Andrè Collins, appena firmato dalla Virtus,
si è subito presentato ai tifosi, parlando spesso in italiano.
Quando sono avvenuti i primi contatti con la società? “Ci sono state
parole con il mio agente, e subito ho pensato che sarebbe stato bello, per
la storia di questa piazza, venire a giocare in Virtus”.
Tu sei rimasto tre anni a Ferrara, è strano per un americano. “Mi piace
l’Italia, tanto, e ringrazio Ferrara che mi ha permesso di venire.
è la mia seconda
casa, ma adesso voglio fare una nuova esperienza: oggi sono triste, ma
anche contento”.
Hai già parlato con Lardo? “Ancora no, ma sono ansioso di farlo, per
capire il suo progetto sportivo”.
Sei stato paragonato a McIntyre: ti senti più simile a lui o a Boykins?
“Entrambi. McIntyre gioca di più per la squadra, Boykins è uno scorer, io
cerco di fare entrambe le cose. Il primo ha fatto grandi cose con Siena, è
uno che con la sua calma sa sempre cosa fare”.
Però in Virtus non ci sarà esperienza europea. “Vorrei farlo, ma il mio
lavoro è giocare, per cui ora non ci penso”
Il tuo debutto in serie A è stato faticoso, poi hai fatto grandi cose:
dovevi adattarti? “Avevo bisogno di tempo per capire la serie A, così
come anche tutta la squadra di Ferrara, che era giovane e con poca
esperienza. Poi siamo cresciuti con il tempo”.
Cosa ti aspetti da questa esperienza? “Di fare una buona stagione,
segnando punti in attacco, ma cercando di migliorare in ogni parte del
gioco”.
Hai in programma di sposarti e diventare italiano? “Il mio futuro
potrebbe portarmi al matrimonio, ma lo farei per amore e non per un
passaporto”.
Sei il primo acquisto della stagione, cosa puoi dire alla gente?
“Prometto il massimo impegno, in partita come in allenamento, ai tifosi e
a tutto l’ambiente della Virtus”.
Oltre alle cifre offensive, sei anche un ottimo difensore. “Per essere
un grande giocatore si deve essere forti in tutte le zone del campo, per
cui lavorare dietro bene è indispensabile, anche per creare buone
occasioni in attacco”.
C’è qualche giocatore a cui ti ispiri? “Chiaramente, McIntyre, con cui
mi sono incrociato spesso e volentieri fin dai college. Mi ha sempre detto
che devo migliorare, e io ho fatto tesoro dei suoi consigli”.
Hai giocato poco in NCAA, forse questo ha limitato le tue possibilità NBA.
“All’epoca ho comunque fatto tanta esperienza, ma non ho avuto
occasioni di crescere come giocatore, come professionista”.
Hai parlato con il tuo compagno di gioventù Strawberry? “Non tanto, non
ho chiesto tanti aiuti su quella che può essere Bologna e la sua
pressione”.
In campo, dove puoi migliorare? “Un po’ ovunque: in difesa, o anche nel
pick and roll”.
è stato più
difficile, a Ferrara, essere promosso o salvarsi? “Nel secondo anno a
Ferrara avevamo un gruppo compatto, di ragazzi fantastici, mentre nel
primo dovevo ambientarmi. Per cui penso che la promozione sia stata più
facile”.
Pensi ancora all’NBA? “è
un sogno che resta, ma sono in Italia, adesso, e mi basta così”.
Non sei altissimo, in difesa rischi di patire? “Con questo problema ci
convivo da sempre, ma se sono arrivato a questi livelli vuol dire che ho
saputo reagire”.
Coach Valli cosa ti ha insegnato? “è
un ottimo allenatore e ottima persona, in questi anni mi ha sempre
ripetuto l’importanza di allenarsi e di comportarmi bene fuori dal campo,
stimolandomi sempre perché il lavoro duro paga”.