Il
nuovo totem dell’area bianconera, Jamie Arnold, è stato presentato oggi
alla stampa e ai tifosi, nell’ambito degli incontri giornalieri con i
giocatori Virtus.
Perché hai deciso di venire in Virtus? “Conoscevo il club, sapevo quale
è il suo livello abituale, fin da quando sono arrivato in Europa, e so che
sono sempre stati competitivi e con un grande pubblico. Per cui, tanta
voglia di dare una mano, oltre al fatto che è stato subito chiaro che qui
si vuole costruire qualcosa di competitivo. Poi è bello sapere del
restyling della nuova arena, perché giocare in quell’ambiente sarà
qualcosa di entusiasmante. Sono veramente contento di essere qui, conosco
la storia e le ambizioni di questo club e spero di contribuire con il mio
massimo per costruire, assieme ai miei compagni, una squadra vincente”.
Ti puoi descrivere al pubblico italiano, essendo tu alla prima esperienza
qui? “Sono prima di tutto versatile, cerco di giocare in varie
posizioni anche all’interno della stessa partita, ma alla squadra, in
particolare, do sempre il mio cuore e la mia determinazione, anche perché
di talento, in questa Virtus, ce n’è già tanto”.
Conosci qualche compagno di squadra? “So che è stata fatta una squadra
ambiziosa, con molto lavoro della società, ed è per questo che sono venuto
qui. I nomi li conosco, anche se non mi sono ancora allenato con loro
(il primo stasera, ndr). Siamo pronti ad impegnarci da subito per
riuscire a mettere in piedi la miglior stagione possibile, per questo sono
curioso e non vedo l’ora di iniziare a lavorare con i miei futuri
compagni”.
è stato detto che
tu sei uno dei giocatori più esperti, per cui
Pasquali da te si aspetta qualcosa in più. “è
un ruolo che sono contento di ricoprire, sono abituato a farlo e lo
aspetto con impazienza. Non avrò problemi, sono pronto a raccogliere
questa sfida e a fare ciò che il coach mi chiederà di fare”.
Siena è una dinastia, cosa servirà per batterla? “So quanto vale, però
credo che la cosa più importante è lavorare su noi stessi, cercare gli
equilibri di squadra, lavorare duro e crescere giorno per giorno,
migliorando e provando ad ottenere il massimo. Rispetteremo Siena e tutte
le altre squadre, ma prima di tutto cerchiamo di crescere come gruppo”.
Hai già parlato con Pasquali? “Abbiamo
parlato varie volte telefonicamente, sia prima che dopo la firma, e da me
vuole ciò che ho sempre dato alle altre squadre in cui ho giocato da
quando sono in Europa. In questo momento non ho avuto altri colloqui
approfonditi, adesso più che altro dovremo iniziare a lavorare in
palestra, cercando di ascoltare i suoi consigli e le sue istruzioni”.
Hai giocato con Bynum, e conosci Boykins: che
differenze hanno? “So bene che tipo di giocatore è Bynum, e un po’ mi è
dispiaciuto quando lo abbiamo perso perché so quale sia il suo valore. Boykins non lo
conosco personalmente, ma tutti me ne hanno parlato molto bene, e sono
entusiasta di poter giocare con lui nella prossima stagione”.
Cosa ti aspetti dal campionato italiano? “è
uno dei più competitivi in Europa, so che devi dare il massimo ad ogni
partita, ma era quello che cercavo. Rispetto il suo livello, e ogni sera
sarà dura perché gli avversari daranno sempre il massimo per batterci.
Però, come detto, io amo le sfide e non vedo l’ora di giocare duro per
provare a vincere ogni partita”.
Qualcosa da dire ai fans? “Spero davvero di poter essere competitivo
ogni sera, anche se ogni gara sarà dura, ma daremo quanto loro vogliono da
noi. Lotteremo, ci alleneremo, perché ho visto che qui ci sono molte
aspettative. Può essere una annata speciale, con un programma speciale, e
per noi questa è una grande opportunità. Vi aspetto tutti alle partite”.

Garri, Jerebko e Smith attorno a Arnold
Arnold:
"Posso segnare più di tutti ma giocherò per la squadra"
di Stefano Valenti - La Repubblica -
16/11/2009
Jami Arnold, come va
il suo ginocchio? «Ho ancora dolore,
deciderò prima della partita». Settimana complessa:
più per la seconda sconfitta in fila o per il cambio d'allenatore?
«Le sconfitte fanno sempre male. In carriera
non avevo mai cambiato coach durante la stagione.
è arrivata
un po' d'aria
fresca». Non crede che il sistema attuale protegga
troppo i giocatori e colpisca solo gli allenatori?
«Non credo. E poi questa Virtus ha talento, basta trovare il modo
d'esprimerlo». S'aspettava il cambio?
«Ero stato felice del nostro inizio. Poi l'atmosfera è cambiata. Ma
se vuoi vincere devi superare certi momenti. Ne usciremo più forti».
L'allenatore ha pagato, è un avvertimento alla squadra?
«Non c'è bisogno di avvertimenti, non dobbiamo preoccuparci delle
decisioni del club, ma solo essere professionali».
Non si trovava a suo agio nel sistema di Pasquali?
«Il basket non è mai una questione personale. Segnare fa parte del mio
gioco, ma è più importante vincere, lasciando stare le cifre».
Bonicioìli com'è? «Spesso
l'atmosfera della
squadra riflette l'atteggiamento del coach, che può trasmettere serenità o
tensione. Lui dà entusiasmo. Ha
parlato tanto con noi, per capire quali fossero le frustrazioni.
Poi ha iniziato a cambiare qualcosa a livello tattico».
I suoi inizi di partita sono sempre energici. Poi, addio ritmo e
iniziativa. Questione fisica? «No. Ho sempre
iniziato in quintetto, poi minuti in panchina, a volte senza entrare nel
terzo quarto. Trovare il ritmo non è facile. Ma non
ho perso energia, o fiducia. E poi tutti possono avere il proprio momento.
Keith nel secondo quarto, Sharrod nel terzo, Earl nel finale...».
Giovannoni, il suo back-up, segna più di lei.
«Non lo sapevo. Felice per Gui: è un ottimo
compagno, dà spinta dalla panchina. Per me, parla la carriera. Posso
essere il miglior realizzatore della squadra, ma
non è il mio obiettivo». Boykins deve ancora
adeguarsi ai basket europeo? «Ogni giorno tutti
facciamo passi avanti, lui compreso. Ma
qui c'è qualità e talento in 12 giocatori.
Occorre pazienza: più ci conosciamo, più saremo competitivi».
La difesa non è male, Pesaro a parte. E il tagliafuori...
«Vero. Ma quando chiedi una difesa molto aggressiva sulla palla e
sulle linee di passaggio, capita di trovarsi fuori posizione per un
rimbalzo. E, nel caso mio, incontriamo avversarie che utilizzano ali forti
molto perimetrali. Mi allontanano da canestro, è dura prendere rimbalzi
dalla linea da tre». Ci sono due anime in questa
Virtus: americani e resto del mondo? «Non conta da
dove vieni, ma dove vuoi arrivare. Siamo una squadra forte e profonda.
Servirà tempo perla chimica, ma sarà decisiva».
Cosa chiede da oggi? «In 5 giorni non si
fanno miracoli, ma possiamo essere più attenti in difesa e più fluidi in
attacco. La strada è giusta, ma non è che un giorno ti alzi e dici: ok, da
oggi siamo una squadra vincente. Bisogna esserlo alla fine,
non all'inizio». La mano è buona, promette ai
tifosi di darla anche in difesa? «Ehi, vatti
a guardare i video... (e ride). Ci lavoro ogni
giorno, faccio ciò che serve alla squadra».Siena e Roma le ha viste?
«Due grandi squadre, non m'aspettavo Roma già così forte. Ma i
nostri primi rivali siamo noi: dobbiamo superare questo momento e non
preoccuparci degli altri».
Virtus, Arnold è rinato
di Claudio Limardi - Corriere dello
Sport/Stadio - 18/12/2008
La Virtus ha trovato una stella: Jamie Arnold nelle
ultime due partite ha cominciato a giocare da Jamie Arnold ovvero al
livello del giocatore che ha speso 11 anni di carriera in Europa ad
altissimo livello, che ha giocato nel Maccabi, che ha uno stipendio da "top-player".
I 12 punti e sei rimbalzi di Caserta non sono stati un bottino
stratosferico ma essendo maturati in gran parte nell'ultimo periodo quando
la partita se ne stava andando, assumono un significato diverso. Ma ad
Ostenda, Jamie è stato il migliore in campo. «è
un giocatore che ci dà profondità in attacco - dice coach Matteo
Boniciolli - non è una vera ala forte non è un vero centro ma può giocare
tutti e due i ruoli. Il nostro pacchetto di lunghi è di assoluta
affidabilità anche se Chiacig è l'unico centro puro. Sharrod Ford ad
esempio a Ostenda ha giocato sempre da ala grande e l'ha fatto bene anche
quando il coach avversario Badioli ha provato a tatticizzare la partita
opponendogli un giocatore grosso ma di 1,98».
BONICIOLLI - Arnold è un giocatore particolare e forse non proprio
adattissimo al sistema di Boniciolli, che ama i giocatori alti in rapporto
alla posizione di impiego. Poco più di due metri, e con un gioco
prevalentemente interno - non è atletico e quindi da ala può usare il tiro
da fuori ma non difendere a sette metri dal canestro o attaccare dal
palleggio - Arnold nel basket moderno è un atipico. Boniciolli nelle prime
uscite l'ha utilizzato come cambio di Chiacig, quindi da centro tattico.
Un ruolo minore, dettato anche da condizioni fisiche imperfette (il
ginocchio l'ha bloccato tre volte da quest'estate a oggi), che gli stava
stretto. «La differenza è che da qualche tempo si allena con continuità»,
rileva Boniciolli. E i risultati si vedono. A Ostenda oltre a segnare 22
punti, ha catturato 11 rimbalzi, ha fatto 5/6 ai liberi e messo tre
triple, a conferma che il suo raggio di tiro non è ristretto.
TERAMO - Ora il ruolo di Arnold dentro la Virtus potrebbe cambiare. Già
domenica, contro Valerio Amoroso, la sua taglia fisica sarà utile. Il
teramano è un centro che svaria e tira da tre. Ma non è veloce. Arnold ha
la taglia per stargli vicino e limitare le sue scorribande perimetrali.
«Comunque la partita di domenica è da considerare una gara di cartello.
Teramo è come la mia Avellino di un anno fa. Ogni partita che gioca contro
una grande, indipendentemente da storia e tradizione, è uno scontro al
vertice. Loro hanno perso due partite in casa con Siena e Milano, una per
colpa di tre tiri liberi a tempo scaduto e un'altra per un tap-in sulla
sirena di Mike Hall. Avessero quattro punti in più sarebbero davanti a noi
e nessuno si sentirebbe offeso. Il playmaker Peppe Poeta ad esempio è uno
dei giocatori più interessanti del campionato».
TATTICA - Boniciolli sta già preparando la gara con Teramo. Oltre ad
immaginare Arnold sulle tracce di Amoroso, sta ipotizzando l'impiego di
Guilherme Giovannoni da ala piccola, il ruolo che aveva all'inizio della
sua esperienza italiana, a Treviso. «Nel mio modo
di vedere il basket, l'unica ala piccola vera che abbiamo è Federico
Lestini, che anche a Ostenda ci ha dato minuti preziosi in momenti
delicati. Gui è uno dei pilastri della squadra e se vogliamo acquisire un
volto da grande usarlo sul perimetro rappresenta una strada da percorrere.
Ad esempio Teramo in quel ruolo ha David Moss, che è 1,98, è tosto e
potrebbe metterci in difficoltà».
Virtus, problema Arnold
di Claudio Limardi - Corriere dello
Sport/Stadio - 19/01/2009
La Virtus ha ufficialmente un problema di identità. La rivoluzione
semi-silenziosa di Matteo Boniciolli, ovvero il mutamento genetico della
squadra attraverso il cambiamento dei ruoli di tanti singoli, vive una
crisi di rigetto, specchiata nei risultati. La Virtus in campionato ha
perso quattro delle ultime sei gare e ha una striscia di tre sconfitte
consecutive in trasferta. Ma soprattutto nelle due partite più difficili,
quella di Siena e l'ultima a Treviso (che in casa ora è 8-0 quindi è di
fatto difficile da insidiare), non è esistita, è stata fragile
mentalmente, debole sul piano atletico e caratteriale. Ma è importante
fare chiarezza subito su alcune valutazioni e con la Coppa Italia che
incombe non è possibile rifletterci troppo a lungo.
LANGFORD - è
chiaro che oggi la Virtus vive un periodo di involuzione in cui si
scontrano la struttura della squadra pensata in estate da un allenatore
(Renato Pasquali) e le idee del nuovo coach. Se Boniciolli avesse
confezionato il roster dall'inizio oggi la Virtus avrebbe un organico
molto diverso. Non è mai stato così evidente come a Treviso. Dei quattro
americani, solo Keith Langford è stato brillante e solo Langford è nelle
grazie di Boniciolli. Il tecnico intanto è stato convocato dalla Procura
Federale per rispondere in merito alla doppia firma sul contratto con
Avellino e Virtus. Sharrod Ford, spostato dal ruolo di centro classico
della sua esperienza europea a quello di ala forte, emana bagliori di
classe e di adattamento (anche a Treviso splendida una sua conclusione
attaccando la linea di fondo, da esterno addirittura) ma non ha
continuità, probabilmente è ancora un po' confuso, involuto, di sicuro
l'adattamento non è stato del tutto assimilato.
ARNOLD - Il problema è Jamie Arnold, troppo piccolo
e troppo poco atletico per i gusti di Boniciolli. Fin dal primo momento è
parso chiaro che Arnold avrebbe avuto un problema a trovare spazio in una
squadra che prevede Chiacig come centro titolare e Ford ala grande. Come
cambio, Arnold è sacrificato, ha un salario e una carriera superiori a
questo impiego. Ovviamente ha avuto problemi al ginocchio - cronici - e in
settimana è stato anche distratto da questioni familiari, come la nascita
di Jamie jr. In più non ha partecipato alla trasferta di Samara. Ma a
Treviso dov'è stato uno dei meno peggio è rimasto in campo appena 20
minuti. Qual è il ruolo di Arnold in questa squadra? Perché Pasquali lo
vedeva come la prima opzione vicino a canestro, per Boniciolli è un
elemento di difficile collocazione. Alla fine la rinuncia ad Arnold
potrebbe diventare realisticamente l'unica strada percorribile per
correggere la squadra e renderla un po' più simile ai gusti di Boniciolli.
Contratto difficile da risolvere, contratto oneroso da gestire senza una
cessione e sostituto complicato da reperire visto che a quel punto
dovrebbe essere per forza di cose un centro da quintetto. Operazione nel
complesso difficile ma quali sono le alternative? L'idea potrebbe essere
una coppia di lunghi formata da Ford e un simil-Eric Williams, con Chiacig
e Giovannoni dalla panchina. Ma per ora Sabatini ha negato di poter
tornare sul mercato e anzi martedì ha invitato tutti a casa sua a cena.
ADDIO ARNOLD
di Claudio Limardi - Corriere dello Sport/Stadio
- 27/07/2009
La storia di Jamie Arnold alla Virtus è finita
ieri. Il giocatore arrivato in estate dall'Hapoel Gerusalemme, un veterano
da 11 stagioni in Europa, non è partito per la trasferta di Istanbul in
Eurochallenge contro il Galatasaray. «Non è una questione disciplinare -
dice il patron Claudio Sabatini - lamentiamo un rendimento scarso. Tira e
non prende il ferro, gli schiacciano in testa e non sta fornendo né un
esempio né qualità. Sapevamo che non era un leone in difesa ma ci
aspettavamo almeno di vedere l'intensità che hanno Boykins e Righetti, per
dire di due che stanno giocando al di sotto delle aspettative ma si
battono». Sabatini, mentre la squadra era in volo per la Turchia, ha
chiuso le porte ad ogni ripensamento. «Se ci arriveranno segnali
particolari li valuteremo ma oggi non credo che possa essere reintegrato.
E' fuori squadra, a disposizione. Noi andiamo sul mercato per un'altra ala
forte. Per accontentare Boniciolli non la prenderemo di 80 chili, ma non
cerchiamo un centrone, per essere chiari». Arnold ha avuto problemi fisici
fin dall'estate. Ha un ginocchio ballerino e per colpa della sua mancanza
di atletismo anche Renato Pasquali era perplesso su di lui. A suo tempo,
avrebbe preferito prendere LeRoy Hurd, ora a Pesaro, ma la società aveva
optato per un giocatore di alto profilo e Arnold lo era. In campo però il
rendimento di Jamie è stato modesto. «Non vorrei spendere il jolly di
mercato - dice Sabatini - quindi potremmo aspettare la finestra di mercato
di marzo, ma siamo abbastanza forti da poter restare così se non dovessimo
trovare un giocatore che ci convinca al di là di ogni dubbio». 34 anni,
2,03 di statura, Arnold in 14 gare giocate aveva 8,1 punti e 4,6 rimbalzi
di media.
RISOLUZIONE CONSENSUALE
DEL CONTRATTO TRA VIRTUS E ARNOLD
da virtus.it - 06/05/2009
Virtus Pallacanestro Bologna comunica di
aver risolto consensualmente con Jamie Arnold il contratto che legava il
giocatore alla Società.