homepage

 

Virtus

 

gioc. italiani

gioc. stranieri

tecnici

dirigenti

sponsor

tifosi

 

stagioni

palmares

classifiche

il derby

 

case

libri

links

contatti

 

 

 

Marco Belinelli

nato a: San Giovanni in Persiceto (BO)

il: 25/03/86

altezza: 196

ruolo: guardia

numero di maglia: 9

 

Stagioni alla Virtus: 2001/02 - 2002/03

 

statistiche individuali

 

biografia su wikipedia

 

palmares individuale in Virtus: 1 Coppa Italia

 

.

 

 

Sanguettoli: «Capii subito che era speciale Ma divenne grande in un derby contro Mancio»

di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino - 30/06/2007

 

Marco Sanguettoli, 51 anni, allenatore delle giovanili Virtus, è stato uno dei primi allenatori, praticamente il primo, del Fenomeno di San Giovanni in Persiceto.

Sanguettoli, ricostruiamo la storia di Belinelli.

«Lo portò in Virtus Max Milli. Era un ‘allievo’, ma giocava già tra i ‘cadetti’ delle annate 1984 e 1985».

Capì subito che Marco sarebbe andato lontano?

«Aveva qualcosa di speciale. Se l’abbia notata la prima o la seconda volta non ricordo, però era speciale. Nella fluidità e nei movimenti».

Subito campione?

«No, in realtà per un anno e mezzo ha giocato senza ‘spostare’, come facevano altri suoi compagni più esperti. La consacrazione avvenne in un derby».

Sicuro?

«Sicurissimo. Lui da una parte, Mancinelli dall’altra. Marco ne fece 25, Mancio 30. Uno spettacolo, perché si sfidarono senza esclusione di colpi per vedere chi era il più forte».

Poi la prima squadra.

«Messina gli offrì questa vetrina: subito un canestro all’esordio».

E lei aveva già capito che sarebbe andato nella Nba.

«Questo no. Lo ammetto, seguo poco i professionisti Nba perché dal punto di vista tecnico possono insegnarti poco. Ma che sarebbe diventato un giocatore di livello era chiaro».

Difetti?

«Quello principale era legato alla difesa, un po’ leggerino. Repesa ha lavorato tanto e bene su questo. Poi, rispetto ai tempi delle giovanili, rinuncia spesso alle penetrazioni. Ma ha tutto per avere un grande arresto e tiro. E pure per giocare spalle a canestro».

I pregi?

«Persona serena, umile e disponibile, sempre. La sua forza per prendere tiri importanti. E poi dal punto di vista tecnico impara tutto alla svelta».

Insomma, tutto per diventare una prima scelta.

«Tra i giovani non ci sono certezze. Lui è stato fortunato e bravo allo stesso tempo. Ha trovato allenatori che gli hanno dato fiducia e l’hanno messo in campo. Prima Tanjevic, poi Repesa che lo ha assistito e creduto in lui. Sono davvero contento che Marco sia entrato nella Nba dalla porta principale. Sono felice per lui. E adesso, se permettete, gli spedisco un sms di congratulazioni».