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George Bisacca

nato a: ? (USA)

il: ?/?/1928

 

Stagioni alla Virtus: 1982/83

 

 

GEORGE IL MATTO

di Peppino Cellini – Superbasket – 28/10/82

 

Indubbiamente l’assessore allo sport Giuseppe Mazzetti, bolognese nell’espressione di tutti i suoi pori, sbava d’amore per la Sinudyne squadra, e di ammirazione per il conduttore in “toto” l’avvocatissimo Porelli. Il “vate” del basket felsineo lo ripaga con egual stima: nello scambio di questa affettuosa collaborazione si giova la comunità sportiva. Infatti è di questi giorni la decisione della pallacanestro Virtus-Sinudyne di concedere l’uso della megagalattica palestra Virus anche ai giovani delle scuole comunali, e… l’assessore ha invitato tutti (anche la stampa) ad un “panino” come lui ama dire, sui colli, in alto, vicino alle stelle (come si esprime abitualmente) per cercare di cogliere la “stella del decimo, agognato scudetto”, una sorta di preghiera pagana che con l’avvento del messia Roberto Brunamonti può verificarsi. In mezzo ad una nuvola conosciamo George Bisacca (è con la distintissima signora), 54 primavere, signorile, colto, bonaria ironia, un vero personaggio da tenere nella debita considerazione. Mister Bisacca: “La prego mi chiami Gorge”; bene, George, sappiamo tante cose di lei, è un affermato avvocato negli Usa, ha un importante studio che ora lo tirano avanti i suoi collaboratori in sua assenza, operano ovviamente nel campo del basket, possiede una villa nel Connecticut, a 40 miglia da New York, le nostre informazioni ci precisano, 14 stanze per gli ospiti, due piscine, un campo da basket, uno di tennis, insomma una roba da nababbi, alloro chi glielo ha fatto fare a cercare rogna in Italia dove il mestiere del coach è estremamente difficile?

“Perché sono matto, matto di basket”.

Allora Gorge quali sono le sue prime impressioni del basket italico rispetto al basket Usa?

“Negli Stati Uniti i ragazzi per prima cosa fanno i play-ground, non sono seguiti da nessuno, perciò sono degli “istintivi”. In Italia i ragazzi sono seguiti fin dai primi passi dall’allenatore, sono talenti costruiti”.

Nella Sinudyne abbiamo creduto di vedere che lei non poggi su schemi fissi, ma piuttosto si affidi nei giochi differenziati a due, a tre, ruota per l’uomo libero a seguire.

“Io credo di avere in squadra dei talenti, non li voglio costringere a dei giochi obbligati, credo nell’estro, nell’arte di fare gioco, non voglio essere l’allenatore che costringe con pugno di ferro i suoi fuoriclasse a fare ciò che vuole il coach, credo nelle loro capacità, diciamo che do loro spazio, però seguiti da me con la coda dell’occhio”.

George, la sua pazzia lo porterà a fermarsi per molto in Italia?

“Non so, i miei occhi sono troppo vecchi per vedere troppo lontano”.

Dai nostri arbitri, già nei primi impatti è stato prima ammonito, poi deplorato… alla prossima partita verrà la squalifica.

“Cercherò di essere più buono”. Il suo viso si increspa in un sorriso maligno.

George Bisacca è certamente un personaggio incredibile: ironia e battuta tipicamente napoletana, così come l’estro del farsi obbedire senza forzature, il fare da scugnizzo evoluto, una persona arrivata che cerca nuove esperienza, nuovi stimoli per non sentirsi vecchio, ci sembra un leader, comunque chi vivrà vedrà. Dietro ad un cespuglio l’assessore Mazzetti ed alcuni stretti collaboratori improvvisano un coro “sui colli felsinei vicino alle stelle, sogna è bello…” naturalmente il decimo scudetto e la “stella” tanto agognata sulle maglie delle Vu nere.

 


 

PORELLI QUERELA BISACCA

Superbasket – 24/11/83

 

Quando, l'anno scorso, l'avvocato Porelli decise di sostituire Bisacca alla guida tecnica della squadra, gli garantì la piena corresponsione di tutto l'onorario (65.000 dollari), e avrebbe potuto trattenerlo a Bologna, magari con altro incarico, fino a scadenza del contratto (30 giugno). Invece gli fece questa proposta, che Bisacca accettò: “Io ti pago lo stesso, ma tu vai in America e ti metti a cercare un'ala e un centro per noi”. Detto e fatto, Bisacca prese su e tornò a casa, Non trovò molto, per l'allora Sinudyne poi Granarolo. Quando andò in America l'avvocato Porelli andò a vedere una partita e trovò Bisacca. Allora gli disse: “Guarda a noi interessano Tom McMillen, Jan Van Breda Kolff e Len Elmore. Vedi se puoi procurarceli”. Tom McMillen disse subito di no, allora per il ruolo di centro restava Len Elmore. Una sera Porelli va a Washington, e apprende che Bisacca si era interessato per mandare Elmore alla… Scavolini. Siccome non si era ancora al 30 giugno, e quindi Bisacca era ancora dipendente dell'allora Sinudyne, l'avvocato Porelli si reca ora in America per citare Bisacca in tribunale. Porelli non è il tipo che accetta facilmente di subire dei torti e vuol proprio sapere se quel comportamento in America è considerato lecito. Il che non  affatto sicuro.