Fabio Di Bella,
playmaker, classe 1978, sarà il regista del nuovo corso virtussino. Markovski ha scelto lui per guidare la
baracca e Sabatini ha chiuso ieri la
trattativa per rilevare da Biella l’anno di contratto residuo e allungare
l’accordo per altri due anni (giugno 2008). Il patron aveva pensato a
Pozzecco e ha preso il soggetto che più gli si avvicina: poi, i margini di
miglioramento ancora visibili sono quelli che hanno convinto lo staff
tecnico. Da tre stagioni in Piemonte, lanciato da Pavia in LegaDue, lascia
Biella da capitano, e da idolo della tifoseria.
«Sono stato da re per tre anni – ha detto "Dibo" -. Prendo questa
opportunità come tentativo di crescita personale, per provare qualcosa di
più e confrontarmi con situazioni diverse. Sono stato combattuto: spero che
la gente capisca e si metta nei miei panni».
Di Bella, pavese di nascita, ha chiuso l’ultima stagione a 11.8 punti e 3
assist in 27’ di media, al secondo anno da titolare. Sarà titolare anche
qui, nella squadra stesa su carta da Markovski,
che cercherà ora di proteggerlo. La Virtus cerca una guardia americana, che
all’occorrenza possa fungere da playmaker e da diga per eventuali falle in
regia: un tipo alla Vanterpool, o alla Nate Green, per intenderci, che lo
stesso Markovski
conosce molto bene.
Ieri, Zare e Andrija Gavrilovic sono saliti a Treviso, alla Summer League,
per proseguire i colloqui con gli operatori del mercato.
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Sabatini alla guerra:
"Di Bella e Michelori fuori rosa per me sono entrambi in tribuna" di Marco Martelli - La Repubblica -19/07/2007
Claudio Sabatini, preso Dewarick Spencer, la
Virtus s'è data ora un'altra
priorità: rinnovare il contratto ad ogni giocatore cui rimane una sola
stagione. Scadenza 2008, per capirci.
«Mi sembra chiaro. Questa
è una società che vuole programmare, altrimenti sceglierebbe ogni estate
giocatori con contratto annuale. Qui c'è una
politica: non s'arriva alla conclusione di un
contratto».
I casi aperti sono
quattro, tutti diversi tra loro: Di Bella,
Michelori, Blizzard e Drejer. Percentuali di permanenza?
«Diverse, appunto, ma per
i primi due per me la questione è già chiusa».
Cioè?
«Abbiamo fatto le nostre
proposte, alla stessa cifra che percepiscono ora, e non sono state
accettate. Benissimo, i procuratori Sbezzi e Comellini, che li gestiscono,
hanno già il mandato di trattarli altrove. Il prezzo lo fa il mercato, no?
Okay, auguro loro di trovare da altre parti quello che vorrebbero qui».
Insomma, restano solo se
accettano le vostre condizioni.
"No, no. Rimarranno
semplicemente nostri tesserati, da tredicesimo e quattordicesimo. Mi spiace,
perché le proposte mi sembravano carine. Soprattutto ad Andrea, un ragazzo
cui voglio tanto bene, ma che è reduce da due infortuni, è stata proposta la
stessa cifra che percepiva quando giocava alla grande i Mondiali in
Giappone. Credevo fosse convincente. Probabilmente il suo agente, sondando
altre squadre, avrà toccato offerte più alte».
Scusi, ma chi ci guadagna
a mandare i giocatori in tribuna?
«è
la pagina economica o sportiva, questa? Saranno affari della Virtus. Io
ribadisco: vadano sul mercato. Auguro loro di trovare quel che cercano. Qui
sanno che si gioca l'Eurolega, che l'organizzazione
è il primo obiettivo e che gli stipendi si pagano puntualmente e fino all'ultimo
euro».
Con
Blizzardla situazione pare più
limpida.
«Abbiamo fatto una
proposta importante, attendiamo che il suo agente risponda. Anche se ci sono
cose che non mi piacciono. Ad esempio, non sono felice quando ricevo una
mail da un dirigente di una squadra estera che dice di aver concluso l'accordo
col giocatore. Non sono belle cose, perché l'agente
di
Blizzard,
a differenza degli altri due, non ha ricevuto nessun mandato a trattare. Di
qui Brett non si muove. E anche
Drejerè dei nostri: aspettiamo
la loro controproposta».
Lei prospetta un minore
utilizzo, addirittura la tribuna. Ma è necessaria una pressione di questo
tipo?
«Quale pressione? Noi
abbiamo fatto le nostre proposte. E di conseguenza faremo le nostre scelte.
Abbiamo ancora un quintetto da completare, ci possiamo mettere poco anche a
riempire la panchina. C'è una lista d'attesa
di giocatori che vogliono venire alla Virtus, e nelle ultime ore si sta
allungando. Volessimo, potremmo chiudere la squadra in un minuto».
Cercando, intanto, una
squadra per Di Bella e
Michelori.
«Sono loro che devono
trovarla».
Di Bella,
l’ammainabandiera
di Marco Martelli - La Repubblica - 22/07/2007
Sedotta, coccolata e infine abbandonata, in un
epilogo non diverso da tanti del recente passato, la bandiera di Fabio Di
Bella s’appallottola in un angolo per fare spazio a Gianmarco Pozzecco. Il
28 enne play e capitano virtussino, primo acquisto dell’era in A di Sabatini, che lascia il posto al 35 enne Poz,
ex alfiere della Fortitudo, al probabile ultimo anno in carriera. Lontana
dalla logica e un po’ pure dalla tecnica, nella gestione del caso c’è tutta
la spietatezza di Claudio Sabatini, l’uomo
delle impennate repentine, capace di azzerare in un amen uomini, se non
pilastri, della sua creatura. Bastò una partita persa in casa con Biella per
segare Markovski. C’è voluto un
tentennamento, al posto di una genuflessione, per cambiare idea su "Dibo". O
no? Fabio, ieri, continuava il suo lavoro in Nazionale, e non dev’esser
facile, da lontano, sentirsi sbatacchiato dal campo alla tribuna (o a un
altro indirizzo) senza un colloquio né una trattativa, passando per
l’ingrato. Un ingrato che, tramite il suo agente, s’era detto disposto a
rinnovare alle stesse condizioni. Ma di là avevano già preso la decisione.
«Tutto parte da lontano», attacca Riccardo Sbezzi, procuratore di Di Bella,
il cui odierno primo impegno, dopo aver chiuso l’accordo tra la Virtus e Garri (domani la firma), è risolvere la partita
del play. «Da lontano, dicevo. Già un anno fa c’era stata una richiesta
della Virtus per un mio giocatore, Cavaliero, ed era evidente che non ci
fosse fiducia in Fabio. Poi il grande Mondiale bloccò il discorso, ma il
pensiero restò, e non è frutto della gestione attuale, perché mi risulta che Pillastrini apprezzi il giocatore.
Certamente più di quanto veniva apprezzato prima». Frecce al bersaglio Markovski, facili da leggere. «Il problema è
più tecnico che economico, e non riguarda questa gestione. A naso, il
giocatore non è stato apprezzato». Nonostante tutto. «Ci sono state partite
in cui Bonfiglio, mio assistito, ha giocato prima di Di Bella. Bonfiglio
forse andrà a Lumezzane, Di Bella agli Europei. Al termine di quella
partita, con Biella, Fabio ha regolarmente svolto il suo compito: prima di
capitano, poi di giocatore della Virtus con la Vu nel cuore, una Vu vera,
non come quelli che la raccontano. Di più, a ottobre ha differito
un’operazione che poteva compromettere la carriera pur di giocare un derby,
nel giorno del compleanno di Sabatini, perché
sapeva quanto lui ci tenesse a vincerlo. Qualcuno, lì, deve aver
dimenticato, obnubilato dalle parole di altri».
Ma Sabatini, volendo, avrebbe potuto
confermarlo. «Abbiamo imparato tutto dai giornali, un’offerta non c’è mai
arrivata. Oggi, Fabio è sul mercato, additato come uno che non ha trovato
soddisfazione in un’offerta che non c’è. Nessun problema: ci portino delle
squadre e le valuteremo. Altrimenti si presenterà al raduno, regolarmente a
disposizione. La Virtus è libera di fare tutte le scelte che vuole, basta
che rispetti il contratto, pagandolo regolarmente».
Marcire in tribuna non conviene a nessuno. Urge trovare una nuova
destinazione. Anche clamorosa? «Dico solo che difficilmente un virtussino
vero come lui giocherà per la Fortitudo. Fabio non è un giocatore che dice
di avere, che so, l’Aquila sul cuore e poi cambia casacca...»
Di Bella ieri a Milano, da Scafati è in arrivo
Lauwers
di Marco Martelli - La
Repubblica - 09/02/2008
Ormai scontata dopo l'arrivo
di Bulleri, la cessione di Di Bella a Milano
è diventata ufficiale ieri, nella giornata tipo di quel che è, oggi, il
nostro freddo e cinico basket: in mattinata Fabio s'è
allenato in Arcoveggio,
dopo pranzo ha firmato con l'Olimpia e a sera era
già sotto Caja. è
finita così, alla vigilia del derby n. 101, una storia iniziata nel luglio
2005 come prima pietra del ritorno in A. Una pietra non solo tecnica, ma
specialmente simbolica, per un play di rottura, di cuore, e per un ragazzo
in ascesa, oltretutto tifoso fin da piccolo della Vu nera che fu. Quella
di oggi l'ha mollato a 48 ore dal derby: il derby che
due anni fa fu l'unico a prendere a cornate contro
Repesa & Becirovic e che un anno fa giocò
infortunato, prima di fermarsi per 5 mesi, presa, e data a Sabatini, nel giorno del compleanno, quell'agognata
vittoria. Dopo è crollato tutto: la proscrizione per il mancato rinnovo,
la "riabilitazione" (per il no del Poz), infine lo scontro con una
gestione tecnica improntata dall'alto. Già promesso
all'Aj, l'ultima recita, con
Pesaro, non era neppure prevista: invece era stato il migliore, ultimo
barlume di dignità in una stagione balorda, per tutti e per lui, alla
berlina da subito. Triste ma sollevato, DiBo si lascia alle spalle un
clima spesso invivibile, procurando in cambio un altro buyout: meno, però,
di quanto pagato a Scafati per liberare Lauwers,
che firma oggi. Il posto sarà dell'italo-belga, il
derby anche.