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David Brkic
nato a: Cesena
il: 19/07/82
altezza: 212
ruolo: ala
numero di maglia: 17
Stagioni alla Virtus: 2000/01 -
2001/02 - 2002/03
statistiche individuali
palmares individuale in Virtus: 1 scudetto, 2 Coppe Italia, 1 Euroleague
Caserta, più talento con
Brkic
La Gazzetta
dello Sport - 26/02/2008
Figlio
di genitori di origine serba, è nel giro azzurro di Recalcati. Gran talento,
lungo atipico, forte a rimbalzo, ha mano morbida ed è pericoloso anche da
tre punti. Nel '98-99 comincia a giocare nel vivaio della Virtus Bologna e a
16 anni viene convocato in prima squadra. Dopo una breve parentesi all'Arkadia
Traiskirchen, in Austria, si riunisce alla Virtus. Dal 2003 gioca nel
campionato di Legadue dove veste le maglie di Castelmaggiore, Rimini,
Ferrara, Imola e Fabriano, prima di passare a Pavia. In questa stagione
viaggia a 11,2 punti e 6,1 rimbalzi di media. Nonostante la stazza, Brkic sa
muoversi come una guardia. Dice di lui il tecnico pavese Giancarlo Sacco:
«Deve solo imparare ad avere una maggiore mobilità di piedi e più grinta in
penetrazione». Dice di sé David: «Preferisco giocare lontano dall'area, ma
mi capita di fare anche il pivot. Il mio modello?
Smodis, che ho conosciuto ai tempi della Virtus. Gli anni che ho
trascorso a Bologna, con Messina e Consolini, sono stati quelli in cui sono
cresciuto di più. Ora mi sforzo di arricchirmi nei movimenti spalle a
canestro. La serie A? preferisco restare in Legadue giocando con continuità,
divertendomi».
David Brkic,
protagonista decisivo
di A. Gallo
01-10-2003 - da "Il Resto del Carlino"
Decisivo come mai gli
era successo. La prima volta è sempre dolce: David Brkic vorrebbe che non
fosse l'ultima. Perché il pubblico dell'altra sera gli ha fatto scoprire
emozioni nuove.
IL KILLER. «Gregory mi marcava da un po'. Lui è più piccolo: Ticchi mi ha
dato fiducia e non ho avuto paura. Sentivo che quei palloni sarebbero finiti
dentro. E' stata la prima volta, anche perché in passato…».
LA SCELTA. «Ho accettato di scendere in Legadue perché avrò più minuti. Se
stai in campo 5 minuti non puoi sbagliare, mai. Contro Pavia, invece, nel
primo tempo ho perso molti palloni, banalmente. Ticchi ha continuato ad
avere fiducia in me, io nelle mie possibilità».
PELLE D'OCA. «Ho giocato male, all'inizio, non mi aspettavo tanta gente. Ero
felice, lo eravamo tutti, ma sentivamo la pressione. Così ho fatto qualche
errore di troppo, ma non ero né deluso né arrabbiato. Ero lucido».
IL TRIANGOLO SI'. «Il sistema di Ticchi mi ha
conquistato. Ci vorrà tempo per capirlo, ma coinvolge tutti.
è chiaro che
uno come Cummings avrà più responsabilità,
minuti e tiri. Ma questo è un sistema che dà modo a tutti di sentirsi parte
di un gruppo. è il sistema dei Lakers, così mi preparo… (il tono è
scherzoso, ndr)».
IL TALLONE D'ACHILLE. «Faccio fatica a difendere sulle ali piccole. Me la
cavo meglio con i quattro, che in Legadue non hanno tanti chili addosso. Ma
posso migliorare, mi alleno con questa squadra da un paio di settimane».
LE ORE PICCOLE. «Mi hanno riferito quel che ha detto Sabatini in tivù, me l'ha ripetuto. Credo
fosse un discorso preventivo. Durante l'estate, qualche volta, ho fatto le
ore piccole, è vero. Ma ero in vacanza, mi ha visto Scariolo… Adesso non c'è
più tempo per fare le ore piccole».
LO SPAZZONE. «Mi porto dietro quell'episodio dello spazzone, anche se quell'attrezzo
non è mai passato dalle mie mani. Hanno continuato a rinfacciarmelo. Ora
spero si ricordino degli ultimi minuti dell'altra sera».
GLI OBIETTIVI. «Il primo posto è difficile, ma ai playoff può succedere di
tutto. Noi siamo una buona squadra e quando impareremo il sistema, con uno
straniero in più…».
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