Blizzard dagli States
«Virtus, aspettami» - Si opera lunedì: ne avrà
per quattro mesi di Massimo Selleri- Il Resto del Carlino - 11/08/2007
A Tallahassee,
in Florida, nella città dove è nato, Brett Blizzard si sta preparando
all’intervento chirurgico di lunedì. Una vera e propria doccia fredda per un
infortunio che ha appiedato la guardia bianconera almeno per la prima parte
di stagione.
«è avvenuto tutto nello
spazio di un secondo — racconta Blizzard — stavo correndo per tenermi in
forma, in previsione del raduno di domani, quando ho sentito un dolore
tremendo alla caviglia sinistra. Dopo i primi esami i dottori non hanno
avuto dubbi, devo operarmi al più presto e lo farò lunedì in North Carolina,
dove ci sono i migliori medici degli Stati Uniti per questo tipo di
problema».
Quando la rivedremo sul
campo?
«Purtroppo non per
l’inizio del campionato. Dopo l’intervento dovrò stare fermo un mese, poi
arriverò a Bologna dove inizierò la riabilitazione che durerà circa tre
mesi, il che significa che potrei essere pronto solo quando l’Eurolega sarà
già iniziata».
In una Virtus
completamente rinnovata è pronto a essere un leader del gruppo?
«Io sono al servizio
della squadra e sono pronto a fare quello che mi si chiede. Se devo essere
sincero non mi sono mai sentito un trascinatore, anche se davanti alle
responsabilità non mi sono mai tirato indietro e me le prendo senza troppi
problemi. Penso sia soprattutto una questione di carattere».
Quando ritornerà a
Bologna, vedrà una squadra completamente diversa. Che ne pensa?
«Che ci sono abituato.
Prima della Virtus, qui in Italia ho cambiato maglia a ogni stagione. Tutti
questi passaggi mi hanno fatto pensare che i club non li fanno i giocatori,
quanto la società e i tifosi. I giocatori possono cambiare, ma la tradizione
non sarà mai cancellata. Un allenatore o un giocatore diventa importante se
ha lasciato un segno e ha fatto crescere quella realtà, ma in ogni caso la
realtà vive indipendentemente dalla presenza di questo o di quel
personaggio».
Quando rientrerà giocherà
l’Eurolega, una bella sfida per chi deve ripartire.
«Sarà una sorta di primo
giorno di scuola, perché in carriera non ci ho mai giocato. Cercherò di
imparare da quei compagni che hanno più esperienza di me a livello europeo».
In estate ha ricevuto
parecchie offerte, come mai alla fine ha scelto la Virtus?
«Per tre motivi. Come ho
detto non mi sono mai fermato per più di una stagione in una squadra e,
secondo me, era venuto il momento di farlo. Poi c’era l’Eurolega, la massima
competizione europea, con la quale non mi ero mai misurato e infine il fatto
che la squadra per buona parte si sia rinnovata. Allenatore nuovo e compagni
nuovi. Non nascondo che l’idea di ricostruire per arrivare agli stessi
traguardi della passata stagione mi stuzzica parecchio».
VIRTUS, BLIZZARD PRESENTA LA PROSSIMA
STAGIONE
di Bruno Trebbi - bolognabasket.it - 19/08/2008
Mentre la Virtus continua la ricerca sul mercato del play di riserva,
oggi è stato il turno di Brett Blizzard di presentare la stagione che
viene.
Ecco le sue parole: ”Sono contento di essere rimasto a Bologna. Quest’anno è una sfida
nuova, abbiamo una squadra nuova, con giocatori di alto livello e di
esperienza, e un bellissimo nuovo palazzo in corso di costruzione. Credo
che ci saranno grandi partite.
Le mie condizioni fisiche? Sono molto buone, ho lavorato bene in estate
con gli allenatori della mia università e ho giocato anche qualche torneo
in North Carolina, e ora non penso più all’infortunio alla caviglia.
Il campionato? Siena sta facendo un grande lavoro in Italia e in Europa, è
la squadra da battere e vuole dominare. Noi abbiamo grandi giocatori, se
troveremo una buona chimica di squadra si potrà provare a colmare il gap.
La passata stagione? è
stata una stagione frustrante, finita in maniera disastrosa.
è una situazione
in cui nessuno vuole tornare. Coach Pasquali
e i giocatori che c’erano, ovvero io,
Giovannoni e Chiacig, ci ricordiamo bene
quella situazione, per cui parleremo coi nuovi giocatori in modo che
quanto successo l’anno scorso non si possa ripetere.
Pasquali? Conosce molto bene il gioco e fa lavorare duro i suoi giocatori.
Quello che diceva l’anno scorso lo dice anche quest’anno, con la
differenza che quest’anno parte dall’inizio. Sa quel che vuole, e vuole
che i suoi giocatori seguano i suoi dettami.
La concorrenza nel ruolo di guardia? Il fatto che ci siano tanti giocatori
è solo una cosa positiva, ci sarà competizione in allenamento per ottenere
i minuti importanti in partita, e questo farà sì che il livello cresca
sempre di più. Personalmente come ogni giocatore vorrei giocare sempre 40
minuti, ma quello che posso fare è dare il 100% in allenamento, e poi
mettermi a disposizione del coach che decide quanto farmi giocare. Ci sono
poi anche situazioni diverse, squadre che giocano in maniera diverse e
giocatori che si accoppiano più o meno bene. Ci saranno partite in cui
giocherò pochi minuti, altre in cui ne giocherò tanti.
Boykins? Credo che per molte squadre sarà
difficile marcarlo. Può penetrare facilmente, e noi abbiamo parecchi
tiratori pronti a raccogliere i suoi scarichi quando la difesa collassa su
di lui. Con la sua bravura e la sua esperienza NBA può facilitarci di
parecchio le cose.
I tifosi in massa al raduno? La Virtus ha una grande tradizione e
moltissimi tifosi. L’anno scorso erano frustrati, perché non c’era niente
di cui essere entusiasti. Quest’anno sono arrivati molti ottimi giocatori,
e credo che sia normale che il pubblico sia già entusiasta. Non mi sono
sorpreso a vedere tanta gente. A loro posso dire che saremo una squadra
molto professionale che si allenerà duramente e darà il massimo a ogni
partita, eseguendo i compiti dati dal coach. Cercheremo di raggiungere il
risultato tutti insieme.”
.
BRETT BLIZZARD SPIEGA LA SUA DECISIONE di Valentina Calzoni - bolognabasket.it - 26/11/2008
In una conferenza stampa radiofonica, alternata alle scelte musicali non
solo del giocatore, ma anche della Virtus (che gli dedica "Se mi lasci non
vale", "Se mi vuoi lasciare", "Champagne" e chiude con "Non ti scordar mai
di me"), Brett Blizzard ha spiegato i motivi della sua scelta di lasciare la
V nera.
Brett, cosa è successo? “La cosa principale è che è una mia scelta
personale. La Virtus è stata una grande occasione, Sabatini con me si è
sempre comportato bene, e non ho nulla contro di loro, anzi. Ripeto, solo
una scelta mia”
Però con il nuovo allenatore il minutaggio è calato, e contro Cantù dopo
l’ingresso in quintetto non sei più rientrato: c’entra qualcosa? “Ovviamente
questi ultimi incontri hanno un po’ contribuito, anche perché vedevo che la
squadra senza di me vinceva ugualmente, e non mi sento felice nel momento in
cui non riesco a dare il mio contributo”
Non senti la fiducia dell’allenatore? “Niente di personale, io lo rispetto,
so quello che ha fatto in carriera, e gli auguro il meglio. E’ solo che non
mi piace giocare poco: Boniciolli ha un suo
progetto, e io non mi sento di esserne parte”
Ma perché pensi di non essere parte del progetto? “Non c’è qualcosa in
particolare, ma di certo i pochi minuti possono aver contribuito. Ribadisco
che non c’è niente tra me e l’allenatore, nessun disagio particolare, e
posso solo ringraziare la Virtus per tutto quello che mi ha dato”
I fans sono dispiaciuti. “Qui mi sono sempre sentito bene, come in una
famiglia, e i tifosi mi sono sempre stati vicini anche quando sono stato
infortunato. E per questo che la mia decisione è stata difficile”
Boniciolli sta cercando di ridurre le rotazioni. Contro Rieti Langford è stato a lungo in panchina, a Cantù è
toccato a te. Ma oggi avresti avuto la possibilità di rifarti, specie perché
Boniciolli aveva parlato bene di te. “Contro Rieti già avevo giocato poco, e
non è che io abbia deciso da un momento all’altro: ci stavo pensando già da
un po’”
Ora cosa farai? “Non so dove andrò, ma di certo la mia decisione è
definitiva. Ora non ho squadre in testa, anche perché questa non è stata una
scelta programmata. Non mi sentivo bene, e un giocatore che non si sente
bene può creare problemi nello spogliatoio, per cui è andata così. Adesso,
Italia o estero non so”
Il buyout è alto, il rischio è che tu possa restare fermo almeno fino
all’estate, dato che il tuo contratto scade nel 2010. “Sono cosciente che le
cose possono non andare subito bene, ma dovevo fare qualcosa”
Eppure, non si capisce perché ora ti senti inutile. “Per me in estate le
cose stavano andando bene, dato che non c’erano partite. Ora però è diverso”
Una grande squadra ha bisogno di un passo indietro dei singoli, tu forse non
te la sentivi? “Tutti gli americani che vengono in Europa pensano di giocare
35’, io invece sono sempre stato abituato a giocare 20’, per cui dei passi
indietro ne ho già fatti. Ora però vorrei anche stare in piedi”
Quindi, andresti in una squadra meno ambiziosa ma con più spazio? “Ho 28
anni, una carriera davanti, e ho bisogno di giocare. Fossi più anziano
potrei anche sedermi, ma adesso no”
La società ha risposto rigidamente, con un comunicato: speravi in una cosa
meno evidente? “Me lo aspettavo, conoscendo Sabatini,
ma tutte le decisioni che lui prende sono per il bene della Virtus”
E’ una questione di felicità? “Non posso stare nel team se sono infelice, e
non voglio fare la parte dello scontento che si tira dietro gli altri,
specie in un momento positivo per la squadra come questo”
Facevi parte anche del progetto-Siena: aumenta il rammarico? “Loro ora sono
un grande gruppo, e all’epoca per me c’era davvero poco spazio, per cui
decisi di scendere in Legadue”
Che ricordo ti porterai dietro? “Il mio primo anno, quando mi sentivo a mio
agio, poi pensare alle finali perse mi fa sentire ancora peggio di come mi
senta adesso”
Avellino ti piacerebbe? “Ho un grande rapporto con
Markovski e Best, ma ora devo cercare il meglio
per me. Fosse anche andare a giocare in Australia, non importa. Ora ho il
cuore ferito, e non penso che andrò ad Avellino”
I compagni come l’hanno presa? “Ieri nello spogliatoio tutti mi chiedevano
il perché della decisione, e mi sentivo anche in difficoltà a rispondere: è
vero che ora iniziano le due partite a settimana, ma ormai avevo deciso in
questo modo”
Vero che ora si apre la finestra di mercato, ma se a Cantù avessi giocato di
più, avresti fatto uguale? “No, ma se ho deciso così è perché non ho spazio,
e i 17 minuti di media non sono arrivati con il nuovo allenatore”
di Enrico Faggiano - bolognabasket.it -
26/11/2008
VERBA MANENT
Boniciolli
...
Blizzard? Non esiste un caso. Lui a Cantù è partito in quintetto, ha
messo una tripla, poi in difesa, non solo per
malavoglia, mette in partita Rich. Poi metto Koponen, e vinco di 20: non
penso che il suo agente si sia lamentato quando, con lui in campo 28’ a
Pesaro, abbiamo perso di 35. La lamentela arriva
dopo una vittoria, e non lo ha detto né a me né a Sabatini, ma ha parlato
con il GM. E questo mi offende, che sono l’ultimo arrivato e conosco la
fiducia che questa società ha dato a Blizzard. Quindi, se un giocatore
vuole lasciare questo mondo, che vada: non ho rancori, gli auguro con
grande sincerità un futuro importante, ma se lo poteva costruire anche
qui. E sul pullman, di ritorno da Cantù, parlando della partita di oggi
era previsto un suo ingresso in quintetto, ma evidentemente non mi ha dato
fiducia. La Virtus è andata avanti perdendo Ginobili, andrà avanti senza
Blizzard: io penso che non sia possibile far contenta una squadra di 12
giocatori, e preferisco 8 giocatori felici e magari uno incazzato, ma che
oggi avrei fatto giocare. Magari sarò ingenuo, ma è strano questa sua
scelta proprio all’inizio della finestra. Sabatini - Non poniamo veti verso particolari squadre. Non
abbiamo preclusioni a cedere Blizzard a chiunque ce lo chieda, purché
paghi quanto chiediamo.
GIALLO VIRTUS: "BLIZZARD, CHI L'HA VISTO?" di Francesco Forni - La
Repubblica/Bologna - 08/01/2009
I destini della Virtus, divenuti più tortuosi negli
ultimi giorni, non ruotano ovviamente intorno al solo caso Blizzard, che
però ieri ha ripreso una piega oscura. La nube grigia apparentemente non
sposta equilibri, ma produce almeno fastidi. Doveva rientrare in città,
Brett, ed è difficile pensare che la ragione del mancato arrivo stia nelle
nevicate. Ieri infatti non rispondeva al cellulare, né italiano né
americano, e non é stato avvistato a Bologna, tanto che lo stesso Claudio
Sabatini confessava di non aver certezze. «Cosa volete che vi dica? Andremo
a 'Chi l'ha visto?' per saperne di più. Al momento per noi è missing. Noi
l'aspettavamo ieri e anche il giorno prima, ma non abbiamo sentito più
nulla...». Blizzard potrebbe arrivare oggi, ma rimane tutto nell'empireo, e
in ogni modo già questo ritardo è uno nodo difficile da giustificare e da
sciogliere. In Virtus sono agitati, anche perché il timore forte, adesso, è
perdere il dominio sul giocatore, che ha un diritto 'sindacale' ad allenarsi
con la prima squadra (e per questo vi è stato così caldamente riammesso). Il
valore del contratto vincolante, per un detentore di passaporto italiano,
non è basso: per questo la Virtus sta facendo di tutto per non perderlo,
addirittura pensando pure a un reintegro, che non esalta l'allenatore, ma
potrebbe dargli, oltre a meno grane, un tiratore in più, ora che da fuori,
per esempio, Righetti la rischia poco e la mette meno. Ma il ritardo
complica questo percorso: nessuno ha slancio, in questa partita intessuta
pure di bei bluff, né il giocatore né il coach, che la squadra probabilmente
la completerebbe con un'ala vera, di più solida prestanza fisica. Matteo
Boniciolli, dai microfoni della Futurshow Station, ha commentato così: «Brett
è semplicemente un giocatore che ha avuto grandi concessioni, godendo di
molta disponibilità da parte della società in cui si trova da tre anni.
Spero che finalmente riesca ad apprezzarla. Fa parte della forza lavoro di
questo club e in caso di necessità sarà una risorsa. Se vorrò lo farò
giocare, altrimenti no. Non stiamo parlando di Jordan, non credo ci siano
problemi a decidere di tener fuori determinati giocatori. Brett è un bravo
ragazzo ma sotto certi aspetti deve maturare o farsi consigliare meglio...».
Porte non molto spalancate quindi, al momento, anche se il passato (prossimo
e remoto) lascia aperti tutti gli scenari, dalla redenzione alla cessione,
magari in prestito, ricalcando il tragitto che ieri ha portato,
ufficialmente, Dimitri Lauwers a Varese da Pillastrini.
«Sono tornato per scusarmi e per
ritrovare un posto in squadra di Massimo Selleri - Il
Resto del Carlino - 12/01/2009
La Virtus è a Samara senza
Earl Boykins e Jamie Arnold. In una gara che non vale nulla almeno per i
bianconeri che chiuderanno questa prima fase di Eurochallenge al primo posto
nel loro girone, qualunque sia il risultato dell'incontro di domani, società
e staff tecnico hanno deciso che i due giocatori potevano rimanere sotto le
due torri. Arnold è in attesa di diventare papà,
mentre Boykins lavorerà all'Arcoveggio per recuperare la miglior forma
fisica, dopo che per dieci giorni si è allenato a singhiozzo viaggiando
avanti ed indietro dall'America volendo a tutti i costi assistere il figlio
che è stato sottoposto un piccolo intervento chirurgico. A loro si
aggregherà anche Brett Blizzard, arrivato sabato anche lui dagli
States dopo una lunga serie di rinvii.«Sono tornato per scusarmi perché ho capito di aver sbagliato sia
chiedendo di cambiare club sia andando a casa senza il permessodella società. Chiederò scusa e spero con il mio pentimento di
ottenere un posto in squadra. Per il momento non chiedetemi nulladi più perché prima voglio parlare con la società e spiegare il
motivo dei miei errori, poi sono pronto a rispondere tutte le vostre
domande».Questa la posizione del giocatore ribadita
anche nella giornata di ieri. Adesso la palla passa alla società e in
particolare a Claudio Sabatini ma l'equazione è stato perdonato Boykins e
quindi verrà perdonato anche Blizzard non è così automatica. Innanzitutto
Boykins ha accettato di pagare una multa salatissima pur di rientrare in
squadra, inoltre la sua presenza con Siena è stata decisa dallo spogliatoio
che ha votato compattamente a favore, mentre nel caso del giocatore
italoamericano la società aveva già deciso di reintegralo dopo essersi
chiarito con lui nel giorno della vigilia di Natale, per poi scoprire che il
giocatore era volato a casa nei giorni immediatamente successivi. Sarà
un'altra patata bollente che passerà per le mani del general
manager Andrea Luchi, l'obiettivo è quello di preservare la compattezza del
gruppo, un gruppoche ha saputo vincere 11 delle
ultime 14 gare disputante e che, è inutile nasconderselo, con l'autoesclusione
di Blizzard ha anche trovato qualche vantaggio, facendo venire allo scoperto
tutta l'essenzialità di Vukcevic per questa squadra e soprattutto la grande
voglia di emergere di Keith Langford.
BLIZZARD BALLA TRA IL REINTEGRO E LA CESSIONE di Stefano Brienza - Il Bologna - 13/01/2009
Serve chiarezza in casa Virtus. Mentre la squadra è a Samara, dove oggi
giocherà l'ultima inutile partita del girone di EuroChallenge, a Bologna
continua a tenere banco il caso Blizzard. S'è parlato tanto della guardia
della Florida. Al momento è a disposizione di coach Boniciolli per gli
allenamenti, ma il suo futuro è ancora in bilico. Le opzioni sono varie. Da
una parte un improbabile perdono da parte dell'allenatore, dopo le storie
tese di inizio gestione e la famosa e-mail enigmatica di sabato; ma parole
ed atteggiamento di Boniciolli sul suo giocatore sembrano far escludere
questa possibilità. Dall'altra, vedere un talento del livello di Blizzard
stare in una società solo per fare gli allenamenti fa specie, e quindi si
affaccia l'ipotesi cessione. Ieri è saltata fuori Ferrara, dove l'appena
arrivato Apodaca è stato trovato positivo all'antidoping: ma sembra una
pista poco attuabile. C'è la possibilità che qualche club europeo voglia
accollarsi un contratto che forse Sabatini sarebbe contento di scaricare. Ma
l'ex Cantù ha grande mercato in Italia a causa del suo passaporto; e allora
si attenderanno offerte, a meno di atti caritatevoli del coach. Che stasera
continuerà i suoi esperimenti, sempre in cerca dell'alchimia perfetta, col
primato in tasca.
Vìrtus, mistero Blizzard di Claudio Limardi - Corriere dello
Sport/Stadio - 24/01/2009
La grande domanda che aleggia sopra la testa della Virtus in vista della
gara di domenica mattina a Biella è che ne sarà di Brett Blizzard ora che è
ufficialmente tornato in squadra, non solo per gli allenamenti ma anche per
le partite. Se davvero Keith Langford non sarà disponibile - lui è uno che
non si arrende facilmente ma i guai muscolari non incoraggiano gli eroismi,
si rischia di procurarsi danni maggiori - considerato che neppure Petteri
Koponen è al meglio, Blizzard potrebbe avere un'opportunità insperata,
quella di riappropriarsi della Virtus a dispetto
della richiesta di cessione, degli ovvi contrasti con Boniciolli, del giallo
della fuga americana non autorizzata con rientro ritardato dal maltempo.
BLIZZARD - Brett non è il classico giocatore che Boniciolli sceglierebbe per
la sua squadra. è
una guardia poco atletica di 1,90, ha un gran tiro da fuori, ma non riesce a
mettere palla in terra, quindi non si procura falli e tiri liberi.
è un difensore duro
ma dopo l'incidente ha smarrito un po' di rapidità e soffre anche in questa
situazione. La partita della rottura, a Cantù, era stata marchiata dalla sua
modesta difesa su Jason Rich, che atleticamente è di un'altra categoria. Ma
Blizzard è esperto, fino a poco tempo fa sembrava attaccato alla Virtus più
di quanto lo sia stato di recente. Si è rotto anche
il feeling con i tifosi ma storicamente è sempre stato molto considerato dal
pubblico bianconero. Insomma, il ruolo di Blizzard da oggi in poi è un
mistero che dipenderà in gran parte da lui. Perché se dovesse sfruttare la
chance che Boniciolli gli offrirà, forse per cause di forza maggiore, poidiventerebbe difficile spingerlo in fondo alla panchina. La realtà
dei fatti è che per quanto sia distante strutturalmente dalle convinzioni
del suo allenatore attuale, questa Virtus ha bisogno di produrre una
stagione importante con le armi che ha. E non sono armi di secondo piano. Su
questo è d'accordo anche Boniciolli.
SOLDATO BLIZZARD, ORA TOCCA A TE
di Elisa Fiocchi - Corriere di Bologna -
24/04/2009
Brett Blizzard è di nuovo dinanzi all'ennesimo crocevia importante nella sua
esperienza in Virtus, addirittura in quintetto base interpretando le parole
di Boniciolli («È in forma strepitosa»). Veterano dell'epopea Sabatini, ha
vissuto tutte le finali dell'epoca recente bianconera, compresa la
precedente in Fiba Cup (l'odierno Eurochallenge) persa a Girona. La Virtus
d'allora non era favorita ma uscì in semifinale e a sbagliare il tiro della
vittoria, dopo una bellissima partita, fu proprio Blizzard. Che oggi
ricorda. «Sostanzialmente il mio approccio è rimasto lo stesso. Che giochi
in campionato o in Europa, contro Udine o i Lakers, l'obiettivo di un
professionista deve restare sempre lo stesso: vincere».E cosa ha pensato quando quel pallone a Girona nel 2007 morì fuori
dal ferro?«La cosa incredibile è che la palla entrò
e venne come sputata fuori. Avremmo potuto vincere quella partita, e ce la
meritavamo anche. È andata così purtroppo, capita a tante buone squadre di
uscire deluse dalle competizioni europee».Come le
sembra il livello delle avversarie quest'anno?
«Spesso si tende a sottovalutare questa coppa, perché è la terza per
importanza europea. In realtà, proprio per questo, ci sono tantissimi
giocatori che ambiscono all'Eurolega, club che si giocano il futuro e sono
pieni di motivazioni. E poi se non fossero squadre di livello non sarebbero
nemmeno arrivate fin qui».Giocare in casa, dopo le
delusioni della Coppa Italia, è una spina nel fianco?
«C'è una prima volta per tutto, ci siamo detti. È tempo di cambiare la
storia e proprioper questo alzare la coppa».Ma che è accaduto quest'inverno, quando voleva lasciare la Virtus?«Quando sono arrivato in Europa, il mio primo obiettivo era quello di
giocare a pallacanestro seriamente. Quest'anno mi sono ritrovato in una
situazione in cui gli spazi erano ridotti, così mi sono chiesto se era
davvero quello che volevo per la mia carriera e se forse in altre squadre
avrei ottenuto maggiori responsabilità».Poi la
pace.«Con la Virtus abbiamo trovato un equilibrio in maniera molto naturale.
Abbiamo fatto entrambi un passo in avanti e ho sentito nella società nuova
fiducia e disponibilità. Così sono rimasto, ed è stata la scelta più
giusta».Ora com'è l'equilibro nelle rotazioni? Ci
sono tanti talenti nella Virtus...«È ancora
difficile per ognuno di noi ottenere lo spazio che ci si aspetta. Inutile
negarlo, ogni giocatore vorrebbe stare in campo 40', io per primo. Non
cambio idea rispetto a ciò che pensavo quest'inverno. Ora però penso solo a
dare una contributo concreto per la vittoria».Virtus
2007 contro Virtus 2009. Cos'è cambiato?«Nella
squadra attuale c'è più talento e di conseguenza la produzione del gioco è
nettamente migliore. Quello che aveva in più la squadra di due anni fa, era
la chimica. Ci conoscevamo di più e avevamo quella fame di vincere
inesauribile, di emergere e dimostrare il nostro valore. Ma anche quest'anno
abbiamo trovato buoni equilibri».C'è un nesso tra la
sconfitta subita a Ferrara e la gestione del finale con Siena?«Indubbiamente sì. Non siamo arrivati là con quella grinta e quell'aggressività
cheavremmo avuto normalmente. Eravamo senza energie,
nervosi».Ora la volata playoff si avvicina. Che
incastri si aspetta?«Secondo o sesto posto, non
faranno la differenza. Ogni squadra avrà una faccia differente nei playoff,
e il livello è rimasto uguale a quello di due anni fa. Siena ad esempio è
stata battuta dalla Fortitudo, noi ci siamo andati vicini. I playoff sono
sempre una grande incognita».Qual è stata la
sorpresa più grande in questa sua stagione?
«Indubbiamente il pensiero di cambiare squadra. Sorpresa non direi, forse è
stato più un momento negativo che ha segnato questo mio anno alla Virtus».Chi sono i suoi amici?«Tante persone mi sono
state vicino da quandosono a Bologna, spesso mi
offrono consigli differenti rispetto al mio pensiero. C'è la mia fidanzata,
la famiglia, gli amici fra cui Stonerook
e Mcintyre...».E che le hanno
detto i due giocatori senesi sul finale di partita di una settimana fa?«Erano molto felici». sorride.Nient'altro?«No, lasciamo stare, meglio tacere».Il futuro
di Blizzard?«Vorrei restare alla Virtus».E se non sarà Bologna?«L'Europa, senza
dubbio. Il basket europeo mi ha sempre affascinato di più rispetto a quello
americano. Meno salti e agonismo, più cervello e ragionamento».