nuovo corso virtussino. Markovski ha scelto lui per guidare la baracca e Sabatini ha chiuso ieri la trattativa per rilevare da Biella l’anno di contratto residuo e allungare l’accordo per altri due anni (giugno 2008). Il patron aveva pensato a Pozzecco e ha preso il soggetto che più gli si avvicina: poi, i margini di miglioramento ancora visibili sono quelli che hanno convinto lo staff tecnico. Da tre stagioni in Piemonte, lanciato da Pavia in LegaDue, lascia Biella da capitano, e da idolo della tifoseria.
«Sono stato da re per tre anni – ha detto "Dibo" -. Prendo questa opportunità come tentativo di crescita personale, per provare qualcosa di più e confrontarmi con situazioni diverse. Sono stato combattuto: spero che la gente capisca e si metta nei miei panni».
Di Bella, pavese di nascita, ha chiuso l’ultima stagione a 11.8 punti e 3 assist in 27’ di media, al secondo anno da titolare. Sarà titolare anche qui, nella squadra stesa su carta da Markovski, che cercherà ora di proteggerlo. La Virtus cerca una guardia americana, che all’occorrenza possa fungere da playmaker e da diga per eventuali falle in regia: un tipo alla Vanterpool, o alla Nate Green, per intenderci, che lo stesso Markovski conosce molto bene.
Ieri, Zare e Andrija Gavrilovic sono saliti a Treviso, alla Summer League, per proseguire i colloqui con gli operatori del mercato.

 

 

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Sabatini alla guerra: "Di Bella e Michelori fuori rosa per me sono entrambi in tribuna"
di Marco Martelli - La Repubblica - 19/07/2007

 

Claudio Sabatini, preso Dewarick Spencer, la Virtus s'è data ora un'altra priorità: rinnovare il contratto ad ogni giocatore cui rimane una sola stagione. Scadenza 2008, per capirci.

«Mi sembra chiaro. Questa è una società che vuole programmare, altrimenti sceglierebbe ogni estate giocatori con contratto annuale. Qui c'è una politica: non s'arriva alla conclusione di un contratto».

I casi aperti sono quattro, tutti diversi tra loro: Di Bella, Michelori, Blizzard e Drejer. Percentuali di permanenza?

«Diverse, appunto, ma per i primi due per me la questione è già chiusa».

Cioè?

«Abbiamo fatto le nostre proposte, alla stessa cifra che percepiscono ora, e non sono state accettate. Benissimo, i procuratori Sbezzi e Comellini, che li gestiscono, hanno già il mandato di trattarli altrove. Il prezzo lo fa il mercato, no? Okay, auguro loro di trovare da altre parti quello che vorrebbero qui».

Insomma, restano solo se accettano le vostre condizioni.

"No, no. Rimarranno semplicemente nostri tesserati, da tredicesimo e quattordicesimo. Mi spiace, perché le proposte mi sembravano carine. Soprattutto ad Andrea, un ragazzo cui voglio tanto bene, ma che è reduce da due infortuni, è stata proposta la stessa cifra che percepiva quando giocava alla grande i Mondiali in Giappone. Credevo fosse convincente. Probabilmente il suo agente, sondando altre squadre, avrà toccato offerte più alte».

Scusi, ma chi ci guadagna a mandare i giocatori in tribuna?

«è la pagina economica o sportiva, questa? Saranno affari della Virtus. Io ribadisco: vadano sul mercato. Auguro loro di trovare quel che cercano. Qui sanno che si gioca l'Eurolega, che l'organizzazione è il primo obiettivo e che gli stipendi si pagano puntualmente e fino all'ultimo euro».

Con Blizzard la situazione pare più limpida.

«Abbiamo fatto una proposta importante, attendiamo che il suo agente risponda. Anche se ci sono cose che non mi piacciono. Ad esempio, non sono felice quando ricevo una mail da un dirigente di una squadra estera che dice di aver concluso l'accordo col giocatore. Non sono belle cose, perché l'agente di Blizzard, a differenza degli altri due, non ha ricevuto nessun mandato a trattare. Di qui Brett non si muove. E anche Drejer è dei nostri: aspettiamo la loro controproposta».

Lei prospetta un minore utilizzo, addirittura la tribuna. Ma è necessaria una pressione di questo tipo?

«Quale pressione? Noi abbiamo fatto le nostre proposte. E di conseguenza faremo le nostre scelte. Abbiamo ancora un quintetto da completare, ci possiamo mettere poco anche a riempire la panchina. C'è una lista d'attesa di giocatori che vogliono venire alla Virtus, e nelle ultime ore si sta allungando. Volessimo, potremmo chiudere la squadra in un minuto».

Cercando, intanto, una squadra per Di Bella e Michelori.

«Sono loro che devono trovarla».

 

 

Di Bella, l’ammainabandiera

di Marco Martelli - La Repubblica - 22/07/2007


Sedotta, coccolata e infine abbandonata, in un epilogo non diverso da tanti del recente passato, la bandiera di Fabio Di Bella s’appallottola in un angolo per fare spazio a Gianmarco Pozzecco. Il 28 enne play e capitano virtussino, primo acquisto dell’era in A di Sabatini, che lascia il posto al 35 enne Poz, ex alfiere della Fortitudo, al probabile ultimo anno in carriera. Lontana dalla logica e un po’ pure dalla tecnica, nella gestione del caso c’è tutta la spietatezza di Claudio Sabatini, l’uomo delle impennate repentine, capace di azzerare in un amen uomini, se non pilastri, della sua creatura. Bastò una partita persa in casa con Biella per segare Markovski. C’è voluto un tentennamento, al posto di una genuflessione, per cambiare idea su "Dibo". O no? Fabio, ieri, continuava il suo lavoro in Nazionale, e non dev’esser facile, da lontano, sentirsi sbatacchiato dal campo alla tribuna (o a un altro indirizzo) senza un colloquio né una trattativa, passando per l’ingrato. Un ingrato che, tramite il suo agente, s’era detto disposto a rinnovare alle stesse condizioni. Ma di là avevano già preso la decisione.
«Tutto parte da lontano», attacca Riccardo Sbezzi, procuratore di Di Bella, il cui odierno primo impegno, dopo aver chiuso l’accordo tra la Virtus e Garri (domani la firma), è risolvere la partita del play. «Da lontano, dicevo. Già un anno fa c’era stata una richiesta della Virtus per un mio giocatore, Cavaliero, ed era evidente che non ci fosse fiducia in Fabio. Poi il grande Mondiale bloccò il discorso, ma il pensiero restò, e non è frutto della gestione attuale, perché mi risulta che Pillastrini apprezzi il giocatore. Certamente più di quanto veniva apprezzato prima». Frecce al bersaglio Markovski, facili da leggere. «Il problema è più tecnico che economico, e non riguarda questa gestione. A naso, il giocatore non è stato apprezzato». Nonostante tutto. «Ci sono state partite in cui Bonfiglio, mio assistito, ha giocato prima di Di Bella. Bonfiglio forse andrà a Lumezzane, Di Bella agli Europei. Al termine di quella partita, con Biella, Fabio ha regolarmente svolto il suo compito: prima di capitano, poi di giocatore della Virtus con la Vu nel cuore, una Vu vera, non come quelli che la raccontano. Di più, a ottobre ha differito un’operazione che poteva compromettere la carriera pur di giocare un derby, nel giorno del compleanno di Sabatini, perché sapeva quanto lui ci tenesse a vincerlo. Qualcuno, lì, deve aver dimenticato, obnubilato dalle parole di altri».
Ma Sabatini, volendo, avrebbe potuto confermarlo. «Abbiamo imparato tutto dai giornali, un’offerta non c’è mai arrivata. Oggi, Fabio è sul mercato, additato come uno che non ha trovato soddisfazione in un’offerta che non c’è. Nessun problema: ci portino delle squadre e le valuteremo. Altrimenti si presenterà al raduno, regolarmente a disposizione. La Virtus è libera di fare tutte le scelte che vuole, basta che rispetti il contratto, pagandolo regolarmente».
Marcire in tribuna non conviene a nessuno. Urge trovare una nuova destinazione. Anche clamorosa? «Dico solo che difficilmente un virtussino vero come lui giocherà per la Fortitudo. Fabio non è un giocatore che dice di avere, che so, l’Aquila sul cuore e poi cambia casacca...»

 


 

Di Bella ieri a Milano, da Scafati è in arrivo Lauwers

di Marco Martelli - La Repubblica - 09/02/2008

 

Ormai scontata dopo l'arrivo di Bulleri, la cessione di Di Bella a Milano è diventata ufficiale ieri, nella giornata tipo di quel che è, oggi, il nostro freddo e cinico basket: in mattinata Fabio s'è allenato in Arcoveggio, dopo pranzo ha firmato con l'Olimpia e a sera era già sotto Caja. è finita così, alla vigilia del derby n. 101, una storia iniziata nel luglio 2005 come prima pietra del ritorno in A. Una pietra non solo tecnica, ma specialmente simbolica, per un play di rottura, di cuore, e per un ragazzo in ascesa, oltretutto tifoso fin da piccolo della Vu nera che fu. Quella di oggi l'ha mollato a 48 ore dal derby: il derby che due anni fa fu l'unico a prendere a cornate contro Repesa & Becirovic e che un anno fa giocò infortunato, prima di fermarsi per 5 mesi, presa, e data a Sabatini, nel giorno del compleanno, quell'agognata vittoria. Dopo è crollato tutto: la proscrizione per il mancato rinnovo, la "riabilitazione" (per il no del Poz), infine lo scontro con una gestione tecnica improntata dall'alto. Già promesso all'Aj, l'ultima recita, con Pesaro, non era neppure prevista: invece era stato il migliore, ultimo barlume di dignità in una stagione balorda, per tutti e per lui, alla berlina da subito. Triste ma sollevato, DiBo si lascia alle spalle un clima spesso invivibile, procurando in cambio un altro buyout: meno, però, di quanto pagato a Scafati per liberare Lauwers, che firma oggi. Il posto sarà dell'italo-belga, il derby anche.