homepage

 

Virtus

 

gioc. italiani

gioc. stranieri

tecnici

dirigenti

sponsor

tifosi

 

stagioni

palmares

classifiche

il derby

 

case

libri

links

contatti

 

 

 

Brett Blizzard

nato a: Tallhassee (USA)

il: 12/06/80

altezza: 191

ruolo: guardia

numero di maglia: 7

 

Stagioni alla Virtus: 2006/07 - 2007/08

 

palmares individuale in Virtus: 1 Eurochallenge

 

statistiche individuali

 

biografia su wikipedia

 

 

Blizzard dagli States «Virtus, aspettami» - Si opera lunedì: ne avrà per quattro mesi
di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 11/08/2007

 

A Tallahassee, in Florida, nella città dove è nato, Brett Blizzard si sta preparando all’intervento chirurgico di lunedì. Una vera e propria doccia fredda per un infortunio che ha appiedato la guardia bianconera almeno per la prima parte di stagione.

«è avvenuto tutto nello spazio di un secondo — racconta Blizzard — stavo correndo per tenermi in forma, in previsione del raduno di domani, quando ho sentito un dolore tremendo alla caviglia sinistra. Dopo i primi esami i dottori non hanno avuto dubbi, devo operarmi al più presto e lo farò lunedì in North Carolina, dove ci sono i migliori medici degli Stati Uniti per questo tipo di problema».

Quando la rivedremo sul campo?

«Purtroppo non per l’inizio del campionato. Dopo l’intervento dovrò stare fermo un mese, poi arriverò a Bologna dove inizierò la riabilitazione che durerà circa tre mesi, il che significa che potrei essere pronto solo quando l’Eurolega sarà già iniziata».

In una Virtus completamente rinnovata è pronto a essere un leader del gruppo?

«Io sono al servizio della squadra e sono pronto a fare quello che mi si chiede. Se devo essere sincero non mi sono mai sentito un trascinatore, anche se davanti alle responsabilità non mi sono mai tirato indietro e me le prendo senza troppi problemi. Penso sia soprattutto una questione di carattere».

Quando ritornerà a Bologna, vedrà una squadra completamente diversa. Che ne pensa?

«Che ci sono abituato. Prima della Virtus, qui in Italia ho cambiato maglia a ogni stagione. Tutti questi passaggi mi hanno fatto pensare che i club non li fanno i giocatori, quanto la società e i tifosi. I giocatori possono cambiare, ma la tradizione non sarà mai cancellata. Un allenatore o un giocatore diventa importante se ha lasciato un segno e ha fatto crescere quella realtà, ma in ogni caso la realtà vive indipendentemente dalla presenza di questo o di quel personaggio».

Quando rientrerà giocherà l’Eurolega, una bella sfida per chi deve ripartire.

«Sarà una sorta di primo giorno di scuola, perché in carriera non ci ho mai giocato. Cercherò di imparare da quei compagni che hanno più esperienza di me a livello europeo».

In estate ha ricevuto parecchie offerte, come mai alla fine ha scelto la Virtus?

«Per tre motivi. Come ho detto non mi sono mai fermato per più di una stagione in una squadra e, secondo me, era venuto il momento di farlo. Poi c’era l’Eurolega, la massima competizione europea, con la quale non mi ero mai misurato e infine il fatto che la squadra per buona parte si sia rinnovata. Allenatore nuovo e compagni nuovi. Non nascondo che l’idea di ricostruire per arrivare agli stessi traguardi della passata stagione mi stuzzica parecchio».

 


 

VIRTUS, BLIZZARD PRESENTA LA PROSSIMA STAGIONE

di Bruno Trebbi - bolognabasket.it - 19/08/2008
 

Mentre la Virtus continua la ricerca sul mercato del play di riserva, oggi è stato il turno di Brett Blizzard di presentare la stagione che viene.
Ecco le sue parole:
”Sono contento di essere rimasto a Bologna. Quest’anno è una sfida nuova, abbiamo una squadra nuova, con giocatori di alto livello e di esperienza, e un bellissimo nuovo palazzo in corso di costruzione. Credo che ci saranno grandi partite.
Le mie condizioni fisiche? Sono molto buone, ho lavorato bene in estate con gli allenatori della mia università e ho giocato anche qualche torneo in North Carolina, e ora non penso più all’infortunio alla caviglia.
Il campionato? Siena sta facendo un grande lavoro in Italia e in Europa, è la squadra da battere e vuole dominare. Noi abbiamo grandi giocatori, se troveremo una buona chimica di squadra si potrà provare a colmare il gap.
La passata stagione? è stata una stagione frustrante, finita in maniera disastrosa. è una situazione in cui nessuno vuole tornare. Coach Pasquali e i giocatori che c’erano, ovvero io, Giovannoni e Chiacig, ci ricordiamo bene quella situazione, per cui parleremo coi nuovi giocatori in modo che quanto successo l’anno scorso non si possa ripetere.
Pasquali? Conosce molto bene il gioco e fa lavorare duro i suoi giocatori. Quello che diceva l’anno scorso lo dice anche quest’anno, con la differenza che quest’anno parte dall’inizio. Sa quel che vuole, e vuole che i suoi giocatori seguano i suoi dettami.
La concorrenza nel ruolo di guardia? Il fatto che ci siano tanti giocatori è solo una cosa positiva, ci sarà competizione in allenamento per ottenere i minuti importanti in partita, e questo farà sì che il livello cresca sempre di più. Personalmente come ogni giocatore vorrei giocare sempre 40 minuti, ma quello che posso fare è dare il 100% in allenamento, e poi mettermi a disposizione del coach che decide quanto farmi giocare. Ci sono poi anche situazioni diverse, squadre che giocano in maniera diverse e giocatori che si accoppiano più o meno bene. Ci saranno partite in cui giocherò pochi minuti, altre in cui ne giocherò tanti.
Boykins? Credo che per molte squadre sarà difficile marcarlo. Può penetrare facilmente, e noi abbiamo parecchi tiratori pronti a raccogliere i suoi scarichi quando la difesa collassa su di lui. Con la sua bravura e la sua esperienza NBA può facilitarci di parecchio le cose.
I tifosi in massa al raduno? La Virtus ha una grande tradizione e moltissimi tifosi. L’anno scorso erano frustrati, perché non c’era niente di cui essere entusiasti. Quest’anno sono arrivati molti ottimi giocatori, e credo che sia normale che il pubblico sia già entusiasta. Non mi sono sorpreso a vedere tanta gente. A loro posso dire che saremo una squadra molto professionale che si allenerà duramente e darà il massimo a ogni partita, eseguendo i compiti dati dal coach. Cercheremo di raggiungere il risultato tutti insieme.”

 

 

.

 

 

BRETT BLIZZARD SPIEGA LA SUA DECISIONE
di Valentina Calzoni - bolognabasket.it - 26/11/2008

In una conferenza stampa radiofonica, alternata alle scelte musicali non solo del giocatore, ma anche della Virtus (che gli dedica "Se mi lasci non vale", "Se mi vuoi lasciare", "Champagne" e chiude con "Non ti scordar mai di me"), Brett Blizzard ha spiegato i motivi della sua scelta di lasciare la V nera.
Brett, cosa è successo? “La cosa principale è che è una mia scelta personale. La Virtus è stata una grande occasione, Sabatini con me si è sempre comportato bene, e non ho nulla contro di loro, anzi. Ripeto, solo una scelta mia”
Però con il nuovo allenatore il minutaggio è calato, e contro Cantù dopo l’ingresso in quintetto non sei più rientrato: c’entra qualcosa? “Ovviamente questi ultimi incontri hanno un po’ contribuito, anche perché vedevo che la squadra senza di me vinceva ugualmente, e non mi sento felice nel momento in cui non riesco a dare il mio contributo”
Non senti la fiducia dell’allenatore? “Niente di personale, io lo rispetto, so quello che ha fatto in carriera, e gli auguro il meglio. E’ solo che non mi piace giocare poco: Boniciolli ha un suo progetto, e io non mi sento di esserne parte”
Ma perché pensi di non essere parte del progetto? “Non c’è qualcosa in particolare, ma di certo i pochi minuti possono aver contribuito. Ribadisco che non c’è niente tra me e l’allenatore, nessun disagio particolare, e posso solo ringraziare la Virtus per tutto quello che mi ha dato”
I fans sono dispiaciuti. “Qui mi sono sempre sentito bene, come in una famiglia, e i tifosi mi sono sempre stati vicini anche quando sono stato infortunato. E per questo che la mia decisione è stata difficile”
Boniciolli sta cercando di ridurre le rotazioni. Contro Rieti Langford è stato a lungo in panchina, a Cantù è toccato a te. Ma oggi avresti avuto la possibilità di rifarti, specie perché Boniciolli aveva parlato bene di te. “Contro Rieti già avevo giocato poco, e non è che io abbia deciso da un momento all’altro: ci stavo pensando già da un po’”
Ora cosa farai? “Non so dove andrò, ma di certo la mia decisione è definitiva. Ora non ho squadre in testa, anche perché questa non è stata una scelta programmata. Non mi sentivo bene, e un giocatore che non si sente bene può creare problemi nello spogliatoio, per cui è andata così. Adesso, Italia o estero non so”
Il buyout è alto, il rischio è che tu possa restare fermo almeno fino all’estate, dato che il tuo contratto scade nel 2010. “Sono cosciente che le cose possono non andare subito bene, ma dovevo fare qualcosa”
Eppure, non si capisce perché ora ti senti inutile. “Per me in estate le cose stavano andando bene, dato che non c’erano partite. Ora però è diverso”
Una grande squadra ha bisogno di un passo indietro dei singoli, tu forse non te la sentivi? “Tutti gli americani che vengono in Europa pensano di giocare 35’, io invece sono sempre stato abituato a giocare 20’, per cui dei passi indietro ne ho già fatti. Ora però vorrei anche stare in piedi”
Quindi, andresti in una squadra meno ambiziosa ma con più spazio? “Ho 28 anni, una carriera davanti, e ho bisogno di giocare. Fossi più anziano potrei anche sedermi, ma adesso no”
La società ha risposto rigidamente, con un comunicato: speravi in una cosa meno evidente? “Me lo aspettavo, conoscendo Sabatini, ma tutte le decisioni che lui prende sono per il bene della Virtus”
E’ una questione di felicità? “Non posso stare nel team se sono infelice, e non voglio fare la parte dello scontento che si tira dietro gli altri, specie in un momento positivo per la squadra come questo”
Facevi parte anche del progetto-Siena: aumenta il rammarico? “Loro ora sono un grande gruppo, e all’epoca per me c’era davvero poco spazio, per cui decisi di scendere in Legadue”
Che ricordo ti porterai dietro? “Il mio primo anno, quando mi sentivo a mio agio, poi pensare alle finali perse mi fa sentire ancora peggio di come mi senta adesso”
Avellino ti piacerebbe? “Ho un grande rapporto con Markovski e Best, ma ora devo cercare il meglio per me. Fosse anche andare a giocare in Australia, non importa. Ora ho il cuore ferito, e non penso che andrò ad Avellino”
I compagni come l’hanno presa? “Ieri nello spogliatoio tutti mi chiedevano il perché della decisione, e mi sentivo anche in difficoltà a rispondere: è vero che ora iniziano le due partite a settimana, ma ormai avevo deciso in questo modo”
Vero che ora si apre la finestra di mercato, ma se a Cantù avessi giocato di più, avresti fatto uguale? “No, ma se ho deciso così è perché non ho spazio, e i 17 minuti di media non sono arrivati con il nuovo allenatore”
 


 

VIRTUS - OSTENDA: PAGELLE, STATISTICHE, INTERVISTE

di Enrico Faggiano - bolognabasket.it - 26/11/2008


VERBA MANENT

Boniciolli

...

Blizzard? Non esiste un caso. Lui a Cantù è partito in quintetto, ha messo una tripla, poi in difesa, non solo per malavoglia, mette in partita Rich. Poi metto Koponen, e vinco di 20: non penso che il suo agente si sia lamentato quando, con lui in campo 28’ a Pesaro, abbiamo perso di 35. La lamentela arriva dopo una vittoria, e non lo ha detto né a me né a Sabatini, ma ha parlato con il GM. E questo mi offende, che sono l’ultimo arrivato e conosco la fiducia che questa società ha dato a Blizzard. Quindi, se un giocatore vuole lasciare questo mondo, che vada: non ho rancori, gli auguro con grande sincerità un futuro importante, ma se lo poteva costruire anche qui. E sul pullman, di ritorno da Cantù, parlando della partita di oggi era previsto un suo ingresso in quintetto, ma evidentemente non mi ha dato fiducia. La Virtus è andata avanti perdendo Ginobili, andrà avanti senza Blizzard: io penso che non sia possibile far contenta una squadra di 12 giocatori, e preferisco 8 giocatori felici e magari uno incazzato, ma che oggi avrei fatto giocare. Magari sarò ingenuo, ma è strano questa sua scelta proprio all’inizio della finestra.
Sabatini - Non poniamo veti verso particolari squadre. Non abbiamo preclusioni a cedere Blizzard a chiunque ce lo chieda, purché paghi quanto chiediamo.
 


 

GIALLO VIRTUS: "BLIZZARD, CHI L'HA VISTO?"
di Francesco Forni - La Repubblica/Bologna - 08/01/2009

I destini della Virtus, divenuti più tortuosi negli ultimi giorni, non ruotano ovviamente intorno al solo caso Blizzard, che però ieri ha ripreso una piega oscura. La nube grigia apparentemente non sposta equilibri, ma produce almeno fastidi. Doveva rientrare in città, Brett, ed è difficile pensare che la ragione del mancato arrivo stia nelle nevicate. Ieri infatti non rispondeva al cellulare, né italiano né americano, e non é stato avvistato a Bologna, tanto che lo stesso Claudio Sabatini confessava di non aver certezze. «Cosa volete che vi dica? Andremo a 'Chi l'ha visto?' per saperne di più. Al momento per noi è missing. Noi l'aspettavamo ieri e anche il giorno prima, ma non abbiamo sentito più nulla...». Blizzard potrebbe arrivare oggi, ma rimane tutto nell'empireo, e in ogni modo già questo ritardo è uno nodo difficile da giustificare e da sciogliere. In Virtus sono agitati, anche perché il timore forte, adesso, è perdere il dominio sul giocatore, che ha un diritto 'sindacale' ad allenarsi con la prima squadra (e per questo vi è stato così caldamente riammesso). Il valore del contratto vincolante, per un detentore di passaporto italiano, non è basso: per questo la Virtus sta facendo di tutto per non perderlo, addirittura pensando pure a un reintegro, che non esalta l'allenatore, ma potrebbe dargli, oltre a meno grane, un tiratore in più, ora che da fuori, per esempio, Righetti la rischia poco e la mette meno. Ma il ritardo complica questo percorso: nessuno ha slancio, in questa partita intessuta pure di bei bluff, né il giocatore né il coach, che la squadra probabilmente la completerebbe con un'ala vera, di più solida prestanza fisica. Matteo Boniciolli, dai microfoni della Futurshow Station, ha commentato così: «Brett è semplicemente un giocatore che ha avuto grandi concessioni, godendo di molta disponibilità da parte della società in cui si trova da tre anni. Spero che finalmente riesca ad apprezzarla. Fa parte della forza lavoro di questo club e in caso di necessità sarà una risorsa. Se vorrò lo farò giocare, altrimenti no. Non stiamo parlando di Jordan, non credo ci siano problemi a decidere di tener fuori determinati giocatori. Brett è un bravo ragazzo ma sotto certi aspetti deve maturare o farsi consigliare meglio...». Porte non molto spalancate quindi, al momento, anche se il passato (prossimo e remoto) lascia aperti tutti gli scenari, dalla redenzione alla cessione, magari in prestito, ricalcando il tragitto che ieri ha portato, ufficialmente, Dimitri Lauwers a Varese da Pillastrini.

 


 

«Sono tornato per scusarmi e per ritrovare un posto in squadra
di Massimo Selleri - Il Resto del Carlino - 12/01/2009


La Virtus è a Samara senza Earl Boykins e Jamie Arnold. In una gara che non vale nulla almeno per i bianconeri che chiuderanno questa prima fase di Eurochallenge al primo posto nel loro girone, qualunque sia il risultato dell'incontro di domani, società e staff tecnico hanno deciso che i due giocatori potevano rimanere sotto le due torri. Arnold è in attesa di diventare papà, mentre Boykins lavorerà all'Arcoveggio per recuperare la miglior forma fisica, dopo che per dieci giorni si è allenato a singhiozzo viaggiando avanti ed indietro dall'America volendo a tutti i costi assistere il figlio che è stato sottoposto un piccolo intervento chirurgico. A loro si aggregherà anche Brett Blizzard, arrivato sabato anche lui dagli States dopo una lunga serie di rinvii .«Sono tornato per scusarmi perché ho capito di aver sbagliato sia chiedendo di cambiare club sia andando a casa senza il permesso della società. Chiederò scusa e spero con il mio pentimento di ottenere un posto in squadra. Per il momento non chiedetemi nulla di più perché prima voglio parlare con la società e spiegare il motivo dei miei errori, poi sono pronto a rispondere tutte le vostre domande». Questa la posizione del giocatore ribadita anche nella giornata di ieri. Adesso la palla passa alla società e in particolare a Claudio Sabatini ma l'equazione è stato perdonato Boykins e quindi verrà perdonato anche Blizzard non è così automatica. Innanzitutto Boykins ha accettato di pagare una multa salatissima pur di rientrare in squadra, inoltre la sua presenza con Siena è stata decisa dallo spogliatoio che ha votato compattamente a favore, mentre nel caso del giocatore italoamericano la società aveva già deciso di reintegralo dopo essersi chiarito con lui nel giorno della vigilia di Natale, per poi scoprire che il giocatore era volato a casa nei giorni immediatamente successivi. Sarà un'altra patata bollente che passerà per le mani del general manager Andrea Luchi, l'obiettivo è quello di preservare la compattezza del gruppo, un gruppo che ha saputo vincere 11 delle ultime 14 gare disputante e che, è inutile nasconderselo, con l'autoesclusione di Blizzard ha anche trovato qualche vantaggio, facendo venire allo scoperto tutta l'essenzialità di Vukcevic per questa squadra e soprattutto la grande voglia di emergere di Keith Langford.

 

 

BLIZZARD BALLA TRA IL REINTEGRO E LA CESSIONE
di Stefano Brienza - Il Bologna - 13/01/2009

Serve chiarezza in casa Virtus. Mentre la squadra è a Samara, dove oggi giocherà l'ultima inutile partita del girone di EuroChallenge, a Bologna continua a tenere banco il caso Blizzard. S'è parlato tanto della guardia della Florida. Al momento è a disposizione di coach Boniciolli per gli allenamenti, ma il suo futuro è ancora in bilico. Le opzioni sono varie. Da una parte un improbabile perdono da parte dell'allenatore, dopo le storie tese di inizio gestione e la famosa e-mail enigmatica di sabato; ma parole ed atteggiamento di Boniciolli sul suo giocatore sembrano far escludere questa possibilità. Dall'altra, vedere un talento del livello di Blizzard stare in una società solo per fare gli allenamenti fa specie, e quindi si affaccia l'ipotesi cessione. Ieri è saltata fuori Ferrara, dove l'appena arrivato Apodaca è stato trovato positivo all'antidoping: ma sembra una pista poco attuabile. C'è la possibilità che qualche club europeo voglia accollarsi un contratto che forse Sabatini sarebbe contento di scaricare. Ma l'ex Cantù ha grande mercato in Italia a causa del suo passaporto; e allora si attenderanno offerte, a meno di atti caritatevoli del coach. Che stasera continuerà i suoi esperimenti, sempre in cerca dell'alchimia perfetta, col primato in tasca.
 


 

Vìrtus, mistero Blizzard
di Claudio Limardi - Corriere dello Sport/Stadio - 24/01/2009

La grande domanda che aleggia sopra la testa della Virtus in vista della gara di domenica mattina a Biella è che ne sarà di Brett Blizzard ora che è ufficialmente tornato in squadra, non solo per gli allenamenti ma anche per le partite. Se davvero Keith Langford non sarà disponibile - lui è uno che non si arrende facilmente ma i guai muscolari non incoraggiano gli eroismi, si rischia di procurarsi danni maggiori - considerato che neppure Petteri Koponen è al meglio, Blizzard potrebbe avere un'opportunità insperata, quella di riappropriarsi della Virtus a dispetto della richiesta di cessione, degli ovvi contrasti con Boniciolli, del giallo della fuga americana non autorizzata con rientro ritardato dal maltempo.
BLIZZARD - Brett non è il classico giocatore che Boniciolli sceglierebbe per la sua squadra. è una guardia poco atletica di 1,90, ha un gran tiro da fuori, ma non riesce a mettere palla in terra, quindi non si procura falli e tiri liberi. è un difensore duro ma dopo l'incidente ha smarrito un po' di rapidità e soffre anche in questa situazione. La partita della rottura, a Cantù, era stata marchiata dalla sua modesta difesa su Jason Rich, che atleticamente è di un'altra categoria. Ma Blizzard è esperto, fino a poco tempo fa sembrava attaccato alla Virtus più di quanto lo sia stato di recente. Si è rotto anche il feeling con i tifosi ma storicamente è sempre stato molto considerato dal pubblico bianconero. Insomma, il ruolo di Blizzard da oggi in poi è un mistero che dipenderà in gran parte da lui. Perché se dovesse sfruttare la chance che Boniciolli gli offrirà, forse per cause di forza maggiore, poi diventerebbe difficile spingerlo in fondo alla panchina. La realtà dei fatti è che per quanto sia distante strutturalmente dalle convinzioni del suo allenatore attuale, questa Virtus ha bisogno di produrre una stagione importante con le armi che ha. E non sono armi di secondo piano. Su questo è d'accordo anche Boniciolli.
 


 

SOLDATO BLIZZARD, ORA TOCCA A TE

di Elisa Fiocchi - Corriere di Bologna - 24/04/2009

 

Brett Blizzard è di nuovo dinanzi all'ennesimo crocevia importante nella sua esperienza in Virtus, addirittura in quintetto base interpretando le parole di Boniciolli («È in forma strepitosa»). Veterano dell'epopea Sabatini, ha vissuto tutte le finali dell'epoca recente bianconera, compresa la precedente in Fiba Cup (l'odierno Eurochallenge) persa a Girona. La Virtus d'allora non era favorita ma uscì in semifinale e a sbagliare il tiro della vittoria, dopo una bellissima partita, fu proprio Blizzard. Che oggi ricorda. «Sostanzialmente il mio approccio è rimasto lo stesso. Che giochi in campionato o in Europa, contro Udine o i Lakers, l'obiettivo di un professionista deve restare sempre lo stesso: vincere». E cosa ha pensato quando quel pallone a Girona nel 2007 morì fuori dal ferro? «La cosa incredibile è che la palla entrò e venne come sputata fuori. Avremmo potuto vincere quella partita, e ce la meritavamo anche. È andata così purtroppo, capita a tante buone squadre di uscire deluse dalle competizioni europee». Come le sembra il livello delle avversarie quest'anno? «Spesso si tende a sottovalutare questa coppa, perché è la terza per importanza europea. In realtà, proprio per questo, ci sono tantissimi giocatori che ambiscono all'Eurolega, club che si giocano il futuro e sono pieni di motivazioni. E poi se non fossero squadre di livello non sarebbero nemmeno arrivate fin qui». Giocare in casa, dopo le delusioni della Coppa Italia, è una spina nel fianco? «C'è una prima volta per tutto, ci siamo detti. È tempo di cambiare la storia e proprio per questo alzare la coppa». Ma che è accaduto quest'inverno, quando voleva lasciare la Virtus? «Quando sono arrivato in Europa, il mio primo obiettivo era quello di giocare a pallacanestro seriamente. Quest'anno mi sono ritrovato in una situazione in cui gli spazi erano ridotti, così mi sono chiesto se era davvero quello che volevo per la mia carriera e se forse in altre squadre avrei ottenuto maggiori responsabilità». Poi la pace.«Con la Virtus abbiamo trovato un equilibrio in maniera molto naturale. Abbiamo fatto entrambi un passo in avanti e ho sentito nella società nuova fiducia e disponibilità. Così sono rimasto, ed è stata la scelta più giusta». Ora com'è l'equilibro nelle rotazioni? Ci sono tanti talenti nella Virtus... «È ancora difficile per ognuno di noi ottenere lo spazio che ci si aspetta. Inutile negarlo, ogni giocatore vorrebbe stare in campo 40', io per primo. Non cambio idea rispetto a ciò che pensavo quest'inverno. Ora però penso solo a dare una contributo concreto per la vittoria». Virtus 2007 contro Virtus 2009. Cos'è cambiato? «Nella squadra attuale c'è più talento e di conseguenza la produzione del gioco è nettamente migliore. Quello che aveva in più la squadra di due anni fa, era la chimica. Ci conoscevamo di più e avevamo quella fame di vincere inesauribile, di emergere e dimostrare il nostro valore. Ma anche quest'anno abbiamo trovato buoni equilibri». C'è un nesso tra la sconfitta subita a Ferrara e la gestione del finale con Siena? «Indubbiamente sì. Non siamo arrivati là con quella grinta e quell'aggressività che avremmo avuto normalmente. Eravamo senza energie, nervosi». Ora la volata playoff si avvicina. Che incastri si aspetta? «Secondo o sesto posto, non faranno la differenza. Ogni squadra avrà una faccia differente nei playoff, e il livello è rimasto uguale a quello di due anni fa. Siena ad esempio è stata battuta dalla Fortitudo, noi ci siamo andati vicini. I playoff sono sempre una grande incognita». Qual è stata la sorpresa più grande in questa sua stagione? «Indubbiamente il pensiero di cambiare squadra. Sorpresa non direi, forse è stato più un momento negativo che ha segnato questo mio anno alla Virtus». Chi sono i suoi amici? «Tante persone mi sono state vicino da quando sono a Bologna, spesso mi offrono consigli differenti rispetto al mio pensiero. C'è la mia fidanzata, la famiglia, gli amici fra cui Stonerook e Mcintyre...». E che le hanno detto i due giocatori senesi sul finale di partita di una settimana fa? «Erano molto felici». sorride. Nient'altro? «No, lasciamo stare, meglio tacere». Il futuro di Blizzard? «Vorrei restare alla Virtus». E se non sarà Bologna? «L'Europa, senza dubbio. Il basket europeo mi ha sempre affascinato di più rispetto a quello americano. Meno salti e agonismo, più cervello e ragionamento».