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Fabrizio Ambrassa
nato a: Savigliano (CN)
il: 15/04/69
altezza: cm 195
ruolo: guardia
numero di maglia: 11
Stagioni alla Virtus: 2000/01
statistiche individuali
palmares individuale in Virtus: 1 scudetto, 1 Coppa Italia, 1 Euroleague
biografia su
wikipedia
DAVIDE AMBRASSA
"Il chi è chi" 96/97, redazione Superbasket
Se
una guardia-ala ogni tanto non dovesse anche penetrare e (possibilmente)
fare anche canestro, Fabrizio Ambrassa sarebbe quel giocatore ideale ...
A
parte questo è un elemento completo, con un tiro da fuori che fa male,
ragazzo intelligente, persona seria, passatore così così, freddo quando la
palla scotta ...
è forte fisicamente ma non
esplosivo, ha grande personalità ed è uno che non si fa mettere i piedi in
testa da nessuno ...

Parla Ambrassa: "Vorrei imitare Crippa"
di Alessandro Gallo - Il Resto del Carlino
- 29/01/2001
Ambrassa, ha firmato?
«Sì».
Fino a quando?
«Fino al termine della stagione. Il mio contratto con Imola - che scadrà nel
2002 - è stato temporaneamente ceduto alla Kinder. Domani pomeriggio sarò in
palestra».
Cosa rappresenta per lei la Virtus?
«Il meglio di quello che c'è in questo momento. Anzi, il meglio delle ultime
stagioni. Ha vinto anche in Eurolega».
Quando si è reso conto di essere bianconero?
«è stato tutto
molto veloce. C'erano voci sulla mia possibile uscita da Imola, ma nulla di
concreto. Poi è arrivata la Virtus».
E lei, da un giorno all'altro, passa dal quattordicesimo posto in
campionato alla vetta d'Italia e d'Europa.
«Imola è una società che ha una storia recente. Che ha raccolto risultati
importanti in pochi anni.
è fisiologico attraversare un periodo di transizione. Ma stanno
gettando le basi per un futuro... La Virtus è una garanzia».
Lei ha esordito in azzurro...
«Con Ettore Messina».
Che impressione le fece?
«Ottima. Feci tutte le selezioni ma, alla fine, non fui scelto per gli
europei di Barcellona. Ma ci lasciammo benissimo anche perché lui fu sempre
sincero con il sottoscritto. E quell'esperienza comunque mi ha arricchito».
Quali bianconeri conosce?
«Per frequentazione quotidiana nessuno. Anche se a Treviso ho giocato con Davide Bonora. Con Abbio
sono diviso da 20 chilometri di distanza. Veniamo dalla stessa terra».
Il suo soprannome è il Principe. Perché?
«Fu per caso. Ero a Roma, dovevo provare dei plantari. C'era un allenamento
in programma al mattino, Caja, che era considerato un sergente di ferro,
sapeva che dovevo fare quella prova, ma ai suoi allenamenti non bisognava
sgarrare sull'orario. I compagni mi videro arrivare in ritardo. E
tranquillo. Da lì in poi sono diventato il Principe».
Ci si chiede, nella Città dei Canestri, se ci siano punti di
contatto con la stagione 1997/98. Possiamo definirla il nuovo Crippa?
«Spero, soprattutto, di essere il Crippa della situazione. Perché Claudio è
arrivato qui e se n'è andato, dopo due stagioni, vincendo tutto».
Lei a Bologna per...
«Per portare il mio bagaglio di esperienza. E per dare sempre e comunque il
100 per cento in qualsiasi situazione».
Le hanno già dato la maglia?
«Per ora no».
Numero preferito?
«Ho sempre giocato con l'11. Ma non sarà un problema averne un altro. Sono a
disposizione della Kinder».
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