Dovrebbe andare in giro con una busta di
caramelle da distribuire a chi scrive (o pronuncia) esatto il suo cognome
...
Grande struttura fisica, buoni miglioramenti
nel tempo, utile segnale per capire com'è fatto un giocatore ...
In fase offensiva può colpire con il gancio,
è ottimo a rimbalzo ...
In difesa, non essendo velocissimo, soffre un
po' contro quelli che al contrario muovono i piedi in fretta ...
L'anno in Grecia è stato certamente utili più
sul piano caratteriale che su quello tecnico ...
Uscito di scena Carera, è lui uno dei lunghi
cui si affida la Nazionale, da cui è stato tagliato alla vigilia degli
Europei ...
è
passato da Padova, come pare debbano fare per contratto tutti i pivot
promettenti che arrivano da Treviso ...
.
VIRTUS, ROBERTO CHIACIG
PRESENTA LA PROSSIMA STAGIONE
bolognabasket.it –
20/08/2008
L’ultimo dei giocatori
Virtus a presentarsi – o meglio, a ripresentarsi – è stato Roberto Chiacig,
confermato questa estate da Claudio Sabatini.
“Saluto tutti quanti all’inizio di questo mio secondo anno. Sono contento
di essere rimasto in una squadra che è cambiata parecchio, dato che i reduci
sono pochi. è una
situazione nuova, in un nuovo Palasport che è stato riorganizzato e
diventerà una delle strutture più belle in Europa. Il progetto è bello, sono
orgoglioso di questo e spero che la squadra possa fare quanto ci è chiesto,
anche per cancellare la brutta stagione passata. Con la campagna acquisti,
siamo competitivi.
Non è stata immediata, la tua conferma. “C’è stata la possibilità di
andare via, ma io volevo restare qui a Bologna per tanti motivi, per cui
appena c’è stata l’occasione abbiamo trovato l’accordo, come da mia idea
iniziale. Quindi ringrazio la Virtus che ha voluto
riconfermarmi, è una cosa importante che mi ha fatto contento”.
Sei il quarto lungo, ti senti ridimensionato? “Venivo da situazioni
difficili, prima di arrivare qua. Lo scorso anno non è stata una stagione
facile, e ora penso di poter dare il mio contributo, specie in Coppa dove
giocano solo due americani, ma anche in campionato ci saranno partite dove
servirà il mio peso, dato che sono l’unico vero centro di ruolo, contro
avversari fisici”.
Cosa manca per raggiungere Siena? “Quando parti hai sempre tante
speranze. Come giocatori, posso dire che ogni tassello è al posto giusto,
ora serve formare un gruppo che giochi, che sappia compensarsi in tutti i
ruoli, lavorando in palestra con serietà dall’inizio: per diventare un
orologio, come è Siena, bisogna avere una grande voglia collettiva, e la
disponibilità reciproca a non essere egoisti, magari rinunciando ad un tiro
per crearne uno più facile. Spero che quest’anno vada in questo modo, perché
tutti i miei compagni sembrano pronti a questo e ambiziosi”.
Pagherete lo scotto di avere ruoli chiave coperti da rookie, per il
campionato italiano? “No, perché Boykins e Arnold hanno esperienza, poi Vukcevic sa fare gruppo, Giovannoni è un altro che può aiutare i
nuovi a gestire al meglio il loro inserimento”.
Quanto è stata frustrante la scorsa stagione? “C’è stato parecchio
trambusto all’interno della squadra, i risultati sono stati deludenti, però
ora è il momento di girare pagina, ogni nuova stagione è come aprire un
nuovo libro, e speriamo che il prossimo sia bello”.
Per chi è rimasto c’è una motivazione speciale? “Io ho sempre voluto dare
il massimo, in carriera, e quando arrivano i risultati c’è soddisfazione.
Per noi, ma anche per i nuovi, sarà necessario dare segnali forti
all’interno di una società che vuole ottenere risultati: intanto, andiamo in
campo con la voglia di dimostrare a tutta la Virtus che meritiamo
di stare qui. Le potenzialità ci sono, secondo me”.
Che idea avevi di Sharrod Ford? “Molto
verticale, salta molto e ha una buona mano. Viene da una grande stagione
anche grazie alla sua sintonia con il play. Speriamo capiti la stessa cosa
anche qui: è un giocatore importante, ha doti incredibili, potrà far bene”.
Come ti adeguerai ad un giocatore di 165cm come Boykins? “Farà correre molto la squadra, porterà velocità e
passaggi lampo per cui noi dovremo essere pronti. Sarà importante che lui si
adegui presto al nostro campionato, dato che non è una cosa immediata, ma
penso che ci sarà da divertirsi. Non sarà facile marcarlo, dato che correrà
più degli altri, e vedremo che impatto avrà nella nostra squadra”.
Obiettivi per questa stagione? “Arrivare più in alto possibile, questo è
normale. Partiamo con delle potenzialità che devono essere messe sul campo e
sfruttate per le nostre ambizioni. Un passo alla volta: intanto raggiungere
i playoff, poi vedremo cosa saremo in grado di fare. C’è una coppa europea
da giocare, poi, dove provare a dare soddisfazioni al nostro pubblico”.
Chi saranno le outsider? “Il campionato è parecchio cambiato, e ci sono
squadre che sono arrivate in alto fuori pronostico. Molte società si stanno
attrezzando per tornare alle loro vecchie posizioni, ma non sarà facile: ci
sono tanti stranieri, e servirà azzeccare gli acquisti giusti prima di
tutto, poi il campo dirà la sua. A inizio stagione, però, ogni pronostico è
difficile: serve trovare l’amalgama per vincere le partite chiave, e
dimostrare sul campo che i pronostici fatti sulla carta sono giusti”.
Chiacig in azione contro la
Telekom Bonn
ROBERTO CHIACIG ALLA FUTURSHOW
STATION di Valentina Calzoni - bolognabasket.it - 18/11/2008
Come è cambiata dal tuo punto di vista la gestione del reparto lunghi negli
ultimi anni? Tu sei un centro di ruolo mentre invece le squadre utilizzano
sempre di più centri atipici da ruotare in ruoli diversi…
Non voglio farmi pubblicità, ma penso ci sia sempre bisogno di un centro di
ruolo in ogni squadra: non necessariamente deve far punti e andare a
tirare,ma può dare un grosso contributo sotto canestro sia a livello di
presenza che per aiutare i compagni a creare nuove soluzioni offensive.
Nel tuo largo impiego di domenica può essere importante il fatto che ad
Avellino Boniciolli allenasse un giocatore come Eric Williams che ha
caratteristiche simili alle tue?
Io penso di poter dare sempre il mio contributo, ma sono pronto a giocare i
minuti che il coach mi chiede. Penso che tutto parta dalla difesa e per
questo entro in campo per dare il massimo da subito in quel frangente.
Essere solidi nella nostra metà campo è la prima cosa, poi se vogliamo i
punti li abbiamo nelle mani.
Al di la del bilancio vinte perse come mai in 4 occasioni avete avuto degli
inizi difficoltosi secondo te?
La squadra è nuova ed è completamente cambiata dall’anno scorso, bisogna
imparare a conoscersi, a lavorare insieme coralmente e soprattutto lavorare
per costruire una difesa solida.
Come ti sei sentito quando Boniciolli ti ha definito ancora come il miglior
pivot italiano?
Lo ringrazio, ma il mio obiettivo è dare un contributo concreto alla squadra
mettendo sempre in campo grinta e voglia di giocare. Cercherò di onorare
questo complimento e di dare il massimo, da parte mia prometto di metterci
sempre e comunque grande impegno.
E’ una coincidenza che domenica sia stata la tua miglior partita? Quando ti
hanno definito quarto lungo ti sei sentito sacrificato rispetto all’anno
scorso e alla tua carriera?
Diciamo pure che quella di domenica è stata la mia prima vera partita di
quest’anno,ma essere definito 4° quarto lungo in questa squadra non è un
problema. So che ad ogni partita ognuno darà il suo apporto e tutti devono
sempre essere pronti ad entrare in campo senza prendersela ne pretendere di
giocare per forza 20 minuti. Partita dopo partita ci saranno giocatori più
adatti o più in forma, nessuno avrà la garanzia di giocare più degli altri e
cosi saremo tutti più motivati a dare il massimo.
Andiamo a vedere la tua carriera: hai vinto un europeo e l’anno scorso ti
sei addirittura dovuto scoprire “non italiano”. Cosa non va nella nazionale
di oggi?
Negli anni d’oro il gruppo era valido, però nonostante i risultati non c’è
stato il riscontro di interesse del pubblico. Eravamo gli outsider, quelli
sottovalutati, ma ci credevamo e siamo riusciti a vincere il bronzo
all’europeo e poi l’argento olimpico, risultati tanto inattesi quanto
strepitosi. Poi c’è stato un capitombolo nelle prestazioni: siamo rimasti
fuori dalle grandi competizioni, ma spero che in futuro i giocatori di
talento tornino in nazionale e si riesca ad ottenere nuovamente qualche buon
risultato.
Mondo Siena, Virtus, Fortitudo. Tu li conosci tutti e tre…
Ho giocato in Fortitudo e mi son trovato bene, ma poi sono stato allontanato
per motivi tecnici. A Siena sono molto legato, ma anche lì sono sorte
problematiche e sono andato via. In Virtus sto molto bene, conosco la città,
con alcuni compagni c’è un’amicizia anche fuori, oltre il giocare assieme
sul campo. Sono tre ambienti molto diversi, ma è bello giocare qui a Bologna
dove la pallacanestro è sulla bocca di tutti ed è praticamente il primo
sport.
Si parlava di Siena: c’era Pianigiani come secondo allenatore nella tua
esperienza: che idea ti eri fatto di lui?
È sempre stato un ottimo allenatore, prima con le giovanili, poi è riuscito
ad arrivare sulla prima panchina. In concomitanza col suo arrivo c’è stata
l’esplosione di talento di Siena: ha lavorato bene costruendo un gruppo
importante e porta avanti questo lavoro con continuità da 3 anni. Avere una
formazione come quella pressoché invariata è molto importante perchè non si
ricomincia da zero ogni anno, ma si lavora subito per migliorare quello che
si è già costruito. Per questo ottiene risultati tanto impressionanti.
Boniciolli ha detto di voler accorciare le rotazioni a 7-8. Cosa ne pensi
anche in vista della Coppa?
Non è tanto un discorso di importanza del minutaggio a mio avviso : ogni
partita è a sé e in base alle nostre caratteristiche ognuno di noi sarà più
o meno utile alle dinamiche di squadra. Se in una partita uno di noi non
troverà spazi per giocare di certo avrà un’opportunità alla partita
successiva.
In 15 anni hai lavorato con tanti allenatori, a chi sei rimasto più legato e
con chi invece hai avuto più incomprensioni?
Mi sono trovato molto bene in nazionale con Tanjevic che reputo non solo un
grande allenatore ma anche una grande persona. Con altri allenatori ho avuto
diverse situazioni di incomprensioni,ma preferisco non parlarne ora.
L’esperienza in Grecia è stata molto importante, cosa ricordi in
particolare?
Ero a Treviso e capitò un po’ all’ultimo momento mentre discutevo sul
rinnovo del contratto. All’Aek è stata un’ottima esperienza anche grazie al
coach Ioannidis: è un po’ matto nel suo modo di gestire la squadra e non
solo, ma lo stimo e mi ha dato la possibilità di confrontarmi con una realtà
ed un campionato diverso da quello italiano.
Domenica siete entrati nello spogliatoio e poi rientrati con un’altra
faccia….
L’allenatore ci ha tranquillizzato dicendo che saremmo rientrati e avremmo
recuperato il divario con l’intensità in difesa e in effetti lottando e
mantenendo un atteggiamento deciso ce l’abbiamo fatta.
Come vedi la situazione dei giocatori italiani nel campionato?
E’ un argomento senza dubbio delicato: non si riesce a far chiarezza e
trovare un punto fermo. C’è stato un regolamento poi ritirato e ora con Dino
Meneghin si sta provando a cambiare le cose. Gli italiani nel loro
campionato dovrebbero essere punto di riferimento e c’è bisogno di dar
spazio ai vivai anche in prospettiva nazionale. La nazionale deve tornare ad
essere importante per chi ama il basket e per questo servono i giovani.
Nella sfida a rimbalzo la Virtus spesso fa fatica anche contro squadre sulla
carta più deboli…
Stiamo lavorando, ma ci rendiamo conto che non basta il lavoro di giocatori
come Ford, tutta la squadra deve dare un contributo e mettere un mattone per
costruire quel muro che serve a tenere lontani gli avversari. Anche l’aiuto
delle guardie ad esempio è molto importante.
Quando salta l’allenatore la squadra secondo te ha il diritto di esprimersi
a riguardo oppure subisce le scelte della società. I giocatori hanno un
potere globale e possono scendere in campo anche a difesa del coach se
necessario?
È un argomento particolare: quando si cambia allenatore ci si trova spesso
in una situazione precaria e c’è bisogno di nuovi stimoli. Successe in
Fortitudo col taglio di Bianchini in prossimità dei playoff e a mio avviso
fu un grande errore. Giuste o sbagliate le scelte fatte vanno condivise, la
squadra deve rispettarle e fa bene sul campo a prescindere dall’allenatore.
Sono decisioni ponderate che se vengono prese, anche quando sofferte,
rappresentano la cosa giusta da fare in quel momento e i giocatori devono
solo pensare a dare il massimo sul campo.
Come gioca con Boykins uno come te, un centro
“vecchio stile”?
È veloce, ha talento in attacco, fa canestro: sta imparando a muoversi in
questa pallacanestro e sta lavorando bene: se io devo correre corro, lui sta
cominciando a integrarsi nel nostro gioco e troverà grande soddisfazione
quando ci riuscirà al meglio.
Nel 2002 hai fatto la più grande partita di un centro italiano negli ultimi
10 anni, in finale di coppa Italia: cosa ricordi, cosa hai provato poi nella
sconfitta?
Di quel periodo mi ricordo che avevo spazio e mi divertivo perché giocavo
tanto. Dopo 3 anni al top mi sono ritrovato ad avere meno minuti e di
conseguenza statistiche meno eclatanti. Perdere al supplementare è stato
naturalmente un dispiacere,ma le mie cifre sono state molto importanti quel
giorno e per questo è un ricordo dolce- amaro.
Dopo il tiramolla estivo per rimanere in Virtus sembra di capire che giocare
pochi minuti ti sta un po’ stretto…
Ho scelto io di rimanere alla Virtus perché credo in questo importante
progetto e nel riscatto della squadra. Ho rinunciato al minutaggio
scegliendo di restare qui piuttosto che giocare di più in un club di fascia
media. Io penso di poter dare a ancora molto e poter far bene a qualsiasi
livello, ma il campionato è lungo e le possibilità e gli spazi potranno
esserci anche per me. Sono orgoglioso di essere qui a lottare per obiettivi
importanti in una grande realtà.
Fra un po’ le nuove regole dovrebbero tornare ad incentivare il gioco in
post basso e cercare di ridurre i tiri da 3 punti, cosa ne pensi?
Giocare dentro l’area è un vantaggio che le squadre devono imparare a
sfruttare: ora va molto di moda il tiro da 3 punti ma nel corso delle
partite bisogna trovare un giusto bilanciamento, un equilibrio nelle
soluzioni di tiro altrimenti in caso di giornate nere diventa davvero
difficile giocare.
Com’è la settimana di allenamento con Boniciolli?
Lui sprona molto i suoi giocatori e fa allenamenti intensi. Stiamo lavorando
duramente anche per portare all’interno della squadra la sua visione e le
dinamiche di gioco. Con la coppa cambieranno ancora i ritmi e cercheremo di
entrare i forma e creare le condizioni per affrontare al meglio tutta la
stagione.
Un allenatore ti ha mai proposto di costruirti con i compagni un tiro da 3
efficace, sul modello di quello che era stato pensato per Savic?
Da fuori onestamente no e penso sia meglio così perchè ho sempre preferito
giocare dove ho più confidenza. Penso di aver un buon tiro piazzato dai 4-5
metri, quello sì, ma non ho mai pensato di mettermi a tirare da 3.
Mai avuto voglia di andare in NBA?
Certo, la voglia di andare ce l’anno tutti, ma bisogna poi vedere chi ha le
potenzialità per farcela. Io ho costruito qui la mia carriera e sono molto
contento così.
Il campionato dopo le ultime prestazioni di Siena parrebbe già assegnato, ma
dove può arrivare la Virtus secondo te?
Siena si è confermata dominante,ma ha vinto all’ultimo secondo contro Teramo
e Treviso. E’ comunque una squadra solida e forse ancora più forte della
passata stagione. Tante squadre in questo campionato possono dire la loro e
ai playoff tante cose possono cambiare, l’importante è arrivarci e poi
scrivere il resto della storia. Siena rimane sicuramente la favorita, ma la
Virtus ha tutte le potenzialità per essere una delle principali
protagoniste: faremo il possibile per raggiungere gli obiettivi che tutti i
tifosi Virtus si aspettano.
Come si vive il derby a Bologna?
A basket city è un evento importantissimo che fa parlare di se da sempre: la
Fortitudo è un po’ in difficoltà in questo momento e non è in condizioni
ottime,ma questo deve anche essere un campanello di allarme per noi perché
vorranno senza dubbio dimostrare qualcosa. Sarà una battaglia e l’importante
sarà vincere, anche di un punto. Il derby regala sempre delle emozioni,
vincere è importante e l’anno scorso non è andata bene per noi per questo
abbiamo ancora più voglia di far bene.
Come vedi la partita con Cantù di domenica?
Andremo la a giocare al 100% per portare a casa il risultato: il campo è
ostico ma dobbiamo essere pronti per combattere fino alla fine se ci sarà
bisogno.
Le prossime partite saranno Cantù e Roma fuori casa, poi il derby…
E’ un momento importante, le prime due trasferte non saranno affatto facili
e lo stesso vale per il derby. Dalla nostra abbiamo la voglia di fare e fare
bene: partiamo per questo tour de force che ci vedrà impegnati in almeno 10
partite in un mese fra campionato e Coppa e ci sarà bisogno dell’apporto di
tutti.
A proposito di Coppa preferisci allenarti o giocare anche andando sui campi
più sperduti d’Europa?
Sono uno di quelli a cui piace sicuramente di più giocare piuttosto che
allenarsi tutta la settimana, ma penso sia questione di abitudine, un
giocatore può adattarsi a qualsiasi esigenza in base al momento della
stagione.
Come si fa a farsi trovare pronti ad ogni partita?
Bisogna sempre sapere che il tuo momento può venire a qualunque punto della
partita e non bisogna lasciarsi scappare l’occasione di far bene quando si
viene chiamati in causa.
Anche tu come gli americani hai il tuo lettore mp3 nel prepartita?
A dire il vero no, è più una loro abitudine. Io ascolto la musica in
macchina o a casa per rilassarmi, dialogare con i miei compagni, perché
penso sia un modo per fare gruppo e conoscersi meglio.
CHIACIG: "SONO PIÙ COINVOLTO" di Miro De Giuli - Il Domani -
11/12/2008
E con questa fanno sette. Battendo i russi del Samara con due minuti
conclusivi da applausi, la striscia vincente della Virtus aperta con
l'arrivo di Boniciolli sul pino bianconero ha toccato, appunto, quota sette
vittorie, lasciando momentaneamente intonsa la casella delle sconfitte. In
formazione rimaneggiata, vista la presenza a referto, ma non in campo, di
Dusan Vukcevic, toccato duro durante il secondo tempo del derby di domenica
scorsa, e vista anche la perdita di Arnold per il solito ginocchio nel terzo
quarto, la squadra bianconera ha comunque portato a casa una partita
importante, restando in vetta al girone G di Eurochallenge ed acquisendo
ulteriore morale. Martedì sera, il successo è arrivato dopo trentasette
minuti e più di stenti: «è
stata - ha commentato Boniciolli nel dopogara - una partita in pieno stile
NBA, di quelle nelle quali si giochicchia per i primi tre quarti e mezzo, e
poi si fanno le cose sul serio. Ho apprezzato Boykins, che nel minuto finale
ha deciso di vincere la partita, con due arresti e tiro che ha segnato dopo
alcuni errori, ed ho apprezzato la grande prova di Chiacig, maestoso in area
con sedici punti e tredici rimbalzi».
Proprio Roberto Chiacig ha commentato in sala stampa il suo grande momento:
«Con Boniciolli ho più spazio, dai quattro minuti che giocavo prima ad oggi
è cambiato molto, a livello di presenza sul parquet ma anche di impatto. Il
mio ruolo è rimasto quello di sempre, ovvero di cercare di fare la
differenza in difesa e a rimbalzo, poi se viene una buona prestazione in
attacco siamo tutti più contenti. In questo momento stiamo comunque pensando
a sviluppare una mentalità vincente, ed in questo senso la vittoria contro
Samara ha doppia importanza. Contro squadre non blasonate, non è sempre
facile trovare stimoli». Della stessa opinione, anche Matteo Boniciolli:
«Dopo avere incontrato Rodolfo Valentino nel derby, trovare il bidello della
scuola media e ricominciare non è facile. Le risorse mentali di questa
squadra, a differenza di quelle fisiche, sono immense: è vero che c'è gente
giovane ed atletica come Ford, Langford e Koponen, ma è altrettanto vero che
ci sono anche giocatori come Boykins, Righetti o Chiacig che fanno più
fatica a giocare due partite in 48 ore».