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Loris Benelli
nato a: Piangipane (RA)
il: 17/03/53
altezza: 200
ruolo: ala
numero di maglia: 9
Stagioni alla Virtus: 1971/72 -
1972/73 - 1973/74 -
1974/75
statistiche individuali
biografia su
wikipedia
palmares individuale in Virtus: 1 Coppa Italia
IL
PERSONAGGIO: LORIS BENELLI
tratto da "Ori ed allori - storia dello sport Lughese" di Ivan Rossi
Edo Colombi, insegnante d'educazione fisica e uomo di basket, entrato nella
tabaccheria vicino alla Chiesa di S. Maria, in Corso Garibaldi, per
acquistare le sigarette, rimane colpito dal fisico di quel longilineo
quattordicenne (classe 1952), figlio del gestore. Colombi lo convince a
frequentare l'ambiente del basket lughese. Le sue doti appaiono subito
chiare e, abbinate all'altezza, ne denotano le grandi potenzialità. Ben
presto entra a far parte dell'organico della prima squadra, sotto la guida
esperta del coach Adriano Chiarini (scuola Virtus Bologna), che ne plasma la
tecnica. Di Loris ci piace ricordare i lunghi pomeriggi passati nel campo in
cemento della Collegiata. Lo stesso campo dove la Robur (sponsorizzata
Robustus) svolgeva i propri campionati anche nei mesi invernali. In
parrocchia, era frequente trovarlo ad allenarsi da solo, dimostrando così
quella gran passione che, abbinata alla classe, è elemento decisivo per il
successo nello sport.
All'età di diciassette anni è chiamato a Bologna (la futura Basket City),
nelle fila della Virtus Norda. Aggregato alla prima squadra, il mitico Dan
Peterson lo trasforma da pivot in ala. Sarà la prima ala di due metri
(assieme a Gianni Bertolotti) del campionato italiano. Gioca una decina
d'anni nelle due squadre bolognesi (Virtus e Fortitudo), vestirà la maglia
della Nazionale Juniores e otterrà anche qualche convocazione in quella
maggiore.
Termina la carriera a 37 anni, in serie C, con medie che raggiungeranno
anche i 30 punti a partita.

LORIS BENELLI
tratto da Yearbook 1975/75
L'avvocato Porelli,
lo sanno tutti, è uno che ha buon naso per gli affari, e proprio perché è il
primo tifoso della Sinudyne, è il dirigente più preposto a fare dei
sacrifici pur di rafforzare la squadra. Eppure quest'estate, quando una
delle squadre più forti d'Italia gli propose uno scambio tra Benelli ed uno
dei nazionali A che tuttora vanno perla maggiore,
Porelli non ci pensò due volte e disse istantaneamente no. Loris Benelli,
ala-pivot di due metri, è considerato giustamente da Porelli ed anche da Peterson un elemento
insostituibile nella scacchiera della Sinudyne, oltre che un giocatore dal
futuro (prossimo) assicurato. In verità la politica della Sinudyne sui
giovani si è rivelata in questi ultimi anni azzeccatissima e Benelli ne è
proprio una dimostrazione lampante. Nelle giovanili della Virtus sotto la
guida di un istruttore formidabile quale è Zuccheri, Benelli ha compiuto
passo per passo la sua giovane carriera.
Loris ha davvero tutto per diventare
un'ottima ala: innanzitutto un'intelligenza assai vivace che gli permette di
apprendere con estrema facilità tutto quello che gli viene insegnato;
inoltre una grandissima volontà di riuscire ed una serietà nel lavoro che ha
poco risconto in molti altri giovani della sua età. Dell'ala Benelli ha già
un'ottima dote tecnica: la scioltezza e la precisione nel tiro da ogni
posizione. Benelli non è ancora un giocatore "fatto" e su questo nessuno ha
dubbi. Ha avuto una parentesi si sfiducia e involuzione tecnica durante il
periodo di Messina, anche perché il tipo di
lavoro cui fu sottoposto mal si adattava al suo fisico: con Peterson Benelli ha ripreso a fare dei
grossissimi progressi, pur utilizzato in un ruolo che non predilige e che
vorrebbe abbandonare a tutti i costi, quello del pivot di rincalzo. Lo
scorso anno ha fatto praticamente il cambio di Serafini, un compito che
proprio non gli compete e che è stato ben lieto quest'anno di affidare a Tommasini. Adesso il nostro vuole
conquistarsi un posto da ala nella Sinudyne, vuole magari rubare qualche
minuto all'amico Gianni Bertolotti, per
ottenere finalmente quello che vuole e in cui crede. Peterson ha sempre avuto fiducia in lui lo
scorso anno e spesso lo ha messo in campo in momenti assai difficili per la
squadra: quest'anno non mancherà di utilizzarlo anche da ala, riuscendo
probabilmente a ottenere da Loris quello che ancora gli mancava l'anno
scorso: la velocità di esecuzione nell'uno-contro-uno.
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