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Flavio Carera
nato a: Bergamo (BG)
il: 18/01/63
altezza: 206
ruolo: centro
numero di maglia: 14
Stagioni alla Virtus: 1992/93 -
1993/94 - 1994/95 -
1995/96 - 1996/97 -
2001/02
statistiche individuali
palmares individuale in Virtus: 3 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 SuperCoppa
biografia su
wikipedia
FLAVIO CARERA
"Il chi è chi" 96/97, redazione Superbasket
Fosse stato 10 centimetri più basso avrebbe
fatto il portiere di calcio, con 20 centimetri in meno sarebbe stato uno
stopper roccioso, con 30 una mignatta di centrocampo, alla Di Livio ...
Oltre i 2 metri si è dato al basket e con un
talento limitato l'ha comunque buttata sul fisico ...
Le stagioni migliori sono state le prime tre a
Bologna, da sesto uomo specialista in marcatura ...
Salta poco in verticale,saltava molto in
orizzontale (leggi: tuffi); quasi ininfluente in attacco, dove va sempre a
cercare il gancio o un sottomano ...
Doloretti diffusi sono il primo segnale
dell'età cestisticamente avanzata ...
A Roma potrà dare una mano soprattutto dentro
lo spogliatoio ...
Giocatore bergamasco di
grande cuore (classe '63, centro di 2.06 di altezza) che ha da sempre
fondato la propria carriera su un principio semplice ma fondamentale: dare
il massimo sempre e comunque, in qualsiasi frangente (forse per questa
ragione Flavione è il leader di tutti i tempi del campionato italiano in
quanto a falli fatti, oltre 1.700...). Principio, quello di dare sempre il
massimo, preso a volte un pò troppo alla lettera, come quella volta nel '95
in cui Carera, in campo con la nazionale (di cui era capitano), si lanciò
nel tentativo di recuperare un pallone, gesto che è praticamente un suo
distintivo personale: solo che in quella occasione invece che la sfera
Flavio trovò... il naso di una spettatrice, causando un urto così violento
da rendere necessario l'intervento dei sanitari. Questo suo dare il massimo
è per la verità abbastanza in contraddizione con il carattere dello stesso
Flavione: che è a dir poco ipocondriaco. Prima di ogni match si lamenta di
mali un po' dappertutto, ed è uso addirittura cospargersi le proprie
caviglie di... acqua santa! Dopo aver esordito in serie A nella Sav Bergamo
nell’82, Carera dopo 1 anno era già a Livorno, dove rimase per 9 anni: a
quel punto per rilevarlo la Virtus
Knorr Bologna dovette sborsare ben 6 miliardi, che portarono però a 3
scudetti consecutivi.
tratto da
ww.ciao.it

Carera: "Sono tornato per vincere"
di Alessandro Gallo
- Il Resto del Carlino - 21/07/2001
Un volto conosciuto. E' tornato Flavio Carera. Messina ha pensato a lui per avere allenamenti
sempre più intensi e un'eventuale pedina di cambio per i lunghi.
Dopo aver militato nella natia Bergamo e quindi a Livorno, approdò a
Bologna, dove rimase cinque stagioni, anni gloriosi con la conquista di tre
scudetti, una Supercoppa e una Coppa Italia. Dopo tante vittorie la
dirigenza virtussine decise di cambiare parte dell'organico e così Carera
finì prima a Roma, poi a Reggio Emilia, Fabriano e infine a Montecatini,
squadra con tanti stranieri ma nella quale ugualmente è riuscito a ottenere
un buon minutaggio (al PalaDozza contro la Paf rimase in campo per quasi
l'intera partita).
«Mi ha prima contattato Messina e poi Brunamonti. Mi hanno espresso i loro
progetti in modo molto chiaro e io li ho accettati. Ho parlato anche con il
presidente Madrigali, direi che tutta la
società si è comportata in modo molto corretto ed eccomi qua pieno di
entusiasmo».
Il coach le ha già detto quali saranno i suoi compiti?
«Sì, dovrò cercare di impegnare al massimo Griffith.
è molto grosso e
anche molto bravo, cercherò di fare del mio meglio. Ma anche di aiutarlo con
i giovani. La cosa mi piace e mi stimola».
Tutto come al primo arrivo a Bologna?
«Sono cambiati i tempi. Allora arrivai desideroso di vincere
qualcosa e ci sono riuscito. Ora è passato del tempo, mi è stato richiesto
di far parte della squadra più forte d'Europa e io mi sento onorato. Se
posso dare una mano a vincere ancora con buoni allenamenti o con qualche
minuto in campo o stando in tribuna sono ben felice».
Rivedere Brunamonti e Messina l'avrà riportata indietro col pensiero.
Qual è il ricordo più bello legato al periodo precedente?
«Sono tanti, perché tante sono state le vittorie che abbiamo
ottenuto. Indubbiamente la conquista del primo scudetto è un ricordo
indelebile, nella mente ci sono ancora tutti quei bei momenti che ci
portarono al tricolore».
Quale delle due Virtus è più forte?
«Il paragone è improponibile, perché è cambiato non solo il gioco
ma anche il basket che è più veloce, più fisico, più tecnico. Noi eravamo un
gruppo molto forte e l'abbiamo dimostrato. Questa nuova Virtus non ha
bisogno di commenti, basta guardare il suo curriculum di quest'anno. Se
pensiamo poi che ai tanti campioni è stato aggiunto un talento come Becirovic non possiamo che prevedere un
futuro… ancor più bello».
Pronti ai tuffi di Flavio e alla possibilità di vederlo in tribuna.
«Lo dissi la prima volta che arrivai qui. Per vincere ero disposto
alla tribuna. Figuriamoci oggi...».
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